Dopo l'attacco al Papa, Trump valuta nuovi blitz contro l'Iran

Il presidente Usa ha confermato che il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani entrerà in vigore oggi. La replica di Teheran: «Presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone»
Dopo il mancato raggiungimento di un accordo a Islamabad, la tensione è alle stelle tra Iran e Stati Uniti. Il capo della Marina iraniana, ha dichiarato che tutti i movimenti statunitensi vengono monitorati e che le minacce di Trump sono «ridicole». Nel frattempo volano le quotazioni del gas: i contratti future sul mese di maggio segnano un +10,45%.
Starmer, «Gb non sostiene blocco navale Usa»
"Il Regno Unito non sostiene il blocco navale dello Stretto di Hormuz annunciato dal presidente americano Donald Trump". Lo ha dichiarato alla Bbc il premier britannico Keir Starmer. "Siamo stati chiari sul fatto che non ci saremmo lasciati trascinare in questa guerra", ha ribadito il primo ministro laburista. Londra ha infatti partecipato solo ad "azioni difensive" dall'inizio del conflitto scatenato da Usa e Israele contro l'Iran, suscitando le dure critiche da parte del presidente Trump. Starmer ha sottolineato che l'obiettivo da perseguire è la riapertura dello Stretto in quanto "unico modo per far scendere i prezzi dell'energia nel più breve tempo possibile". Alla domanda se ritenga Trump personalmente responsabile dell'impatto sulle bollette energetiche britanniche, il premier non ha risposto direttamente, affermando che "la cosa più importante" da fare ora è quella di riunire i Paesi coinvolti nel conflitto per favorire una de-escalation e la riapertura dello Stretto. (ats ans)
Teheran, blocco Usa di Hormuz è pirateria
L'esercito iraniano definisce il blocco navale statunitense "illegale" e "pirateria" e avverte che nessun porto del Golfo sarà al sicuro se il proprio verrà minacciato. "L'Iran dichiara esplicitamente e inequivocabilmente che i porti del Golfo Persico e del Mar d'Oman sono per tutti o per nessuno, e se la sicurezza dei porti iraniani in queste aree verrà minacciata, nessun porto sarà al sicuro", ha affermato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale di Khatam al-Anbiya, secondo l'agenzia di stampa Irna. "Le restrizioni criminali imposte dagli Stati Uniti alla circolazione delle navi nelle acque internazionali sono illegali e costituiscono un atto di pirateria marittima", ha affermato aggiungendo: "Nessuna nave affiliata al nemico ha il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz, mentre ad altre navi è consentito il transito in base alle normative delle forze armate iraniane. L'Iran istituirà un meccanismo permanente per il controllo dello Stretto anche dopo la guerra". (ats ans)

Da Trump «parole denigratorie sul Santo Padre»
Il presidente della Conferenza episcopale statunitense si dice «affranto» per le frasi pronunciate dall'inquilino della Casa Bianca
Trump valuta la ripresa di attacchi limitati contro l'Iran
Donald Trump e i suoi consiglieri stanno valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran, in aggiunta al blocco statunitense dello Stretto di Hormuz, come mezzo per sbloccare la situazione di stallo nei colloqui di pace. Lo scrive il Wsj. È una delle opzioni che Trump sta valutando dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan, secondo quanto affermato da funzionari citati dal giornale. Trump potrebbe anche riprendere una vera e propria campagna di bombardamenti, sebbene i funzionari abbiano affermato che ciò è meno probabile data la prospettiva di un'ulteriore destabilizzazione della regione e l'avversione di Trump ai conflitti militari prolungati. (ats ans)
Media, «5 morti in sud Libano, Idf usa anche proiettili al fosforo»
Le forze israeliane hanno lanciato attacchi aerei, bombardamenti di artiglieria e proiettili al fosforo nel Libano meridionale. Lo scrive Al-Jazeera citando l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna), che ha riferito che cinque persone sono state uccise nelle città di Bazouriyeh, Nabatiyeh El Faouqa, Sir El Gharbiyeh e Choukine. Secondo la Nna, si sono verificati ulteriori attacchi anche contro la città di Bint Jbeil, già sotto attacco continuo, e contro le città di Majdal Zoun e Bayt al-Sayyad nel distretto di Tiro. L'agenzia ha inoltre segnalato intensi bombardamenti di artiglieria sulle città di Al-Haniyah, Al-Qalilah, Al-Mansouri e Beit Al-Sayyad, e contro Zibqin, nel distretto di Tiro, colpita da bombardamenti di artiglieria e bombe al fosforo. Aerei da guerra hanno anche attaccato la città di Siddiqin, nello stesso distretto. (ats ans)
