Quando si profana il sacro

Boom di episodi di vandalismo in Ticino ai danni di oggetti sacri e chiese

Graffiti sui muri cittadini, panchine divelte, lampioni spaccati, piazze pubbliche ridotte ad un immondezzaio di lattine e cartacce, e gli esempi potrebbero continuare all’infinito. Sono talmente tanti, infatti, gli atti di vandalismo giovanile che ormai non fanno neanche più notizia, talmente ci si è assuefatti al degrado che la noia e la maleducazione dei giovani vandali riversa nelle nostre città.


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Un fenomeno che conta centinaia di episodi all’anno e che costa, alla collettività, svariati milioni di franchi per ripristinare il decoro e la pulizia nelle strade o edifici cittadini. Gli autori di questi gesti, nella maggior parte dei casi, sono infatti dei ragazzi giovanissimi dai 13-14 anni in su fino ad un massimo di 25 anni ed in prevalenza maschi. I giovani vandali agiscono solitamente in piccoli gruppi e, nella convinzione di farla franca, se la prendono con proprietà private o pubbliche rompendo ciò che trovano o riempiendo muri, panchine e qualsiasi superficie sembri loro congeniale di segni fatti con lo spray. E’ da tempo che la società si interroga su questo fenomeno: ecco quindi che viene tracciato l’identikit di una gioventù alla sbando che, ostaggio dei cellulari e dei social media, vive totalmente scollegata dalla realtà e va alla ricerca di una agognata celebrità impegnandosi, appunto, in atti di vandalismo. 


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Si fa riferimento ad un disagio personale, famigliare e di gruppo ma se è vero che, in certi casi, gli autori degli atti vandalici manifestano un certo grado di disagio personale, nella maggior parte dei casi, interrogati sul cosa li abbia spinti ad agire in quel modo, non sanno dare una spiegazione. Da qualche tempo all’interno del vandalismo giovanile è andato sempre più a prendere piede un altro preoccupante fenomeno: quello del vandalismo a danni di luoghi ed oggetti sacri.

 

Dal 2001 ad oggi, infatti, con periodi di latenza ed altri di recrudescenza, sono numerosi gli episodi che vedono protagonisti giovani che distruggono chiese, imbrattano tele o statue religiose, specialmente della Madonna, distruggono cappelle ed oggetti votivi in totale spregio alla cultura ed al sentimento religioso del proprio Paese. Dal primo caso risalente all’inizio dell’aprile del 2001 a Cavigliano, dove venne danneggiato il cimitero, fino ai casi più recenti di sparizione o danneggiamento delle statue della Madonna, sono tantissimi i casi di cronaca che riguardano atti vandalici perpetrati in luoghi di culto.

Quando il distruggere diventa moda giovanile

 

Quasi un vandalismo al giorno - Nell'aprile del 2001 in una cappella di Arbedo dove, in ben due occasioni, viene spaccato il riquadro in vetro dell’immagine della Vergine Maria. Inizia però a diventare preoccupante la frequenza con cui gli episodi di vandalismo, anche se in termini di danni sono di poco conto, si susseguono nel tempo: sono quasi uno al giorno. Ad Iragna, sempre nell'aprile del 2001, viene strappato un portafiori da un loculo mentre l’8 e il 9 maggio, i muri della cappella di Ascona vengono anneriti dal fumo dei ceri votivi accesi tutti contemporaneamente.


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Il cimitero di Ascona

Pochi giorni dopo, il 21 maggio, al cimitero di Tesserete viene danneggiata una lapide e il fatto, in maniera però più grave, si ripete tra il 15 e il 16 maggio nuovamente ad Ascona dove vengono divelte ben 15 croci. A Biasca, tra il 22 e il 25 giugno, le pareti della cappella sono imbrattate con lo spray nero mentre la notte del 29 luglio, a Cresciano, due tombe vengono sporcate con della vernice rossa. Autori dell’atto vandalico risulteranno essere tre ragazzi ed una ragazza che, non contenti di quanto fatto, avevano poi staccato diverse decorazioni da una lapide che, insieme ad alcune pietre, avevano poi scagliato contro un treno in transito. Anche ad agosto non mancano gli episodi, più o meno grave, di ‘vandalismo religioso’: ad Arosio, nel Malcantone, compaiono alcune scritte oscene e fanatiche su di una parete della chiesa mentre a Lugano, tra il 26 e il 27 agosto, dei vandali, introdottisi in una chiesa cittadina si accaniscono con il coltello danneggiando tre tele. Il 28 agosto nella chiesa parrocchiale di Bignasco viene asportato il teschio di San Gaudenzio Martire: i vandali, introdottisi indisturbati in chiesa, hanno rotto il vetro contenente la reliquia religiosa per poi fuggire indisturbati.


