Neutralità e alimentazione: affossate le due iniziative

Due no anche in Ticino. Bellinzona respinge il progetto sulla Fortezza. Segui con noi tutti gli aggiornamenti
Iniziativa alimentazione, Parmelin: «Il no non non significa non cambiare nulla»
Il no odierno all'iniziativa sull'alimentazione non significa che nulla debba cambiare: lo ha dichiarato oggi il consigliere federale Guy Parmelin commentando il verdetto delle urne sul tema.
Il Consiglio federale - ha sottolineato il responsabile del Dipartimento federale dell'economia della formazione e della ricerca (DEFR) - resta convinto che il nostro sistema agroalimentare debba continuare a evolvere per rispondere alle sfide future.
Dobbiamo rafforzarne la resilienza, migliorare ulteriormente l'impiego delle risorse naturali, ridurre le perdite alimentari, incoraggiare l'innovazione e favorire modalità di produzione sempre più performanti sul piano economico e ambientale, ha detto, sottolineando che è proprio questo l'obiettivo perseguito nell'ambito della Politica agricola 2030+ la cui consultazione è stata avviata lo scorso 5 settembre.
La nostra ambizione è chiara: si tratta di produrre maggiore valore con le risorse a nostra disposizione, rafforzare i redditi agricoli, migliorare l'efficienza dei sistemi di produzione e consolidare la capacità del nostro Paese di far fronte alle crisi. Vogliamo avanzare in modo pragmatico sulla base di conoscenze scientifiche, del dialogo con i settori interessati e di una visione a lungo termine, ha puntualizzato Parmelin. (ats)
Iniziativa neutralità: Cassis, siamo neutrali e lo resteremo
Quello di oggi non è un voto contro la neutralità. Lo ha affermato il consigliere federale Ignazio Cassis, commentando la bocciatura dell'iniziativa sul tema. Il ticinese si è detto soddisfatto che la definizione di questo principio non sia stata irrigidita e che si possa continuare con la prassi attuale.
"Eravamo neutrali ieri, lo siamo oggi e lo saremo anche in futuro", ha evidenziato il ticinese. Da notare che il ministro degli esteri, malgrado sieda nell'esecutivo dal 2017, era alla prima votazione vissuta da responsabile di un dossier.
"La neutralità svizzera è sempre stata aggiustata a dipendenza del periodo: in certi più restrittiva, in altri più aperta", ha dichiarato Cassis, ricordando che essa preserva la sicurezza e l'indipendenza del Paese. "Essere neutrali non significa né essere soli, né essere indifferenti", ha aggiunto.
Il consigliere federale si è compiaciuto del fatto che la Svizzera potrà proseguire a decidere di caso in caso se applicare delle sanzioni economiche contro altri Paesi, sempre "guardando ai nostri interessi". Ha inoltre ribadito l'importanza della neutralità per la storia e l'identità elvetica, come dimostrato dal dibattito in questi mesi. (ats)
Iniziativa alimentazione: bocciata con il 72,5% di no
Nessun profondo cambiamento strutturale nell'agricoltura elvetica nei prossimi dieci anni: con un netto 72,5% di no il popolo svizzero ha bocciato l'iniziativa sull'alimentazione. Tutti i Cantoni si sono espressi contro. L'affluenza alle urne è stata del 47,03%.
Secondo l'ultimo sondaggio prima della votazione l'iniziativa sarebbe stata bocciata nella misura del 64%.
In Ticino, il testo è stato respinto nella misura del 68,66% - una quota tra le più basse - mentre nei Grigioni, i contrari hanno rappresentato il 75,01%. Più netta - con oltre l'80% dei voti contrari - è stata la bocciatura nei cantoni di Uri (80,82%), Svitto (81,02%), Appenzello Interno (80,29%), Obvaldo (80,26%). Di poco inferiore è stato il rifiuto (79,85%) espresso da Nidvaldo. A respingere l'iniziativa in modo più contenuto - oltre il Ticino dove da notare i comuni di Verzasca e Campo Vallemaggia hanno accolto l'iniziativa - sono stati i cantoni di Ginevra (62,63%), Basilea Città (63,16%) e Neuchâtel (65,49%).
