Vaccini in regalo per i nababbi in vacanza

Dalla Thailandia a Cuba, fino a Dubai e in India. I pacchetti viaggio con incluso un vaccino a peso d'oro.

di Redazione
di Simona Gautieri

Il concetto di salvezza dei nostri giorni ha la forma e la consistenza di una fiala di vaccino anti Covid. La speranza di poter tornare ad una vita normale, in cui mascherine e distanziamento sociale siano solo un vago ricordo, è riposta nei vaccini anti Covid messi in commercio e destinati alla popolazione, con diverso ordine di priorità a seconda dell’età e del lavoro svolto. Ci sono Paesi virtuosi, come Israele, in cui la campagna vaccinale si trova già ad un ottimo punto e altri, come quelli europei, in cui si ha il problema della scarsità di approvvigionamento da parte delle case farmaceutiche.


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Una babele di vaccini - Fino ad ora sono state somministrate più di 40 milioni di dosi di vaccini contro il Covid-19: nei 60 paesi che hanno dato avvio alla propria campagna vaccinale vive il 61% della popolazione mondiale ma il 90% delle vaccinazioni è stato compiuto in undici paesi. Nell’Unione europea è stato vaccinato più o meno l‘1,2% della popolazione mentre in Israele ne è già stata vaccinato il 24,5%, pari  2,12 milioni di persone. Attualmente sono sul mercato 8 vaccini anti Covid e tutti, a parte quello prodotto dalla Johnson&Johnson, in attesa di approvazione da parte dell’Ema, necessitano di due dosi per essere efficaci. Oltre a quelli attualmente in uso in Europa, Nordamerica e Israele, ci sono i vaccini cinesi Sinopharm, utilizzato negli Emirati Uniti, Bahrain, Giordania e Seychelles e Sinovac, distribuito in Indonesia, Brasile e Turchia. Il vaccino Sputnik V, del centro russo Gamaleya, è stato invece adottato in Russia, Argentina, Bielorussia e Serbia. Quella della scoperta e commercializzazione dei vaccini in grado di immunizzare contro il Covid 19 è stata una corsa contro il tempo che ha visto nascere importanti collaborazioni internazionali e lo stanziamento di ingenti finanziamenti per avviare, quanto prima, una poderosa campagna vaccinale.

La lentezza dei vaccini - Un anno dopo lo scoppio della pandemia, però, i risultati raggiunti non sono all’altezza delle aspettative: in Europa, come detto, le vaccinazioni procedono con estrema lentezza e ci si interroga su dove siano finiti gli stock già prodotti da Pfizer e AstraZeneca. Di recente la Spagna ha annunciato il rinvio di due settimane del proseguimento delle vaccinazioni perché le scorte iniziano a scarseggiare mentre in Italia si è ben lontani dall’aver completato la prima fase della campagna vaccinale. Nel Continente africano il numero delle persone vaccinate è più che esiguo ed in Sudafrica, a fronte della scoperta di una nuova variante del coronavirus, la campagna vaccinale è stata sospesa. L’accesso ai vaccini per i Paesi a basso e medio reddito continua ad essere un problema irrisolto anche in considerazione del fatto che, come affermato da Medici Senza Frontiere, “molti Paesi ricchi hanno ordinato dosi di vaccino per un numero superiore alla propria popolazione, in alcuni casi fino a tre volte, e alcuni sono persino pronti a ricevere vaccini da Covax, unica possibilità di accesso per molti Paesi in via di sviluppo”.

Il nuovo business


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Mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unicef invitano i Paesi più ricchi a condividere le loro dosi di vaccino con quelli più poveri, c’è chi, fiutando il nuovo business, ha pensato di fare dei vaccini un affare. E’ di pochi giorni fa la notizia, diffusa dai giornali britannici ‘The Telegraph’ e ‘The Independent, dell’esistenza di una nuova forma di vacanza ai tempi della pandemia: ‘the vaccine tourism’, ossia il turismo vaccinale.