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Don Ernesto Storelli

La Chiesa non è più un luogo di ritrovo - Ci si trova davanti ad un nuovo pericolo: se quello dei piccoli furtarelli in chiesa è pratica ormai consolidata, il danneggiamento e la vandalizzazione di luoghi ed oggetti religiosi lascia sgomente le persone. Si inizia a chiedere a gran voce che le chiese vengano chiuse oppure che vengano dotate di moderni sistemi di allarme che possano servire da deterrente per i malintenzionati ma non pochi sacerdoti cominciano a denunciare il fatto che è proprio nell’abbandono dei luoghi di culto da parte dei fedeli che risiede il vero pericolo. E’ lo stesso don Ernesto Storelli, vicario episcopale, e don Valerio Crivelli, responsabile dell’ufficio liturgico, a porre l’accento sul fatto che le chiese, un tempo, fossero dei punti di incontro per le attività religiose e sociali della comunità, mentre in epoca moderna sono diventati dei vuoti simulacri, frequentati prevalentemente da turisti o sparuti fedeli.


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Ottobre 2001: vandalismi al cimitero di Riva San Vitale

Spunta la banda dei cimiteri - Ad ottobre del 2001 ecco esplodere il caso della ‘banda dei cimiteri’: nella notte tra il 21 ed il 22 ottobre, mentre nel Mendrisiotto imperversa un fortissimo temporale, i cimiteri di Riva San Vitale, Capolago e Genestrerio vengono vandalizzati da un gruppo di giovani, due minorenni e due maggiorenni, che verranno arrestati la mattina dopo. Secondo le indagini condotte dalla polizia, il gruppo composto da tre ticinesi e un domiciliato a Campione d’Italia, dopo una serata trascorso in vari locali tra i quali il Beccamorto di Melano, si sono introdotti nei cimiteri strappando crocifissi e distruggendo lapidi e statue funerarie. Nella macchina di uno degli arrestati verranno poi trovate alcuni crocifissi in marmo e granito, porta candele e statue del Cristo strappate dalle lapidi. I danni provocati nei tre cimiteri ammontano a centinaia di migliaia di franchi: a Riva i profanatori hanno devastato una quarantina di opere funerarie, a Genestrio vengono danneggiate una ventina di tombe mentre a Capolago vengono staccate e gettate a terra quattro tra croci e monumenti.


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Ottobre 2001: vandalismi al cimitero di Riva San Vitale


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2002: atti di vandalismo nella chiesa di San Pietro a Maroggia

Lo sfregio di Maroggia - Anche il 2002 inizia all’insegna degli atti vandalici perpetrati in luoghi di culto: l’11 gennaio, a Lugano, nella chiesa della Madonnetta viene divelta e rotta una croce e distrutti tutti gli elementi decorativi del presepe e gli addobbi natalizi. Altro caso grave si verifica a febbraio presso la chiesa dei santi Pietro e Paolo a Maroggia. i vandali entrati indisturbati in chiesa nel pomeriggio, verosimilmente tra le 14 e le 17, devastano l’interno dell’edificio sacro strappando dal basamento due acquasantiere in marmo di Arzo e facendo in mille pezzi una statua in gesso raffigurante il Sacro Cuore. Non contenti del loro operato staccano dal basamento alcuni banchi in legno per poi spostarsi in sagrestia dove spargono per terra, fino all’ingresso, libri e paramenti sacri. Prima di allontanarsi dal luogo del misfatto, i vandali rubano anche una statua della Madonna, ritrovata, in un secondo momento, con le mani ed il viso rovinati, davanti alla cappellina esterna dedicata a Sant’Antonio. Il fatto che non siano state toccati i soldi delle offerte dimostra la volontà nuova rispetto al passato di danneggiare quanti più oggetti di culto possibili piuttosto che rubare ciò che si trova. 


