Reuters
Parigi, la città faro: entro il 2024, la metropoli francese diventerà una sostenibile «città in 15 minuti».
Mobilità
21.05.2021 - 10:000

In futuro vivremo tutti in una «città in 15 minuti»?

Tanto verde e servizi raggiungibili a piedi.

Aria più pulita, meno rumore, migliore qualità di vita: entro il 2024, Parigi vuole diventare una città in cui tutti i servizi essenziali sono raggiungibili in un quarto d’ora a piedi o in bicicletta. Anche altre città seguono questo modello di sviluppo.

Difficilmente abbiamo sentito l’importanza della qualità di vita nel nostro quartiere in maniera più marcata che durante questa pandemia di coronavirus. Migliaia di lavoratori si sono ritrovati da un giorno all’altro in home office ed era inoltre sconsigliato spostarsi se non nelle immediate vicinanze. E anche quelli che dovevano per forza recarsi al lavoro evitavano attentamente i mezzi pubblici utilizzando sempre l’auto.

Le conseguenze in città erano quindi sentimenti di costrizione, strade intasate, gas di scarico e rumore. Per molti, rumore e puzza erano da tempo un problema e la discussione su come ridurre il flusso di pendolari era già stata avviata prima della pandemia.

Quartieri vivaci invece di zone morte

La sindaca di Parigi Anne Hidalgo, in carica dal 2014, ha intrapreso la via verso una soluzione avveniristica al problema: entro il 2024, Parigi dovrà diventare una «città in 15 minuti». Tutti i servizi essenziali dovranno essere raggiungibili all’interno del proprio quartiere in massimo un quarto d’ora a piedi o in bicicletta: studio medico, negozi e offerte per il tempo libero.

Il creatore di questo concetto è Carlos Moreno, professore all’Università della Sorbona a Parigi. La sua teoria punta su quartieri sfaccettati: invece di quartieri vuoti durante il giorno che la gente usa solo per avere un posto dove dormire e zone di shopping separate che diventano deserte dopo la chiusura dei negozi, il professore propone quartieri vivaci simili a piccoli paesi. Secondo Moreno, sono sei le basi essenziali che i quartieri devono garantire: abitazione, lavoro, acquisti, cure mediche, formazione e sviluppo personale.

Traffico motorizzato al bando

La realizzazione di una «città in 15 minuti» richiede quindi interventi profondi e importanti. Il traffico motorizzato deve essere gradualmente bandito dal quartiere a favore della mobilità lenta. I posteggi vengono rimpiazzati con aree verdi in miniatura complete di panchine, alberi e giochi. Nelle città, l’aumento del verde si traduce in una riduzione delle temperature. Le piste ciclabili vengono ampliate e viene promossa la circolazione in bicicletta.

A Parigi sono in progetto 650 chilometri di nuove piste ciclabili entro il 2024. Da quando è stata eletta la nuova sindaca, il numero di piste ciclabili è cresciuto del 54 per cento. Alcuni quartieri di Parigi sono inoltre chiusi al traffico motorizzato la domenica e i giorni festivi.

I vantaggi si sentono nell’aria: meno traffico pendolare, maggiore qualità dell’aria, meno rumore. Aumenta inoltre la sicurezza per pedoni e ciclisti e i quartieri piccoli e simili a paesini aumentano il sentimento di appartenenza a una comunità.

Le critiche si fanno sentire

Questo concetto non piace però a tutti: alcuni preferiscono vivere in città proprio per sfuggire alla chiusura della vita dei paesini. Altri trovano fantastica la vita rumorosa e caotica nelle grandi città. Si teme in particolare una ghettizzazione in comunità chiuse che escludono gli strati più poveri della popolazione. Viene anche criticato il rumore causato dagli estesi lavori di costruzione.

Nonostante le critiche, numerose altre città hanno deciso di seguire questo modello di sviluppo: Oslo pianifica dal 2015 la trasformazione in «città in 15 minuti», la città canadese di Ottawa raggiungerà l’obiettivo entro il 2046, Melbourne si impegna a diventare una «città in 20 minuti» entro il 2050. Altre città seguiranno, anche in Svizzera.

Thomas COEX / AFP
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