La Borsa apre in ribasso
La borsa svizzera apre in ribasso la prima seduta della settimana: alle 09.02 l'indice dei valori guida SMI segna 13'086,33 punti, in flessione dello 0,74% rispetto a venerdì. Al centro dell'attenzione continua a rimanere la situazione in Medio Oriente, dopo che Iran e Stati Uniti hanno interrotto i negoziati, con Washington che ha annunciato un blocco navale dello stretto di Hormuz. Le variazioni dei titoli SMI vanno dal -1,44% di Sika al +0,30% di Swiss Re. (ats ans)
«Greggio da Arabia Saudita a Cina dimezzato a maggio»
Le vendite di petrolio greggio dell'Arabia Saudita alla Cina si dimezzeranno a maggio a causa delle interruzioni dei flussi e dell'aumento dei prezzi provocati dalla guerra in Medio Oriente. Lo riporta Iran International citando operatori del settore sentiti da Bloomberg. Il più grande esportatore di petrolio al mondo dovrebbe spedire circa 20 milioni di barili ai suoi clienti in Cina il mese prossimo, a fronte dei circa 40 milioni di barili previsti per il carico ad aprile. Gli operatori hanno affermato che i volumi inferiori riflettono le perturbazioni del mercato legate al conflitto regionale, che ha influenzato le rotte di approvvigionamento e fatto aumentare i prezzi del greggio. (ats ans)
Il gas decolla ad Amsterdam
Vero e proprio decollo in avvio di seduta per il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra Iran e Usa i contratti future sul mese di maggio segnano un rialzo del 10,45% a 48,2 euro al MWh. (ats ans)
Ghalibaf, «presto gli Usa rimpiangeranno i 4-5 dollari a gallone»
"Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto 'blocco', presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone". Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf reagendo all'ordine del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco con l'Iran a Islamabad. Il presidente del parlamento iraniano ha dunque avvertito che la mossa potrebbe avere ripercussioni negative sui consumatori americani, con un conseguente aumento dei prezzi del carburante. Nel suo messaggio, Ghalibaf ha pubblicato inoltre un grafico dei prezzi del carburante vicino alla Casa Bianca e ha postato una formula criptica, "ΔO_BSOH>0 ⇒ f(f(O))>f(O)", che potrebbe essere interpretata come un avvertimento tecnico sugli shock cumulativi sui mercati petroliferi. (ats ans)
Il petrolio rimbalza, fallimento delle negoziazioni tra Iran e Stati Uniti
Il corso del petrolio è ripartito al rialzo stamane, superando nuovamente la soglia dei 100 dollari al barile. Il fallimento dei negoziati di pace tra Washington e Teheran, così come le minacce americane di blocco dello stretto di Hormuz, fanno temere un proseguimento del conflitto in Medio Oriente. Verso le 06.20, il prezzo del barile di Brent è salito del 7,36% a 102,21 dollari, mentre quello del WTI è balzato dell’8,45% a 104,73 dollari. Le due varietà di oro nero erano scese sotto i 100 dollari dopo l'annuncio, mercoledì scorso, di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dopo il fallimento dei colloqui a Islamabad, gli Stati Uniti hanno annunciato che imporranno a partire da stamane un blocco ai porti iraniani. Nessuna delle due parti si è espressa sul futuro del cessate il fuoco che scade il 22 aprile. "I mercati avevano riposto grandi speranze nei negoziati di pace del fine settimana, sperando che le parti belligeranti si avvicinassero a un accordo duraturo. Tuttavia, queste speranze si sono volatilizzate dopo che le 21 ore di colloqui tra Stati Uniti e Iran si sono concluse senza che venisse raggiunto alcun accordo", ha riassunto Tony Sycamore, analista presso IG. Secondo l'esperto, "questo approccio metterà senza dubbio a dura prova le relazioni tra l'Iran e il suo principale cliente, la Cina. Avendo già perso le consegne venezuelane all'inizio di quest'anno, Pechino rischia ora di perdere circa 2 milioni di barili supplementari al giorno". Per aggirare lo stretto di Hormuz, "l'Arabia Saudita ha dichiarato di aver ripristinato la piena capacità di pompaggio del suo oleodotto est-ovest verso il Mar Rosso, così come la produzione del giacimento di Manifa", hanno invece affermato gli analisti della piattaforma Trading Economics. (ats ans)
Report Ong: «L'Iran ha giustiziato almeno 1.639 persone nel 2025»