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2002: atti di vandalismo nella chiesa di San Pietro a Maroggia


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2002: a Minusio, atti di vandalismo alla cappella Frizzi. Viene rovinato l'affresco

L'affresco danneggiato - Dopo il boom di episodi vandalici verificatisi a cavallo tra il 2001 e il 2002 il fenomeno del vandalismo a danno di luoghi o cose sacre sembra all’apparenza perdere di importanza. Pur continuandosi a verificare alcuni episodi, l’allarme vandalismo sembra essere scemato. Nel 2003, per esempio, vale la pena ricordare lo scempio subito dalla cappella Frizzi di Minusio, situata di fronte alla chiesa Madonna delle Grazie, con il danneggiamento di un pregiato affresco risalente al quindicesimo secolo di probabile scuola bramantina. L’atto, condotto da ignoti, si pone a metà strada tra l’atto di vandalismo e il tentativo, assolutamente mal riuscito, di restaurare la cappella, versante in stato di abbandono. Quale che fosse l’intento, di fatto, una pregiata opera di valore storico è andata completamente perduta. Simili casi di cronaca si susseguono per tutto l’anno 2003 e quello a seguire: a marzo ignoti avevano divelto la statua di San Fedele a Verscio, risalente al XVII secolo, mentre a maggio del 2004 vengono profanate otto tombe al cimitero di Gudo.


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2005: Vandalimi sulla facciata della Cattedrale di San Lorenzo a Lugano. Scritte contro Papa Ratzinger scoperti sulla facciata della Cattedrale.

L'incendio che devasta la cappella - Anche nel 2005 non mancano gli episodi di vandalismo: l’anno infatti si apre con l’incendio che devasta la Cappella Nuova di Lumino. Ignoti si introducono in chiesa forzando la porta d’ingresso e, dopo aver spostato tutti i banchi presenti, danno fuoco all’altare che è andato completamente distrutto. Non soddisfatti, i vandali gettano anche a terra, distruggendola, una statua della Madonna. A luglio dello stesso anno, la chiesa dedicata alla Madonna d’Ongero riporta un conto per i danni subiti di venti mila franchi dopo che ignoti si introducono al suo interno, forzando la porta d’ingresso, e dopo aver divelto i bussolotti delle offerte, danneggiano gravemente la porta del tabernacolo. Nell’estate del 2005 la Cattedrale di San Lorenzo a Lugano e La Colleggiata di Bellinzona subiscono il medesimo trattamento: nelle loro facciate compaiono scritte oscene rivolte contro Papa Benedetto XVI che destano profondo disgusto tra la popolazione civile. Le indagini condotte ritengono possa trattarsi della mano del medesimo autore ma la mancanza di videocamere, sempre più invocate a gran voce dai cittadini preoccupati per la situazione, impediscono di rintracciare il vandalo colpevole.

Il concerto rock e il cimitero danneggiato - Nel gennaio del 2006 la cronaca racconta di un incredibile caso di cronaca: una o più persone si spingono fin sul Monte Generoso, a 1.700 metri di altitudine, per forzare la porta d’entrata della cappella che si trova sulla Vetta alla ricerca di qualche reliquia. La cosa che appare assurda è che gli stessi si siano trascinati dietro una fiamma ossidicra effettivamente poi utilizzata per compiere il gesto. Ad agosto del 2006 la comunità di Bosco Gurin deve fare i conti con gli atti di vandalismo che alcuni sospetti, secondo la testimonianza di due cittadini, rimasti però ignoti hanno perpetrato dentro il cimitero cittadino: il risultato è di dieci croci danneggiate, due crocifissi sradicati e gettati a terra e la statuetta di un Cristo tolta dal crocifisso e infilata in un vaso di fiori. Proprio la sera della devastazione era in corso, in paese, un open air che aveva attirato in Rovana circa 400 persone. Una bella festa rock di fine estate a cui, però, il comitato organizzatore ha dovuto mettere fine intorno alle 22 dopo aver appreso dei fatti avvenuti in cimitero. Una bella occasione di convivialità per tutte le centinaia di persone giunte in Val di Rovana rovinata dall’inciviltà di pochi che hanno approfittato della confusione della serata per portare a termine l’insano gesto. 


