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01.11.2018 - 07:000

L'educazione è ovunque

Che piaccia o no, siamo tutti un modello di educazione. Nessuno può tirarsi indietro

 

Ci sono vari modi di pensare all'educazione. C'è chi vi riflette sopra in modo teorico, che immagina, progetta, considera, ipotizza e via dicendo. Tutto questo è davvero molto molto importante e bisogna subito ribadire a scanso di equivoci che il pensare è e rimane un'attività – anche in educazione - fondamentale e che l'improvvisare (o, peggio, il fare le cose perché sennò si rimane indietro) non va bene per nulla.

C'è però chi ritiene, anche con buone ragioni, che l'educazione sia soprattutto una prassi, un modo di agire, un insieme di operazioni, ponderate, pianificate. Non, quindi, un accordo di principi validi a priori, ma – appunto – un complesso di pratiche volte allo sviluppo di profili di personalità solidi ed equilibrati. Non entriamo nello specifico, ma ribadiamo una fatto certo: l'educazione deve essere il risultato di un'assunzione di responsabilità da parte di un adulto nei confronti dei bambini e dei giovani che gli stanno attorno, conosciuti o non conosciuti che essi siano.

Educazione è quindi, oltre che a quanto avviene dentro le mura di casa, anche ciò che accade al bar, dentro gli stadi, nei rapporti di lavoro, a scuola, per la strada… insomma: l'educazione è ovunque.

Ecco allora che vale la pena di pensare alle pratiche che si mettono in essere nella vita di tutti i giorni perché, volenti o nolenti, tutti siamo persone che educano i nostri piccoli e i nostri ragazzi. E visto che è davvero inutile chiamarsi fuori, poiché non c'è atto che non sia educativo (qualsiasi cosa che tu faccia, stai pur certo che c'è un bambino o un giovane che ti sta guardando), giochiamo la carta e assumiamo, se già non l'avessimo fatto, con ancora maggior consapevolezza il ruolo – appunto: educativo – che giorno dopo giorno esercitiamo sui nostri giovani.

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Ultimo aggiornamento: 2019-10-23 08:14:37 | 91.208.130.86