Perchè i giovani sono in fissa per la Cina?

Si chiama Chinamaxxing. È la fascinazione che sta operando la Cina sulla Generazione Z. Una nuova ossessione che rimpiazza il sogno americano.
L'indimenticabile Nando Moriconi, l'americano a Roma interpretato da Alberto Sordi, andava pazzo per gli Stati Uniti dei cowboy e del baseball, della marmellata e del latte bevuto a pranzo, anche se poi era “una zozzeria”, e dei musical leggendari. Un'America che viveva nelle fantasie di un ragazzo italiano affascinato da quei soldati che pochi anni prima erano arrivati in Italia come liberatori, portando la loro musica ed il loro modo di vestire, e lo stesso capitò a tanti altri giovani sparsi per il mondo. Nei decenni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, generazioni di adolescenti crebbero con il mito degli States e solo di recente la Corea del Sud ha scalzato questo primato in coloro che fanno parte della generazione dei Millennial, nati tra il 1981 ed il 1995, con tutto il suo bagaglio di musica, prodotti cosmetici e serie televisivi.
AFPLe famose caramelle cinesiDalle zuppe alle caramelle gommose, dalle mele cotte a merenda ai Labubu
Di recente però un altro Paese sta prendendo piede nell'immaginario dei rappresentanti della Gen Z ossia la Cina, tanto che il termine 'Chinamaxxing', la fusione tra la parola China e il suffisso maxxing, utilizzato su internet con il significato di massimizzare o potenziare un aspetto della propria vita o di una attività, è diventato presto virale sui social media. Il termine indica l'adozione, anche ironica, attraverso video sui social, di elementi dello stile di vita cinese. Tra gli esempi citati dal South China Morning Post vi è la confezione delle White Rabbit, caramelle gommose e cremose al gusto di latte prodotte in Cina dal lontano 1943 e divenute virali online con oltre sei milioni di visualizzazioni e duecentosessantamila like. Tra le altre abitudini adottate da coloro che aderiscono a questo trend vi è il consumo di acqua e thè al goji e zenzero al posto delle bevande fredde, il mangiare zuppe e porridge di riso o mele cotte a merenda, praticare delle attività tradizionali come il Mahjong, il Tai Chi e il Baduanjin, legate anche alla medicina tradizionale cinese, o indossare accessori moda quali i Labubu o le felpe abbellite con gli alamari tipici degli abiti tradizionali. Il video di un ragazzo che mette a bollire delle mele per fare il thè alla frutta, un rimedio tradizionale cinese per lo stomaco, ha totalizzato quasi tre milioni di visualizzazioni. Emerge quindi una fascinazione limitata a ciò che esteticamente rimanda ad un'immagine stereotipata della Cina, ma che sta prendendo sempre più piede sui social, coinvolgendo un numero crescente di giovanissimi che affermano di essere entrati nel loro “periodo cinese”. La vera novità rappresentata dal Chinamaxxing è quella di essere un fenomeno totalmente slegato dalla realtà geopolitica che lo ha prodotto: se infatti i Paesi del mondo posti sotto l'area di influenza degli Stati Uniti veniva influenzati da costoro anche dal punto di vista sociale e culturale, non solo politico, ora la fascinazione per la Cina prescinde totalmente da quelli che possono essere le relazioni tra i Paesi coinvolti. Nonostante, infatti, i rapporti tra America e Cina rimangano abbastanza tesi, con timidi ed occasionali segni di distensione, è ormai frequente trovare giovani statunitensi che si mostrano online impegnati a cucinare dei piatti tradizionali cinesi o a praticare della skincare mattutina legata alla medici tradizionale di questo Paese.
ImagoZuppa cineseUna fascinazione solo estetica
Ciò che sembra attirare maggiormente i giovani è la ritualità di certi gesti e la lentezza che accompagna molte delle attività che hanno preso maggiormente piede online, e che si pongono in netto contrasto con la perenne sensazione di dover vivere alla massima velocità che si respira in Occidente. Si tratta di una adesione totalmente scevra da implicazioni politiche, ma volta alla costruzione di un nuovo stile di vita, meno performante e più legato al benessere spirituale e fisico. In questo processo TikTok si è rivelata la piattaforma ideale nella quale questo fenomeno ha trovato un hummus fertile in quanto costruito sulla mera estetica dei video: ecco quindi che il mostrare una ricetta tradizionale o seguire i tour degli appartamenti a Chengdu è divenuto un modo per conoscere una Cina totalmente distaccata dalla sua realtà politica, ma costruita su immagini funzionali alla ricerca di un nuovo modo di stare al mondo. I valori occidentali appaiono in forte crisi e non più capaci di avere una giusta presa tra le generazioni più giovani che si rivolgono allo stile di vita di un Paese lontano per riscoprire un mondo fatto di ritmi lenti e tradizione. Come è noto, infatti, la Gen Z è particolarmente sensibile alla tematica della salute mentale e l'immaginario cinese diffuso sui social media sembra porsi come un antidoto in grado di combattere il consumismo e l'eccessivo individualismo che permea la nostra società. L'attenzione della cultura cinese per tematiche quali il benessere fisico e la longevità ha radici millenarie e ciò affascina i giovani che si vedono sballotati in un mondo fatto di tensioni politiche e sociali e precarietà.
