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Lo strano destino dei bagagli perduti

Che fine fanno i bagagli che dimentichiamo in aeroporto? In Olanda vengono messi all'asta. In Alabama finiscono in un negozio. Entrambe sono diventate delle vere e proprie attrazioni turistiche.
Lo strano destino dei bagagli perduti
Che fine fanno i bagagli che dimentichiamo in aeroporto? In Olanda vengono messi all'asta. In Alabama finiscono in un negozio. Entrambe sono diventate delle vere e proprie attrazioni turistiche.

La preparazione delle valigie è spesso un momento di festa, legata alle vacanze o a viaggi a lungo desiderati. Fare le valigie è un momento importante, guai a sbagliare e dimenticare le cose essenziali. Vedere la nostra valigia sul nastro della consegna bagagli ci fa tirare un sospiro di sollievo. Ma cosa succede quando il nastro trasportatore continua a girare e del nostro bagaglio non vi è traccia? Ecco, quello è un momento che può compromettere del tutto la riuscita di un viaggio e dare vita ad una serie di incombenze tutt'altro che piacevoli anche se necessarie. Smarrire il proprio bagaglio è più comune di quel che si pensi dato che le compagnie aeree si trovano a dover gestire ogni anno miliardi di valigie in tutto il mondo che possono andare perse o essere danneggiate per un errore umano o un malfunzionamento tecnico: si stima che lo scorso anno siano state danneggiate o smarrite ventiquattro miliardi di valigie, quasi cinque ogni mille viaggiatori, e ciò rappresenta una spesa enorme per il settore del trasporto aereo. Nel maggio 2026, ad esempio, il sistema di gestione bagagli di Heathrow si è bloccato, e ventimila bagagli non sono mai giunti a destinazione.

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Bagagli persi, lo scorso anno spesi oltre sei miliardi di dollari
Secondo la Sita, leader mondiale nelle comunicazioni del trasporto aereo, nel 2025 le valigie smarrite hanno rappresentato una spesa di oltre sei miliardi di dollari, duecentosessanta dollari a valigia. Come spiegato da Nicole Hogg, portfolio manager dei bagagli presso la Sita, “se si pensa che il guadagno netto per passeggero è di circa otto dollari, una sola valigia può annullare il guadagno ottenuto vendendo trenta posti”.

In tre quarti dei casi la valigia è solo in ritardo e viene riconsegnata al legittimo proprietario nel giro di pochi giorni, nel venti per cento dei casi la valigia viene danneggiata mentre nel quattro per cento di essi il bagaglio è andato definitivamente perso. Quando viene consegnato al check-in. il bagaglio riceve un codice identificativo che lo collega con il proprietario, il volo e la destinazione da raggiungere facendolo entrare in una rete automatizzata di riconoscimento e smistamento dei bagagli fino a che gli stessi non vengono riconsegnati ai proprietari. Ciò in teoria, perchè secondo Sita “oltre il quaranta per cento delle compagnie e circa un terzo degli aeroporti non condividono tutte le informazioni necessarie”, motivo per cui non sempre è possibile ricostruire in tempi brevi quale sia stato il tragitto del bagaglio andato smarrito. Nel caso in cui ciò accada, la prima cosa da fare è compilare, presso l'ufficio Lost and Found dell'aeroporto, il cosiddetto Pir, Property Irregularity Report, il documento ufficiale che secondo l'articolo 31 della Convenzione di Montreal, segnala alla compagnia aerea i problemi legati al bagaglio, allegando il talloncino del bagaglio con il codice identificativo e facendo una descrizione quanto più dettagliata della valigia smarrita. Una volta compilato questo modulo, le informazioni fornite entrano nel WorldTracer, un sistema globale di tracciamento gestito da Sita in collaborazione con Iata, International Air Trasport Association, che incrocia tutti i dati forniti in relazione ad un determinato bagaglio, non solo il numero di tracciamento ma anche la descrizione della tipologia di valigia, il suo contenuto e altri dati simili.

ImagoIl negozio The Unclaimed Baggage in Alabama dove si posono trovare gli oggetti contenuti nelle valigie dimenticate in aeroporto

Valigie aperte in cerca del proprietario
Ogni volta che si riesce ad individuare il legittimo proprietario, il bagaglio viene classificato come 'rush bag', ossia una valigia che deve viaggiare senza quest'ultimo, e spedita al luogo di destinazione, per poi essere consegnata tramite corriere alla dimora di colui che l'ha smarrita. Se entro ventuno giorni dalla data prevista per l'arrivo non viene identificato il proprietario del bagaglio questo viene classificato come smarrito, e le compagnie aeree continuano il loro lavoro di ricerca aprendo la valigia e servendosi di qualsiasi oggetto utile che possa servire ad individuare la persona a cui riconsegnare lo stesso. Per le compagnie aeree dell'Unione europea, e per quelle dei Paesi che aderiscono alla Convenzione di Montreal, il limite massimo di responsabilità è stato fissato in 1.519 Dsp, ossia Diritti Speciali di Prelievo per passeggero, non trattandosi però di un rimborso automatico dato che il valore di quanto andato perso deve essere dimostrato dal passeggero. Nel caso in cui sia passato del tempo, in genere tre mesi, senza che sia stato possibile effettuare la riconsegna del bagaglio, ogni compagnia aerea, secondo i contratti stipulati da ciascuna, può adottare la soluzione che ritiene più opportuna cedendolo a della società specializzate o a case d'asta, dandoli in beneficenza oppure destinandoli all'inceneritore.

