L'intervento dell'ICE a Minneapolis: un'operazione sprofondata nel caos

Due morti civili, guerriglia per le strade e tante manifestazioni di dissenso. L'impiego degli agenti federali nel capoluogo del Minnesota è stato una débâcle che Trump ora vuole risolvere.
Alex Pretti è stato ucciso con dieci colpi di pistola sabato 24 gennaio a Minneapolis. I proiettili lo hanno raggiunto alla schiena durante un tentativo di immobilizzazione. Era un trentasettenne americano, senza precedenti penali ed esercitava la professione di infermiere.
I genitori dell'uomo ucciso hanno affidato al Washington Post una nota nella quale si dicono «arrabbiati per le menzogne ripugnanti e disgustose diffuse dall'amministrazione su nostro figlio».
A pochi minuti dall'uccisione di Pretti, Donald Trump si era infatti affrettato a etichettarlo come un «terrorista» e uno «squilibrato», mentre il comandante operativo delle grandi operazioni urbane, Greg Bovino, aveva affermato che l'uomo si fosse avvicinato agli agenti impugnando una calibro 9 millimetri e che, avendo opposto resistenza, era stato colpito per un «chiaro atto di legittima difesa».
AFPGreg Bovino, comandante della Border Patrol dell'ICE.Dai video diffusi online dai testimoni dell'accaduto, e ripresi dalle maggiori testate giornalistiche statunitensi come il New York Times, si vede chiaramente Pretti tenere in mano il suo cellulare e cercare di aiutare delle donne contro cui gli agenti dell'Ice avevano spruzzato dello spray urticante.
L'uomo è stato freddato quando era steso a terra disarmato, e disarmata era anche Renee Good, la trentasettenne cittadina americana, incensurata e madre di tre bambini piccoli, uccisa dagli agenti dell'Ice il 7 gennaio scorso, «perché avrebbe usato la sua auto come un'arma», nonostante - anche lì - i video non la incastrassero, tutt'altro.
AFPUn manifestante anti-ICE ammanettato, a Minneapolis.Un corpo di polizia contro l'immigrazione irregolare
Le notizie sulle operazioni di polizia condotte dall'ICE dominano le prime pagine dei giornali, e se c'è chi le trova spaventose, come l'ex presidente Barack Obama, c'è anche chi le definisce degne di «patrioti coraggiosi».
Non è la prima volta che si sente parlare dell'U.S Immigration and Customs Enforcement, ICE, il cui compito sarebbe quello, come si evince dal sito ufficiale, di «proteggere gli Stati Uniti attraverso l'applicazione delle leggi sull'immigrazione per preservare la sicurezza nazionale e la sicurezza pubblica», dato che, in passato, è stata schierata anche in altre città come Chicago, Los Angeles, Washington, New Orleans e Portland, città solitamente ad amministrazione democratica e spesso etichettate come roccaforti dell'immigrazione irregolare.
L'agenzia federale ICE, che dipende dal Dipartimento della Sicurezza Interna, DHS, è stata creata ufficialmente il 1 marzo del 2003, come conseguenza diretta degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, nell'ambito del grande progetto di riordino dell'apparato preposto alla sicurezza nazionale voluta dall'allora presidente George W. Bush.
Se, infatti, fino ad allora i problemi migratori erano stati gestiti dall'Immigration and Naturalization Service, Ins, con la riforma Bush tali competenze vengono divise tra la Border Patrol, preposta al controllo dei confini fisici, e l'ICE che diventa il braccio operativo del Dipartimento per quanto riguarda la lotta all'immigrazione irregolare, ricevendo un mandato pieno su tutto il territorio nazionale.
AFPAgenti dell'ICE, per le strade di Minneapolis.Ventiduemila soldati, la metà addestrata in meno di un anno
Compito dell'Ice è quindi quello di individuare, arrestare e detenere, oltre che rimpatriare, i cittadini stranieri presenti in maniera irregolare sul territorio degli Stati Uniti, con una pienezza di poteri che li legittima a operare in qualsiasi luogo ciò avvenga.
Attualmente l'agenzia si comporrebbe di circa ventiduemila unità, circa il doppio rispetto alle diecimila unità da cui era costituita all'inizio del 2025, con dodici mila nuove reclute addestrate in un anno.
Per l'American Civil Liberties Union, un'organizzazione no profit che tutela le libertà individuali costituzionalmente garantite, «gli agenti dell'ICE vengono preparati con tecniche paramilitari e scelti tra persone che ritengono che il volto coperto e la pistola in mano siano il lasciapassare per l'impunità».
TNS/Zuma Press WireUn manifestante immobilizzato e “spruzzato” con uno spray urticante.Come riferito da Adnkronos, l'addestramento degli agenti ICE impiegati nelle operazioni urbane avrebbe destato da tempo forte preoccupazione nella polizia locale e nei sindacati delle forze dell'ordine: mentre un poliziotto viene formato per molti mesi su tecniche di de-escalation, gestione di situazioni di crisi in comunità problematiche e operazioni di mediazione, gli agenti dell'Ice ricevono una formazione molto rapida basata, in prevalenza, sulle tecniche di arresto, utilizzo delle armi e controllo del luogo dell'operazione.
