Cerca e trova immobili

UNIONE EUROPEALa destra avanza in Europa

10.06.24 - 07:06
Dopo la Francia, anche in Germania viene chiesto di andare al voto anticipato: «Il semaforo non ha più fiducia»
AFP
Dopo la Francia, anche in Germania viene chiesto di andare al voto anticipato: «Il semaforo non ha più fiducia»

Quella tra domenica e lunedì è stata una lunga notte di scrutini, previsioni, discorsi e commenti. Da questa mattina si può ragionare sulla composizione del prossimo Parlamento europeo con un po' più di chiarezza. Segui qui i principali aggiornamenti.

21:02

Nella ex-Ddr l'Afd ha raccolto fra il 32% e il 27%
L'Afd alle elezioni europee di ieri è diventato primo partito nelle cinque regionali orientali della Germania con quote fra il 32% e 27%. E' quanto emerge da tabelle pubblicate sul sito del telegiornale del primo canale pubblico Ard.
Nella ex-Ddr, l'Alternativa per la Germania (Afd) ha raccolto infatti il 31,8% in Sassonia, il 30,7% in Turingia, il 30,5% in Sassonia-Anhalt, il 28,3% in Meclemburgo Pomerania anteriore e il 27,5% in Brandeburgo.
In Sassonia e Turingia, i due Laender dove l'Afd è andata meglio alle europee, si voterà di nuovo per elezioni regionali il primo settembre e, il 22 di quel mese, anche in Brandeburgo.

20:48

Nel futuro Pe oltre 50 deputati tra i nuovi partiti
Non solo Alleanza Verdi e Sinistra. Nel nuovo Parlamento europeo entreranno oltre 50 rappresentanti di partiti nazionali che ancora non hanno una affiliazione politica a uno dei sette gruppi che già formano l'emiciclo di Strasburgo. Le stime non sono ancora definitive, manca ancora il dato dell'Irlanda, ma il corposo gruppo di eurodeputati dovrà scegliere nelle prossime settimane se rimanere tra le file dei "Non Iscritti" - in cui già si contano 45 membri - oppure rinforzare uno dei gruppi già esistenti.

Molte delle forze politiche che entreranno nell'emiciclo sono formazioni di destra. La Bulgaria "premia" con tre seggi il partito politico ultranazionalista Rinascita (Vazrazhdane) e con un un rappresentante il partito populista creato dal cantante e ospite televisivo Slavi Trifonov "C'è un popolo simile" (Itn). In Croazia un seggio andrà al partito di destra Movimento per la madrepatria (Domovinski Pokret/DP), che alle scorse elezioni nazionali ha stretto un accordo con il partito croato di centrodestra Hdz, membro del Ppe. Due seggi "nuovi" per Cipro, uno a nome di Elam, partito di orientamento ultranazionalista con legami con Vox in Spagna e uno per lo youtuber Fidias Panayiotou che ha già dichiarato l'intenzione di rimanere indipendente.

La Repubblica ceca elegge un eurodeputato tra le file della coalizione di sinistra Basta! (Stacilo!), che dovrebbe ufficializzare senza sorpresa l'affiliazione con la Sinistra. Altri due seggi al partito 'Přísaha e gli automobilisti', che dovrebbe ingrossare invece il gruppo dei Conservatori. In Ecr potrebbe finire anche il partito dei Danesi democratici (Dd) che per la prima volta elegge un eurodeputato. Ben sei rappresentanti eletti in Germania per l'Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw), che durante la campagna elettorale ha dimostrato un chiaro atteggiamento critico nei confronti delle istituzioni dell'Unione europea e del sostegno militare a Kiev. Un seggio anche per il Partito del Progresso (PdF).

19:15

Lepenisti primi in Ue per seggi a pari merito con la Cdu
Il Rassemblement National di Marine Le Pen e del suo delfino Jordan Bardella diventa il primo partito al Parlamento europeo con 30 seggi, a pari merito con la Cdu-Csu tedesca. E' quanto emerge dall'ultima proiezione sulla composizione dell'Eurocamera. Dopo il voto, stando ai dati attuali, i lepenisti (parte del gruppo di Identità e democrazia) balzano da 18 a 30 seggi rispetto alla legislatura appena conclusa, mentre la Cdu (della famiglia del Ppe) resta stabile.

18:57

Mosca: «Alle elezioni europee è mancata la concorrenza leale»
Le elezioni europee sono state caratterizzate da «una mancanza di concorrenza leale» e «restrizioni severe» a causa di «una campagna antirussa sfrenata». Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, aggiungendo che «le forze politiche che si oppongono allo sconsiderato confronto con la Russia, dannoso per la stessa Unione Europea, sono state oggetto di discriminazioni e spesso di pressioni e vessazioni dirette». «In una parte significativa degli Stati membri dell'Ue - afferma Zakharova in una dichiarazione postata sul suo canale Telegram - il voto ha assunto un chiaro carattere di protesta, sia con il sostegno ai partiti dell'opposizione sia con un'affluenza alle urne palesemente bassa». Tuttavia, aggiunge, i risultati confermano che nel Parlamento europeo «è stata generalmente preservata la base ideologica per un ulteriore sostegno all'attuale corso politico autodistruttivo dell'Ue basato sulla russofobia».

