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ti.mammeDislessia: in pochi la conoscono ma tanti ne soffrono

05.09.22 - 08:44
Molti personaggi storici ne soffrivano ma sono riusciti comunque ad avere successo, scopri i nostri consigli
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Dislessia: in pochi la conoscono ma tanti ne soffrono
Molti personaggi storici ne soffrivano ma sono riusciti comunque ad avere successo, scopri i nostri consigli

Le difficoltà dei disturbi dell'apprendimento più diffusi possono essere superate grazie a diverse strategie. Secondo gli storici, in base a informazioni e manoscritti ricevuti, molti personaggi famosi come Albert Einstein, Leonardo da Vinci, Isaac Newton, Galileo Galilei e Napoleone Bonaparte erano dislessici, disgrafici e discalculici. Caratteristiche che non hanno impedito loro di rendersi artefici di cose mirabolanti che hanno migliorato la vita e le conoscenze di tutte le generazioni seguenti. Anche molti contemporanei famosi hanno ricevuto una diagnosi di DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento comprendenti dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia): l’attore Tom Cruise, la cantante Gwen Stefani, il fondatore della Virgin, Richard Branson, il re di Svezia, Carlo XVI Gustavo.

Tutto questo per evidenziare come i disturbi dell’apprendimento non rappresentano un ostacolo per il normale sviluppo delle capacità personali e consentono a chiunque ne sia affetto di raggiungere qualsiasi obiettivo. Tra tutti i DSA la più diffusa è la dislessia che può presentarsi anche accoppiata con alti disturbi dell’apprendimento ed è caratterizzata da un differente funzionamento delle aree del cervello legate al linguaggio. In pratica, essere dislessici non significa avere problemi di intelligenza, bensì avere difficoltà a studiare secondo i metodi convenzionali. Per esempio memorizzare per un dislessico è complicato e questo con tutte le nozioni che devono essere imparate a scuola può diventare un problema, quindi diventa necessario individuare strumenti compensativi utili a superare queste difficoltà. Così facendo si sgretolano i pregiudizi e le false informazioni che potrebbero condizionare anche i bambini interessati dal problema.

Come fare? L’ideale è individuare i metodi più indicati e accettati per ogni bambino. Si può cominciare con lo studio attraverso le immagini che risulta più facile per un dislessico oppure inventando una storia che abbia come protagonisti gli elementi da imparare a memoria: nomi dei pianeti, elementi della tavola periodica, fiumi, monti, città e così via. Allenare la memoria dei piccoli diventa molto utile, via libera quindi al classico Memory o ad altri giochi mnemonici facilmente reperibili in rete. Anche organizzare tempo e spazi può fare la differenza per un dislessico: liste di cose da fare ed ogni cosa al suo posto semplificano la vita! Le difficoltà della lettura, invece, possono essere superate con l’ausilio di lenti e righelli colorati: le lenti gialle, per esempio, migliorano la definizione dei contorni e, così, rendono un testo più visibile. Ancora i giochi sono un ottimo allenamento per le abilità di un bambino dislessico e quelli tipo Scarabeo consentono qualche miglioramento. Non trascurare l’importanza delle pause che possono aiutare a far decantare l’ostilità di una difficoltà che ripresa in seguito può apparire meno ostica. Anche lo sport, secondo numerosi studi scientifici, ha un ruolo importante nel miglioramento delle funzionalità cerebrali. La corsa, per esempio, sarebbe legata alla nascita di nuove cellule del cervello e da questo si deduce che l’attività fisica ha la capacità di favorire l’apprendimento.

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