Marco Chiesa punta al Consiglio federale

Sostegno al Ticino e alle diversità culturali tra i punti cardine della sua proposta politica, mentre il partito si prepara alla scelta definitiva.
BERNA - L'UDC Ticino punta su Marco Chiesa per il Consiglio federale. Il partito cantonale ha ufficialmente presentato la candidatura del consigliere agli Stati ticinese alla Commissione di selezione dell'UDC Svizzera. Chiesa ha accolto la proposta e dato la propria disponibilità a entrare nel Governo federale.
La decisione è stata comunicata giovedì 22 ottobre dalla sezione cantonale del partito, che assicura a Chiesa il proprio pieno sostegno nel percorso di selezione. Una scelta che, secondo l'UDC Ticino, risponde sia alla volontà di mettere a disposizione della Confederazione un politico di esperienza, sia all'esigenza di garantire nel medio termine la rappresentanza della Svizzera italiana nell'Esecutivo federale.
L'esperienza politica e professionale
Nel motivare la candidatura, l'UDC Ticino ripercorre la carriera politica di Chiesa, iniziata a livello comunale e proseguita in Gran Consiglio, Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati.
Un ruolo centrale nel suo percorso è stato quello di presidente dell'UDC Svizzera, carica ricoperta dal 2020 al 2024. Un'esperienza che, sottolinea il partito cantonale, gli ha permesso di approfondire la conoscenza delle diverse realtà regionali e delle sensibilità politiche e culturali della Confederazione. A questo si aggiunge la padronanza delle lingue nazionali, considerata un elemento importante per operare in un Paese plurilingue.
Il comunicato richiama anche le competenze professionali maturate da Chiesa in ruoli di direzione e gestione, in particolare nel settore sociosanitario.
Attualmente, oltre a sedere al Consiglio degli Stati, Chiesa è municipale della Città di Lugano, dove dirige il dicastero che comprende finanze, affari giuridici e informatica. Secondo l'UDC Ticino, queste esperienze dimostrano la sua capacità di assumere responsabilità, prendere decisioni e confrontarsi con realtà differenti.
Uno degli aspetti centrali della candidatura riguarda il ruolo del Ticino nelle istituzioni federali. Per il partito cantonale, la presenza della Svizzera italiana ai vertici della Confederazione costituisce un elemento importante per l'equilibrio linguistico e culturale del Paese.
«Il Ticino, con la sua posizione geografica, la sua cultura e le sue particolari sensibilità, costituisce una componente essenziale della Confederazione», si legge nel comunicato. Una realtà la cui voce, secondo l'UDC, merita di essere ascoltata e compresa anche ai massimi livelli istituzionali. In quest'ottica, la candidatura di Chiesa viene presentata anche come un modo per contribuire a garantire, nel medio termine, la continuità della presenza ticinese in Consiglio federale.
Il partito precisa tuttavia che la proposta non si limita a una rivendicazione regionale. L'obiettivo dichiarato è mettere a disposizione dell'intera Confederazione una figura capace di lavorare nel rispetto delle diversità del Paese, del principio di collegialità e delle responsabilità attribuite al Governo dalla Costituzione.
«La Svizzera deve rimanere la Svizzera»
Nel comunicato, l'UDC Ticino delinea anche i principi politici sui quali poggia la candidatura. Al centro vi è la convinzione che «la Svizzera deve rimanere la Svizzera. Libera, indipendente e sicura». Il partito insiste sull'importanza di preservare l'identità nazionale, le istituzioni e i valori che, a suo giudizio, hanno garantito stabilità e prosperità alla Confederazione. Una linea che si accompagna alla necessità di affrontare le sfide future senza rinunciare alle caratteristiche fondamentali del sistema svizzero.
In un contesto internazionale segnato dalle incertezze e di fronte alle sfide interne, l'UDC Ticino ritiene necessario poter contare su persone capaci di difendere le proprie convinzioni, ma anche di ascoltare, dialogare e costruire soluzioni condivise.
Ora la selezione nazionaleLa candidatura di Marco Chiesa passa ora al vaglio della Commissione di selezione dell'UDC Svizzera. Il partito cantonale sottolinea di aver presentato la proposta nel pieno rispetto delle procedure e delle competenze degli organi nazionali.
Il comunicato, firmato dai vicepresidenti dell'UDC Ticino Diego Baratti e Roberta Soldati, ribadisce il sostegno a Chiesa e lo ringrazia per aver accettato la candidatura. La sezione cantonale sottolinea infine che il percorso verso l'elezione del nuovo membro del Consiglio federale dovrà svolgersi nel rispetto delle istituzioni e del processo democratico, con l'obiettivo dichiarato di contribuire al futuro di una Svizzera «libera, indipendente, sicura e unita».