Nel 2025 l'Iran ha giustiziato almeno 1.639 persone, un record dal 1989. Lo rivela il rapporto annuale congiunto dell'organizzazione norvegese 'Iran human rights' (Ihr) e dell'organizzazione parigina 'Ensemble contre la peine de mort' (Ecpm) Parigi, secondo cui "il ricorso alla pena capitale potrebbe aumentare a seguito della guerra con Israele e gli Stati Uniti". In dettaglio il numero delle esecuzioni è aumentato del 68% rispetto al 2024 (975 persone uccise) e include 48 donne impiccate. Secondo le due Ong "se la Repubblica islamica sopravviverà alla crisi attuale, esiste un serio rischio che le esecuzioni vengano utilizzate in modo ancora più massiccio come strumento di oppressione e repressione". (ansa)
Stretto di Hormuz: «Traffico marittimo si è nuovamente bloccato»
"Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è nuovamente bloccato dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l'avvio di un blocco navale a seguito del fallimento dei negoziati con i funzionari iraniani". Lo scrive il Lloyd's List, quotidiano specializzato nelle notizie relative alla navigazione. "Prima dell'annuncio del blocco - si legge in un articolo - il traffico marittimo attraverso lo stretto era continuato, seppur a livelli ridotti, anche domenica. Sabato si era registrato un leggero aumento del transito di petroliere, in quanto le compagnie di navigazione si preparavano a mettere a rischio il provvisorio accordo di cessate il fuoco per far uscire alcune navi dal Golfo Persico. In seguito all'annuncio del blocco navale da parte di Trump, tuttavia, tutto il traffico sembra essersi fermato e almeno due navi che sembravano dirette a uscire dallo stretto hanno fatto inversione di rotta". (ats ans)
Borsa: Hong Kong in calo a metà mattina; Cina contrastata
Seduta negativa per la Borsa di Hong Kong nel corso della mattinata. L'indice di riferimento Hang Seng Index perde l'1,18% a 25.588,59 punti, con vendite diffuse sul listino. Andamento misto, invece, per le principali piazze cinesi. L'indice della Borsa di Shanghai cede lo 0,09% a 3.982,47 punti, mentre quello della piazza di Shenzhen guadagna lo 0,43% a 14.371,45 punti. Gli scambi si muovono senza una direzione univoca. (ats ans)
Trump: «Non mi importa se l'Iran torna al tavolo dei negoziati»
«Non mi importa se l'Iran torna al tavolo dei negoziati». Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington da Mar-a- Lago dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan. Ha parlato poi del cessate il fuoco in Iran: "sta reggendo bene", ha dichiarato. Il presidente ha confermato quanto annunciato dal Comando centrale americano che il blocco navale nei porti iranian entrerà in vigore lunedì alle 10:00, le 16 in Svizzera, e che "ci sono molte navi dirette verso il nostro Paese per fare rifornimento di petrolio".
Trump attacca Papa Leone: «È un debole»
Donald Trump spara a zero su Papa Leone, il primo pontefice americano nella storia della chiesa cattolica. Un attacco senza precedenti, che segna una rottura inimmaginabile tra la Casa Bianca e il Vaticano. In un lungo e durissimo post su Truth, mentre era ancora sull'Air Force One di ritorno dalla Florida, il presidente americano ha definito Leone un "debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera". "Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose", ha incalzato il tycoon, riferendosi alle recenti dichiarazioni del pontefice che ha condannato la guerra durante una speciale veglia di preghiera nella basilica vaticana di San Pietro nelle stesse ore in cui Stati Uniti e Iran stavano tenendo colloqui di pace, poi falliti, in Pakistan. "Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto", ha insistito Trump, accusando Papa Leone di "ritenere accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare". "Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l'America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti", ha attaccato ancora il tycoon. "E non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia". Il presidente americano ha perfino rivendicato il merito dell'elezione di Louis Prevost a pontefice: "Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano". Purtroppo", ha proseguito Trump, "l'atteggiamento di Leone, troppo debole sul fronte della criminalità e su quello delle armi nucleari, non mi va affatto a genio. Né mi piace il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un fallito della sinistra, uno di coloro che avrebbero voluto vedere arrestati fedeli e membri del clero". "Leone", ha insistito il presidente americano "dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull'essere un Grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la chiesa cattolica!", ha concluso Trump. (Ansa / Benedetta Guerrera)
AFP



