4mila firme per tariffe eque nella fisioterapia

Physioswiss rilancia l'allarme sulle difficoltà economiche dei fisioterapisti e invita le autorità cantonali ad agire per preservare la rete di assistenza.
Physioswiss rilancia l'allarme sulle difficoltà economiche dei fisioterapisti e invita le autorità cantonali ad agire per preservare la rete di assistenza.
BELLINZONA - Quattromila firme per chiedere tariffe più eque per la fisioterapia e garantire anche in futuro cure accessibili e vicine al domicilio. È la richiesta che Physioswiss Associazione cantonale Ticino ha portato oggi, 15 ottobre, alle autorità cantonali, consegnando la petizione «Per una fisioterapia garantita e vicina al domicilio nel Canton Ticino» a Fabio Lonni, caposervizio dei diritti politici presso la Cancelleria dello Stato a Bellinzona.
L'iniziativa fa parte di una mobilitazione nazionale che ha coinvolto tutti i 26 Cantoni. Al 30 settembre 2026 erano state raccolte complessivamente 127'000 firme in Svizzera, di cui 4'000 in Ticino.
La richiesta: tariffe più alte di almeno il 30%
Al centro della petizione c'è la richiesta di aumentare di almeno il 30% i valori di punto tariffale per le prestazioni fisioterapiche. Secondo Physioswiss, l'attuale remunerazione non permette di coprire adeguatamente i costi di gestione degli studi e garantire salari equi ai professionisti.
Per l'associazione, senza condizioni economiche adeguate potrebbe diventare più difficile mantenere una rete di assistenza capillare, sia nei centri urbani sia nelle regioni periferiche e rurali.
Il nodo delle procedure tariffali cantonali
Nell'aprile 2026 Physioswiss ha presentato una nuova struttura tariffale negoziata, pensata per rappresentare in modo più differenziato le prestazioni fisioterapiche.
La nuova struttura, tuttavia, non basta a migliorare la remunerazione dei professionisti. Per ottenere aumenti effettivi sono determinanti i valori di punto tariffale, stabiliti nell'ambito delle procedure cantonali.
Con le 4'000 firme raccolte in Ticino, Physioswiss chiede quindi al Dipartimento della sanità di impegnarsi, nell'ambito delle proprie competenze, affinché vengano fissate tariffe adeguate a coprire i costi delle prestazioni.
«Un segnale che il Cantone deve prendere sul serio»
Per Tamara Roncati, presidente di Physioswiss Associazione cantonale Ticino, il sostegno raccolto dimostra quanto il tema sia sentito dalla popolazione.
«Il grande sostegno dimostra quanto una fisioterapia ben raggiungibile sia importante per la popolazione del Cantone. Auspichiamo che il Dipartimento della sanità prenda sul serio questo segnale e si impegni per un finanziamento della fisioterapia equo e sostenibile».
L'associazione seguirà ora gli sviluppi delle procedure tariffali cantonali, continuando a sostenere le rivendicazioni del settore nel confronto con le autorità.
Il ruolo della fisioterapia nell'assistenza sanitaria
Physioswiss sottolinea anche il contributo della fisioterapia al sistema sanitario: le prestazioni possono aiutare a evitare interventi chirurgici, abbreviare la riabilitazione e preservare l'autonomia dei pazienti.
Un ruolo che si inserisce nel principio «ambulatoriale prima di stazionario», favorendo le cure ambulatoriali e riducendo, quando possibile, la necessità di ricoveri.
Per l'associazione, tariffe adeguate sono quindi essenziali per garantire la sostenibilità degli studi e mantenere un'offerta di cure di qualità accessibile alla popolazione.
Una campagna in tutti i 26 Cantoni
La petizione ticinese rientra nella campagna nazionale di Physioswiss «Dare il 100%. Ricevere il 70%.», lanciata per denunciare le difficoltà economiche del settore.
L'iniziativa comprende 26 petizioni cantonali, con l'obiettivo di ottenere tariffe più eque e garantire la continuità dell'assistenza fisioterapica.