Reuters

Il caso della Florida - Di fatto paghi un pacchetto vacanza e, in barba ai tempi di attesa imposti dalla sanità pubblica, ottieni il vaccino anti Covid, prima dose e richiamo compreso. Ciò che può sembrare una notizia sensazionalistica ed infondata è, in realtà, assolutamente vera e sono diversi i Paesi che si sono organizzati per dare il via a questo tipo di offerta turistica. Antesignana è stata la Florida che, lo scorso gennaio, ha registrato un boom di presenze turistiche. Complice, infatti, un errore burocratico si era dato il via alla campagna vaccinale per chiunque avesse compiuto i 65 anni d’età a prescindere dal fatto che avesse o meno la residenza. Motivo per cui, canadesi, sudamericani, oltre che gli stessi statunitensi provenienti da altri stati, si sono riversati in massa in Florida per essere vaccinati. A seguito della pioggia di critiche cadute sull’amministrazione, per aver dato la priorità a cittadini non residenti in Florida, si è poi corso ai ripari aggiungendo, come requisito per ottenere le dosi di vaccino anti Covid, l’essere in possesso del certificato di residenza.


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In Thailandia vacanze e vaccino - Nel 2019 la Thailandia ha registrato la cifra record di 40 milioni di turisti: un successo che sembrava destinato a ripetersi l’anno successivo, andando così ad arricchire il settore turistico che vale, da solo, un quinto del prodotto interno lordo del Paese. Allo scoppio della pandemia da Covid-19, invece, così come nel resto del mondo, il settore turistico è entrato fortemente in crisi e, da ottobre dello scorso anno ad oggi, pochissime persone sono andate a visitare la Thailandia scoraggiate dal doversi sobbarcare due settimane di quarantena obbligatoria. La crisi del settore turistico ha comportato la chiusura di oltre mille aziende e di un numero incalcolabile di esercizi commerciali gravitanti intorno al  settore turistico. E’ per questo motivo che il presidente del Consiglio del turismo thailandese, ha annunciato che, al concludersi del primo ciclo di vaccinazione delle categorie di cittadini a più alto rischio, verranno creati dei pacchetti vacanza con possibilità, per i turisti, di potersi vaccinare anch’essi contro il Covid. Come poi sottolineato dallo stesso ministro, la fattibilità del progetto dipenderà anche dalla disponibilità dei vaccini: per ora, in Thailandia, è stato utilizzato il vaccino cinese Sinovac Biotech ma da maggio dovrebbe essere utilizzato anche quello prodotto da AstraZeneca. L’obiettivo è quello di vaccinare almeno 33 milioni di persone, la metà circa della popolazione, entro la fine di quest’anno. Se dovesse poi concretizzarsi il progetto delle offerte turistiche legate al vaccino, sono allo studio dei pacchetti vacanza dal costo di 150 mila bath, circa 4 mila franchi, comprendente il soggiorno in hotel, o strutture private autorizzate, e, ovviamente, l’agognato vaccino. L’autorizzazione all’avvio del progetto verrà data dalla Food and Drug Administration e vedrà la stipula di convenzioni tra operatori turistici del Regno e ospedali privati dove i vacanzieri verranno immunizzati prima di poter circolare liberamente per il Paese. In Thailandia sono infatti presenti decine di migliaia di centri benessere ed ospedali privati che, da anni, si prendono cura di pazienti provenienti da ogni parte del mondo, in special modo dai Paesi arabi. Il maggiore ostacolo da superare per dare inizio al progetto consiste nel fatto che la Thailandia non è, attualmente, in grado di produrre autonomamente un proprio vaccino, nonostante una delle aziende autorizzate appartenga proprio al re Vajiralongkorn.


Keystone

 L’India punta su clienti selezionati - Anche l’India è scesa in campo nella corsa al ‘vaccine tourism’ e da più di un mese ci sono agenzie turistiche attive nel proporre tali tipi di viaggio. Di recente, una nota agenzia indiana ha pubblicizzato, tramite Twitter, un pacchetto turistico comprendente il vaccino anti Covid rivolto a clienti selezionati. L’offerta ha un costo di 2 mila dollari a persona, comprendente i biglietti aerei Mumbay-New York, andata e ritorno, pernottamento in hotel per 4 notti e la dose di vaccino anti Covid. Diffusasi la notizia, l’agenzia è stata sommersa di critiche ed il modulo online, scaricabile fino a poche ore prima, è rapidamente scomparso.