18:55

Francia, Le Monde si schiera: «Evitare la destra al potere»
"Dunque, il peggio dovrà essere evitato in tre settimane e non più in tre anni. Venti giorni per impedire all'estrema destra di giungere al potere in Francia, per la prima volta attraverso le urne, dopo aver trionfato alle europee": così comincia un editoriale sulla prima pagina di Le Monde, firmato dal direttore Jérôme Fenoglio, con il quale il quotidiano francese del pomeriggio si schiera apertamente in vista delle legislative anticipate. Con il voto del 30 giugno e 7 luglio - si legge ancora - "si deciderà il futuro della nostra democrazia e il volto che vorremo presentare ai nostri alleati e partner europei". "Le risposte più adatte a far indietreggiare in modo duraturo il voto all'estrema destra sono la ricerca di una transizione climatica - continua l'editoriale -, lo smantellamento dei ghetti urbani, la difesa dei servizi pubblici e la lotta contro gli eccessi della società dei consumi. Per imporre questi temi, l'unione è indispensabile. Essa sembra fuori portata fin quando Jean-Luc Mélenchon e i suoi 'Insoumis' restano su posizioni settarie, che confinano con la politica del 'tanto peggio'. Lo shock dello scioglimento può far cambiare le cose?".

14:57

Per Orban il peggior risultato alle Europee
Battuta d'arresto per Viktor Orban alle Europee. A scrutinio quasi completato, Fidesz, partito al governo del premier ungherese, è risultato il più votato in Ungheria alle europee incassando ancora il 44,62% dei consensi.

Tuttavia, per Fidesz, che ha ottenuto 11 seggi al Parlamento europeo, due in meno rispetto alla legislatura precedente, si tratta del peggior risultato mai registrato alle elezioni europee. Tra gli eurodeputati rieletti tra le fila del partito sovranista, Tamas Deutsch, capolista di Fidesz, e Eniko Gyori, ex ambasciatrice di Budapest a Roma.

Il voto ha registrato un'affluenza record al 55,99%, la più alta mai registrata dall'adesione dell'Ungheria all'Ue nel 2004.

A far incetta di voti, Tisza, partito dell'ex dirigente di Fidesz Peter Magyar, creato a pochi mesi dal voto sulla scorta di uno scandalo pedofilia che ha colpito il governo Orban. Tisza si è imposta come la più grande forza d'opposizione nel Paese, piazzandosi al secondo posto con il 29,69% dei consensi ed eleggendo 7 deputati, tra cui lo stesso Magyar. Sul sito del Parlamento europeo dedicato alle elezioni, Tisza figura già tra i partiti appartenenti al gruppo dei Popolari europei (Ppe) che dovrebbe annunciare a breve la sua adesione.

Ai 7 rappresentanti di Tisza nel Ppe, se ne aggiunge un altro del Partito Popolare Cristiano Democratico (Kdnp), che forma con Fidesz un'alleanza elettorale permanente. Kdnp figura ancora nel Ppe, nonostante la sospensione di Fidesz dal gruppo, cosa che spiega anche perché tra i non iscritti figurano 10 deputati proventi da Fidesz.

Supera la soglia di sbarramento la Coalizione Democratica, affiliata al Gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) al Parlamento europeo, con l'8,1% e due seggi. Il partito di estrema destra Mi Hazánk Mozgalom elegge un rappresentante guadagnando il 6,76% dei voti.

In linea con le aspettative della vigilia, Tisza ha fagocitato i consensi di altri partiti di opposizione, come i liberali di Momentum (Renew), i Verdi di Lmp e l'estrema destra di Jobbik che non eleggono alcun deputato. (fonte ats ans)

14:47

Il gioco delle alleanze, secondo la Von der Leyen
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto che parlerà dapprima con le "grandi famiglie europee" che hanno "ben collaborato" con il Partito popolare europeo, come quella dei socialisti europei, ma lascia «porte aperte» ad altri contatti.

«Ora ci rivolgeremo alle grandi famiglie politiche che hanno collaborato bene con noi anche nell'ultimo mandato. Si tratta dei S&D, cioè i Socialisti e Democratici, e di Renew, i Liberali», ha detto von der Leyen in una conferenza stampa congiunta a Berlino con il leader della Cdu Friedrich Merz. «Negli ultimi cinque anni abbiamo collaborato bene, questo ci ha dato una base su cui possiamo ora costruire», ha aggiunto.

