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«Nessuna quarantena per chi rientra dall'Italia»

Al via la conferenza stampa a Palazzo delle Orsoline. Norman Gobbi fa il punto della situazione

Un confine aperto a metà. Il presidente del Consiglio di Stato chiarisce cosa cambia da domani. No al turismo «solo per la spesa».

Una frontiera aperta a metà. Dal 3 giugno in Ticino cambieranno molte cose. La riapertura unilaterale delle frontiere italiane ha creato non pochi grattacapi al governo ticinese, che oggi ha organizzato una conferenza stampa a Bellinzona per informare la popolazione.

Quali novità ci riserva il domani? Quali le strategie del Consiglio di Stato? A Palazzo delle Orsoline i giornalisti oggi hanno fatto il punto con il presidente del governo Norman Gobbi e con Francesco Quattrini, Delegato per le relazioni esterne del Cantone Ticino. La discussione ha toccato il turismo della spesa - vietato ancora fino a nuovo ordine - e le restrizioni in entrata in Svizzera. Ma anche le regole severe che attendono i ticinesi in trasferta da domani oltre confine.  

15:30

Si è concluso il momento informativo. 

15:29

Sul divieto della spesa oltre confine, Gobbi chiarisce che «la decisione è stata presa a livello federale». Aggiunge comunque che «per effettuare controlli alle dogane è necessario del personale che effettui i controlli. Il turismo degli acquisti richiederebbe di destinare ai controlli sulla spesa del personale che, in questo modo, non potrebbe essere destinato a controlli di altro tipo, sottrarrebbe insomma personale a funzioni più urgenti». 

15:27

«La normativa italiana prevede inoltre che una persona che si trova in Italia con alcuni sintomi, come la febbre superiore ai 37 gradi, è tenuto ad annunciarsi all'autorità sanitaria e a mettersi in quarantena per 14 giorni». 

15:26

Quattrini fa ancora alcune precisazioni. «Il cittadino svizzero che va in vacanza in Italia deve fare attenzione. Non per spaventare nessuno, ma ricordiamo che in Svizzera la sanzione è di 100 franchi per chi fa la spesa oltre confine. In Italia le sanzioni pecuniarie per chi non rispetta le disposizioni vanno da 400 fino a 3000 euro, cifre ben superiori». 

15:22

«La decisione unilaterale dell'Italia non è un problema solo nostro» sottolinea Gobbi. «Vale anche per gli altri paesi confinanti, come la Francia ad esempio. Di solito tra paesi ci si coordina, in questo caso non è avvenuto. L'Italia ha voluto procedere bruciando le tappe pur avendo una situazione interna non allineata, dal punto di vista epidemiologico, con altri paesi». 

15:20

Sui controlli sugli svizzeri che rientreranno in Ticino - dopo una visita a parenti, oppure dopo una cena - il governo chiarisce che «non sono previsti controlli particolari o misure come la quarantena» precisa Gobbi. «Il comportamento diligente per evitare i contagi, evidentemente, i ticinesi lo adotteranno anche oltre confine. È evidente che se al rientro dal soggiorno qualcuno dovesse manifestare dei sintomi, dovrà adottare tutti i comportamenti per evitare il diffondersi dei contagi». 

15:18

Gobbi precisa che «l'autorità federale ha precisato oggi di poter ordinare misure sanitarie al confine per determinate categorie di persone a rischio in base all'ordinanza Covid-19». Questi controlli «competono all'autorità doganale» e quindi «da domani non dovrebbe cambiare il traffico in entrata, quindi la tipologia dei controlli dovrebbe rimanere la stessa, ma i controlli saranno rafforzati». 

15:17

In effetti «in Italia non c'è un nuovo atto normativo» precisa Quattrini. «Si tratta di una serie di norme prese durante il lockdown che decadono oltre confine a partire da domani». 

15:15

Il cittadino svizzero che si recherà in Italia da domani «dovrà tenere conto di queste differenze, e anche del fatto che in Italia sono in vigore restrizioni più severe al momento rispetto alla Svizzera. Fate riferimento ai consigli di viaggio della Sem e del Dfae». 

15:14

«Facciamo alcuni chiarimenti. Anzitutto bisogna tenere conto che in Svizzera c'è un'unica ordinanza a livello federale, senza eccezioni locali. In Italia non è così: c'è un decreto governativo che stabilisce una riapertura dei confini nazionali e regionali dal 3 giugno, ma le singole Regioni possono fare delle ordinanze autonome. Ad esempio in Lombardia continuerà ad esserci l'obbligo delle mascherine, non in Veneto e in Piemonte». 

15:12

Ora la parola passa a Francesco Quattrini, responsabile delle relazioni esterne per il Canton Ticino. «Notiamo che malgrado l'apertura prevista dall'Italia, vi è uno stato asimmetrico delle disposizioni da parte dei due paesi. Abbiamo ricevuto tante domande dai cittadini per capire cosa si può e cosa non si può fare, da domani». 

15:11

«Le porte verso il Ticino rimangono ancora chiuse» ricapitola il presidente del CdS. 

15:11

«Stiamo vivendo un momento di incertezza e per questo vogliamo informare in modo trasparente la popolazione. L'obiettivo ora non è gettare al vento i risultati ottenuti con tanto sforzo, la prudenza e la responsabilità individuale sono fondamentali. Bisogna evitare una falsa partenza» osserva Gobbi. «Dobbiamo fare un passo alla volta, come il famoso montanare che sa che ogni passo falso in salita come in discesa può essere pericoloso». 

15:09

La data del 15 giugno vale per la riapertura tra Svizzera e Germania, Francia e Austria. «Non ancora per l'Italia. Non c'è nessuna conferma in questo senso. La data ultima per la riapertura con l'Italia rimane la fine di giugno inizio luglio» ricorda Gobbi. 

15:07

«Possono evidentemente rientrare in Svizzera tutti i cittadini svizzeri e i residenti con permesso C, B o L, e i titolari di permessi G. L'ingresso è vietato a chi non ha titoli di domicilio sul nostro territorio, per il turismo in generale e per chi è alla ricerca di un posto di lavoro o in ambito di studio. In quest'ultimo ambito, quello di studio, sono previsti allentamenti a partire dall'8 di giugno».

15:05

Se l'Italia apre «non significa che la Svizzera apra» ricorda Gobbi. «Vanno allineate le prassi anche rispetto agli altri paesi confinanti, dove ricordo che tra l'altro i contagi registrati sono molto inferiori rispetto all'Italia». 

15:05

Cosa cambia quindi da domani? «L'Italia apre e quindi lascia entrare tutte le persone nel proprio territorio. Ma per le disposizioni del consiglio federale non è permesso recarsi oltre confine per fare solo acquisti. Non è ammesso verso l'Italia né verso altri paesi vicini. Non c'è una disparità di trattamento» sottolinea Gobbi. 

15:04

Gobbi ricorda che «come Cantone siamo allineati alle posizioni del Consiglio federale» e che «al momento unicamente tra Svizzera e Liechtenstein c'è una libera circolazione garantita». 

15:03

«Gli spostamenti verso l'Italia rimangono sconsigliati. Guardando i dati epidemiologici in Ticino vediamo che la situazione è molto rosea, sia sul fronte dei contagi che dei decessi. Va ringraziata tutta la popolazione, ce labbiamo fatta insieme». 

15:01

È iniziata alle 15 la conferenza a Palazzo delle Orsoline. Prende la parola il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi

14:57
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Ultimo aggiornamento: 2020-09-18 10:49:17 | 91.208.130.85