Se un tempo, poi, il loro periodo di addestramento si concludeva in venti settimane, attualmente i tempi sono stati contratti in appena otto settimane, al termine delle quali tali agenti si trovano a operare in contesti difficili e in luoghi affollati, con la presenza di persone vulnerabili come donne e bambini, nei quali utilizzano strumenti ritenuti dagli stessi agenti di polizia come «molto pericolosi», quali i gas lacrimogeni e gli spray urticanti, se non, come visto, armi letali.
AFPAutorità e manifestanti anti-ICE si scontrano a Minneapolis.Minneapolis, una città polveriera?
Se proprio a Minneapolis le operazioni dell'ICE hanno causato un vero e proprio (tragico) pandemonio, i motivi sono diversi.
Dal punto di vista prettamente politico il Minnesota è uno stato democratico fin dal 1976, il sindaco della città Jacob Frey è un progressista dichiarato del Partito Democratico-Contadino-Laburista (una declinazione locale del Partito Democratico).
Si tratta di uno Stato prevalentemente bianco in cui la questione migratoria non è affatto percepita come un problema. Secondo le statistiche, infatti, la presenza di migranti irregolari è circa la metà di quella nazionale. Vi sono presenti comunità latine, asiatiche ed africane, prevalentemente somale, composte al 58% da persone nate negli Stati Uniti, e l'87% dei migranti ha ottenuto la cittadinanza americana.
AFPUna ragazza porta un fiore a un memoriale dedicato a Peretti.Nel 2020, come ben noto, proprio a Minneapolis avvenne l'omicidio di George Floyd, un uomo di colore brutalmente ucciso da un agente di polizia bianco, che venne successivamente condannato alla pena di ventuno anni di reclusione.
Proprio per le strade della città ottenne visibilità mondiale il movimento Black Lives Matter, e il suo slogan «defund police» (meno fondi alla polizia! ndr.) che - secondo alcuni - avrebbe «eccessivamente ammorbidito e indebolito» le forze dell'ordine.
Ma Minneapolis è stata anche la città in cui è stata svelata una truffa ai danni delle assicurazioni sociali, orchestrata da una serie di cittadini di origini somale che hanno abusato in maniera fraudolenta di un sistema di aiuti per bimbi in difficoltà approvato dall'amministrazione Biden.
Insomma, sono questi gli “ingredienti” per far sì che il radar di Trump, e del suo Governo, si attivasse in direzione di Minneapolis, mobilitando oltre 2'000 agenti per le strade della città.
AFPUn memoriale dedicato a Good e Peretti.Un'operazione sprofondata nel caos
Questi, in un primo momento, avevano il compito di controllare proprio la comunità somala che però è composta in prevalenza da cittadini americani che non possono essere espulsi, per poi fermare oppure interpellare chiunque avesse un accento straniero o un aspetto fisico non conforme alla maggioranza bianca. Fra i fermati, riportano i media Usa, anche diversi nativi americani.
Anche caso del piccolo Liam Comejo Ramos, usato come esca e poi arrestato e deportato assieme al padre, non ha mancato di generare indignazione nell'opinione pubblica.
Le due sparatorie e le due tragiche uccisioni, avvenute entrambe nel mese di gennaio, hanno gettato un ulteriore velo su un'operazione ormai - apparentemente - nel caos. È stata condannata da un coro contrario unanime in tutto il Paese (e non solo).
A seguito di quanto successo, e delle manifestazioni di piazza seguite alla morte di Pretti, il presidente Trump ha infine deciso di cambiare strategia, sostituendo Bovino con Tom Homan, noto come “lo Zar dei confini“, a seguito delle sue missioni lungo il confine meridionale degli Stati Uniti.
Il tentativo è quello di tornare a un approccio più mirato nei confronti del problema dell'immigrazione irregolare, pur rivendicando il «successo straordinario» ottenuto con l'ICE nelle città interessate dalla presenza dei suoi agenti.
Dello stesso avviso è la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt che ha parlato di una tragedia verificatasi «in seguito ad una resistenza deliberata ed ostile da parte dei leader democratici in Minnesota».
Appendice 1
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AFPAutorità e manifestanti anti-ICE si scontrano a Minneapolis.
AFPUn memoriale dedicato a Good e Peretti.
AFPUna ragazza porta un fiore a un memoriale dedicato a Peretti.
AFPAgenti dell'ICE, per le strade di Minneapolis.
AFPGreg Bovino, comandante della Border Patrol dell'ICE.
AFPUn manifestante anti-ICE ammanettato, a Minneapolis.
TNS/Zuma Press WireUn manifestante immobilizzato e “spruzzato” con uno spray urticante.