L'iniziativa, la cui esatta denominazione è "Per un'alimentazione sicura - mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull'alimentazione)", è stata depositata il 16 agosto 2024 corredata da 112'736 firme valide.
Il testo, dietro il quale ci sono Franziska Herren dell'associazione "Acqua pulita per tutti" e altre sei persone, chiede che l'agricoltura svizzera produca una quantità nettamente maggiore di derrate alimentari in modo da ridurre la sua dipendenza dall'estero e aumentare la sicurezza alimentare. Per raggiungere tale obiettivo dovrebbe puntare più sulla produzione e sul consumo di alimenti di origine vegetale anziché animale e aumentare il tasso di autoapprovvigionamento netto dall'attuale 45% ad almeno il 70% entro dieci anni. L'iniziativa mira inoltre a migliorare la protezione dell'ambiente e dell'acqua potabile.
Il testo ha affrontato temi interessanti, ma ha preteso un'attuazione troppo rapida e troppo radicale, ha affermato il politologo Lukas Golder alla televisione svizzera SRF. Inoltre, l'iniziativa non ha ricevuto alcun sostegno dall'establishment politico.
Il piccolo comitato ha dovuto condurre la campagna in gran parte da solo. Infatti, le associazioni ambientaliste, dopo un iniziale sostegno, hanno preso le distanze dal testo. Greenpeace Svizzera, ad esempio, ha concesso libertà di voto, come anche i Verdi. Tutti gli altri partiti hanno raccomandato di votare no.
La promotrice rammaricata
Herren, che era già stata la forza trainante dell'iniziativa sull'acqua potabile respinta nel 2021, esprimendo rammarico per la mancanza di sostegno al testo dei partiti e della classe politica, ha dichiarato alla SRF che i problemi relativi alla tutela delle acque e all'agricoltura rimangono. Per lei è, per così dire, "surreale che l'intera classe politica si sia opposta alla nostra causa". Secondo Herren, l'iniziativa è fallita non da ultimo a causa della disinformazione da parte degli oppositori, ha spiegato a Keystone-ATS. "Non volevamo alcun menu imposto dallo Stato". E anche il grado di autoregolamentazione del 70% non era stato concepito come un obiettivo rigido, bensì come un traguardo da perseguire.
Per i Verdi, unico partito ad aver deciso di lasciare libertà di voto sull'iniziativa, l'impostazione di una politica agricola ecologica non viene spazzata via da questo chiaro rifiuto. Proprio l'estate torrida di quest'anno, caratterizzata da una serie di record preoccupanti, mostra una convergenza sulla necessità di un'agricoltura più ecologica.
Il partito dei Verdi liberali (PVL) - scrive in un comunicato - che l'iniziativa sull'alimentazione ha sollevato questioni cruciali. "È un "no" della ragione e non un no a un'agricoltura sostenibile, suoli sani e ad acqua pulita", sostiene Jürg Grossen, consigliere nazionale e presidente del PVL Svizzera. Tuttavia, imporre il vincolo rigido di un grado di autoapprovvigionamento netto del 70% entro dieci anni rappresentava la strada sbagliata.
Sulla stessa linea si esprime Il Centro: obiettivi come la sicurezza dell'approvvigionamento e la protezione delle risorse devono essere perseguiti con misure attuabili e non con prescrizioni rigide e irrealistiche nella Costituzione. Il PLR, da parte sua, esprime soddisfazione per il fatto che il popolo abbia "risposto con un netto rifiuto a questo paternalismo della sinistra ecologista". La consigliera agli Stati Petra Gössi (PLR/SZ), schierata per il no, ha dichiarato alla SRF che la popolazione non vuole che le venga tolta la libertà di scegliere autonomamente cosa mangiare. La politica agricola rimane un tema, ma in questo ambito è il mercato a dettare le regole. Demonizzare la carne definendola "del diavolo" non è accettabile.
