Scatta l'ora dei colloqui. Teheran: «Non ci fidiamo»

Sono in programma oggi a Islamabad i colloqui tra Iran e USA, volti a trovare una soluzione diplomatica al conflitto in Medio Oriente.
L'atteso giorno dei negoziati tra USA e Iran è arrivato. Un appuntamento che giunge a tre giorni dall'entrata in vigore della fragile tregua: il traffico navale lungo lo Stretto di Hormuz resta pressoché impedito, mentre continuano i raid israeliani in Libano.
È in questo clima che JD Vance è partito ieri per il Pakistan, dicendo di aspettarsi un esito «positivo» dal dialogo con Teheran, previsto a partire da oggi in una Islamabad blindata. A questo riguardo Trump ha avvisato l'Iran che ci saranno nuovi attacchi più intensi se non si troverà un accordo.
Attacchi di Hezbollah contro comunità israeliane al confine
Le sirene hanno avvertito di un sospetto attacco con droni di Hezbollah contro le comunità israeliane vicine al confine con il Libano. Lo scrive il Times of Israel, aggiungendo che gli allarmi sono stati uditi nella città settentrionale di Kiryat Shmona e nelle comunità circostanti.
Secondo l'agenzia libanese NNA, Hezbollah ha annunciato, in una serie di comunicati, che la "Resistenza Islamica" ha preso di mira infrastrutture dell'esercito israeliano nell'insediamento di Admet, attaccando con droni, e infrastrutture dell'esercito israeliano negli insediamenti di Sha'ar Yeshuv, Hagoshrim, Neot Mordechai, Dafna, Kiryat Shmona, Metula, Misgav Am e Safed, con lanci di razzi. Un gruppo di soldati israeliani all'interno di un'abitazione nella città di Shomera, è stato colpiti da un drone.
In Libano tre persone sono morte in un raid aereo israeliano che ha distrutto un edificio residenziale nella città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Paese, riferisce NNA citata da Al Jazeera. (fonte ats ans)
Tensioni alla vigilia dei colloqui
Alla viglia dei colloqui Trump intanto ha nuovamente attaccato Teheran sullo stallo a Hormuz, accusando il regime di non rispettare gli accordi e ha minacciato nuovi raid se non si arriverà a un'intesa.
"Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima", ha avvertito. "Non permetteremo che ci sia un pedaggio su Hormuz". "Non ci prendano in giro", ha incalzato il vicepresidente Vance, a capo della delegazione americana.
Ma anche Teheran fissa i suoi paletti chiedendo il cessate il fuoco in Libano, dove continuano a cadere le bombe israeliane, e il rilascio degli asset iraniani bloccati "prima che inizino i negoziati". (fonte ats ans)
Il ruolo chiave di Vance
Una fonte pakistana di alto livello ha elogiato il ruolo di J.D. Vance nel promuovere una soluzione diplomatica al conflitto tra Stati Uniti e Iran, affermando che il vicepresidente americano è stato fondamentale per l'avvio dei colloqui a Islamabad, scrive la CNN.
La fonte, a conoscenza del processo negoziale, ha riferito che, secondo le stime, saranno necessari alcuni giorni di negoziati per raggiungere un accordo e che i funzionari pakistani sperano di convincere Vance a prolungare la sua permanenza nel Paese per contribuire a tale obiettivo.
Separatamente, un'altra fonte del Golfo ha dichiarato che gli iraniani nutrono scarsa fiducia nell'inviato speciale del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff, che ha guidato i precedenti cicli negoziali con l'Iran, interrotti bruscamente dagli attacchi statunitensi contro il Paese.
Anche per Axios, il motivo per cui Vance guida la delegazione statunitense "è il cattivo umore tra gli inviati di Trump e gli iraniani dopo che due precedenti serie di colloqui si sono concluse con la guerra". Secondo fonti, per i mediatori iraniani Witkoff e Jared Kushner li avrebbero ingannati e che, data l'importanza di Vance e il suo scetticismo riguardo all'entrata in guerra, il coinvolgimento del vicepresidente potrebbe favorire dei progressi.
La mediazione che inizierà oggi, per Axios, è "la più grande sfida della carriera" del vicepresidente USA: "negoziare un accordo con l'Iran per risolvere la controversia nucleare e porre fine alla guerra". (fonte ats ans)
Oggi colloqui tra USA e Iran a Islamabad
Sono in programma oggi a Islamabad i colloqui tra Iran e USA, volti a trovare una soluzione diplomatica al conflitto in Medio Oriente. Le delegazioni dei due Paesi incontreranno separatamente il premier pakistano Shehbaz Sharif prima dell'avvio formale dei negoziati.
I colloqui sono stati posticipati di alcune ore rispetto all'orario inizialmente previsto, riferisce l'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio.
Le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti.
La delegazione di Teheran a Islamabad è composta da 71 persone, precisa Tasnim, citata da Al Jazeera sul proprio sito web. La squadra negoziale è guidata dal presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf. Secondo l'agenzia di stampa iraniana, tra i negoziatori figurano, tra gli altri, anche il ministro degli esteri Abbas Araghchi, il governatore della banca centrale Abdolnaser Hemmati e il segretario del Consiglio Supremo di difesa nazionale Ali Akbar Ahmadian.
A rappresentare gli Stati Uniti invece ci sarà il vice presidente JD Vance, insieme a Steve Witkoff e a Jared Kushner.
"Abbiamo buone intenzioni, ma non ci fidiamo", ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo arrivo a Islamabad, stando a quanto riportato dalla TV di Stato iraniana. "La nostra esperienza nei negoziati con gli americani si è sempre conclusa con fallimenti e promesse non mantenute", ha dichiarato Ghalibaf. (fonte ats ans)
AFP



