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BERNA

«Le persone tra i 50 e i 60 anni dovrebbero essere considerate a rischio»

La variante inglese preoccupa la Task Force.

Si presume sarà necessaria una copertura vaccinale dell'80% per tenere a bada il virus B117

Come di consueto gli esperti federali tornano a riunirsi a Berna per fare il punto sulla situazione pandemica. Tra i probabili argomenti, potrebbe esserci un primo bilancio a due settimane dalla riapertura delle terrazze.

Secondo la Cancelleria federale saranno presenti le seguenti persone:

  • Patrick Mathys, capo della sezione gestione delle crisi e collaborazione internazionale dell’Ufficio federale della salute pubblica (UFSP);
  • Andreas Stettbacher, medico in capo dell'Esercito svizzero e, nella sua funzione civile, incaricato del Consiglio federale per il servizio sanitario coordinato;
  • Linda Nartey, medico cantonale a Berna e vicepresidente dell'Associazione dei medici cantonali;
  • Urs Karrer, vicepresidente, task force scientifica nazionale COVID-19.
15:16

La conferenza stampa è terminata. 

15:15

Devi vaccinarti necessariamente nel cantone in cui vivi o anche in quello in cui lavori?

«Fondamentalmente è previsto che tu possa essere vaccinato anche in un altro cantone, ad esempio in quello in cui lavori», spiega Nartey. «Questa possibilità viene già sfruttata. L'assegnazione del vaccino ai Cantoni, però, si basa sulla popolazione. Se tutti da Zurigo si spostano a Berna, insomma, le cose si complicano. Tuttavia, il turismo dei vaccini non ha molto senso».

14:59

A quando il certificato di vaccinazione?

«Il nostro obiettivo è essere in grado di fornire un certificato di vaccinazione a giugno», risponde Patrick Mathys. «L'obiettivo è anche che questo certificato sia accettato a livello internazionale. In linea di principio, è anche possibile che ci sia più di un certificato a livello nazionale».

14:49

Vaccinazione durante l'orario di lavoro, come comportarsi?

«Se la vaccinazione possa contare come orario di lavoro dipende dal datore di lavoro», sottolinea Mathys.

 

14:46

Abbiamo abbastanza dosi per vaccinare i bambini? 

«Le dosi non saranno sufficienti per vaccinare anche i bambini almeno fino a giugno», spiega Mathys.

14:45

Dobbiamo temere la variante indiana?

«La variante britannica si diffonde più facilmente rispetto alle altre varianti in Svizzera. Possono esserci anche altre mutazioni in grado di sfruttare nicchie di popolazione non immune e quindi di diffondersi», risponde Mathys. «La variante indiana potrebbe essere un caso del genere».

14:39

Esiste un certificato di vaccinazione?

«Ci sarà un certificato di vaccinazione che potrà consentire di viaggiare, ma questo deve essere riconosciuto a livello internazionale. Attualmente stiamo lavorando a una soluzione comune», spiega Patrick Mathys.

14:35

Quanto è grande il rischio nel caso di contagi tra i bambini?

«Da un punto di vista medico, ha senso vaccinare anche i bambini», risponde Karrer. «Ciò vale anche da un punto di vista epidemiologico», aggiunge Mathys.

14:32

È il momento delle domande

14:30

Linda Nartey: «La task force presume che sarà necessaria circa l'80% della vaccinazione per tenere sotto controllo il virus B.1.1.7».

14:30

«Contemporaneamente alle vaccinazioni, una soluzione è a portata di mano», afferma Karrer. «È importante che anche i più giovani vengano vaccinati - spiega -. Sempre più persone tra i 40 e i 60 anni di età vengono curate per Covid negli ospedali. Le persone tra i 50 e i 60 anni dovrebbero essere considerate pazienti a rischio».

14:24

«Quattro nuovi letti nel reparto di terapia intensiva richiedono 12-16 nuovi infermieri», sottolinea Karrer.

14:20

Urs Karrer: «A causa della maggiore trasferibilità, ha prevalso la variante del virus B117 (variante inglese). Questo virus è il 50% più letale del virus della seconda ondata».

14:18
Il grafico mostra l'andamento del carico sui reparti di terapia intensiva nelle regioni svizzere
14:18

«Le unità di terapia intensiva sono ancora sotto stress - sottolinea Stettbacher -. L'onere per il personale ospedalilero è elevato».

14:16
screenshot
14:14

Andreas Stettbacher: «La percentuale di pazienti Covid nell'unità di terapia intensiva è attualmente del 31%. L'area metropolitana di Zurigo è particolarmente colpita».

14:11

«L'andamento dell'epidemia può essere controllato con anticipo grazie all'analisi delle acque reflue - spiega Mathys - Abbiamo la possibilità di esaminare sei impianti di trattamento delle acque reflue e la variante brasiliana non è stata rilevata. La variante indiana, invece, non è stata ancora classificata come variante preoccupante. È ancora oggetto di indagini scientifiche».

14:06
screenshot
14:06

Patrick Mathys: «Il numero di casi confermati in laboratorio continua a stagnare. Ci sono buone ragioni per rimanere cautamente ottimisti sulla situazione epidemiologica. Abbiamo raggiunto una media di circa 2000 casi al giorno. E anche il valore R è a un livello basso».

14:01
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Ultimo aggiornamento: 2021-06-20 12:55:57 | 91.208.130.86