Il consigliere nazionale del Centro e presidente dell'Unione svizzera dei contadini, Markus Ritter, ha espresso alla televisione svizzera SRF sollievo per il netto rifiuto. Un'approvazione avrebbe avuto conseguenze profonde per l'agricoltura, ha affermato, aggiungendo di ritenere realistico l'obiettivo del Consiglio federale di portare il grado di autoapprovvigionamento al 50% entro il 2050.
Con il "no" all'iniziativa sull'alimentazione sono stati respinti con successo pesanti interventi da parte dello Stato, scrive l'organizzazione di categoria dell'economia Economiesuisse. Per l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), inoltre, il chiaro rifiuto costituisce anche un segnale di contrarietà verso il paternalismo statale in altri settori. (ats)
Iniziativa neutralità: affossata dal popolo, no al 70,2%
Gli svizzeri hanno nettamente bocciato oggi alle urne l'Iniziativa sulla neutralità. A scrutinio ultimato, il testo promosso da Pro Svizzera e da alcuni esponenti dell'UDC è stato respinto dal 70,2% degli elettori: nessun Cantone ha detto sì. La partecipazione si è attestata al 47,1%.
Non è la prima volta quest'anno che il principale partito svizzero non riesce a convincere i cittadini ad accettare delle sue proposte. Era già accaduto con due altre votazioni molto sentite: in marzo quella per abbassare il canone radio-tv a 200 franchi (61,9% di no) e in giugno quella contro una Svizzera da 10 milioni (54,8%).
Il risultato odierno era atteso, con i sondaggi che lasciavano poco spazio alle speranze dei fautori dell'iniziativa. Nei numeri però, la sconfitta è di quelle pesanti. "L'UDC non è riuscita a mobilitare al di fuori della propria base", ha affermato il politologo Urs Bieri, dell'istituto gfs.bern, alla radio SRF.
Oltre a quelli dei sostenitori democentristi, ci sono stati "pochi o nessun voto a favore" dell'iniziativa, ha commentato l'esperto. E a nulla è servito il forte appoggio, in primis finanziario, dell'ex consigliere federale Christoph Blocher: "Questo dimostra che non si vince solo con i soldi. Servono coalizioni e che il problema sia 'urgente'", ha continuato Bieri.
Ticino il meno scettico
Il campo dei no ha fatto l'en plein fra i Cantoni. Dalla sonora bocciatura si è discostato in parte il Ticino, dove l'iniziativa è sì stata respinta, ma con un esito tirato (51,7%). Gli altri sotto il 60% sono stati solamente Svitto (57,9%) e Appenzello Interno (59,7%).
Altrove l'opposizione alla proposta ha assunto i connotati della disfatta per gli iniziativisti e stavolta non vi è stata traccia del Röstigraben che puntualmente fa capolino durante le votazioni. In 12 Cantoni il tasso di rifiuto ha superato il 70%, con in testa Basilea Città (79,9%), Neuchâtel (75,6%) e Zurigo (74,5%), seguiti da Basilea Campagna, Berna, Vaud, Soletta, Lucerna, Giura, Zugo, Friburgo e Argovia. Nei Grigioni i contrari hanno raggiunto il 66,6%.
Cosa chiedeva
Il testo, la cui denominazione ufficiale è "Salvaguardia della neutralità svizzera", chiedeva una prassi più restrittiva in materia, iscrivendo nella Costituzione che la neutralità è permanente e armata. Esso esigeva la non adesione di Berna ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto.
Voleva inoltre che si rinunciasse a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto, sulla scia dell'Unione europea, con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. Avrebbero fatto eccezione solo quelle deliberate dall'Onu.
Le argomentazioni
Stando ai favorevoli, al giorno d'oggi il principio di neutralità, al quale si deve la libertà e prosperità della Svizzera, viene sempre più svuotato del suo significato e modellato a piacimento per avvicinarsi ad esempio alla Nato. Un pericolo sia per l'economia sia per la credibilità della Confederazione, in primis per il suo storico ruolo di mediatrice, hanno avvertito durante la campagna.
