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Il ritorno degli skinhead: così l’estrema destra seduce i giovani sui social

I social media si confermano il principale strumento di reclutamento per i nuovi gruppi di estrema destra, che attirano i giovani attraverso temi come sport, alimentazione e salute.
I social media si confermano il principale strumento di reclutamento per i nuovi gruppi di estrema destra, che attirano i giovani attraverso temi come sport, alimentazione e salute.

“Pensavo di essere un eroe ma in realtà ero solo un grande stronzo”. Lo ha detto Manuel Bauer diversi anni fa giudicando il se stesso adolescente, quando da vero “cliché ambulante di uno skinhead” andava in giro a compiere aggressioni contro persone immigrate in Germania. Come raccontato dall'uomo al Der Spiegel, la sua carriera deliquenziale è iniziata ad appena undici anni a Torgau in Sassonia, stringendo amicizia con un gruppo di ragazzini che glorificavano Hitler e si scagliavano contro gli studenti stranieri nel cortile della scuola. Dopo poco tempo, Bauer divenne il leader di un gruppo neo nazista, fondandone anche un secondo denominato 'Associazione dei combattenti ariani'. “Mi sono sentito liberato ed accettato. I miei compagni mi davano forza, che poi io ho trasformato in violenza”, compiendo diverse aggressioni a danno di persone straniere. Dopo il servizio militare, definito dall'attivista “un ambiente fertile per molti simpatizzanti di estrema destra”, Bauer ha frequentato anche diversi campi di addestramento della nuova gioventù hitleriana, disseminati in Polonia, Russia e Romania, finanziandosi con l'estorsione e con l'aiuto economico di molti simpatizzanti di questi movimenti estremisti, tra cui il Partito Nazionale Democratico di Germania. Per l'uomo “lo Stato ha sottovalutato l'estremismo di destra e ha concentrato la sua attenzione solo sulla scena antifascista di sinistra. Ma la destra è molto meglio organizzata e strutturata della sinistra”.

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Ieri come oggi
Ciò che fa maggiormente impressione di questa intervista, è che è stata rilasciata quindici anni fa, eppure, al netto di qualche cambiamento, è come se fosse stata scritta ieri. La giovane età dei partecipanti, il desiderio di accettazione e di fare branco, la volontà di trovare un pretesto ideologico per compiere azioni violente; sono però cambiate le modalità di reclutamento, non più il cortile della scuola ma i social media. L'ideologia di estrema destra continua ad attrarre un numero crescente di giovani, complice anche l'enorme potenzialità dei social media nel campo del proselitismo, ed in Germania, come in tanti altri Paesi occidentali, questo continua ad essere un problema enorme ma costantemente sottovalutato.

Salute, alimentazione e sport: uno specchietto per le allodole
La Basler Zeitung in questi giorni ha dato la notizia di una vasta operazione di polizia durante la quale, oltre seicento agenti, su ordine della Procura generale, hanno perquisito cinquanta immobili in dodici località, nell'intento di frenare l'ascesa di gruppi giovanili come 'Jung & Stark' e 'Deutsche Jungend Voran' e “otto dei trentasei indagati sono stati accusati di lesioni personali gravi”. Come scritto dal quotidiano basilese, si tratta di gruppi che hanno fatto la loro comparsa sui social media nel 2024 riproponendo una iconografia ispirata agli anni Novanta fatta di giubbotti bomber, anfibi e testa rasata. Esteriormente, quindi, sembrerebbero dei gruppi di skinheads, ma si tratta “di un fenomeno nuovo”, come detto da Michael Fischer, presidente dell'Ufficio per la protezione della Costituzione di Berlino, proprio per il coinvolgimento nella loro formazione delle piattaforme social. Raramente, infatti, questi gruppi manifestano esplicitamente le proprie idee politiche, ma trattano più genericamente di temi sociali o inerenti la salute, l'alimentazione e lo sport, per attrarre un pubblico sempre più giovane di persone. Secondo la Basler Zeitung, ad esempio, “il gruppo Jung & Stark si presenta online come moderato e patriottico. Su Instagram mostra paesaggi e architetture tedesche, ma la facciata social può trarre in inganno”, tanto che nel 2025 membri del gruppo sfilarono ad Essen con le bandiere del Reich scandendo slogan come “la Germania ai tedeschi, fuori gli stranieri” o “chi non ama la Germania deve lasciare la Germania”. Deutsche Jungend Voran, invece, si concentra di più sulla pratica delle arti marziali, prendendosela in particolar modo contro gli oppositori politici e gli appartenenti alla comunità Lgbtq+, organizzando delle azioni di disturbo, che si trasformano in aggressioni fisiche, in occasioni di eventi pubblici a sostegno di tali cause.

