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Stretto di Hormuz, Teheran incassa i primi pedaggi

Diffuse dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane le immagini dei soldati che salgono a bordo di due portacontainer. Intanto si avvicinano i 60 giorni di guerra: aumenta la pressione su Trump
afp
Diffuse dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane le immagini dei soldati che salgono a bordo di due portacontainer. Intanto si avvicinano i 60 giorni di guerra: aumenta la pressione su Trump
La legge prevede infatti che il presidente statunitense debba ottenere l'autorizzazione del Congresso per proseguire.

Non è l'ennesima scadenza, piuttosto un orizzonte temporale quello che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è dato - di nuovo - nel tentativo di portare il regime iraniano al tavolo dei negoziati, andato deserto nell'appuntamento di martedì a Islamabad.

Lo Stretto di Hormuz resta teatro di tensioni altissime: i pasdaran hanno attaccato tre navi cargo del gruppo Msc, che tentavano di uscire dal Golfo Persico, sequestrandone due poi scortate fino alle coste iraniane.

E se il Pakistan resta fiducioso sulla possibilità di tenere un secondo raid di colloqui nei prossimi giorni, mantenendo la capitale blindata in vista dell'eventuale arrivo dei negoziatori, Teheran dimostra invece di non fidarsi della proroga della tregua proposta da Trump, temendo «attacchi a sorpresa», e ha avvertito che la situazione nello Stretto non cambierà «finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco della libertà di navigazione da e verso l'Iran».

12:26

A Londra altri due arresti per gli attacchi incendiari antisemiti
La polizia antiterrorismo britannica ha effettuato altri due arresti nell'ambito delle indagini sulla serie di attacchi incendiari di matrice antisemita condotti contro luoghi della comunità ebraica a Londra, portando il totale dei fermati a 25. Gli ultimi due arresti riguardano due uomini di 19 e 26 anni, accusati di aver pianificato un attacco contro un obiettivo che resta comunque sconosciuto, secondo una nota di Scotland Yard.
Nelle ultime settimane sono stati presi di mira sei siti, senza causare feriti, in particolare sinagoghe e le quattro ambulanze di un'organizzazione di volontariato ebraica, date alle fiamme di notte nel quartiere di Golders Green, abitato da una vasta comunità di ebrei osservanti. Era stato condotto anche un tentato attacco incendiario contro la sede di Iran International, media con base a Londra legato ad ambienti dell'opposizione e della diaspora iraniana. (ats ans)

12:19

Ribadito l'avvertimento ai civili libanesi
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ribadito ancora una volta l'avvertimento ai civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. Lo scrive The Times of Israel. «Ribadiamo che, durante il periodo di cessate il fuoco, le Forze di Difesa Israeliane continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale di fronte alla continua attività terroristica di Hezbollah», ha dichiarato il portavoce dell'esercito, colonnello Avichay Adraee, in un post su X.
«Ribadiamo che, per la vostra sicurezza e quella dei vostri familiari, fino a nuovo avviso, vi è richiesto di non spostarvi a sud della linea dei villaggi indicati e delle aree circostanti», afferma, allegando una mappa che mostra la nuova zona di sicurezza delle Forze di Difesa Israeliane. «È inoltre vietato avvicinarsi alla zona del fiume Litani, al Wadi al-Salhani e a Saluki», aggiunge. (ats ans)

11:53

Qatar Airways torna a volare
Qatar Airways ha annunciato la ripresa dei voli giornalieri da Doha verso Dubai e Sharjah a partire dal 23 aprile.La compagnia ha inoltre comunicato che dal 1° maggio verrà riattivato anche un collegamento quotidiano con Damasco, nell’ambito del progressivo ripristino delle connessioni verso alcune delle principali destinazioni del Medio Oriente. Lo riferisce Al-Jazeera.

11:21

Sminare lo Stretto di Hormuz? Potrebbero volerci sei mesi
Secondo una valutazione del Pentagono, emersa sul Washington Post potrebbero essere necessari fino a sei mesi per bonificare completamente lo stretto di Hormuz dalle mine posate dall’esercito iraniano. Il quotidiano cita un briefing classificato condiviso all’inizio della settimana con i membri della Commissione Forze Armate della Camera. La stessa valutazione indica che le operazioni di sminamento difficilmente inizieranno prima della fine del conflitto, suggerendo tempi prolungati per il ripristino della sicurezza nell'area.