Per gli scettici invece, tra cui si annovera il Consiglio federale, non serviva una nuova definizione che avrebbe limitato in maniera eccessiva il margine di manovra della politica estera del Paese, minando quella flessibilità che, a detta di molti, è la vera forza della neutralità in salsa elvetica. Negli scorsi mesi, il testo è stato da più parti bollato come nocivo per la sicurezza e qualcuno si è perfino spinto a etichettarlo come pro-Putin. (ats)
Risultati definitivi: respinte le iniziative sulla neutralità (70,2%) e sull'alimentazione (72,5%)
La neutralità «perpetua e armata» non sarà ancorata nella Costituzione federale: l’iniziativa sulla neutralità è stata nettamente respinta, il 70,2% dei votanti ha detto «no» e tutti i cantoni hanno bocciato il testo. Respinta anche l’iniziativa sull'alimentazione, che puntava ad aumentare in modo significativo il grado di autosufficienza alimentare della Svizzera entro dieci anni. Il «no» ha raggiunto il 72,5% e nessun cantone ha approvato la proposta. L’affluenza alle urne è stata del 47%. (ats)

Neutralità, Farinelli: «Nemmeno tutti gli elettori UDC l'hanno votata». Chiesa: «In Ticino sensibilità maggiore»
Le reazioni dopo la bocciatura dell'iniziativa. Il consigliere nazionale PLR: «Irrealistico un esito diverso». Il rappresentante democentrista agli Stati: «Ora testa ai Bilaterali III»
No alla neutralità, Travail.Suisse: «Salvi i rapporti con i partner commerciali».
Il no odierno all'Iniziativa sulla neutralità garantisce alla Svizzera un margine di manovra in politica estera e di sicurezza. È quanto mette in risalto Travail.Suisse, aggiungendo che ciò è fondamentale anche per la stabilità delle relazioni con i nostri principali partner commerciali.
Le possibilità estremamente limitate di imporre sanzioni previste dal testo avrebbero ad esempio messo a dura prova i rapporti con l'Unione europea, evidenzia in una nota la confederazione sindacale.
Il rispetto del diritto internazionale è un prerequisito fondamentale per la pace, la stabilità e la dignità umana, afferma l'organizzazione. Berna deve quindi poter continuare a imporre sanzioni in caso di guerre di aggressione che violano il diritto internazionale. (ats)
Franziska Herren: «Surreale la mancanza di sostegno politico»
Franziska Herren, promotrice dell'iniziativa sull'alimentazione, ha espresso oggi rammarico per la mancanza di sostegno dei partiti e della classe politica. L'aumento della quota di approvvigionamento è stato forse percepito come «irraggiungibile», ha osservato il copresidente dei Giovani Verdi Sheldon Masseraz.
«I grandi problemi legati alla protezione delle acque e all'agricoltura nel contesto del cambiamento climatico sono ben reali», ha dichiarato Herren alla SRF. Per lei è, per così dire, «surreale che l'intera classe politica si sia opposta alla nostra causa».
Non prende ancora in considerazione una terza iniziativa. «Per il momento, è una questione che rimane del tutto in sospeso», ha aggiunto.
Sheldon Masseraz, copresidente dei Giovani Verdi, unico partito che sosteneva il testo, non è sorpreso dal risultato: «Non ci aspettavamo di vincere, ma le questioni che il testo ha sollevato sono fondamentali», ha dichiarato sulle onde della radio romanda RTS.
L'obiettivo di aumentare l'autosufficienza alimentare al 70% nell'arco di un decennio può essere stato forse percepito come «irraggiungibile», ha osservato. La siccità e le ondate di caldo non hanno avuto un effetto diretto sul voto, alla luce dei risultati parziali. Secondo lui, occorre riuscire a incoraggiare la popolazione e «suscitare in lei il desiderio di seguire una dieta vegetale». (ats)
«La Svizzera non è credibile sulle sanzioni»
La credibilità della Svizzera è stata danneggiata, in particolare a causa dei doppi standard nell'applicazione delle sanzioni. È quanto afferma l'ex ambasciatore e fondatore del Centro di Ginevra per la neutralità Jean-Daniel Ruch, secondo cui oggi a fare la differenza sono le pressioni esterne.
