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FRANCIA

«Radicalizzato molto rapidamente»

Si scava nel passato dell'attentatore di Nizza. Prolungato il fermo della ex moglie e quattro persone fermate tra venerdì sera e sabato mattina
«Radicalizzato molto rapidamente»
«Radicalizzato molto rapidamente»
Si scava nel passato dell'attentatore di Nizza. Prolungato il fermo della ex moglie e quattro persone fermate tra venerdì sera e sabato mattina
PARIGI - Le indagini intorno alla figura di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l'attentatore di Nizza, proseguono senza sosta, e nuovi tasselli del puzzle emergono. Intanto, quattro persone a lui vicine sono state fermate tra ieri sera e stamattina, e il fer...

PARIGI - Le indagini intorno alla figura di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l'attentatore di Nizza, proseguono senza sosta, e nuovi tasselli del puzzle emergono. Intanto, quattro persone a lui vicine sono state fermate tra ieri sera e stamattina, e il fermo della ex moglie è stato prolungato.

«Radicalizzato molto rapidamente» - Si precisa, in particolare, il rapporto di Bouhlel con l'estremismo islamico. Negli anni scorsi, ha spiegato alla stampa il ministro dell'interno francese Bernard Cazeneuve, "non si era distinto per un'adesione all'ideologia islamista radicale", ma in seguito "sembra che si sia radicalizzato molto rapidamente".

Finora nessuna prova concreta di una sua effettiva adesione all'Isis - L'informazione sarebbe corroborata dalle dichiarazioni di una delle persone fermate, secondo cui negli ultimi giorni l'uomo aveva parlato dell'Isis, il sedicente Stato islamico. Le verifiche sul materiale informatico rinvenuto nel suo appartamento e sul cellulare ritrovato nel camion dell'attacco insieme ai suoi documenti, però, non hanno finora permesso di trovare prove concrete di una sua effettiva adesione ai ranghi dell'Isis, o di una dichiarazione di fedeltà all'organizzazione come quelle lasciate da diversi altri attentatori prima di morire da 'martiri'.

I contatti di Mohamed Lahouaiej Bouhlel - Gli inquirenti al momento si stanno concentrando sulla rubrica dei contatti del telefono, da cui, secondo rivelazioni di Le Monde, sarebbero emersi nomi 'interessanti', di persone già collegate in passato con Omar Diaby, jihadista originario di Nizza. Quest'ultimo non è però legato all'Isis, ma ai suoi rivali del fronte Al Nusra, la branca siriana di Al Qaida.

Problemi psichiatrici e «alterazioni della realtà» - Emergono inoltre maggiori dettagli sulla storia clinica di Bouhlel. Dopo il padre, anche la sorella ha dichiarato a stampa ed inquirenti che l'uomo in passato, prima di lasciare la Tunisia per la Francia, aveva avuto problemi psichiatrici ed aveva consultato degli specialisti. Notizia confermata da uno dei medici che lo aveva visitato, il dottor Chemceddine Hamouda, che al settimanale L'Express racconta che nel 2004 Bouhlel soffriva di "alterazioni della realtà" e di disturbi comportamentali. Gli aveva prescritto dei farmaci, ma lui non si era più presentato agli appuntamenti successivi.

«Non è l'atto di un folle, ma premeditato ed eseguito» - Lo psichiatra esclude però che questi problemi, anche se degenerati negli anni a seguire, possano bastare a spiegare le sue azioni. "Quei problemi, se non curati per anni, possono portare alla schizofrenia, ma rifiuto categoricamente l'idea che possa essere non responsabile delle proprie azioni. Una tale violenza necessita di un indottrinamento, un delirio di radicalizzazione in parallelo. Non è l'atto di un folle, è un atto premeditato ed eseguito".

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