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Un "bonus covid" per i ticinesi in crisi

Coronavirus e sicurezza sociale: il Consiglio di Stato ha licenziato un messaggio per aiutare i lavoratori in difficoltà

Fino a mille franchi al mese a lavoratore, più 500 franchi per ogni familiare a carico. Una sorta di "bonus Covid", per non lasciare indietro nessuno. È la proposta anti-crisi che il Consiglio di Stato mette sul tavolo, con un messaggio sottoposto oggi al Parlamento. 

La misura straordinaria - concepita come «temporanea» e limitata «al perdurare dell'emergenza sanitaria» - è stata pensata dal governo «per i lavoratori indipendenti e i lavoratori salariati che non possono beneficiare della disoccupazione», si legge nel messaggio. «È limitata nel tempo e finalizzata a evitare l’aumento della morosità e il ricorso alle prestazioni assistenziali» precisa il Consiglio di Stato.

Un aiuto che, se dovesse passare in Gran Consiglio, andrà a integrare l'indennità per la perdita di guadagno (Ipg) e verrà calcolato - per i professionisti autonomi - sul calo di fatturato riconducibile al Covid. I costi verrebbero assunti per il 75% dal Cantone (per un totale stimato in 5,9 milioni) e il resto dai Comuni di residenza dei beneficiari (2 milioni). 

Il governo si attende tra le 6000 e le 7500 richieste in Ticino. Ognuna riguarderebbe in media un nucleo di 2 persone. La durata media della prestazione sarà di 1 mese e mezzo o due.

La proposta è stata oggetto di un sondaggio nei mesi estivi, a cui hanno partecipato 87 Comuni ticinesi. La maggioranza (86%) ha accolto come «necessaria» o quantomeno «opportuna» l'introduzione di aiuti straordinari. Ora la palla passa al Parlamento. 

 

11:21

La conferenza stampa del DSS è terminata.

11:16

«Questa prestazione ponte è da intendersi come una misura straordinaria, destinata agli indipendenti e ai dipendenti che non beneficiano delle indennità LADI. Chi non potrà beneficiare di questa misura non verrà comunque dimenticato e verrà indirizzato verso gli enti preposti», ha ribadito in conclusione De Rosa che con questa misura si attende un contenimento delle richieste di prestazioni sociali e assistenziali ordinarie.

11:13

Trattandosi di un decreto legislativo urgente, l'obiettivo è quello di far entrare in vigore in modo tempestivo le nuove proposte, su decisione del Governo stesso e in modo retroattivo dal 1 settembre. Quindi senza attendere gli ulteriori 60 giorni dell'iter parlamentare.

11:11

Alla conferenza stampa avrebbe dovuto partecipare la Caposezione del sostegno sociale Cristina Oberholez Casartelli. Ma nel weekend ha avuto dei sintomi riconducibili al coronavirus e quindi è rimasta ha casa. «Un segno di grande professionalità e serietà», ha sottolineato De Rosa.

11:07

Gli aiuti potranno arrivare fino a mille franchi al mese per lavoratore, più 500 franchi per ogni familiare a carico.

11:05

La capo Ufficio delle prestazioni sociali ha illustrato come ottenere l'aiuto e presentato alcune cifre: la stima è di 3000 richieste con un costo medio di 1500 franchi. I costi verrebbero assunti per il 75% dal Cantone (stima: 5.9 mio. di fr) e il resto dai Comuni di residenza (2 mio. di fr.)

11:02

«La misura è complementare a quelle già in vigore e permette di superare una fase di difficoltà e recuperare l'autonomia finanziaria», ha spiegato De Rosa. In modo da evitare il ricorso alle prestazioni assistenziali e l'aumento della morosità. Ne avranno diritto i lavoratori indipendenti e i lavoratori salariati che non possono beneficiare della disoccupazione.

10:58

Dopo la fase introduttiva della conferenza stampa, si entra nel merito del Messaggio, nato dalla necessità condivisa da Cantone e Comuni di una prestazione straordinaria, ma limitata nel tempo, per sostenere chi si trova in difficoltà a causa della pandemia.

10:53

Quale presidente dell'Associazione dei Comuni ticinesi ha poi preso la parola Felice Dafond. «Abbiamo dovuto affrontare una crisi mai conosciuta prima. Per questo i rapporti con il Cantone si sono intensificati, in modo proficuo». I Comuni - ha ricordato Dafond - svolgono «un prezioso ruolo di prossimità». 

10:49

Una prima conclusione sommaria è quindi che le varie misure introdotte hanno permesso di contenere le richieste di prestazioni sociali. «Ma terminati gli aiuti diversi lavoratori potrebbero trovarsi in difficoltà», spiega De Rosa, che ha poi illustrato gli obbiettivi della consultazione avvenuta negli scorsi mesi con 87 Comuni. Proprio questo «scambio proficuo» ha portato al Messaggio che viene presentato oggi.

10:46

De Rosa ha poi mostrato come l'evoluzione in Ticino delle domande di prestazioni sociali sia calata dopo essere cresciuta in primavera. «È però un dato da maneggiare con cautela», ha ammonito. Infatti sono state 363 le richieste durante il mese di agosto, mentre in settembre (dato provvisorio) sono di nuovo salite a 408. «Nei prossimi mesi questo dato crescerà ancora, purtroppo», ha aggiunto De Rosa.

10:41

Il Consigliere di Stato e direttore del DSS Raffaele De Rosa è il primo a prendere la parola, ripercorrendo i vari sostegni già proposti da Confederazione (IPG Corona, indennità supplementari e indennità di lavoro ridotto), Cantone (Messaggio del 1. ottobre sullo stato di necessità, contributo forfettario per le mascherine), Comuni ed enti vari.

10:14
10:09
Ti Press
Il direttore del DSS Raffaele De Rosa

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Ultimo aggiornamento: 2020-10-27 22:38:31 | 91.208.130.86