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MEDIO ORIENTE: LIVE

Trump annuncia un vertice tra Israele e Libano

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È ancora tira e molla tra Stati Uniti e Iran, tra negoziati che continuano e scambi di minacce. Ieri il vicepresidente USA JD Vance ha affermato che i negoziati con l'Iran proseguono. L'esercito iraniano, però, ha avvertito che bloccherà il Mar Rosso se il blocco navale statunitense dello stretto di Hormuz dovesse continuare. Il cessate il fuoco, inoltre, finirebbe. Intanto le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno nuovi piani di battaglia, sia per il Libano che per l'Iran. Lo ha dichiarato il generale Eyal Zamir.

08:21

Il Libano smentisce Trump: «Non siamo a conoscenza di alcun contatto ad alti livelli con Israele»
Il Libano non è a conoscenza di alcun contatto imminente con Israele: lo dichiara alla BBC un funzionario dell'ufficio presidenziale libanese, smentendo quanto affermato dal presidente degli Stati Uniti in un post.

07:18

Wall Street: Nasdaq e S&P500 record, scommessa su accordo USA-Iran
Wall Street ha chiuso ieri sera con un nuovo record per Nasdaq e S&P500, segno che i mercati scommettono su un accordo USA-Iran. Il Dow Jones ha lasciato lo 0,15% a 48.463,72 punti, mentre il Nasdaq è avanzato dell'1,59% a 24.016,02 punti e lo S&P 500 dello 0,80% a 7.022,95 punti. (ats ans)

06:48
AFP
06:47

Casa Bianca: possibile blocco dei porti iraniani “a tempo indeterminato”
Gli Stati Uniti potrebbero mantenere il blocco navale dei porti iraniani per un periodo indefinito. Lo ha dichiarato Stephen Miller, consigliere della Casa Bianca e stretto collaboratore del presidente Donald Trump, in un’intervista a Fox News. Secondo Miller, Washington è pronta a proseguire la pressione economica su Teheran senza limiti di tempo, qualora non si registrino progressi sul piano diplomatico. La scorsa settimana, i colloqui tra funzionari statunitensi e iraniani a Islamabad si sono interrotti senza alcun accordo. In seguito, Trump ha disposto un blocco navale dei porti iraniani, con l’obiettivo di mettere sotto forte pressione l’economia del Paese. Nel corso dell’intervista, Miller ha definito Trump “un uomo di pace”, ribadendo però la linea dura degli Stati Uniti: “L’America non si farà intimidire e non accetterà mai, in nessun caso, di essere minacciata da un Iran dotato di armi nucleari”. Il consigliere ha inoltre sottolineato che un’eventuale operazione militare potrebbe distruggere le infrastrutture energetiche iraniane “per generazioni”, ma ha precisato che questa non è la strada preferita dalla Casa Bianca. “Il presidente non vuole arrivare a questo punto: vuole che l’Iran scelga la via giusta e raggiunga un accordo”, ha spiegato. “L’embargo sta già soffocando economicamente il regime iraniano”, ha concluso Miller, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno la capacità di mantenerlo “a tempo indeterminato” se Teheran dovesse prendere la direzione sbagliata. (Al Jazeera / red)

06:44
Imago
06:42

Trump annuncia un vertice tra Israele e Libano
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che Israele e il Libano terranno oggi colloqui ai massimi livelli. I “leader” dei due Paesi vicini non si parlerebbero da molto tempo — “probabilmente da 34 anni” — ha scritto mercoledì sera (ora locale) sulla sua piattaforma Truth Social, aggiungendo: “Domani (giovedì) succederà. Bene!”. L’iniziativa si inserisce nel contesto del conflitto in corso tra Israele e la milizia libanese Hezbollah. Trump non ha precisato a chi si riferisse esattamente parlando dei “leader” dei due Paesi. L’attuale primo ministro libanese è Nawaf Salam, mentre quello israeliano è Benjamin Netanyahu. I presidenti sono rispettivamente Joseph Aoun e Isaac Herzog. L’obiettivo, ha scritto Trump, è cercare di “creare un po’ di spazio tra Israele e il Libano”. Già martedì sera, a Washington, rappresentanti dei due Paesi si erano incontrati per la prima volta da decenni in colloqui diretti a livello politico. Israele chiede il disarmo di Hezbollah Secondo quanto riferito dall’ufficio del premier, Israele sta conducendo negoziati con il Libano. Il primo ministro Netanyahu ha indicato due obiettivi principali: il disarmo della milizia Hezbollah, sostenuta dall’Iran, e il raggiungimento di una pace duratura “attraverso la forza”. Il governo libanese, che non è formalmente parte del conflitto tra Israele e Hezbollah, punta invece a ottenere un cessate il fuoco e il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Paese. Secondo i media, nella stessa serata il gabinetto di sicurezza israeliano avrebbe dovuto discutere un possibile cessate il fuoco. Tuttavia, la riunione si è conclusa senza decisioni, come riportato su X dal giornalista di Axios Barak Ravid. (sda dpa)