10:49

Ricevuti i primi introiti dai pedaggi imposti sullo Stretto Hormuz
Un alto funzionario del Parlamento iraniano ha dichiarato che Teheran ha ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti sullo strategico Stretto di Hormuz nel contesto della guerra con gli Stati Uniti e Israele. "I primi introiti derivanti dai pedaggi dello Stretto di Hormuz sono stati depositati sul conto della Banca Centrale", ha affermato il vicepresidente del Parlamento Hamidreza Hajibabaei, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim. Anche altri media iraniani hanno riportato la stessa dichiarazione, senza fornire ulteriori dettagli. (ats ans)

10:37
afp
10:29

Il video del sequestro navale diffuso dall'Iran, per l'esperto Usa è «una messinscena»
Il video diffuso dai media statali iraniani, che mostra il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) mentre sequestra due navi mercantili non convince gli americani. "A me sembra tutto una messa in scena", ha detto a Cnn Carl Schuster, ex capitano della Marina statunitense ed ex direttore del Centro di intelligence congiunto del Comando del Pacifico degli Stati Uniti. "Sembra un'esercitazione o una trovata pubblicitaria", ha aggiunto l'esperto, che non però ha contestato il fatto che l'Iran controlli effettivamente le navi. Altri elementi che fanno protendere l'ex capitano della Marina statunitense alla trovata promozionale da parte iraniana è che “non ci sono membri dell'equipaggio sul ponte" e che non ci siano onde o vento, come se la nave fosse ancorata.(red)




10:00

Libano: Unifil dona una nuova statua di Gesù
La statua di Gesù che era stata distrutta da un soldato israeliano nel villaggio di Debel, nel sud del Libano, è stata sostituita da una nuova statua donata dai soldati del contingente italiano dell'Unifil. Lo scrive The Times of Israel. In seguito all'incidente, l'esercito israeliano ha anche consegnato una statua sostitutiva, sebbene più piccola e di stile diverso dall'originale. (ats ans)

08:29

Libano: da Israele crimini di guerra per uccisione reporter Khalil
Il primo ministro libanese ha accusato Israele di crimini di guerra dopo che raid aerei israeliani hanno ucciso la giornalista Amal Khalil e ferito un altro reporter ieri nel sud del Libano. Lo scrive la Bbc ricordando che la notizia giunge mentre Israele e Libano si preparano a tenere oggi a Washington un secondo round di colloqui. Secondo le autorità libanesi, Khalil e Zeinab Faraj sono stati presi di mira deliberatamente mentre cercavano riparo in una casa dopo che un primo raid aereo aveva colpito il veicolo che li precedeva, uccidendo due uomini. Le autorità libanesi hanno inoltre accusato le Forze di Difesa Israeliane (Idf) di aver preso di mira intenzionalmente un'ambulanza mentre cercava di raggiungere i giornalisti nel villaggio di Tiri. Khalil, 43 anni, lavorava per il quotidiano libanese Al-Akhbar. Lei e Faraj, un fotografo freelance, viaggiavano insieme. Le autorità non hanno ancora reso noti i nomi dei due uomini deceduti. Le Forze di Difesa Israeliane hanno negato di aver impedito alle squadre di soccorso di raggiungere la zona e hanno affermato di non aver preso di mira i giornalisti. (ats ans)

07:59
IRGC_Press/screenshotVideo
07:57

Come i soldati iraniani salgono a bordo delle navi portacontainer
Un video di propaganda diffuso dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane mostra dei soldati che salgono a bordo di due navi portacontainer nello Stretto di Hormuz. I militari ieri avevano sequestrato due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz, identificate come Msc Francesca e la Epaminondas. Le navi erano poi state «scortate fino alla costa iraniana». (red)

07:52
06:32

Aumenta la pressione su Trump: si avvicinano i 60 giorni dall'inizio della guerra
La scadenza del primo maggio potrebbe aumentare la pressione su Donald Trump per mettere fine alla guerra in Iran. Il primo maggio sono infatti 60 giorni di conflitto e la legge prevede che il presidente richieda l'autorizzazione al Congresso per procedere. Lo riporta il New York Times. Finora i repubblicani gli hanno consentito di muoversi liberamente, bloccando anche tutte le risoluzioni per i poteri di guerra presentate dai democratici. Ma il primo maggio è una scadenza sulla quale molti repubblicani non intendono soprassedere.
Anche se le guerra contro l'Iran è iniziata alla fine di febbraio, Trump ha notificato formalmente al Congresso l'operazione il 2 marzo, facendo scattare il conteggio dei 60 giorni che cadono il primo maggio. Una volta superata la scadenza, le opzioni a disposizione del presidente per continuare la campagna senza l'autorizzazione del Congresso sono limitate. Trump ne avrebbe tre: chiedere al Congresso di continuare, iniziare a ridurre il coinvolgimento americano o concedersi un'estensione. La norma infatti prevede un'estensione di 30 giorni se il presidente certifica per iscritto che c'è bisogno di più tempo per facilitare il rititro sicuro delle forze americane. L'estensione comunque non gli garantirebbe l'autorità di continuare l'offensiva. (ats)

06:30

Gli USA hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta
Le forze americane hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di rientrare in porto, nell'ambito del blocco contro l'Iran. Lo afferma il Centcom. (ats)

06:30
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