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CANTONE
21.06.2018 - 07:000
Aggiornamento 27.06.2018 - 16:19

Giovani al lavoro: un valore da riconoscere

L'estate per molti ragazzi è l'opportunità per maturare importanti esperienze ed assumersi le prime responsabilità professionali. Un impegno che va giustamente compensato

 

Estate. Periodo di vacanza per molti bambini e giovanissimi. Momento di crescita e di impegno per molti giovani adulti. Già, perché in fondo chi si occupa di questi pargoletti durante i mesi estivi? Esatto, i giovani. Magari proprio quelli che fino a ieri venivano additati come fannulloni, pigri e un po' furbetti.

Facciamo allora due conti. Quanti saranno i giovani impegnati nelle iniziative estive, nelle colonie, nei campi e nei soggiorni di vacanza in Ticino? Diciamo, per ampio difetto, 1'500. E quante ore lavorano questi giovani al giorno? Di certo almeno una decina. Bene. Se ora facciamo di conto ci rendiamo conto che 15'000 ore di lavoro al giorno moltiplicate per 45 giorni (anche qui: per difetto) equivalgono a quasi 700'000 ore di lavoro.

Vogliamo quindi riconoscere una sorta di minimo sindacale a queste ore di lavoro, dicendo che – per stimare una cifra - valgono una ventina di franchi? Ecco, in tal caso il valore totale è quasi di 15 milioni di franchi.

I giovani al lavoro in estate producono ricchezza. Questo va riconosciuto e sbattuto in faccia a chi ritiene che invece siano un costo e che – magari per delle poco più che pietose misure di risparmio - decide di non spendere per loro nemmeno un centesimo. Senza contare poi l'enorme – e qui sta il punto – valenza educativa del lavoro svolto da questi giovani, dal concreto sostegno alle famiglie che a loro affidano i loro pargoletti, alle importantissime esperienze formative a cui questi giovani prendono parte, fino alla capacità di assumersi delle grosse responsabilità (magari per la prima volta nella vita) e molto altro ancora.

Prima di risparmiare su questi fattori è bene fare il punto della situazione e diciamo che se un metro di marciapiede è sicuramente importante (e per questo bisogna investire) a maggior ragione bisogna credere in questi ragazzi che, in silenzio e con grande professionalità, si adoperano per i nostri piccini. E allora: giù il cappello.

Articolo di Ilario Lodi, Responsabile Pro Juventute Svizzera italiana

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