«Gli europei ci fanno pressione e noi imponiamo sanzioni alla Russia. Gli israeliani ci fanno pressione e noi non imponiamo sanzioni a Israele», ha detto Ruch sulle onde della radio romanda RTS dopo il chiaro no all'Iniziativa sulla neutralità. Il testo invece, ha aggiunto, avrebbe garantito una coerenza da questo punto di vista.
Il diplomatico lamenta inoltre che non si sia messo un freno alla «deriva atlantista» che si osserva all'interno delle istituzioni federali, primo fra tutti il Dipartimento della difesa (DDPS). È anche importante, ha proseguito, che ora il Consiglio federale comunichi attivamente con gli altri Paesi, perché, da fuori, il voto odierno può essere percepito come una volontà degli svizzeri di non essere più neutrali. (ats)
Ti-PressPLR: «Ora si approvi la legge sul materiale bellico»
Il fatto che circa il 70% dell'elettorato svizzero abbia bocciato l'Iniziativa sulla neutralità dimostra lungimiranza. Lo pensa il PLR, che, nel commentare il voto odierno, tira già la volata alla legge sul materiale bellico, su cui il popolo dovrà esprimesi in novembre, spingendo per un sì.
Il partito interpreta la decisione di oggi come un impegno per una Svizzera armata e in grado di agire, la cui neutralità non dovrebbe essere scolpita nella pietra, scrivono in un comunicato i liberali-radicali. Secondo il PLR, una difesa credibile richiede collaborazioni internazionali e un'industria bellica nazionale funzionante.
La testa è quindi già rivolta all'appuntamento con le urne fra due mesi, nel quale si voterà sulla modifica della legge sul materiale bellico. Gli Stati partner che condividono gli stessi valori della Confederazione dovrebbero essere autorizzati a trasferire equipaggiamento militare svizzero a condizioni chiare e trasparenti, rivendica lo schieramento. (ats)
I comunisti: «Continueremo a difendere la neutralità»
Per i comunisti l'esito del voto sull'iniziativa per la neutralità «rappresenta una vittoria dell’UE (che sta promuovendo la corsa al riarmo); della NATO (che sta fomentando l’escalation alla ricerca del casus belli per estendere la guerra contro la Russia); dei CEO delle grandi banche (che temevano di non poter più fare affari con gli Stati Uniti) e anche dello Stato Maggiore Generale dell’Esercito svizzero (che si sentirà ora libero di proseguire la progressiva ma totale integrazione delle forze armate alla NATO)».
Il risultato risicato del Canton Ticino, «oltre al segnale di sfiducia nei confronti del ministro degli esteri ticinese Ignazio Cassis e della sua subalternità politica a UE, USA e all'Entità Sionista» denota «il ruolo che il Partito Comunista ha svolto: la costanza pluriennale e la coerenza sul tema della neutralità (che è invece mancata a sinistra in molti altri cantoni) ha permesso di convincere anche parte dell’elettorato progressista a sostenere un’iniziativa che, se approvata, avrebbe aiutato le forze pacifiste».
Rietiker: «Si è fatta confusione sulla partnership militare»
L'incomprensione sulla cooperazione militare con altri Paesi è la ragione del rifiuto dell'Iniziativa sulla neutralità. Lo sospetta Stephan Rietiker, presidente di Pro Svizzera che con alcuni membri dell'UDC aveva promosso il testo.
L'iniziativa avrebbe vietato solo l'integrazione nelle formazioni della Nato, ha spiegato Rietiker all'emittente SRF. La preparazione congiunta per un potenziale attacco sarebbe invece rimasta possibile.
Forse, però, questo aspetto non era sufficientemente chiaro nel testo e "ciò ha generato un certo grado di incertezza", ha ammesso Rietiker, preoccupato inoltre dal fatto che l'iniziativa abbia fatto breccia solo in parte nello zoccolo duro dell'elettorato di destra. Occorrerà analizzare le ragioni di quanto successo, ha concluso.
