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«Non vorrei fosse l'inizio di una ripartenza, stiamo vigili»

Cifre e previsioni nell'incontro informativo con il Consiglio di Stato e lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta

Nonostante i numeri bassi l'invito è a non abbassare la guardia. Riapertura delle dogane? Per ora nessuna novità

È una settimana, quella in corso, che ha portato grandi novità. E non solo in termini di riaperture, ma anche di numeri nudi e crudi. Decisamente positivi se si considera che si contano solo tre contagi lunedì, il doppio zero (contagi/morti) di martedì, i quattro casi di mercoledì e il secondo giorno senza infezioni né decessi di ieri. Anche oggi i numeri restano bassi con zero vittime e sette contagi. 

Proprio per fare il punto sull’evoluzione della situazione legata al Coronavirus, il Consiglio di Stato e lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC) hanno organizzato per oggi un breve incontro informativo. Presenti, Matteo Cocchi (Capo dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta), Giorgio Merlani (Medico cantonale) e Francesco Quattrini (Delegato cantonale per le relazioni esterne).

16:29

Sul numero degli attuali malati in Ticino: «Il numero delle persone attivamente malate adesso è difficile da dire. Potremmo stimare un centinaio di persone. Ma è una cifra data così, ad occhio».

16:24

Sui trasporti pubblici transfrontalieri. Quattrini: «I trasporti restano sospesi. Anche qui è una questione che trascende la competenza del Cantone. Sono impiegate le FFS e Trenord. Fa fede sempre la normativa in Italia, più stringente rispetto a quella Svizzera». 

16:17

Sulla possibilità per le coppie divise dal confine di rivedersi, Quattrini: «Abbiamo informazioni positive per quanto riguarda Germania e Austria. Il ricongiungimento familiare è già permesso anche con l'Italia, ma chi valica il confine dovrà poi sottoporsi alla quarantena. L'Italia stessa sta cercando di trovare una soluzione a questa problematica».

16:15

Sul numero minimo di casi che potrebbe identificare una seconda ondata e sulle case anziani, Merlani: «Mi spaventa di più la crescita esponenziale che numeri altalenanti. Per quanto riguarda le case per anziani ci sono state segnalazioni al Ministero pubblico su tutta una serie di casi. Stiamo vagliando e, se necessario, si agirà di conseguenza». 

16:09

Sugli assembramenti, quante persone massimo in una casa privata? Cocchi: «Il numero 5 rimane tale. Chiaro che qualcuno vorrà farse l'aperitivo in casa. La responsabilità individuale deve essere tale da evitare contagi, anche in una casa privata. Se poi in giardino ci si ritrova a fare la grigliata in 50 la problematica potrebbe richiedere l'intervento della polizia». 

16:05

Sulla tassazione dei frontalieri in smart working, Quattrini: «La competenza è della Confederazione. Con la Francia è stata già trovata una soluzione, quella di mantenere lo status quo. Non vi sono quindi delle modifiche. Si è in contatto con gli altri stati limitrofi e le soluzioni potrebbero essere analoghe a quella trovata con la Francia»

16:04

È ora il momento delle domande

16:03

Merlani: «Allo stato attuale abbiamo circa 800 adesioni di persone disponibili per i test sierologici. Abbiamo già una cifra significativa per avere dati statistici. È chiaro che più dati avremo più saranno attendibili. Oltretutto i test saranno ripetuti a 3, 6 9 e 12 mesi quindi vogliamo un numero sufficiente di persone per capire per quanto si protrae l'immunità».

16:01

Merlani: «Sono 18116 i tamponi effettuati e 3883 risultati positivi. Alcune persone vengono testate più volte per vari motivi, essenzialmente clinici. I numeri recensiti, sul totale dei positivi, sono quindi 3253»

15:57

Merlani: «Nella peggiore delle ipotesi il contatto a rischio, se rispettiamo le direttive, potrà aver avuto rapporti con poche persone e quindi potremo tenere sotto controllo l'epidemia».