«Non bisogna anche dimenticare che i gruppi nel Parlamento Europeo non si sono ancora formati. Quindi non è ancora chiaro chi sarà in quale gruppo e quanto grandi saranno i vari gruppi», ha detto la presidente della Commissione rispondendo alla domanda se abbia escluso o meno colloqui con Fratelli d'Italia e perché non parli coi Verdi.

«Anche questo sta accadendo in questi giorni, in queste ore», ha aggiunto von der Leyen riferendosi alla formazione dei gruppi parlamentari europei. «E perciò, per risparmiare tempo, parlo con coloro con cui ho già collaborato bene e a lungo. Ma questo lascia anche porte aperte», ha aggiunto.

13:22

Gli analisti sul voto: «Incertezze e tensioni in Europa»
L'esito del voto in Francia e Germania rischia di alimentare «incertezza in Europa» e di creare «tensioni sui cambi, le obbligazioni ed il mercato azionario». È questa lo scenario che emerge dai commenti di numerosi analisti finanziari dopo l'esito del voto per le europee. Lo spostamento verso «destra era stato ampiamente annunciato ed è in linea con i sondaggi. È importante notare che il partito della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è destinato a mantenere una maggioranza confortevole. A nostro avviso, quindi, è improbabile un'importante inversione di rotta e le implicazioni principali potrebbero essere una posizione più dura nei confronti dell'immigrazione e meno green deal», spiega un report della banca britannica Barclays. «Tuttavia - prosegue - riconosciamo che la potenziale situazione a Bruxelles e l'incertezza in vista delle elezioni francesi potrebbero mettere in discussione l'ottimismo sull'Europa. Ciò potrebbe comportare un rischio più elevato per il cambio, le obbligazioni e le azioni nel breve termine e favorire i mercati statunitensi». Il recente crollo di Emmanuel Macron alle elezioni europee ha colto di «sorpresa i mercati finanziari», evidenzia Gabriel Debach, market analyst di eToro, società multinazionale di social trading e investimenti multi asset con sede legale nelle Isole Vergini britanniche che si occupa di fornire servizi finanziari e di copy trading. «Nessuno - aggiunge - si aspettava un verdetto così drastico né un terremoto politico all'Eliseo, con il presidente che, a un mese dalle Olimpiadi, scioglie le camere e indice nuove elezioni. Questa mossa, percepita come disperata dal mercato, ha avuto ripercussioni immediate. Non è tanto la prospettiva di una vittoria di Le Pen a preoccupare i mercati, quanto l'imprevedibilità del cambiamento». (ats)

13:05

Macron e Scholz «pagano il sostegno all'Ucraina»
Le sconfitte elettorali per il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz sono una conseguenza della loro «inetta politica di fornire sostegno alle autorità banderite dell'Ucraina a spese dei loro cittadini e delle loro idiote politiche riguardo all'economia e alla migrazione». Lo afferma in un post su X (ex Twitter) l'ex presidente russo Dmitry Medvedev. «Vedrete cosa arriverà ancora», conclude Medvedev, attuale vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale. (ats)

12:41
AFP
12:22

In Grecia emerge un nuovo partito anti-migranti
Un nuovo partito si è imposto all'attenzione dei greci alle elezioni europee: Fonìs logikìs ("Voce della ragione" in greco) è riuscito a superare la soglia del 3% per pochissimo, con il 3,04% dei voti, e ha ottenuto un eurodeputato a Strasburgo, ingrossando il gruppo di piccoli partiti che si sono imposti a destra dei conservatori di Nea Dimokratia.

Fondato da Afroditi Latinopoulou, laureata in legge di 33 anni, il partito si è candidato con il motto di "Patria, Dio, famiglia" e ha ottenuto il maggior numero di consensi nella regione dell'Evros, terra di attraversamento per i migranti che dalla Turchia cercano di raggiungere l'Europa. Nel giugno dell'anno scorso, Latinopoulou aveva definito «assolutamente ridicoli» i tre giorni di lutto nazionali per il naufragio di Pylos, in cui sono morti più di 500 migranti.

Il manifesto del partito afferma, tra l'altro, che «non è ragionevole avere genitori 1 e 2», promette di combattere «l'Europa degli immigrati clandestini» e delle «èlite di Bruxelles» e sostiene che «non è ragionevole educare i bambini nelle scuole alle relazioni omosessuali».

Espulsa nel 2022 da Nea Dimokratia, poiché aveva fatto un commento discriminatorio su una persona obesa, Latinopoulou rappresenterà il partito nell'Europarlamento. Durante un'intervista pre-elettorale con il giornale Naftemporiki, la giovane leader ha affermato che Fonìs logikìs «al momento sembra avere una maggiore vicinanza con i Conservatori e i riformisti europei di Georgia Meloni». (fonte ats ans)

11:56

Il Partito popolare europeo in testa
L'ultimo aggiornamento diffuso dall'Eurocamera sulla composizione del prossimo Europarlamento vede il Partito popolare europeo (Ppe) salire a 185 seggi ed è saldamente il primo gruppo, in deciso aumento rispetto ai 177 seggi della scorsa legislatura.