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2006: a Bosco Gurin, viene profanato il cimitero. Nella notte del 26 agosto un ignoto distrugge le tombe e le croci

Sparisce la Madonna di Lourdes a Mezzovico - Negli anni a seguire il fenomeno del vandalismo religioso, pur attenuato, continua a far parlare di sé e nello stillicidio di casi di cronaca si ha la certezza che quella che dai più è ritenuta una ‘moda giovanile’, un modo errato di attirare l’attenzione su di sé, di conquistare nel gruppo un po' di celebrità, non accenni a spegnarsi del tutto. Alla fine di ottobre del 2006 a Mezzovico Vira viene rubata, da una cappella cittadina, la statuina della Madonna di Lourdes, la quale viene ritrovata in una vasca di contenimento dell’acqua piovana. Un gesto sacrilego che colpisce molto la comunità locale, soggetta, da molto tempo, a numerosi atti vandalici perpetrati, fino ad allora, a danno di beni pubblici. Nell’aprile del 2007 i vandali devastano la storica colonna posta nelle vicinanze della Chiesa di Sant’Apollonia. La colonna, risalente al Duecento, segnava l’ingresso del cimitero ed era sovrastata da una croce in ferro battuto che è stata piegata e danneggiata da ignoti.


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Gennaio 2014: profanata la cappella dell'Ospedale Civico. Al Cristo in croce fu spezzato un braccio. Inoltre apparvero scritte offensive sui muri.

Sfregi a Someo - Sempre per citare i casi più gravi, bisogna ricordare che nel giugno del 2009 la settecentesca cappella di ‘Pos Paronc, a Someo, viene vandalizzata da ignoti, proprio dopo essere stato oggetto di un restauro conservativo e pittorico portato a termine appena l’anno prima. I vandali, penetrati al suo interno, ai accaniscono, con scritte e disegni, contro gli storici affreschi e danneggiano, in più punti, l’intonaco. In una delle scritte viene anche affermato che “Ci son che moion di fame altro che restauro”. E, a tal proposito, secondo il portavoce dell’Apav, Associazione per la protezione del patrimonio artistico e architettonico della Valmaggia, “lo sconsiderato gesto, segno di una inquietante inciviltà, oltre a profanare un segno di fede e devozione, rappresenta un oltraggio nei confronti di tutti coloro che si impegnano nella salvaguardia del patrimonio culturale. L’autore del messaggio, che si sarà sentito illuminato, non ha pensato alla povertà delle persone che nel XVII secolo, a costo di enormi sacrifici, hanno voluto manifestare la propria fede costruendo la cappella”.

Sinagoga e chiesa evangelica presi di mira - Gli atti di vandalismo volti, nella maggioranza dei casi, a danneggiare e profanare simboli e luoghi della cristianità non hanno però risparmiato luoghi di culto di altre religioni: nel marzo del 2005, infatti, veniva data alle fiamme, con benzina e l’utilizzo di un ordigno incendiario, la sinagoga di via Maderno a Lugano, mentre nel luglio del 2011, sempre a Lugano, veniva vandalizzata la Chiesa Evangelica in viale Carlo Cattaneo. Ignoti, infatti, servendosi del rubinetto posto all’esterno del luogo di culto hanno allagato la sala dove vengono celebrate le funzioni. Sempre il capoluogo ticinese è protagonista, nel gennaio del 2014, di un altro increscioso episodio: nella cappella dell’Ospedale Civico viene divelto e gettato a terra il prezioso Cristo in legno, risalente al ‘400, che viene ritrovato a terra con il braccio spezzato. Al suo posto, nella parte vengono scritte frasi oscene in riferimento a temi religiosi. Non è la prima volta che i vandali agiscono indisturbati nella cappella del Civico: nel 2012 era stata rubata da ignoti la corona del Rosario dalla statua della Madonna, mai più ritrovata.