06:40

Borse in rialzo in Asia orientale per il terzo giorno consecutivo
Le borse dell’Asia orientale hanno registrato nuovi rialzi, sostenute dalle speranze di un’imminente intesa sul conflitto con l’Iran. L’indice principale sudcoreano Kospi è salito dell’1,7% circa nelle prime tre ore e mezza di contrattazioni. In Giappone, il Nikkei 225 ha segnato un aumento ancora più marcato, guadagnando circa il 2,4% poco prima di mezzogiorno (ora locale). In Cina, a sostenere l’ottimismo degli investitori hanno contribuito anche dati macroeconomici migliori del previsto: secondo stime preliminari, il prodotto interno lordo è cresciuto del 5,0% nel primo trimestre. L’indice CSI 300, che raggruppa le principali società quotate nella Cina continentale, è avanzato dello 0,9% circa due ore dopo l’apertura. A Hong Kong, l’Hang Seng Index ha guadagnato intorno all’1,3%. Sul fronte geopolitico, la Casa Bianca ha dichiarato in una nota recente di essere “fiduciosa sulle prospettive di un accordo” con l’Iran, in vista di una possibile ripresa dei negoziati tra Washington e Teheran. Mercoledì, il presidente statunitense Donald Trump aveva inoltre affermato in un’intervista a Fox News di ritenere che il conflitto con l’Iran sia “quasi concluso”. I prezzi del petrolio sono tornati a salire leggermente giovedì, sulla scia del blocco navale statunitense nello stretto di Hormuz. Il greggio Brent del Mare del Nord con consegna a giugno si attesta attualmente a 95,3 dollari al barile (159 litri): in aumento rispetto al giorno precedente, ma ancora ben al di sotto della soglia psicologica dei 100 dollari. (sda dpa)

06:39

Netanyahu: ampliata la zona di sicurezza in Libano
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato l’estensione della zona di sicurezza nel Libano meridionale nell’ambito delle operazioni contro la milizia libanese Hezbollah. Secondo una nota diffusa dal suo ufficio, Netanyahu ha incaricato le forze armate israeliane di ampliare ulteriormente l’area di sicurezza nel Paese confinante a nord. Parallelamente, sono in corso negoziati con il Libano. Secondo quanto riportato dai media, il gabinetto di sicurezza israeliano avrebbe dovuto discutere mercoledì sera un possibile cessate il fuoco. Tuttavia, la riunione si è conclusa senza una decisione, come riferito su X dal giornalista di Axios Barak Ravid. Proseguono i colloqui - Per la prima volta da decenni, martedì sera a Washington si sono svolti colloqui diretti a livello politico tra rappresentanti israeliani e libanesi. I negoziati con il Libano perseguono due obiettivi principali, ha dichiarato Netanyahu: il disarmo della milizia Hezbollah sostenuta dall’Iran e, in secondo luogo, il raggiungimento di una pace duratura — “una pace attraverso la forza”. Il governo libanese, che non è formalmente parte del conflitto tra Israele e Hezbollah, punta invece a ottenere un cessate il fuoco e il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Paese. Mercoledì, intanto, le forze israeliane e Hezbollah hanno continuato a scambiarsi colpi. Netanyahu ha inoltre annunciato che la zona di sicurezza nel Libano meridionale verrà estesa anche verso est, fino alle pendici del Monte Hermon, “per poter sostenere meglio i nostri fratelli drusi nella loro difficile situazione”. La minoranza religiosa drusa in Siria è considerata alleata di Israele. Il massiccio dell’Hermon si estende lungo il confine tra Siria e Libano e termina, a sud, sulle Alture del Golan annesse da Israele. (sda dpa)