A seguire, i Socialisti (S&D) si attestano a quota 137, perdendo tre eurodeputati rispetto agli attuali 140. I Liberali di Renew, al terzo posto, ottengono 80 eletti (-22). In linea con le ultime proiezioni, la maggioranza Ursula continua così a viaggiare oltre quota 400, toccando i 402 eletti.

Nel fronte delle destre i Conservatori (Ecr) si attestano a 73 eurodeputati (+5 rispetto agli attuali 68), seguita dai 58 di Identità e democrazia (Id) (uno in meno rispetto all'ultima legislatura), senza tuttavia contare la delegazione di AfD espulsa dal gruppo.

I Verdi certificano il loro calo netto e contano su 52 eurodeputati, The Left viaggia sui 36 seggi, stabile rispetto alla passata legislatura. Resta numeroso il gruppo dei Non iscritti, pari 99 eurodeputati.

L'attuale Europarlamento conta 705 eurodeputati, che saliranno a 720 nella nuova legislatura. (fonte ats ans)

11:31

Chiesto il rimpasto anche in Estonia
«I 33'000 voti in meno guadagnati dai partiti di governo devono essere presi molto sul serio». Lo ha affermato oggi il segretario del Partito socialdemocratico e ministro degli Interni estone, Lauri Laanemets.

Per il segretario socialdemocratico i risultati delle europee rappresentano un chiaro segno che «non è più possibile procedere allo stesso modo di prima» e che il calo delle preferenze è dovuta alla poca chiarezza sulle politiche fiscali tenuta dal governo negli ultimi mesi per le titubanze del Partito riformatore ed Estonia 200, le due formazioni alla guida del Paese insieme ai socialdemocratici dal marzo dello scorso anno.

Anche il presidente di Estonia 200 e ministro degli Esteri, Margus Tsahkna, ha convenuto che i risultati del voto di ieri potrebbero portare a «cambiamenti nel governo durante la prossima estate».

Molto meno disponibile a rimpasti di governo è invece parsa la premier Kaja Kallas. «Voglio sottolineare che si è trattato di elezioni europee e che, in quanto tali, i loro risultati non cambieranno il numero di mandati nel Parlamento estone, né potranno portare a cambiamenti nel governo del Paese», ha affermato la prima ministra in un'intervista.

Tsahkna ha tuttavia sottolineato i cambiamenti non vanno intesi nei termini di un cambio di maggioranza visto che, nonostante il calo di preferenze, i risultati delle europee hanno mostrato una complessiva tenuta della coalizione di governo. (fonte ats ans)

11:05

In Germania chieste le votazioni anticipate come in Francia
Il leader della Csu bavarese, Markus Soeder, chiede che in Germania si vada alle elezioni anticipate, come in Francia.

«Questo governo è sostanzialmente alla fine. E si deve fare come in Francia: là c'è stata una richiesta di nuove elezioni, e ci saranno nuove elezioni con Macron», ha affermato, commentando il voto di ieri che ha visto la vittoria netta dell'Unione (Cdu-CSU) e una drammatica sconfitta per socialdemocratici del'SPD .

«Serve un nuovo inizio per il nostro Paese - ha concluso -. Il semaforo non ha più mandato, non ha più la fiducia della popolazione. Perciò dovrebbero essere possibili velocemente le nuove elezioni». (fonte ats ans)

10:22

I risultati finali in Grecia
Sette partiti greci sono riusciti a ottenere i consensi necessari per varcare la soglia del Parlamento europeo e spartirsi i 21 seggi a disposizione della Grecia, al termine delle votazioni che si sono tenute ieri.

Il partito conservatore di Nea Dimokratia, del Ppe, si è assicurato il 28,31% dei voti e ha ottenuto sette seggi nel Parlamento europeo. Il principale partito di opposizione di sinistra, Syriza, ha ricevuto il 14,92% dei voti, un risultato che si traduce in quattro seggi a Strasburgo. Il partito socialista del Pasok è arrivato terzo con il 12,79% dei voti e si è assicurato tre seggi.

L'estrema destra con Ellinikì lisi ha ottenuto il 9,30% dei voti, guadagnando due seggi, e precedendo di poco i comunisti del Kke, che hanno registrato il 9,25% e hanno ottenuto a loro volta due seggi nell'Europarlamento.

Altri tre partiti hanno superato la soglia del 3% necessaria per essere rappresentati a Strasburgo. Il partito ultraconservatore Niki, ha ottenuto un seggio con il 4,37% dei voti, quello populista di Plefsi eleftherias ('Rotta della libertà') ha ricevuto il 3,40% e verrà rappresentato da un eurodeputato. Anche il nuovo partito ultranazionalista Fonì logikìs ("Voce della ragione") ha superato la soglia con il 3,04% dei voti e ottiene un rappresentante nel parlamento Ue. (fonte ats ans)

10:21

I risultati finali in Spagna
Confermata dallo scrutinio definitivo la vittoria in Spagna del Partito Popolare che ha vinto le elezioni europee con 22 seggi e il 34,2% dei voti. Il partito guidato da Alberto Nunez Feijoo non ha tuttavia incassato la vittoria di lunghezza alla quale aspirava per mettere in discussione la continuità del governo minoritario progressista Psoe-Sumar, guidato da Pedro Sanchez. I socialisti si attestano come seconda forza con il 30,1% dei voti e 20 seggi, uno in meno del 2019.