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Obiettivo: conquistare i giovanissimi
Il fenomeno non è limitato alla sola Germania ma, come detto, riguarda molti Paesi europei come la stessa Svizzera nella quale, nel 2020 ha avuto origine la militanza dei membri del Junge Tat che attrae i giovani apparendo su YouTube e Telegram “come la sezione giovanile di un'associazione escursionistica e patriottica”, nonostante i due leader del movimento, Tobias Lingg e Manuel Corchia, verranno a breve processati per una serie di reati, tra cui lesioni personali e discriminazione. Nel luglio dello scorso anno, il Counter Extremism Project, insieme all'Aushwitz Research Center, ha organizzato una conferenza online dal titolo 'Back to the 90's' sui gruppi neonazisti giovanili diffusi anche in molti altri Paesi europei e negli Stati Uniti, ispirati alla scena della 'Kameradschaft' tedesca degli anni Novanta, ossia quello spirito cameratesco, volto al sacrificio ed alla disciplina, caratteristico della Hitlerjungend. Ognuno di questi gruppi mette in campo una modalità diversa per attrarre persone sempre più giovani tra le proprie fila, e se in Svezia, i gruppi di estrema destra risultano spesso collegati al mondo della Manosfera, ossia quella realtà tossica e misogina che propugna l'idea di una mascolinità performante, negli Stati Uniti la Cvlt, l'organizzazione criminale online neonazista e nichilista, nota come 'Cult', si è macchiata di diversi reati contro i minori, tra cui abusi sessuali, creazione di materiale pedopornografico e istigazione al suicidio.

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Russia sotto shock con il caso "Made wih hate"
In Russia i ricercatori segnalano un aumento della violenza giovanile e di crimini d'odio, ed il successo del gruppo neonazista 'Made with hate' lo testimonia. Come raccontato lo scorso anno dalla Bbc News, nel 2024 a Kostroma, una città di circa 264 mila abitanti sul fiume Volga, un gruppo di adolescenti iniziò a parlare su Telegram di viaggi e partite di calcio, per poi virare su di una superficiale iconografia nazista, taggando graffiti di svastiche e altri simboli di estrema destra presenti in città. Il gruppo si dette il nome di 'Made With Hate', e come raccontato da uno dei suoi membri denominato 'Anton' al quotidiano britannico, i ragazzi che ne facevano parte decisero “che si sarebbero riuniti e tutti avrebbero picchiato qualcuno (…) andavano in giro, alla ricerca di tossicodipendenti ed alcolisti, e li saltavano. Erano sempre alla ricerca di persone dai movimenti di sinistra”. Le aggressioni fisiche venivano filmate e postate sul canale Telegram del gruppo che, all'epoca, aveva più di un centinaio di iscritti provenienti anche dall'Ucraina e dalla Polonia. Anton ha raccontato che all'interno del gruppo vi fossero “nazionalisti, e veri nazisti. C'erano anche frequentatori casuali: persone che volevano solo combattere”. Nel novembre del 2024, un diciassettenne di Kostroma, che insieme ad un amico era andato al cinema a vedere un documentario sull'antifascista Ivan Khutorskoy, perse un occhio dopo essere stato colpito al viso da nove membri di 'Made With Hate' con una pistola lanciarazzi. Nel 2023, secondo il Sova Centre, una organizzazione non governativa senza scopo di lucro che conduce ricerche sociologiche, in Russia, vennero registrati 259 attacchi di estrema destra, uno dei quali ha provocato la morte della persona aggredita, con un aumento del doppio rispetto a quanto accaduto l'anno precedente.

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Picchiare un migrante e fare un video: l'odio corre sui social
Come detto alla Bbc da Vera Alperovitch, ricercatrice di Sova Centre, “l'ideologia gioca un ruolo marginale essendo i giovani guidati unicamente “dalla sete dell'hype”. I social media sono diventati il canale privilegiato per diffondere idee estremiste, e sempre più giovani si radicalizzano entrando a far parte di gruppi che su Telegram e TikTok pubblicano regolarmente video di pestaggi a danno di stranieri e oppositori politici, ed organizzano delle raccolte fondi per dei membri arrestati. Questa analisi è sicuramente valida per tutto il panorama del neonazismo giovanile in Europa e non solo: sulle piattaforme social si possono trovare tantissimi post nei quali si fa riferimento ai gerarchi nazisti ed ai simboli del Reich, ma raramente dietro questi contenuti vi è un approfondito studio della storia ed un ragionamento basato su solide idee politiche. Ciò che interessa è inneggiare alla violenza in quanto tale e costruirsi un gruppo di sodali nei quali trovare una qualche forma di accettazione. Gli esperti sono infatti concordi nel ritenere che se all'inizio degli anni Duemila il nucleo dei movimenti di estrema destra fossero i neonazisti ideologici, attualmente la volontà che muove queste bande giovanili è solo di “picchiare un migrante e fare un video”. Per Paul Jackson, professore dell'Università di Northampton, “i giovani a volte sentono una mancanza di scopo nella società e trovano risposta alla loro frustrazione nei contenuti estremisti. Spesso per i giovani, i temi dell'ipermascolinità sono alla base di questi sentimenti. Inoltre le persone possono trovare un senso di comunità in questi spazi che non trovano altrove”. L'idea distorta è quella che sia di moda dare di sé l'immagine di un “duro di estrema destra” , come se fosse l'ennesima declinazione del maschio performante tanto esaltato in certi contesti social. Il disagio giovanile, più che un reale rigurgito di nostalgia nazista, sembra essere quindi alla base di questo fenomeno giovanile che, nelle piattaforme social troppo poco controllate, trova la sua massima espressione. Occorrerebbe dare un segnale forte di condanna verso qualsiasi espressione di estremismo politico, andando a colmare le forme di disagio con proposte reali e costruttive, e non con nebulosi messaggi di condanna che si esauriscono troppo velocemente in un nulla di fatto.


Appendice 1

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