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«La vaccinazione rimane la via maestra»

Ospedali potenziati per l'inverno. Da Palazzo delle Orsoline gli sforzi e i costi stabiliti per affrontare la pandemia.

Il Governo torna a promuovere la campagna vaccinale: «A breve torneremo a sensibilizzare le categorie che rischiano di avere un decorso grave della malattia».

Pronti per affrontare un nuovo inverno all'insegna di contagi e ricoveri. Nella sua seduta di giovedì, il Governo ha approvato il messaggio per il mantenimento di un dispositivo ospedaliero potenziato per il ricovero di pazienti Covid fino all’estate 2022.

Ha inoltre stanziato i crediti necessari a coprire i costi supplementari sostenuti dalle strutture sanitarie nel corso del 2020 a seguito della pandemia, ed è entrato in materia su un riconoscimento parziale dei mancati introiti.

Per presentare questo pacchetto il Governo, oggi, ha riunito nella sala stampa di Palazzo delle Orsoline Manuele Bertoli, Presidente del Consiglio di Stato; Raffaele De Rosa, Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS); Paolo Bianchi, Direttore della Divisione della salute pubblica del DSS.

10:32

Medici e infermieri in più dove si vanno a prendere?

De Rosa: «Inizialmente ci sarà la possibilità di sfruttare il personale già attivo, ma dai mesi autunnali serviranno forze in più. Si tratta di personale già stato assunto in precedenza, ricercato, formato e assunto con contratto a tempo determinato». 

10:28

Di questi 20 milioni per i mancati introiti c'è poca speranza che la Confederazione riconosca qualche cosa? 

De Rosa: «Insisteremo per trovare una soluzione a livello nazionale. Le chances sono minime».

10:25

Campagna mirata, di che si tratta?

De Rosa: «A livello cantonale riteniamo sia importante mirare ai gruppi a rischio. Per loro va rilanciata la campagna di vaccinazione. I tassi d'adesione sono buoni, ma non sufficienti». 

10:24

È il momento delle domande

10:24

Bianchi: «Sui mancati introiti manca una base legale. La decisione sarà semmai del Parlamento. Il Cantone garantisce comunque una certa sicurezza agli Istituti, però vi sono i mancati introiti legati alla parte degli assicuratori malattia, o il mancato pagamento degli introiti per quanto riguarda l'attività ambulatoriale. Le discussioni federali non sono formalmente chiuse, ma non vi sono molte speranze in questo senso. L'idea del Governo è di lavorare su scenari che prendano in carico almeno parte di queste spese».

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Bianchi: «Con una metodologia dei dati solida e condivisa siamo riusciti a definire l'esposizione di questi costi supplementari. Le strutture hanno presentato i loro dati, ma era fondamentale attendere la chiusura dei conti. Le ultime informazioni sono giunte tra maggio e giugno. Adesso abbiamo le cifre utili per sapere come intervenire». 

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Bianchi: «Il concetto fondamentale è quello di utilizzare del personale di reparto disponibile a intraprendere la specializzazione in cure intensive facendo poi capo ad un pool di infermieri per sostituire questo personale nei reparti. Il personale medico non è proporzionato all'aumento dei letti. In una prima fase si pensa di far capo al personale ordinario, in una fase più acuta bisognerà procedere con ulteriori assunzioni». 

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Bianchi: «Gli sforzi degli scorsi mesi sono stati importanti e non sono replicabili e nemmeno giustificabili laddove il sistema ospedalieri è stato ridefinito. Anche perché ora abbiamo una certa prevedibilità dell'aumento delle ospedalizzazioni quindi non è più giustificabile in non avere una programmazione».

10:10

Bianchi: «I limiti strutturali e di apparecchiature sono stati risolti con l'acquisto di ventilatori e apparecchiature specialistiche necessarie. Il limite principale resta quello delle competenze umane. Le risorse sono importanti. A livello infermieristico servono 2,6 unità per posto letto. Di queste il 30% deve essere infermiere specializzato, ciò impone una formazione adeguata e un'esperienza consolidata».

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Bianchi: «Le cure intense sono il limite principale nella possibilità di prendere a carico un numero elevato di pazienti. Lo abbiamo visto nella prima e nella seconda ondata. Sono postazioni complesse a livello di logistica, di struttura e anche di ricerca di personale adeguato».

10:05

De Rosa: «Con questo pacchetto a supporto dell'attività ospedaliera daremo un contributo tangibile. In un contesto di incertezza, il CdS intende dare una risposta garantendo letti e personale e rafforzandoli del 25%. Si ritiene importante valorizzare le competenze e soprattutto garantire la gestione della pandemia senza togliere forze altrove».

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De Rosa: «Per quanto riguarda i costi della pandemia, oggi possiamo pianificare e parlare di gestione ordinaria. Il CdS ha deciso di stanziare circa 20 milioni di franchi per la gestione della pandemia». 

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De Rosa: «I 3,5 milioni servono per garantire la decina di medici e la 40ina di operatori del personale infermieristico che saranno impiegati almeno fino all'estate prossima».

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De Rosa: «Visto il rischio di dover ricoverare nuovamente malati gravi, il Governo ha proceduto a stimare un fabbisogno di letti di cure intense».

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De Rosa: «Proporremo una campagna di formazione mirata che inviti chi non l'ha ancora fatto a vaccinarsi, specie le categorie a rischio. Anche il sistema sanitario deve quindi essere pronto ad occuparsi dei pazienti Covid e non solo. Il rinvio dei trattamenti ha un impatto che abbiamo visto. Per riuscirci abbiamo bisogno di personale altamente specializzato da impiegare subito».

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09:55

De Rosa: «Abbiamo circa 36mila persone non vaccinate tra le persone a rischio. Occorre aumentare il tasso di adesione alla vaccinazione. Tra le persone con più di 65 anni che hanno contratto la malattia, un terzo è stato ospedalizzato. Tra gli over 55 è uno su dieci».

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De Rosa: «Ci sono incognite legate alla diffusione del virus e alle varianti. Nelle scorse settimane non abbiamo mai avuto serie di zero nei nuovi contagi, diversamente dallo scorso anno. Il cumulativo settimanale ha mostrato il minimo nella seconda settimana di giugno con 23 casi, mentre l'ultima di luglio erano 210. La variante Delta è dominante. È doppiamente contagiosa della variante inglese, già più contagiosa del virus originario, e porta a un maggior numero di ospedalizzazioni. Il vaccino è determinante perché riduce del 90% il rischio di un decorso grave della malattia».

 

09:48
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Bertoli: «Nei mesi invernali ci sarà un aumento dei contagi. Bisognerà vedere quale sarà l'impatto sulle ospedalizzazioni. Resta quindi prioritaria la vaccinazione. Ci sono 13mila persone over 65 non vaccinate e altrettante tra i 55 e i 65 anni. Persone, quindi, con una potenzialità di rischio elevata di andare all'ospedale in caso dovessero contrarre il virus. Dal vaccino passa la sconfitta definitiva di questa pandemia».

09:46

Bertoli: «Eravamo contenti che maggio e giungo la situazione cominciasse a volgere al meglio, con tutti gli allentamenti che conosciamo. Dal mese di luglio la pandemia ha iniziato a peggiorare. Ciò a causa della variante Delta. Siamo quindi preoccupati, anche se le previsioni per il futuro sono complesse da farsi. Ci sono aspetti positivi e negativi. I primi sono legati all'efficacia della vaccinazione, i secondi alle varianti aggressive».

09:07
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Ultimo aggiornamento: 2021-10-28 20:38:12 | 91.208.130.85