La buona performance dei popolari, che hanno ottenuto dieci seggi in più di 5 anni fa è dovuta essenzialmente all'assorbimento dei liberali di Ciudadanos, che non ha ottenuto rappresentanza nell'Eurocamera. Alberto Nunez Feijoo ha messo in valore il risultato e ha parlato di «un nuovo ciclo politico», sebbene non si distacchi molto dagli equilibri di forze emersi alle elezioni politiche del 23 luglio. «Gli elettori ci hanno dato un trionfo elettorale travolgente, un trionfo elettorale trasparente e il trionfo che aspettavamo», ha assicurato nel commentare i risultati, e ha segnalato che il compito del Pp sarà «tornare e unire gli spagnoli».

Una valutazione molto diversa da quella del Psoe, la cui capolista, la vicepremier con delega alla Transizione ecologica, Teresa Ribera, ha rilevato che «il Pp ha assorbito i deputati di Ciudadanos» e, nonostante il discorso trionfale, «non ha indebolito i partiti dell'estrema destra». Ribera ha fatto riferimento all'avanzata di Vox, che ha ottenuto il 9,6% dei voti e 6 seggi, e dell'irruzione del partito della destra antisistema 'Se acabò la fiesta' (Salf) del sivigliano Alvise Perez, che al suo esordio con 800'000 voti ha portato a casa 3 seggi. «Vediamo che ai deputati di Feijoo e di Vox si unisce ora Alvise e questo non è positivo», ha segnalato Ribera. «E il plebiscito contro il presidente del governo lo ha perso il Pp, perché noi siamo rimasti sotto di due seggi», ha aggiunto.

Vox, guidato dal capolista Jorge Buxadé, con 6 seggi raddoppia i 3 che registrava nel 2019. Buxadé ha celebrato l'avanzata «dei patrioti europei». «Ci dovranno sentire con molta più forza a Bruxelles», ha commentato l'esponente del partito guidato da Santiago Abascal. "Le Pen ha fatto sì che Macron debba convocare elezioni. E, poi, Polonia, Italia, Austria, l'Europa sta cambiando", ha aggiunto.

A sinistra, i socialisti del premier Pedro Sanchez resistono, grazie al "voto utile" che ha serrato le fila rispetto alla «minaccia reazionaria» agitata dal leader socialista. Ma a spese degli alleati di sinistra, in primis Sumar, con la leader Yolanda Diaz, vicepresidente con delega al Lavoro, rimasta con 3 seggi molto al di sotto delle aspettative, dopo la rottura con Podemos, con la ex ministra di Uguaglianza, Irene Montero, fermo a 2 seggi. Assieme hanno raggiunto il 7,2% dei consensi, rispetto al 10% ottenuto dal partito viola nel 2019.

Ahora Republicas (Erc, Bildu, Bng e Ara Mes) ottiene 3 eurodeputati, mentre Junts, dell'ex eurodeputato carles Puigdemont, perde 2 dei 3 seggi conquistati 5 anni fa, confermandone 1 solo. (fonte ats ans)

09:59

Ma al Nord trionfano la Sinistra e i Verdi
Trionfo verde-rosso nei Paesi Nordici, che vede una controtendenza rispetto a molti altri Paesi europei dove sono avanzate le destre: se i Verdi e il partito di Sinistra fossero uniti, in Svezia sarebbero il secondo partito battuto dal centrosinistra solo da 0,2 punti percentuali, mentre in Finlandia e Danimarca costituirebbero il partito più grande a queste elezioni europee.

In Finlandia il partito conservatore, guidato dal primo ministro Petter Oro, ha vinto il maggior numero di voti con il 24,8%, un aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2019. Ma la sorpresa più grande è stata Alleanza Sinistra (Vasemmistoliitto) che è il secondo partito finlandese nell'Europarlamento registrando un aumento di oltre 10 punti percentuali rispetto al 2019: "Siamo molto felici. Questo risultato è andato ben oltre quanto potevamo sperare", ha dichiarato la segretaria del partito Li Andersson parlando con l'agenzia di stampa italiana Ansa ieri notte alla sede elettorale del partito a Helsinki.

La sinistra finlandese si posiziona al di sopra dei Social Democratici con un distacco di 2,4 punti, che nonostante questo ha rinforzato leggermente (di 0,2) la sua posizione rispetto al 2019. Tutti gli altri partiti finlandesi hanno perso punti rispetto alle scorse europee, dai liberali e centristi ai Verdi (-4,7) ma il partito che è indietreggiato maggiormente sono i nazionalisti finlandesi che hanno perso il 6,2% dei voti.

