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ITALIA / SVIZZERA
23.01.2015 - 10:250
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

In Ticino e Insubria si fa moda: Roberta Redaelli

Esclusivo reportage della nostra redazione, per scoprire i talenti che fanno moda in Ticino e nella zona dell’Insubria

 

COMO - Due chiacchiere con RobertaRedaelli, uno dei talenti che fanno moda in Ticino e nella zona dell’Insubria.

Come ti sei interessata alla moda?

Diciamo che l’interesse per la moda è sempre stato qualcosa di profondamente radicato in me fin da bambina. Il mio sogno era di fare la stilista o la costumista per qualche importante teatro come per esempio La Scala di Milano (chissà che qualcuno non mi proponga una collaborazione in tal senso) e grazie a tanta gavetta e a tanta determinazione posso dire di avercela fatta. Sicuramente mi ha aiutata molto la mia formazione presso la Scuola d’Arte dove mi sono specializzata in disegno tessile perché mi ha consentito di guardare alla moda come ad una particolare forma d’arte e non solo come a qualcosa di meramente commerciale e privo di anima. Per me ogni abito e ogni accessorio che creo sono delle piccole opere d’arte dove il mio amore per la moda e l’ispirazione artistica trovano una perfetta sublimazione.

Chi ha ispirato il tuo stile e da dove trai spunto per creare?

A rischio di sembrare presuntuosa posso dire che non mi sono ispirata a nessuno stilista se non a me stessa e al mio personale modo di vedere la moda, alla mia personale concezione stilistica. Credo che ogni stilista che voglia essere considerato tale debba guardare solo a se stesso senza cercare di cavalcare l’onda di qualcun altro per non finire presto nel dimenticatoio. Ammetto però di essere sempre stata affascinata dalle linee del passato, degli anni ’40-’50-’60 perché ben si sposano con la mia idea di una donna sempre femminile e sensuale ma mai volgare anche se negli ultimi anni mi piace molto mixare queste suggestioni con elementi contemporanei come linee depurate e modernizzate o materiali d’avanguardia perché in questo lavoro è fondamentale non restare radicati nel passato ma guardare sempre al futuro senza paura di evolversi costantemente.

C’è uno spazio ideale in cui preferisci lavorare?

Qui mi tocchi sul vivo. Il luogo dove amo rintanarmi per dedicarmi liberamente alla creazione delle mie collezioni è la mia casa di Ginevra dove vive mio marito e dove posso trovare tutta la calma e la concetrazione di cui ho bisogno in vista di ogni nuova sfida. Nonostante io sia comasca e mi divida tra Como e Ginevra è lì che mi sento davvero a casa, dove sento di avere il mio più grande punto di riferimento. Tuttavia Como rimane sempre il luogo di mille ricordi e avrà sempre un posto speciale nel mio cuore e nella mio opera stilistica.

E le tue basi culturali, le tue origini, influenzano il tuo stile?

Su questa domanda non ho dubbi. Assolutamente si. La mia formazione artistica è imprescindibile nelle mie creazioni. L’arte e in parte minore la storia sono due elementi che formano un filo rosso nella mia attività che l’attraversa dagli inizi ad oggi. Così come è imprescindibile la mia origine comasca. Como è ed è sempre stato uno dei più importanti distretti tessili e serici del mondo. La sensibilità per la materia, per la qualità, la costante ricerca di tutto ciò che è avanguardia, la capacità di rinnovarsi costantemente per restare sul mercato sono qualcosa che si riflette sul mio lavoro. Aver lavorato per le più importanti aziende tessili comasche come designer di tessuti prima di fondare la mia Maison mi ha permesso di sviluppare una particolare attenzione per i tessuti, per la materia di cui è fatto ogni singolo capo spingendomi a cercare sempre cose nuove e mai viste prima per proporre alle mie clienti una moda che sia sempre unica e originale. Inoltre mi ha consentito di sviluppare una mia grandissima passione che è quella per le stampe. Per ogni collezione realizzo personalmente una o più stampe inedite partendo da un’ispirazione iniziale che è sempre diversa, come se ogni stampa fosse un mio quadro d’autore.

Quali sono i tessuti che preferisci per le tue creazioni?

Il tessuto principe delle mie creazioni è la maglia. Grazie a molti anni di lavoro e di sperimentazione sono giunta con il mio team a sviluppare un processo innovativo di lavorazione della stessa grazie al quale diamo vita a capi che mantengono l’elasticità e il comfort della maglia avendo però un aspetto strutturato e una inalterabilità delle forme che consente ad ogni pezzo di scolpirsi sulla figura della donna che lo indossa esaltandola senza deformarsi. Questo processo innovativo che abbiamo messo a punto permette anche di realizzare capi senza cerniere e senza fodere che possono essere rinchiusi in minuscole valigie senza bisogno di doverli poi stirare, insomma una moda perfetta per le donne di oggi sempre in viaggio e con poco tempo ma che non vogliono rinunciare ad essere femminili.