Reuters

La sfarzosa villa di Dubai dove ci si vaccina - Esempi di agenzie turistiche che si stanno organizzando in tal senso non mancano neanche nel Vecchio Continente. In Europa, il primo a proporre ai propri clienti una simile offerta turistica, è stato il club privato ‘Knightsbridge Circle’ con sede a Londra. Diventando soci del club, con il versamento della quota d’iscrizione annua di 25 mila sterline, circa 28 mila franchi, si ha la possibilità di partecipare ad uno di questi ‘viaggi sicuri’ offerti dal club con destinazione Dubai. Volando su di un jet privato, i soci possono arrivare a Dubai e soggiornare in un hotel di lusso o in una sfarzosa villa dove viene messo a loro disposizione il personale di servizio ed uno chef privato. Scopo del viaggio è quello di ricevere privatamente il vaccino anti Covid: la prima dose all’arrivo e la seconda dopo aver atteso le dovute  3 settimane. Il costo del volo in prima classe con Emirates ed il soggiorno hanno un costo di 40 mila sterline, circa 46 mila franchi a persona, mentre il costo del vaccino è compreso nella quota associativa annuale. Ad oggi solo chi ha compiuto i 65 anni può far richiesta di partecipare a questi viaggi di lusso. Il direttore della Knightsbridge Circle, Stuart McNeil ha dichiarato che “Sono settimane che stiamo vaccinando persone negli Emirati Arabi Uniti con i vaccini Pfizer o Sinopharm che richiedono 21 giorni di attesa tra le due dosi. Cominciamo anche con AstraZeneca in India” per aggiungere che “mandiamo i nostri medici a casa dei clienti per fare il test PCR necessario per poter viaggiare. Li riceviamo in aeroporto per poi accompagnarli, il giorno dopo, a ricevere la prima dose del vaccino”.

Tra accuse e smentite - Rimane il mistero di come sia possibile operare in tale modo se la legge non lo prevede ma il direttore McNeil non ha mai fornito spiegazioni in merito. Dopo lo scandalo scoppiato a seguito di tali dichiarazioni, il governo degli Emirati Arabi si è affrettato a smentire quanto sostenuto da McNeil, essendo il vaccino formalmente riservato solo ai residenti, anche se, come affermato dalla giornalista italiana Elisabetta Norzi che vive lì “Il governo ha smentito questa possibilità ma non escludo che sia successo”. Gli Emirati Arabi Uniti sono partiti in anticipo con la campagna vaccinale avendo registrato ufficialmente il vaccino contro il Covid-19 prodotto dalla cinese Sinopharm, con una certificazione di efficacia dell’86% nella fase 3 della sua sperimentazione. Già lo scorso novembre il governatore di Dubai, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al-Maktoum, aveva dichiarato di aver ricevuto una dose sperimentale del vaccino parimenti ad altri alti funzionari che hanno fatto da testimonial ai test in corso.


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Cuba: vaccini gratis ai turisti - Tra coloro che stanno studiando il modo di poter risollevare il settore turistico in crisi grazie alla promessa del vaccino anti Covid vi è anche Cuba che si dice pronta a vaccinare gratuitamente i turisti che vorranno approdare nell’isola. A differenza dei casi visti fino ad ora, Cuba, nonostante il boicottaggio economico, è al lavoro su 4 diversi vaccini: Soberana 01 e Soberana 02 creati dall’istituto epidemiologico cubano Finlay e Mambisa e Abdala sviluppati dal Centro di ingegneria genetica e biotecnologia, Cigb. “I vaccini cubani stanno andando bene” ha dichiarato Eduardo Martinez, presidente di BioCubaFarma, una società statale che riunisce 21 centri di ricerca e 32 aziende di settore e che si occuperà della produzione dei vaccini cubani. Soberana 02, dopo i primi ottimi riscontri, sta per iniziare la fase 3 della sperimentazione e, una volta approvato, secondo i piani del governo cubano, sarà messo a disposizione, oltre che dei cittadini cubani, anche di qualunque turista che decida di andare in vacanza a Cuba. Vincent Verez, direttore dell’Istituto Finlay, ha infatti dichiarato che “Noi non siamo una multinazionale che considera una priorità il profitto finanziario, il nostro obiettivo è creare salute” aggiungendo che la distribuzione commerciale “avrà una strategia umanitaria”. Come riporta l’agenzia Prensa Latina, dopo l’approvazione del vaccino, Cuba sarà in grado di produrre fino a 100 milioni di dosi di vaccino per garantire il raggiungimento della immunità di gregge, per poi metterlo a disposizione dei turisti e delle nazioni interessate. L’annuncio della messa a disposizione del vaccino cubano ai turisti, notizia rilanciata in tutto il mondo dal New York Times, ha lasciato però perplesso Carmelo Mesa, esule cubano e professore emerito di Economia a Pittsburgh, considerato il maggiore esperto di economia cubana. Secondo Mesa “ la produzione di un vaccino, di qualsiasi vaccino e non solo quello contro il Covid, richiede tutta una serie di prove cliniche con un numero importante di persone. Almeno 10 mila: io non ho visto nessuna pubblicazione in cui si dimostri che questi vaccini sono effettivi e che non abbiano conseguenze negative”. La crisi del settore turistico ha messo in ginocchio la precaria economia locale, basata in prevalenza proprio sul settore turistico, già fortemente provata dai dazi economici voluti da Donald Trump e colpita dalla fine del sussidio petrolifero venezuelano.