Anche in Svezia i nazionalisti, Democratici Svedesi, hanno perso oltre 2 punti percentuali rispetto alle scorse europee mentre ha registrato un aumento di oltre 4 punti percentuali la Sinistra, prendendo quasi l'11% dei voti, e il partito ambientalista con un aumento di 2,8 punti percentuali ottenendo il 13,8%.

In Danimarca, il partito ambientalista da solo è al primo posto (17,4%, +4,2 punti percentuali dal 2019). I Social Democratici sono al secondo (15,5%, - 5,9 punti dal 2019) e i Liberali - Venstre (14,7%, -8,8 punti). Bene anche la Sinistra (7%, +1,5 punti) e i Alleanza Liberale (7%, +4,8 punti). (fonte ats ans)

09:17

Affluenza da record in Germania
Si conferma che è stata record l'affluenza alle urne alle elezioni europee nella Germania riunificata: la partecipazione al voto è stata del 64,8%, annuncia il sito della "Direttrice federale delle elezioni" tedesche (Bundeswahlleiterin) nel fornire il "risultato ufficiale provvisorio" della tornata e ricordando che in quella precedente del 2019 l'affluenza era stata del 61,4%.

Già ieri l'agenzia Dpa aveva ricordato che alle prime elezioni europee della Germania unificata tenutesi nel 1994 la partecipazione era stata esattamente del 60,0%, mentre nelle elezioni successive era scesa tra il 40 e il 50 percento.

Secondo quanto riferito dal Bundeswahlleiterin, il Comitato Elettorale Federale annuncerà il "risultato ufficiale definitivo" delle elezioni europee il 3 luglio in una seduta pubblica della Camera bassa del parlamento tedesco, il Bundestag a Berlino. (fonte ats ans)

09:16

Jordan Bardella è il candidato alle elezioni in Francia
Il presidente del Rassemblement national (Rn) Jordan Bardella sarà "il nostro candidato" primo ministro, ma non sarà lui stesso candidato alle elezioni legislative anticipate.

Lo ha detto il vicepresidente del partito Sébastien Chenu. «Jordan Bardella è stato eletto deputato europeo, quindi possiede già l'unzione popolare» ed «è il nostro candidato per andare a Matignon», la residenza del premier francese, ha dichiarato Chenu all'emittente Rtl. Per queste elezioni, Rn non si alleerà con altri partiti ma proporrà una piattaforma elettorale che «si rivolgerà a tutti al di fuori dei partiti politici», ha aggiunto. (fonte ats ans)

09:13

I risultati finali in Austria
Il Partito della Libertà d'Austria (Fpo) si è aggiudicato la vittoria alle elezioni europee in Austria. Secondo i risultati finali, incluse le previsioni sui voti residui, lo schieramento di estrema destra ha ottenuto il 25,5% dei consensi.

Il Partito Popolare Austriaco (Ovp) si è classificato secondo con il 24,7% dei voti, seguito dal Partito Socialdemocratico d'Austria (Spo) al 23,3%. La serrata sfida per il quarto posto è stata vinta dai Verdi con il 10,9%, mentre il Partito Liberale (Neos) si è classificato quinto con il 10,1%.

Il Partito Comunista d'Austria (Kpo) e il Partito Nazionaldemocratico d'Austria (Dna) non hanno raggiunto la soglia di sbarramento e non saranno rappresentati al Parlamento Europeo. Questi risultati confermano il peso politico dell'Fpo in Austria e il suo ruolo di forza di opposizione al governo di centrodestra guidato dall'Ovp. (fonte ats ans)

09:12

I risultati finali in Polonia
Il partito filoeuropeo di premier Donald Tusk Coalizione civica (Ko), con il 37,06% dei voti, ha vinto le europee in Polonia superando i sovranisti del partito Diritto e giustizia (Pis) di Jaroslaw Kaczynski, sostenuto dal 36,16% di cittadini. Lo ha comunicato la Commissione elettorale nazionale (Pkw) sulla base di dati dal totale di seggi.

Il terzo partito euroscettico, Confederazione, ha ottenuto il 12,08% di voti ed è seguito da Terza via (Partito di contadini e Polska 2050 di Szymon Holownia) col 6,91%, mentre la Sinistra ha avuto il 6,3% delle preferenze. L'affluenza secondo Pkw è stata di 40,65 %. (fonte ats ans)

09:04

Confermate le previsioni per la Germania
I risultati provvisori delle elezioni europee in Germania confermano le proiezioni di ieri sera attribuendo la vittoria all'Unione cristiano-democratico e sociale (Cdu-Csu), il principale partito di opposizione tedesco, con il 30,0% (+1,1 rispetto alle precedenti elezioni Ue e 29 seggi). Si conferma inoltre che gli estremisti di destra dell'AfD sono arrivati secondi con il 15,9% (+4,9% e 15 eurodeputati).