Verdi Ticino: «Nuovo duro colpo per la politica isolazionista dell'UDC»
I Verdi ticinesi «si rallegrano del chiaro rifiuto dell'iniziativa sulla neutralità. La popolazione svizzera infligge così un nuovo colpo a un'iniziativa isolazionista dell'UDC. Una cosa è certa: chi vuole davvero la pace deve impedire l'esportazione di materiale bellico alle parti in conflitto. Per questo motivo gli ecologisti si impegneranno con forza contro l'allentamento della legge sul materiale bellico, che sarà sottoposta a votazione a novembre».
No a tutte e due le iniziative
La maggioranza dei cantoni ha bocciato le iniziative sulla neutralità e sull'alimentazione
Ufficiale: l'iniziativa sulla neutralità è affossata dal popolo
Gli svizzeri hanno bocciato oggi alle urne l'Iniziativa sulla neutralità. È infatti certo che il testo non è riuscito a ottenere la maggioranza dei Cantoni, dopo lo spoglio in 15 di essi.
L'iniziativa era promossa dall'UDC: non è la prima volta quest'anno che il principale partito svizzero non riesce a convincere i cittadini ad accettare delle sue proposte. Era già accaduto con due altre votazioni molto sentite: in marzo quella per abbassare il canone radio-tv a 200 franchi (61,9% di no) e in giugno quella contro una Svizzera da 10 milioni (54,8%).
Il risultato odierno non è una sorpresa, con i sondaggi che non lasciavano particolare spazio alle speranze dei fautori dell'iniziativa. «L'UDC non è riuscita a mobilitare al di fuori della propria base», ha affermato il politologo Urs Bieri, dell'istituto gfs.bern, alla radio SRF. Le proiezioni parlano di una percentuale di no intorno al 70%.
Oltre a quelli dei sostenitori democentristi, ci sono stati "pochi o nessun voto a favore" dell'iniziativa, ha commentato l'esperto. E a nulla è servito il forte appoggio, in primis finanziario, dell'ex consigliere federale Christoph Blocher: «Questo dimostra che non si vince solo con i soldi. Servono coalizioni e che il problema sia 'urgente'», ha continuato Bieri.
Dalla sonora bocciatura si discosta in parte il Ticino, dove l'iniziativa è sì stata respinta, ma con un esito tirato (51,7%). Nei Grigioni i no hanno raggiunto il 66,6% e altrove, come a Zugo e Argovia, le opposizioni hanno sfondato quota 70%. (ats)

La Fortezza si sgretola
I cittadini di Bellinzona hanno bocciato il progetto da 19,1 milioni di franchi per la valorizzazione del Patrimonio UNESCO
Bellinzona dice no alla Fortezza
I cittadini di Bellinzona hanno detto "no" alla Fortezza. Il progetto di valorizzazione del Patrimonio UNESCO della capitale è stato bocciato con il 53,93% dei contrari. La partecipazione alle urne è stata del 47,51%, con un totale di 13'315 votanti.
economiesuisse: «Un doppio No che rafforza la stabilità, l’apertura e la sicurezza dell’approvvigionamento»
ecnomiesuisse «accoglie con favore il chiaro segnale a favore di una politica estera e di sicurezza in grado di agire. Con il netto No all’iniziativa sulla neutralità, l’apertura e l’integrazione internazionale rimangono fattori chiave di successo».
Votazioni Ticino
Votazioni TicinoSpoglio terminato in Ticino: due no
Arrivato il risultato di Bellinzona. Terminato quindi lo spoglio: il Ticino dice no all'iniziativa sulla neutralità col 51,75% e all'iniziativa sull'alimentazione con il 68,66%.
La partecipazione al voto si attesta al 46,04%
Ospedale di Samedan, futuro assicurato per i prossimi 3 anni
L'assistenza sanitaria in Alta Engadina è assicurata per i prossimi tre anni. La maggioranza degli aventi diritto di voto degli undici Comuni dell'Alta Engadina ha nettamente approvato oggi i quattro nuovi accordi di prestazione con l'ente di gestione Sanadura, l'ospedale di Samedan, le case anziani e il servizio Spitex.