Alla maglia affianco in genere la seta che trovo un tessuto meraviglioso sia per l’estate che per l’inverno e diversi materiali d’avanguardia come il Sensitive Ultra Light Firming un tessuto brevettato con effetto antirughe e rassodante, o il filato di bioceramica e il filato d’argento dalle comprovate virtù antibatteriche per una moda che non è solo bella ma fa anche bene. E ultimo ma non meno importante la pelle d’anguilla che abbiamo deciso di stampare (in anticipo su tutti); è un materiale stupendo leggerissimo ma molto resistente con una particolare consistenza “cruchy” che lo rende assolutamente unico. Per l’estate ci sarà un nuovo materiale ma per ora è assolutamente top secret!

Esiste una donna/uomo in particolare che vorresti vestire?

Il mio obbiettivo è di vestire tutte le donne per farle sentire bene e uniche. Se dovessi proprio scegliere forse vorrei vestire una donna come Vittoria Puccini. È un’attrice di talento, sempre elegante anche in versione casual. Molto femminile ma con un suo stile originale. Sarebbe perfetta per incarnare la mia donna contemporanea, dinamica ma sempre fedele a se stessa e non disposta a cambiare per niente e per nessuno. Mi piacerebbe vestire anche Serena Autieri, donna sempre bellissima ed elegante ma mai sopra le righe.

C’è una figura femminile reale o non reale che ammiri in modo particolare?

Ma ammirare è forse il termine sbagliato. Diciamo che sono sempre stata molto incuriosita, attratta da figure come quella di Mata Hari, donne che hanno fatto la storia con la loro bellezza, con la loro intelligenza. Donne che non hanno avuto paura di rischiare e di essere molto più avanti dei tempi. Donne che non si sono mai arrese e hanno combattuto per la loro causa giusta o sbagliata che fosse. Ecco si, dicamo che ammiro tutte quelle donne che non si sono mai fatte piegare dalla vita ma hanno sempre vissuto con coraggio e determinazione.

Hai un’icona di stile?

No, non ho una figura di riferimento a cui guardare come fonte di ispirazione. Per me lo stile è qualcosa di puramente soggettivo e di mai volgare. Guardo più che altro alle donne del passato che hanno saputo fare dell’eleganza e della voglia di distinguersi un punto chiave del proprio stile, come Katherine Hepburn o Sofia Loren senza dimenticare Audry Hepburn e il suo tubino nero in Colazione da Tiffany (la dimostrazione che gli accessori e la classe fanno tutto), mantendo però sempre un occhio attento verso il presente e verso quelle che sono considerate le nuove icone di stile perché è importante tenere sempre il polso del momento storico in cui si vive e sapere cosa le donne vogliono o meglio cosa vorranno ma senza ancora saperlo.

Quali sono gli oggetti fashion indispensabili per te o a cui sei molto legata?

Forse un po’ in contro tendenza ti dirò che l’oggetto per me davvero irrinunciabile sono le cinture. Amo crearne e indossarne di particolari mixandole con capi essenziali per renderle un elemento chiave di ogni mio look. Non nego che come ogni donna amo anche le borse e tutti gli accessori perché penso che siano i dettagli a fare la differenza. Puoi indossare anche un paio di jeans e una t-shirt bianca o un abito in maglia semplicissimo ma con gli accessori giusti sei pronta per il Red Carpet. E…beh devo farti un’altra confessione un elemento per me assolutamente irrinunciabile è un bel rossetto rosso, ne basta una passata sulle labbra e sei pronta ad affrontare qualsiasi giornata.

Quali obiettivi hai per il futuro e per la tua carriera come designer di moda?

Bella domanda. Per il futuro ho diversi obbiettivi tra cui sicuramente far conoscere sempre di più il mio brand. Al riguardo ho in ballo diversi progetti ma non posso dire ancora nulla per scaramanzia! Spero che ci siano sempre nuove possibilità di collaborazione anche non esattamente di moda nel senso collaborazioni con aziende di design o con realtà artistiche. Amo molto le sfide e avere la possibilità di intraprendere esperienze creative sempre diverse perché ritengo siano fondamentali per evolversi e creare sempre qualcosa di nuovo.

Cosa vorresti dire e consigliare ai giovani che aspirano ad entrare nell’industria della moda come fashion designer?

Ai giovani che vogliono intraprendere questa magnifica avventura direi che purtroppo non esistono formule magiche e che serve tanta ma tanta perseveranza. Solo con una grande voglia di imparare e con la determinazione si riesce ad andare avanti creando qualcosa di duraturo. Il consiglio che posso dare è di non aver mai paura di osare e di andare contro corrente. Spesso si tende ad uniformarsi al gusto del momento sperando di farsi notare e di vendere di più ma è solo una cosa effimera. L’unico modo per distinguersi davvero è essere sempre se stessi e non tradire il proprio senso creativo, la propria vena artistica. Non bisogna mollare davanti alle prime difficoltà e alle stroncature ma far tesoro delle critiche per crescere.

Tuttavia serve anche del senso critico purtroppo non è un lavoro che si può improvvisare e non tutti sono davvero portati per cui ai giovani dico non fatevi prendere solo dall’entusiasmo e della speranza di una carriera facile, valutate se davvero è la strada che fa per voi e se siete disposti a fare dei sacrifici per arrivare. La vetta purtroppo è solo per pochi.

Redazione: fashionchannel.ch – Fashion editor & Content manager : Sara Biondi

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