È quanto emerge da tabelle pubblicate sul sito della "Direttrice federale delle elezioni" tedesca (Bundeswahlleiterin) dopo lo spoglio dei voti in tutte le 400 circoscrizioni elettorali.

Tra i partiti della coalizione di governo a Berlino, il partito socialdemocratico (Spd) del cancelliere Olaf Scholz è arrivato terzo scendendo di 1,9 punti al 13,9% e ottenendo 14 seggi nel suo peggior risultato in una elezione nazionale, come nota l'agenzia Dpa. I Verdi, che erano arrivati secondi nel 2019, sono crollati al quarto posto con il 11,9% (12 eurodeputati, -8,6 punti), mentre i liberali della Fdp hanno subito lievi perdite (-0,2) scendendo al 5,2% e avendo diritto a 5 seggi.

La nuova alleanza populista di sinistra fondata da Sahra Wagenknecht (Bsw) al suo debutto elettorale ha ottenuto il 6,2% e sei deputati europei, mentre il partito post-comunista della "Linke" ha raccolto il 2,7% perdendo 2,8 punti e conquistando 3 seggi.

Hanno ottenuto mandati anche i partiti Freie Wähler (2,7% e 3 eurodeputati), Volt (2,6% e 3), Die Partei (1,9% e 2), Ödp (0,6%), gli animalisti del Tierschutzpartei (1,4%) e il partito della famiglia Familienpartei (0,6%), questi ultimi tutti con un seggio. La Cdu da sola ha ottenuto il 23,7% (+1,1 punti e 23 eurodeputati) mentre la sua ala destra bavarese Csu il 6,3% (invariato rispetto a cinque anni fa) e sei seggi. (fonte ats ans)

08:18

«Francesi faranno la scelta giusta alle elezioni»
Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato questa mattina di avere «fiducia nella capacità» dei francesi «di fare la scelta più giusta» alle prossime elezioni anticipate.

«Ho fiducia nella capacità del popolo francese di fare la scelta più giusta per sé e per le generazioni future. La mia unica ambizione è quella di essere utile al nostro Paese, che amo così tanto», ha scritto Macron su X (ex Twitter).

Il presidente francese ieri sera, dopo l'annuncio dei risultati delle europee, aveva annunciato lo scioglimento del Parlamento e la convocazione di nuove elezioni il 30 giugno e il 7 luglio. (fonte ats ans)

07:59

Belgio: crescono i separatisti, il premier si dimette
Voto amaro per il premier belga Alexander De Croo. Il suo partito, Open VLD, ha perso smalto, sia in termini di seggi che di preferenze, provocando un terremoto nella fragile coalizione di governo a 7 punte. De Croo, in lacrime, ha annunciato le dimissioni.

In Belgio, infatti, oltre alle Europee si votava anche per le elezioni federali e locali. In generale, le sigle di destra e di destra estrema hanno guadagnato terreno, sebbene meno di quanto paventato sino all'apertura delle urne.

Si conferma ad ogni modo la spaccatura del Paese lungo le ben note linee linguistiche-culturali: i separatisti nelle Fiandre, gli 'unionisti' in Vallonia. (fonte ats ans)

07:58

Battuta d'arresto per Orban
Battuta d'arresto per il premier ungherese, Viktor Orban, alle Europee. Fidesz, partito al governo in Ungheria, si è piazzato primo con il 43,7% dei voti ma in calo di circa otto punti percentuali rispetto a cinque anni fa. Fa incetta di voti Tisza, partito dell'ex dirigente di Fidesz, Peter Magyar, divenuto nel giro di poche settimane l'astro nascente dell'opposizione nel Paese: Tisza si è aggiudicato il 31,07% dei consensi. (fonte ats ans)

07:17

Come hanno votato gli italiani
Fratelli d'Italia (FdI) cresce ancora e quota al 28,9%, bene anche il Pd targato Schlein che è al 24,5. M5s crolla invece al 10,5%, tallonato da Fi-Nm che va al 9,2% e supera una Lega (all'8,5%) che non monetizza apparentemente l'effetto Vannacci, con il generale che comunque viene eletto all'Eurocamera. Risultato lusinghiero per Avs (al 6,8%) che esulta e manda Ilaria Salis a Strasburgo. Fiato sospeso, invece, per Stati Uniti d'Europa che all'ultima proiezione - la quinta - balla sotto la soglia del 4%, (3,9%) così come Azione di Carlo Calenda quotata al 3,2%.

Ma uno su tutti è il dato che balza agli occhi. Ed è il nuovo record storico dell'astensionismo: solo il 49,67% degli aventi diritto - meno di un italiano su due - si è recato alle urne (alle ultime europee nel 2019 erano stati il 54,5%, in calo rispetto alla tornata del 2014 quando la percentuale era stata del 57,22%). Un dato, ma soprattutto un trend, che apre una riflessione sia nei partiti di maggioranza che di opposizione.

