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04.10.2018 - 07:000

Lunedì calcio, martedì pianoforte, mercoledì nuoto, giovedì...

Alcuni genitori hanno difficoltà nello scegliere con i loro figli le attività. Non bisogna credere che se non si fa tutto si rimane indietro

 

Recentemente ho potuto accogliere la critica di un genitore che mi richiamava su un progetto educativo che stiamo proponendo a dei ragazzi di scuola media. Tutto bene, mi dice, solo che sarebbe opportuno che la proposta fosse condensata e richiedesse meno ore di lavoro ai ragazzi. Bene, aggiungo io. E perché? Ma perché ci sono già altri impegni, come lo sport, la musica e altre attività scolastiche ed extrascolastiche. Bene, ripeto. Non si potrebbe fare (aggiunge il genitore)? No, rispondo. Questo progetto richiede x ore di lavoro e di presenza; è stato pensato ed organizzato così e non ha senso rimaneggiarlo (almeno non ora, e – soprattutto – sulla scorta di una simile motivazione). Risultato? Allora ritiro mio figlio dal progetto.

Ecco, questa situazione, non inventata ma reale, ce la dice lunga sulle difficoltà che alcuni genitori incontrano nel scegliere con i loro figli le attività ai quali questi parteciperanno. Non bisogna fare tutto; soprattutto non bisogna credere che se non si fa tutto si rimane indietro. Scegliere (lo studio, il pianoforte, il calcio, il nuoto, la danza e via dicendo) è un'operazione difficile da realizzare: richiede equilibrio, il soppesare i pro e i contro, la misura delle passioni, la necessità del sacrificio e molto altro ancora. Tutto questo, però, non deve sortire un'accozzaglia di attività, un po' di questo e un po' di quello, messo lì più per le necessità degli adulti che per quelle dei ragazzi.

Confrontiamoci, allora, su questi temi; scambiamo le esperienze, parliamo con i colleghi di lavoro ancora di più di quanto già facciamo e convinciamoci che le scelte sull'educazione dei nostri figli sono il risultato di una scelta individuale e famigliare e del contesto di vita in cui ci troviamo. Pensare, invece, che queste siano responsabilità unica di una sola delle due parti è a dir poco fuorviante.

Articolo di Ilario Lodi, Responsabile Pro Juventute Svizzera italiana

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Ultimo aggiornamento: 2019-10-23 07:56:22 | 91.208.130.87