15:54

Merlani: «Abbiamo iniziato con il contact tracing. La maggior parte dei casi sono essenzialmente nell'ambito sanitario o vicino all'ambito sanitario/sociosanitario. Piccole cifre, ma sembra che sia ancora il sistema sanitario quello maggiormente colpito».

15:53

Merlani: «In questa fase è più interessante analizzare la questione dei tamponi. Interessante rilevare che la percentuale dei test positivi su quelli effettuati è sempre più bassa. La domanda è se questa parte bassa, resterà bassa. Negli ultimi giorni si riferisce di una lieve crescita. Speriamo che i dati rimangano in quest'ambito. Non vorrei che fosse un inizio di una ripartenza. Dobbiamo essere attenti e vigili sia noi che la popolazione. Il virus c'è e circola e non è il momento di abbassare la guardia». 

15:47

Quattrini: «C'è poi la questione dei ricongiungimenti familiari, molto sentita. La problematica è di competenza delle autorità federali. Abbiamo segnalato il problema a Berna. Vi sono novità per le frontiere a nord, ma non per quelle a sud, quindi con l'Italia». 

15:45

Quattrini: «Il Cantone ha svolto un ruolo di ponte per captare le reazioni e comunicarle alle autorità cantonali e della Confederazione. Questo ha permesso di mantenere una certa serenità sulla frontiera e di gestire il problema in modo equilibrato. Con lo stato di necessità abbiamo chiesto misure più restrittive, ad esempio con l'apertura e chiusura delle imprese.  Adesso ci troviamo nella fase di riapertura, sia in Ticino che Italia, ma con ritmi differenti. Ci si pone quindi la questione della riapertura dei valichi di frontiera. Per le code che si sono venute a creare al confine, la questione è di competenza dell'amministrazione delle dogane e della Confederazione. Non è volontà del Cantone creare questi disagi. Oggi abbiamo 11 valichi di frontiera su 16 riaperti. La situazione è ritornata abbastanza fluida e non si segnalano delle criticità»

15:42

Quattrini: «Analizzando la curva in Italia abbiamo cercato di anticipare le tendenze. Nell'urgenza di una situazione nuova sono state emanate molte direttive, non sempre di facile interpretazione. E vale sia per noi, sia per alcune ordinanze emanate in Italia di difficile interpretazione anche per le stesse autorità italiane».

15:40

Quattrini: «Ci siamo dovuti attivare per i lavoratori frontalieri che sostengono la sanità di questo cantone. Vi è stato un momento difficile, quel decreto Lombardia che ha provocato reazioni molto forti dai due lati della frontiera.  Abbiamo lavorato per evitare che non ci fosse una chiusura totale che evitasse un danno al settore sanitario ticinese». 

15:39

Quattrini: «Abbiamo affrontato due mesi e oltre di crisi sanitaria. L'epicentro è stata la regione Lombardia. Lavorando in un momento in cui gli stati avevano un livello di collaborazione basso ci si è dovuti attivare. Abbiamo mantenuto relazioni continue e fluide con Lombardia e Piemonte. Con i sindaci di frontiera e anche con i sindacati. Ma anche con l'Italia come stato, attraverso la nostra ambasciata di Svizzera a Roma e l'ambasciata di Milano». 

15:36

Cocchi: «Sebbene i dati recenti sono confortanti non bisogna abbassare la guardia»

15:36

Cocchi: «Adesso si guarda al ponte dell'ascensione, dove vi sarà un incremento del turismo. Verranno implementanti i controlli. Non ci sono ancora disposizioni circa l'apertura dei campeggi. Il problema sono le derive quali il campeggio selvaggio. Lo scopo è poter applicare su tutto il territorio cantonale lo stesso standard di controlli». 

15:33

Cocchi: «In questa fase di riattivazione delle attività economiche si cerca di sensibilizzare e correggere i comportamenti scorretti. Oltre 100 i controlli negli esercizi pubblici. Attualmente non abbiamo dati che verranno comunicati settimana prossima». 

15:29
15:15
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Ultimo aggiornamento: 2020-09-21 14:46:24 | 91.208.130.87