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TI.MAMME
08.06.2019 - 08:000

Co-genitorialità, quando il bene dei bambini è prioritario

Collaborazione e rispetto per garantire la serenità dei figli nelle famiglie di ex

 

In principio fu la famiglia allargata che, in un clima che sembrava ultramoderno, vedeva svilupparsi, intorno ai figli di genitori separati, una fitta rete di seconde mogli, nuovi compagni e fratelli aggiunti. Lo step successivo, nato in epoca contemporanea, ha preso il nome di co-genitorialità che in inglese è il coparenting, ovvero i comportamenti posti in essere dai genitori per la crescita serena ed equilibrata dei figli.

La co-genitorialità coinvolge, indistintamente, coppie separate, di fatto ed elettive ed il principio sul quale si fonda è la volontà di essere genitori, esercitando pienamente e seriamente questo diritto-dovere. Ecco quindi che nella co-genitorialità rientrano i genitori separati che mantengono una presenza attiva e costante nella vita dei figli, ma anche le coppie di fatto legate dal desiderio di crescere insieme dei figli, e persino le coppie elettive, ovvero quelle formate da due amici di lunghissima data che condividono principi e stili di vita, ma non sentimenti amorosi, è decidono di avere e crescere un figlio insieme pur mantenendo, magari, le proprie vite separate.

Ma come funziona praticamente la co-genitorialità? In realtà è tutto molto semplice. Etero oppure omosessuali, le coppie di genitori antepongono i bambini ad ogni personale interesse e, mettendo da parte ogni ostilità nei confronti dell'ex partner, evitano commenti acidi o denigratori sul suo conto in presenza dei figli e mostrano disponibilità nei confronti delle sue esigenze, per esempio lavorative, rimanendo flessibili rispetto ad orari e programmi. Un atteggiamento civile ed educato che dovrebbe rappresentare la normalità, ma che, in realtà, può perdersi durante separazioni e divorzi ostili. La co-genitorialità, insomma, è semplicemente il frutto della collaborazione basata su accordo e rispetto. Quando gli equilibri diventano faticosi e fragili, tanto da mettere in pericolo la co-genitorialità, può essere di aiuto la mediazione familiare, sicuramente più  accettabile di interventi giudiziari a base di avvocati e giudici. In un rapporto di co-genitorialità, infatti, prevale il buonsenso sull'avere ragione a tutti i costi, impegnandosi a trovare una soluzione valida per tutti piuttosto che sprecare energie nell'affibbiare le colpe a qualcuno.

Può sembrare utopia, ma esiste davvero ed è un sistema che funziona, soprattutto a vantaggio dell'equilibrio dei figli.


TMT (ti.mamme team)

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