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Lugano's Plan ₿Digitale, ma non duplicabile. Perché Bitcoin è come l’oro

24.08.23 - 06:30
Scarsità e decentralizzazione: ecco su che basi acquista valore la valuta creata da (ma non di proprietà di) Satoshi Nakamoto.
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Digitale, ma non duplicabile. Perché Bitcoin è come l’oro

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Scarsità e decentralizzazione: ecco su che basi acquista valore la valuta creata da (ma non di proprietà di) Satoshi Nakamoto.

Scarso “è bello”, ma soprattutto di valore

Beni digitali e non riproducibili all’infinito, ma scarsi, finiti? Un concetto che può sembrare un ossimoro, se non un vero e proprio paradosso, vista la natura della tecnologia, che ci permette di ripetere costantemente qualcosa, di fare infinite copie. E quindi il digitale è spesso associato all'abbondanza, alla sovrabbondanza, all’eccesso di informazioni e contenuti, di ripetizioni.

Eppure, la scarsità digitale esiste, e rappresenta una vera e propria rivoluzione nel panorama tecnico e finanziario. Non a caso, soprattutto negli ultimi anni, questa idea ha catalizzato l'attenzione di economisti, programmatori e investitori, a partire dal fulcro della sua realizzazione, e cioè Bitcoin.

Come anche illustrato con assoluta chiarezza, su Bitcoin Magazine, da Giacomo Zucco, imprenditore e divulgatore che è stato anche tra i docenti di punta della recente edizione della Plan B Summer School e sarà tra gli speaker del Lugano Plan ₿ Forum del 20 e 21 ottobre prossimi, l'unicità dei bitcoin risiede nella loro capacità di replicare in un ambiente digitale quella che è una delle caratteristiche fondamentali dell'oro: la scarsità di questo materiale, appunto, da cui deriva principalmente il suo valore. Più ristretta è l’offerta, maggiore è il prezzo che assume la domanda.

 

Perché Bitcoin è scarso, e quindi “oro digitale”

In sostanza, in un mondo digitale in cui tutto può essere duplicato ancora e ancora, Bitcoin rappresenta una straordinaria eccezione, perché limitato e impossibile da duplicare. Un bene, quindi, che può acquisire valore per via della sua rarità, come sopra descritto. Tale peculiarità, nel caso di Bitcoin, è garantita dalla tecnologia su cui si poggia, cioè la sua blockchain: una rete P2P (Peer to Peer) decentralizzata che consente, come già raccontato su queste pagine, di certificare e trasferire valore in modo sicuro e trasparente. La blockchain opera, insomma, come un registro non posseduto né modificabile da alcuno - e quindi decentralizzato - impedendo la doppia spesa di valuta, e garantendo quindi che ogni singolo Bitcoin emesso sia unico e non duplicabile.

Di conseguenza, se finora nella storia dell'umanità l'oro è stato il bene rifugio per eccellenza, grazie alla sua scarsità e - banalmente, benché molti alchimisti ci abbiano provato - all’impossibilità di crearlo e duplicarlo, Bitcoin, oggi, che ha queste stesse caratteristiche e il cui algoritmo prevede un’emissione massima di 21 milioni di unità, può essere equiparato al materiale aureo. Oro digitale, insomma.

Ma perché ciò dovrebbe interessarci? In un contesto economico in cui la moneta tradizionale - fiat - può essere stampata in quantità sempre crescenti - generando, potenzialmente, una crescente inflazione - Bitcoin, che, come l’oro, non può essere generato a piacimento, rappresenta un'ancora di stabilità, poiché deflattivo per definizione. Essendo immune da "manipolazioni" esterne, ma soprattutto non essendo di proprietà di nessun individuo od organizzazione, può infatti risultare un rifugio sicuro, perfino rivoluzionario, nei tempi di incertezza economica che viviamo.


Questo articolo è stato realizzato da Lugano's Plan ₿, non fa parte del contenuto redazionale.
COMMENTI
 

Mattt 11 mesi fa su tio
Non è proprio così semplice...ma una parte dei concetti ci sono...
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