Il 42% degli aventi diritto di voto negli undici Comuni altoengadinesi sono andati oggi alle urne. Il sostegno al futuro della sanità nella regione è stato chiaro: quasi il 90% degli aventi diritto di voto ha approvato i quattro nuovi contratti di prestazione. Anche nei singoli Comuni l'approvazione è stata netta, in nessuna località è stata inferiore all'80%
I nuovi accordi di prestazione dureranno per tre anni, dal 2027 al 2029. In questo modo gli enti sanitari disporranno di una maggiore certezza per pianificare il futuro. Per l'ospedale di Samedan sono previsti costi per un totale di 16,9 milioni su tre anni. L'importo per le case anziani ammonta a 9,9 milioni, per il servizio Spitex 490'000 franchi. In più per la gestione dell'ente Sanadura sono previsti 1,2 milioni di franchi. In complessiva il pacchetto di accordi raggiunge quasi 28,5 milioni di franchi (ats)
Neutralità, il fronte del sì: «Vogliamo continuare la lotta»
Dopo i risultati elettorali odierni, i sostenitori dell'Iniziativa per la neutralità temono un graduale indebolimento di questo principio fondamentale della Confederazione. Ma «continueremo a lottare», ha assicurato Stephanie Gartenmann, granconsigliera bernese dell'UDC e membro del comitato promotore.
«Siamo uno Stato ostile», ha affermato la politica alla televisione svizzerotedesca SRF, avvertendo che tali sviluppi sono molto pericolosi per il Paese. Gartenmann ha ad esempio ricordato che le attività in Russia del colosso dell'alimentare romando Nestlé sono state messe sotto amministrazione controllata.
La parlamentare nel suo cantone ha inoltre chiamato in causa il ministro degli esteri Ignazio Cassis, il quale ha garantito che Berna rimarrà neutrale in futuro. «Seguiremo tutto con molta attenzione», ha detto colei che fa anche parte del comitato esecutivo di Pro Svizzera.
Manca solo Bellinzona
Arrivano i risultati di Lugano: no alla neutralità col 51,48% e no all'iniziativa sull'alimentazione col 68,66%
Votazioni Ticino
Votazioni TicinoMancano Lugano e Bellinzona
In Ticino 98 comuni scrutinati su 100: mancano Bellinzona e Lugano
Grigioni, respinto il diritto di voto dai 16 anni
Il popolo grigionese ha respinto il diritto di voto e di eleggibilità per i 16enni e i 17enni. Oltre il 67 percento delle grigionesi e dei grigionesi si è espresso contro un abbassamento dell'età per il diritto di voto e di eleggibilità. Glarona rimane così l'unico cantone in cui già i 16enni e i 17enni possono votare ed essere eletti a livello cantonale. (ats)
Prime proiezioni: un secco "no" all'iniziativa sull'alimentazione
Si profila un netto no all'iniziativa sull'alimentazione: secondo la prima proiezione dell'istituto demoscopico gfs.bern realizzata per conto della SSR, il testo sarebbe bocciato nella misura del 72%. (ats)
Prime proiezioni: sonora bocciatura per l'iniziativa sulla neutralità
Gli svizzeri hanno sonoramente bocciato oggi alle urne l'Iniziativa sulla neutralità. È quanto indica una proiezione diffusa dall'istituto demoscopico gfs.bern per conto della SSR, stando alla quale il testo promosso da Pro Svizzera e da alcuni esponenti dell'UDC è stato respinto dal 71% degli aventi diritto. (ats)
Neutralità, voto "in bilico" in Ticino
Dopo lo scrutinio di 76 comuni su 100, anche in Ticino prevale ─ sebbene in strettissima misura ─ il "no" all'iniziativa sulla neutralità. I contrari si attestano per ora al 50,71%. Si profila invece netto il "no" all'iniziativa sull'alimentazione sicura, con i contrari al 68.73%.