Il crollo del turismo

 


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In un anno persi 1300 miliardi di dollari - La crisi del turismo ha tuttavia riguardato l’intero settore a livello globale. L’Organizzazione mondiale del turismo, Omt-Unwto, ha annunciato che sono andati persi 1.300 miliardi di dollari nel 2020 a causa delle restrizioni ai viaggi dovute dalla pandemia. Tale cifra rappresenta, secondo il comunicato diffuso dall’Omt, “più di 11 volte la perdita registrata durante la crisi economica globale del 2009 e corrisponde ad un calo del 74% degli arrivi di turisti nel mondo rispetto al 2019. Sempre secondo il comunicato dell’ Omt, l’Asia-Pacifico è la macroarea che ha vissuto la più pesante riduzione percentuale degli arrivi internazionali, meno 84% in un anno, il Medio Oriente e l’Africa hanno registrato una riduzione percentuale del 75% e le Americhe del 69%.


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L’Europa ha registrato un calo del 70% con un calo di 500 milioni di arrivi. I mesi estivi del 2020, nell’emisfero settentrionale, sono stati disastrosi: 700 milioni di turisti in meno ed una perdita di 730 miliardi di dollari in meno per il settore turistico globale. In Europa i paesi maggiormente colpiti sono quelli mediterranei le cui economie si basano fortemente sul turismo: Grecia. Croazia, Italia hanno perso miliardi di dollari di guadagno provenienti proprio dal comparto turistico. Anche l’Islanda ha subito una perdita pari al 41% mentre, in controtendenza, la Germania ha guadagnato 47 miliardi di dollari grazie al turismo domestico.

Niente più viaggi culturali - L’emergenza pandemica non ha risparmiato neanche i siti iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale. Secondo l’Unesco, 119 Stati hanno chiuso totalmente i loro siti, pari al 71%, mentre 31 Paesi hanno effettuato delle chiusure parziali, pari al 19%. Solo il 10% dei siti è rimasto aperto. La chiusura dei siti ha avuto delle conseguenze molto negative per l’economia locale vista la stretta correlazione tra siti Unesco e attività turistiche culturali. Il segretario generale dell’ Organizzazione Mondiale del Turismo, Zurab Pololikashvili, ha dichiarato che “Il massiccio calo del numero di turisti minaccia posti di lavoro ed economie. E’ quindi fondamentale che il riavvio del turismo sia una priorità e gestito in modo responsabile, proteggendo i più vulnerabili, e con la salute e la sicurezza come una delle principali preoccupazioni del settore” chiedendo poi “un forte sostegno pubblico al settore al fine di proteggere posti di lavoro e imprese”. La via indicata dallo stesso Pololikashvili per la ripresa del settore turistico si fonda sull’effettuazione dei test, il tracciamento e il rilascio di certificati di vaccinazione al fine di promuovere viaggi sicuri. La drammatica pandemia mondiale in corso offre spunti di riflessione e analisi su ciò che sarà necessario modificare e migliorare una volta che l’emergenza sanitaria sarà finita. Secondo Filippo Grasso, esperto di turismo e professore di Analisi di mercato all’Università di Messina, “la crisi epidemiologica ci offre l’opportunità per ridisegnare il turismo con maggiore attenzione a sostenibilità, autenticità e riscoperta del locale”. I principali obiettivi saranno quelli di puntare sulla biodiversità e su energie rinnovabili, preferendo il turismo di comunità, che garantisce una migliore distribuzione della ricchezza, e la riscoperta di mete secondarie rispetto a quelle tipicamente turistiche e naturali.

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Ultimo aggiornamento: 2021-05-15 19:21:25 | 91.208.130.85