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TI.MAMMEDisgrafia: vietati i rimedi fai da te

12.08.22 - 07:00
I sintomi del disturbo richiedono sempre una diagnosi precisa e personale
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Disgrafia: vietati i rimedi fai da te
I sintomi del disturbo richiedono sempre una diagnosi precisa e personale

Scrivere è una faccenda seria. E farlo bene è altrettanto importante. Parliamo proprio dei segni grafici tracciati a mano su un foglio, non di contenuti, e della loro rilevanza nell’individuazione di problemi di disortografia o disgrafia. Con questi termini si indicano due condizioni assolutamente diverse e se la prima riguarda le difficoltà nell’applicare correttamente le regole di ortografia, l’altra evidenzia intoppi nella motricità sincronizzata di dita, polso e spalla. La disgrafia rappresenta una evidente difficoltà nella scrittura in corsivo e può coinvolgere diversi aspetti, rientrando nell’elenco dei cosiddetti disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Le cause della disgrafia possono essere riconducibili a ritardi di apprendimento del linguaggio e della coordinazione motoria, ma anche a fattori che influenzano in modo negativo lo sviluppo dei bambini, compresi bassa autostima, carenze affettive, mancanza di motivazione, disadattamento e grave isolamento sociale. 

Per poter aiutare adeguatamente i piccoli è necessario risalire alla causa scatenante del problema e, quindi, riconoscere le alterazioni percettivo-motorie, della motricità o della percezione dello spazio. Accertata la disgrafia, bisognerà ricordarsi che essa andrà compensata con gli strumenti a disposizione, senza rimproverare il bambino interessato o costringerlo a ripetere i compiti ipotizzando che il problema dipenda dalla sua scarsa applicazione. Una diagnosi di disgrafia può essere fatta solo dalla seconda elementare, ma è possibile monitorare i comportamenti motori dei bambini per cominciare a farsi un’idea. Tra i 3 e 4 anni pargoli sempre in movimento o, al contrario, troppo sedentari manifestano segnali di disequilibrio motorio caratterizzato dalla ripetitività delle loro azioni. Nei bambini un po’ più grandi, invece, si osserva la predisposizione agli atteggiamenti utili per l’apprendimento e, quindi, concentrazione e posizione seduta. 

Scarse abilità motorie, come chiudere cerniere, infilare i bottoni nelle asole o allacciarsi le scarpe, insieme alla frettolosità nel compimento di azioni come lavarsi i denti ed ai problemi nell’uso delle posate, rappresentano segnali importanti nell’individuazione della disgrafia. Ma la diagnosi vera e propria potrà essere fatta arrivati alla scuola primaria, da uno specialista attraverso specifiche verifiche e test. L’esatto profilo del bambino e del suo disturbo permetteranno la predisposizione degli strumenti compensativi per lui più indicati da imparare ad utilizzare con l’aiuto di terapisti. I rimedi fai da te, ovviamente, non esistono e non hanno alcuna utilità considerata la necessità di un trattamento specifico, ma alcune attività motorie possono avere efficacia preventiva. Tra queste i giochi con la palla e quelli di movimento fatte in gruppo, utili ad allenare l’attenzione a ciò che accade intorno ed il movimento spontaneo. Di aiuto al corretto sviluppo del gesto grafico ci sono gli esercizi che consentono di misurare forza ed intensità, velocità e spazio.

TMT (ti.mamme team)

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