Neutralità, il politologo: «Ci sarà un chiaro no»
Secondo il politologo Urs Bieri dell'istituto gfs.bern, il rifiuto dell'iniziativa sulla neutralità dovrebbe essere evidente. «Il no è visibilmente netto». La quota dei contrari dovrebbe aggirarsi intorno al 70%. «Ci sarà un no chiaro», ha dichiarato Bieri domenica a mezzogiorno alla SRF. L'iniziativa ha ricevuto poco sostegno al di fuori dell'area borghese di destra. Inoltre, «non è chiaro se la popolazione abbia riconosciuto il problema». (ats)
Iniziativa alimentazione: si profila un no
Ci si avvia verso un no all'iniziativa sull'alimentazione: è quanto rileva la prima tendenza diffusa dall'istituto demoscopico gfs.bern calcolata per conto dell'ente radiotelevisivo SSR (ats)
Votazioni TicinoPrimi risultati ticinesi
Con 10 comuni scrutinati su 100, è testa a testa nell'iniziativa sulla neutralità: il no è avanti di pochissimo: 50,06%. La partecipazione al voto è del 44,96%
Previsioni di voto
Secondo gli ultimi sondaggi, i consensi per l’iniziativa sulla neutralità si attestano infatti attorno al 30%, a fronte di un ampio fronte contrario che si ferma di poco sotto al 70% e pochi indecisi. Il sostegno, senza grandi sorprese, è concentrato quasi esclusivamente nella base democentrista mentre negli altri partiti storici il no oscilla tra il 76% (PLR) e il 94% (PS).
Simile le previsioni per l’iniziativa sull'alimentazione: i consensi sono fermi al 29%. Solo l’elettorato dei Verdi la sostiene in maggioranza (72% sì); anche PS e PVL propendono per il no (52% e 57%), mentre Centro, UDC e PLR la respingono con decisione (rispettivamente 82%, 85% e 88% no). Il rifiuto è più marcato tra gli uomini, i pensionati e chi vive in campagna.
Castelli o Fortezza?
La domanda, in estrema sintesi, è quella riportata nel titolo, ma non si tratta solo di una semplice questione di nome. I cittadini di Bellinzona andranno oggi alle urne anche per esprimersi su quello che sarà il futuro dello storico comparto, riconosciuto da oltre un quarto di secolo come patrimonio dell'UNESCO.
Di Fortezza, nella capitale, si parla ormai già dal 2021, anno del cambio di denominazione. La questione ha però raggiunto il suo culmine solo nei primi mesi di quest'anno, sfociando infine nella raccolta di oltre 4'600 firme per il referendum (oltre 3'700 quelle infine validate dal comune) "Salviamo i nostri Castelli" in opposizione al progetto da 19 milioni di franchi licenziato dal legislativo bellinzonese.

Castelli o Fortezza?
I cittadini di Bellinzona sono chiamati oggi alle urne anche per decidere il futuro del progetto da 19 milioni di franchi
Cosa si vota
Sono due i temi in votazione. A reclamare il grosso delle attenzioni è l'iniziativa popolare ─ intitolata "Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)" ─ che chiede di adottare una prassi più restrittiva in materia di neutralità, di fatto incardinando il concetto di una neutralità permanente e armata nella Costituzione.
L'altro tema di giornata sarà poi l’iniziativa popolare «Per un’alimentazione più sicura». Depositata nell’agosto di due anni fa con oltre 112’000 firme, si pone come obiettivi l’aumento del consumo e della produzione di alimenti di origine vegetale, la riduzione della dipendenza dall’estero (portando il grado di autoapprovvigionamento netto dal 46 al 70% entro 10 anni) e la tutela delle risorse, introducendo misure più rigide per proteggere l’acqua potabile, la biodiversità e la fertilità del suolo.

Che neutralità vogliamo? Oggi è il giorno della verità
In consultazione anche l'iniziativa "Per un’alimentazione più sicura". Vediamo nel dettaglio i temi e i probabili esiti delle due votazioni federali
Urne chiuse
Da questo momento non si potranno più consegnare le schede di voto: a breve si inizieranno a conoscere le sorti dei temi in votazione.
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