Esulta intanto Giorgia Meloni, unico caso in Europa di una premier in carica a vincere la competizione («l'Italia si presenta al G7 e in Europa con il governo più forte di tutti», rivendica), che ha seguito da casa con la sorella Arianna le prime proiezioni per poi raggiungere giornalisti e militanti al Parco dei Principi per un'analisi più approfondita del voto. «Un voto, questo, più bello di quello del 2022», spiega. (fonte ats ans)

07:11

L'affluenza al voto
Anche guardando al dato dell'affluenza, al 51%, lo 0,3% in più rispetto a quella record del 2019, all'Eurocamera hanno potuto esultare. «L'Europa ha votato, la democrazia è viva», ha sottolineato Metsola parlando dal palco dell'emiciclo allestito a sala stampa per gli oltre mille giornalisti presenti. Dietro di lei, le immagini del voto nei 27 Paesi Ue e della nuova torta al Pe hanno certificato come l'Unione esca dalle Europee certo ammaccata, ma comunque ben lontana dal capitolare come temevano (o auspicavano) alcuni. (fonte ats ans)

07:10

I partiti filo-europei
Teoricamente i tre partiti filo-Ue possono fare a meno di qualsiasi supporto esterno. secondo gli ultimi aggiornamenti, ancora basati su risultati provvisori, il Ppe potrà contare su 184 seggi, S&D su 139, i Liberali (che hanno perso ventidue eurodeputati) su 80. Il gruppo dei Conservatori e Riformisti (Ecr) è avanzato di poco: 73 seggi (+4) a causa delle cattive performance di Vox in Spagna e del PiS in Polonia. Il gruppo Identità e Democrazia (passato da 59 a 58 seggi, ma nel conteggio ora sono esclusi i 17 membri di AfD) ha risentito della caduta della Lega rispetto al 2019.

Dall'altra parte dell'emiciclo, la Sinistra ha retto il colpo passando da 37 a 36 seggi. La vera novità è il grande fronte dei non iscritti da 98 seggi, che dà vita ad un insieme estremamente eterogeneo, che certamente non resterà nel limbo di chi non appartiene a nessun gruppo. Tanto per fare alcuni esempi, gli orbaniani di Fidesz bussano alla porta di Ecr, i tedeschi di AfD potrebbero tornare in Id (Partito di identità e democrazia), l'opposizione ungherese si avvia ad entrare nel Ppe assieme al partito degli agricoltori olandesi. (fonte ats ans)

07:09

Ursula regge, ma...
La maggioranza Ursula è salva, la vittoria dei Popolari è netta, Ursula von der Leyen è più vicina al suo bis alla Commissione Ue. Le elezioni europee registrano l'ondata sovranista ma non determinano il sovvertimento degli equilibri nelle istituzioni comunitari.

L'estrema destra ha travolto Emmanuel Macron in Francia e in Germania ha umiliato Olaf Scholz e il suo Spd. I risultati del voto in Italia consolidano anche quelle destre considerate a Bruxelles meno estremiste. Eppure il terremoto sovranista alla fine a livello Ue non c'è stato. La maggioranza composta da Ppe, Socialisti e Renew, stando alle proiezioni, si attesta attorno ai 400 seggi, con un margine piuttosto netto rispetto alla soglia minima di 360. Un margine che allontana l'ipotesi di un dialogo con Giorgia Meloni.

«Invitiamo i Socialisti e Renew ad un'alleanza pro-europea", è la mano tesa del leader del Ppe, Manfred Weber, e poi della stessa von der Leyen, convinta che si debba continuare "con una piattaforma pro-Ue, pro-Ucraina e pro-Stato di diritto». (fonte ats ans)

07:05

Urne chiuse anche in Italia: Meloni davanti a tutti

Ursula esulta e lancia la candidatura per un'altra presidenza, Macron scioglie le Camere dopo la sonora sconfitta

Apri articolo

07:04
07:04

Il Parlamento provvisorio
In base all'ultimo aggiornamento, basato ancora su risultati provvisori, la composizione del prossimo Europarlamento vede il Partito popolare europeo (Ppe) attestarsi a 184 seggi, i Socialisti (S&D) a 139, i Liberali (Renew) a 80. Tiene quindi la maggioranza Ursula.

I Conservatori (Ecr) si attestano a 73 seggi, Identità e democrazia (Id) a 58. I Verdi raccolgono invece 52 seggi. La proiezione riporta anche una pattuglia di ben 98 eurodeputati tra i non iscritti e gli 'altri' ancora alla ricerca di un gruppo e che potrebbero incidere in maniera significativa sulla consistenza delle singole compagini che compongono l'emiciclo.

L'attuale Europarlamento conta 705 eurodeputati, che saliranno a 720 nella nuova legislatura. (fonte: ats ans)

07:02
AFP