Lontani dal Covid, ora la Cina piace
“Per molto tempo si è discusso di come la Cina non riuscisse ad attrarre così come la Corea del Sud o il Giappone” ha affermato alla Cnn Tianyu Fang, un dottorando presso il Dipartimento di Storia della Scinza dell'Università di Harvard. “Le cose stanno cambiando negli ultimi tempi, con i videogiochi o i film cinesi, e persino nelle piccole cose come i Labubu che stanno rimodellando l'immagine culturale della Cina negli Stati Uniti e più in generale in Occidente” ha rimarcato il giovane studioso. Un bel cambio di passo rispetto a quando, in seguito allo scoppio della pandemia da Covid-19, si era andato ad intensificare, in special modo negli Stati Uniti, un clima d'odio nei confronti delle popolazioni asiatiche, fomentato anche dal presidente Trump che non perdeva occasione per chiamare il Covid “influenza kung”, con un chiaro tono razzista. Per Fang “la tendenza attuale ci dice di più su ciò che gli americani sentono riguardo all'America, che su ciò che gli americani sentono della Cina” ed in effetti tale tendenza si sta affermando in concomitanza con l'evidente declino dell'immagine globale degli Stati Uniti dove le divisioni politiche e la repressione dell'immigrazione ha spinto moltissimi giovani studenti ad intraprendere il proprio percorso scolastico in altri Paesi.
AFPI celebri Labubu, che ormai sono diventati famosi anche alle nostre latitudiniLa Cina piace anche grazie agli errori di Trump
Per la rivista Time, questa fascinazione riflette “una crescente infatuazione per la Cina di americani comuni delusi dalla politica dell'amministrazione Trump che ha stravolto 'il sogno americano' con la stretta aggressiva nei confronti dell'immigrazione, introducendo una conflittualità permanente con Stati alleati e punizioni armate con nazioni non allineate. L'ingenuo Chinamaxxing, quindi, rifletterebbe il desiderio di un modello alternativo a quello degli Stati Uniti di oggi”. I video che mostrano le futuristiche metropoli cinesi sono diventati virali, quindi, non tanto per ciò che mostrano ma per ciò che rappresentano, ossia la possibilità di poter vivere in città moderne ma “con strade apparentemente pulite e con bassi livelli di criminalità”.“Personalmente sono cresciuto e sono diventato maggiorenne in questo decennio, quando le persone negli Stati Uniti ed in Cina erano interessate a ciò che le une aveva da dire alle altre, e a ciò che potevano offrire al mondo, e mi piacerebbe poter vedere un po' di questo spirito rivivere ai giorni nostri” ha concluso lo studente che trova che il trend Chinamaxxing possa essere un modo per effettuare una pacifica contaminazione di culture, prendendo il meglio le une dalle altre.
Cliché e critiche sui social
Non tutti però si trovano d'accordo con questo punto di visto: molti rappresentanti della diaspora cinese si sono espressi in maniera negativa nei confronti di tale fenomeno, ritenendolo un caso di appropriazione culturale e di sostegno, seppur indiretto, ad uno Stato totalitario e dispotico. Molti hanno accusato i sostenitori della Chinamaxxing di far riferimento ad aspetti culturali e tradizionali cinesi privandoli però del loro aspetto storico ed utilizzandoli senza contesto dopo averli privati dei loro aspetti più peculiari e ridotti a meri clichè ad uso e consumo dei social network. Per l'artista di origine cino-australiano Badiucao e la giornalista cino-americana Melissa Chan “quando si vuole un cambiamento c'è la via difficile, che consiste nell'essere innovativi e trovare una soluzione, e la via pigra che consiste nel trovare un'alternativa a basso costo e nel fantasticare su di un lontano Paese orientale e comunista che potrebbe essere il loro futuro”. Che sia la ricerca di un nuovo modo di vivere il proprio tempo o la mera attrazione per una estetica esotica, la Cina continua ad imporsi all'attenzione di un numero crescente di persone, interessate a conoscere un Paese depositario di una saggezza millenaria.
Appendice 1
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ImagoZuppa cinese
AFPI celebri Labubu, che ormai sono diventati famosi anche alle nostre latitudini