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14 marzo 2005: un uomo appiccò un incendio all'interno della sinagoga. L'autore del gesto fu un conducente dei trasporti pubblici

Vandali ai danni di statue della Madonna: cronologia di un trend dilagante

Epicentro il Mendrisiotto - Nel maggio del 2014 a Chiasso si verifica un grave episodio di vandalismo a danno della statua della Madonna posta nella cappella di Penz. Al simulacro vengono amputate le mani e danneggiata la parte retrostante. La vicenda, che ha avuto un’ampia risonanza mediatica, aveva indignato e scosso gran parte della popolazione tanto che, a distanza di due anni, la statua era stata sostituita con una nuova proveniente da Lourdes. Il Mendrisiotto in effetti appare l'epicentro del fenomeno del vandalismo ai danni delle statue della Vergine, considerando che il 30 dicembre dello stesso anno ignoti provocavano un grave danno alla statua della Madonna, alta mezzo metro, posta in una grotta all’ingresso del Parco delle Gole della Breggia a Balerna. La stessa è stata interamente dipinta di rosso e con lo stesso spray i vandali hanno pasticciato anche dei cartelli stradali. Alla statua era particolarmente legata tutta la comunità locale ed era stata portata da Lourdes, come la statua di Penz, in occasione del viaggio diocesano di due anni prima.

La recente recrudescenza - A poca distanza dalle Gole della Breggia, in zona ex Saceba, sempre nel 2015 viene vandalizzata la cappella dedicata a San Nicolao della Flue i cui muri vengono imbrattati da scritte fatte con lo spray e danneggiata la croce posta davanti all’affresco centrale. E se è vero che nel 2016 non viene registrato alcun caso simile, tra il 2017 e il 2018 si assiste ad una nuova recrudescenza del fenomeno. Il 5 aprile del 2018, infatti, viene trafugata dalla grotta di Lourdes di Melide, posta su di un appezzamento di terreno appartenente alla parrocchia sito ai piedi dell’ex stazione della teleferica della città, la statua di Santa Bernadetta e successivamente, due giorni dopo, viene fatta sparire anche la statua della Vergine, successivamente ritrovata da una fedele sul piazzale antistante il sagrato della Chiesa parrocchiale. La statua della Santa viene invece ridotta in frantumi e buttata nel fiume Laveggio, in territorio di Riva San Vitale, dove verrà ritrovata alcuni giorni dopo completamente danneggiata. Il paese è particolarmente colpito dagli atti vandalici a danno di luoghi ed oggetti di culto, visto che anni addietro aveva subito anche il danneggiamento delle statue dello storico presepe, nel maggio dello stesso anno subisce il danneggiamento della cappella votiva di San Nicolao, costruita dalle famiglia storiche bissonesi come ringraziamento per essere scampati ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. I vandali decidono di rompere alcuni candelabri e cercano di portare via la statua del Santo, senza riuscirci grazie alle grate poste a protezione della statua che si rivelano troppo alte per loro.


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2018: Furto di una Madonna situata a Pedrinate.

Un rosario di profanazioni - Il 2018 è sicuramente un anno caratterizzato da numerosi, e sempre più eclatanti, casi di vandalismo a danno di cose sacre, con particolare recrudescenza della pratica di danneggiamento e profanazione di statue raffiguranti la Vergine Maria, con oltre tredici segnalazioni inoltrate alla Polizia Cantonale dall’inizio dell’anno ad oggi. E se, come visto, nel Luganese si ricorda il caso della doppia sparizione delle statue a Melide, la sparizione della statua di Santa Bernadetta a Fescoggia e di Maria in fasce dalla Chiesa del Sacro Cuore a Lugano, è sicuramente il Mendrisiotto a confermarsi come zona del Cantone particolarmente colpita da questo preoccupante fenomeno. A Morbio Superiore dei vandali staccano la ringhiera posta a protezione della cappella che si trova alla Rovagina, trafugando l’effige di Maria e lo stesso trattamento viene riservato alla Madonna situata a Pedrinate in zona Laghetto. A Castel San Pietro le statue della Vergine sembra non possano avere pace: da giugno infatti si sono perse le tracce della statua della Madonna di Caravaggio che, da oltre 30 anni, era posta sul ponte del Castello. Pochi giorni dopo il furto era stata posta una nuova statua a sostituzione di quella rubata ma, dopo pochi giorni, è stata sottratta anch’essa. Ad inizio ottobre è arrivata la terza statua che si è pensato bene di proteggere con una rete che però non ha fermato l’intento vandalico di ignoti che, con un pezzo di ferro, ne hanno scheggiato il volto.