Oggetti in vendita
A Scottsboro, in Alabama, si trova il negozio al dettaglio Unclaimed Baggage, dove vengono venduti gli oggetti ritrovati dentro i bagagli andati smarriti e non reclamati. Sul loro sito si presentano come "L'unico rivenditore nazionale di bagagli smarriti". Si tratta di una vera e propria attrazione turistica visitata ogni anno da milioni di persone spinte dalla curiosità di vedere cosa si cela dentro tali valigie e desiderose di accapparrarsi articoli di proprio interesse a prezzi scontati fino all'ottanta per cento. Nato nel 1970 dall'idea dell'assicuratore Doyle Owens che decise di acquistare i bagagli rimasti abbandonati sugli autobus Trailways, il negozio ebbe un immediato successo e crebbe di importanza grazie anche a delle partnership stipulate con le compagnie nazionali degli Stati Uniti.

ImagoAd Amsterdam si tiene un'asta degli oggetti contenuti nelle valigie dimenticate all'aeroporto di Schiphol

L'asta di bagagli ad Amsterdam
La rivista Internazionale, invece, ha da poco pubblicato un articolo della giornalista Laura Hoogenraad per la rivista dei Paesi Bassi Nrc nel quale racconta di essersi fatta tentare dal partecipare ad un'asta pubblica avente ad oggetto proprio i bagagli smarriti a Schiphol, l'aeroporto di Amsterdam. A queste aste il pubblico è variegato e partecipano anche molti giovani, interessati ad acquistare carrelli pieni zeppi di valigie che vengono venduti anche a più di mille euro perchè “i bagagli smarriti hanno un certo fascino. Non sono cose di cui qualcuno si è disfatti cedendole ad un mercatino o ad un negozio dell'usato, ma oggetti che i proprietari volevano avere con sé quando sono partiti di casa”. Come raccontato dalla Hoogenraad “molte persone si divertono a seguire online il momento in cui le valigie vengono aperte: le dirette ed i video hanno migliaia di visualizzazioni”. Wietse Drent, un abituale visitatore dell'asta, suggerisce alla giornalista di “prendere i carrelli con i bagagli a mano perchè la gente lì mette le cose di valore”. Il trentanovenne racconta di aver trovato nei bagagli acquistati alcune cose di valore, come una borsa Chanel nuova di zecca o un dispositivo medico contro le apnee notturne rivendute poi online con un ottimo margine di guadagno, comprando altri carrelli perchè “anche questo dà dipendenza, a pensarci bene. E' una botta di adrenalina”. La volontà, per Drent, non è quella di arricchirsi, “ma di trascorrere un po' di tempo in allegria con gli amici” che gli offrono soldi “per aprire una alla volta le valigie sorseggiando qualche birra”.

Le aperture delle valigie mostrate nei video sui social
Non sempre però si riesce a fare dei buoni affari e l'uomo ha raccontato di aver trovato anche cose di scarso valore, poi finite nel contenitore per riciclare i vestiti usati o nella spazzatura come quando, dentro la valigia di una persona che aveva chiaramente partecipato alla maratona di Amsterdam, vi erano “un pettorale con il numero di gara e un mucchio di vestiti sporchi e bagnati fradici”. I dispositivi elettronici di piccole dimensioni vengono destinati ad un'asta a parte, mentre i computer, i tablet e i telefoni vengono smaltiti in maniera sostenibile. Una volta privata la valigia di questi oggetti, e di qualsiasi altro di natura personale, come documenti o etichette, la stessa viene destinata all'asta. Rutger Alexander Mooji è una vera celebrità del settore, e nei suoi video su TikTok ed Instagram, ha aperto “almeno un centinaio di valigie con decine di migliaia di spettatori” dato che la gente “è curiosissima”. La verità però è che da quando i prezzi delle aste sono saliti alle stelle per via della notorietà acquisita sui social, non è più così conveniente parteciparvi sperando di poterci guadagnare qualcosa. Come confermato da Mooji “recuperare i soldi che ci hai investito è impossibile” ed anche il content creator si è detto stanco di commentare magliette e vestiti altrui. A prescindere dal valore degli oggetti smarriti, rimane il fatto che perdere la propria valigia rimane l'incubo di ogni viaggiatore che fa affidamento sulla stessa per poter viaggiare in tranquillità e rimane invece a fissare un nostro trasportatore che gira a vuoto.


Appendice 1

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ImagoIl negozio The Unclaimed Baggage in Alabama dove si posono trovare gli oggetti contenuti nelle valigie dimenticate in aeroporto

ImagoIl negozio The Unclaimed Baggage in Alabama, è diventato ormai un'attrazione turistica

ImagoAd Amsterdam si tiene un'asta degli oggetti contenuti nelle valigie dimenticate all'aeroporto di Schiphol

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