La Chiesa s'interroga: perché? - Sempre ad ottobre a Sagno viene rubata la statua di Santa Bernadetta mentre a Meride, tra il 21 e il 22 ottobre, è stata rubata la Madonna di "Guana" e il giorno prima era stato danneggiato gravemente un crocifisso. E se il crocifisso è stato sostituito con prontezza, più difficile sarà la sostituzione, visto il valore storico, della statua scomparsa, dono, nel 1900, di una concittadina alla comunità parrocchiale di Meride. Sempre ad ottobre vi è stata la sparizione, a Caneggio, della statua della Madonna posta ai piedi della croce a ridosso del bosco ed è di pochi giorni fa la notizia che sempre a Morbio Superiore sia sparita l’ennesima statua della Madonna di Lourdes posta nei pressi di uno stand di tiro. Seriamente preoccupata da questa escalation di eventi, i vertici della Chiesa cattolica svizzera si sono interrogati sul perché dell’intensificarsi di tale fenomeno e se per la maggioranza si tratta di atti vandalici di giovani autori allo sbando, c’è anche chi come Simon Spengler, portavoce della Chiesa cattolica a Zurigo si chiede se dietro gli stessi possa celarsi la volontà di chi ha in odio la religione cattolica, e in particolar modo la figura di Maria, indicando, come possibile autore degli episodi di vandalismo, il movimento femminista radicale.


Maggio 2018: Vandalismi alla cappella di Padre Pio a Pregassona. Venne fermato un 19enne in stato confusionale

Arriva anche il fuoco - Per quanto nel mirino dei vandali, come visto, siano finite in prevalenza le statue della Vergine, anche nel 2018 non sono mancati frequenti atti di danneggiamento ai danni delle chiese, basti pensare a quanto avvenuto a maggio nella cappella dedicata a Padre Pio in territorio di Pregassona, dove sono stati danneggiati l’altare, alcune statue e la croce di metallo che, a causa del fuoco appiccato, si è parzialmente fusa. Autore del misfatto, prontamente arrestato dalla polizia è un diciannovenne ticinese trovato in stato confusionale poco lontano dalla cappella e subito ricoverato a Mendrisio. Il motivo del gesto, che sembra da ricondursi a più persone, sembra essere quello di una bravata sfuggita di mano. Giovedì 20 settembre sono state danneggiate svariate chiese a Locarno: porte d’ingresso scardinate, cassette delle donazioni e tabernacoli manomessi e altri atti vandalici che hanno riguardato la Parrocchia di Losone, quella di Muralto, dove è stata presa di mira la Collegiata di San Vittore, e quella di Minusio dove sono stati danneggiati la Chiesa di San Rocco e del Santo Crocifisso. In tutti questi casi però, il fatto che siano stati divelti i bussolotti delle offerte, fa pensare ad una azione volta ad impossessarsi dei soldi lasciati dei fedeli, anche se il bottino si è rivelato molto magro.

È scattata l'emulazione? - Rimane il fatto che, se negli anni passati il fenomeno si manifestava in maniera circoscritta, ormai non passa settimana senza che non si parli di atti di vandalismo ai danni di luoghi di culto e in particolar modo del furto di statue della Vergine. L’intensificarsi del fenomeno porterebbe a pensare al classico effetto emulativo per cui, tra i giovani, possa essere diventata una moda quella di sfidarsi a chi mette a segno il ‘colpo’ più grosso nella quasi certezza di farla franca. Forse sarebbe più confortante, o almeno aiuterebbe a trovare un senso a questi gesti, sapere che questi ultimi siano motivati da un piano ordito a tavolino da una mente contraria alla religione, piuttosto che rendersi conto che, sempre più spesso, gli autori di tali gesti sono ragazzi che, come si suol dire "hanno tutto" eppure vivono un vuoto esistenziale che cercano di colmare anche in questo modo.

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Ultimo aggiornamento: 2018-12-12 06:57:21 | 91.208.130.87