«Il passo avanti di Teheran non basta»

Donald Trump ha commentato così la controproposta di cessate il fuoco con Teheran avanzata dai Paesi mediatori dopo che lo Stato Islamico ha respinto il piano Usa.
Prosegue lo scambio di minacce tra il presidente degli Stati Uniti e la Repubblica islamica dell’Iran. Domenica Donald Trump ha alzato ulteriormente i toni, affermando che «martedì sarà il giorno dei ponti e delle infrastrutture energetiche in Iran. Non si è mai visto nulla di simile. Aprite lo Stretto o vivrete all’inferno». Immediata la replica da Teheran: «Così trascini gli Stati Uniti all’inferno». Con un post dai toni ambigui pubblicato su Truth, Trump ha inoltre esteso l’ultimatum, fissandone la scadenza a martedì alle 20, orario della costa orientale degli Stati Uniti (le 2 di notte in Svizzera).
I Pasdaran giurano vendetta per la morte del capo dell'intelligence
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), l'esercito ideologico della Repubblica Islamica, ha giurato oggi di vendicare la morte del suo capo dell'intelligence, Majid Khademi, ucciso poche ore prima in un attacco aereo statunitense-israeliano.
"Il nemico malvagio e disperato sappia che una rappresaglia severa" da parte dell'Organizzazione di Intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche "attende gli organizzatori e gli autori di questo crimine", ha dichiarato l'organizzazione sul sito web dell'Irgc. (fonte ats ans)
ImagoTrump e l'accordo con Iran: «Il passo avanti di Teheran non basta»
L'Iran "ha fatto una proposta significativa, è un passo rilevante ma non è abbastanza buono. Stanno trattando, vediamo cosa succede". Parola di Donald Trump che commenta così, durante l'evento tradizionale di Pasqua alla Casa Bianca - il White House Easter Egg Roll -, la controproposta di cessate il fuoco con Teheran avanzata dai Paesi mediatori dopo che lo Stato Islamico ha respinto il piano Usa.
Sui negoziati, quindi, le posizioni di Washington e Teheran rimangono distanti. "L'Iran potrebbe porre fine rapidamente alla guerra, c'è stato un cambio di regime e ora le persone che negoziano per l'Iran sono molto più ragionevoli. Potete definirlo come volete, io dico che c'è stato un cambio di regime. La guerra è legata ad una questione: l'Iran non può avere armi nucleari", dice.
"Abbiamo a disposizione diverse opzioni. Potremmo andarcene ora e impiegherebbero 15 anni per ricostruire il paese". Trump ha minacciato un attacco totale alle infrastrutture se non si raggiungerà un accordo entro la giornata di martedì. "L'ultimatum è definitivo. Niente ponti, niente centrali elettriche. Non vado oltre...", dice rispondendo ad una domanda sugli obiettivi dell'eventuale azione che scatterebbe.
"Se dipendesse da me, prenderei il petrolio: non possono farci niente. Purtroppo, il popolo americano vorrebbe vederci tornare a casa. Se dipendesse da me, prenderei il petrolio e mi prenderei cura del popolo iraniano. Ma voglio rendere felice il popolo del mio Paese, non credo capirebbe" se l'operazione continuasse. "Siamo in azione da 34 giorni e abbiamo demolito una nazione molto potente", dice fornendo la propria visione del conflitto. Se l'Iran è stato demolito, perché la guerra non è ancora finita? "È un paese grande, hanno ancora alcuni missili e hanno azzeccato un colpo fortunato".
"Il popolo iraniano vuole sentire le bombe perché vuole essere libero. La gente non scende in strada a protestare perché" il regime "aprirebbe subito il fuoco contro le persone. Noi abbiamo mandato armi, ma determinati gruppi di persone che avrebbero dovuto consegnarle se le sono tenute. Avrebbero dovuto distribuirle alla popolazione e invece se le sono tenute, sono molto arrabbiato con queste persone", dice Trump che in precedenti dichiarazioni ha fatto riferimento ad armi affidate ai curdi come mediatori.
"Abbiamo effettuato migliaia di voli, hanno abbattuto un aereo con un colpo di fortuna, tutto qui", dice riferendosi all'operazione di salvataggio del secondo componente dell'equipaggio di un F-15 abbattuto venerdì. (fonte ats ans)
Netanyahu: «Distrutto il più grande impianto petrolchimico in Iran»
''Oggi abbiamo distrutto il più grande impianto petrolchimico in Iran. Ciò significa che stiamo smantellando sistematicamente la macchina finanziaria delle Guardie Rivoluzionarie. Stiamo distruggendo fabbriche, eliminando agenti e continuiamo a eliminare alti funzionari''. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una dichiarazione video registrata.
''L'Iran non è più lo stesso Iran e Israele non è più lo stesso Israele. Israele è più forte che mai e il regime terroristico in Iran è più debole che mai. Qual è il segreto? Fede e potere. Di entrambi ne abbiamo in abbondanza'', ha aggiunto Netanyahu.
Il premier ha aggiunto di aver parlato ieri con il presidente Usa Donald Trump per esprimere apprezzamento per l'operazione di salvataggio del membro dell'equipaggio americano. ''Trump, da parte sua, mi ha ringraziato per l'assistenza fornita da Israele in questa missione e in generale, ha parlato di noi con superlativi: Trump considera Israele un alleato saldo, determinato e risoluto, che combatte fianco a fianco con gli Stati Uniti e insieme continuiamo a piegare il regime terroristico iraniano'', ha detto Netanyahu. (fonte ats ans)
Il prezzo del petrolio torna a salire (+0,22%) dopo mancata tregua
Torna a salire il prezzo del petrolio dopo la presentazione, da parte dell'Iran, di una sua controproposta che respinge la tregua avanzata dagli Usa. Il Wti del Texas, che in mattinata sulle attese di un cessate il fuoco aveva ceduto fino al 2%, dopo aver oscillato sui 111 dollari ora è tornato stabilmente in territorio positivo. Le quotazioni mostrano una crescita dello 0,3% a a 111,8 dollari al barile mentre il Brent si riavvicina a quota 110 (109,1 dollari +0,14%). (fonte ats ans)
L'Iran respinge la tregua e fa una controproposta in 10 punti
L'Iran ha comunicato al Pakistan la sua risposta "in 10 punti" alla proposta statunitense di porre fine alla guerra. Lo riferisce l'agenzia Irna citata dai media israeliani, sottolineando che la posizione iraniana si basa sull'esperienza passata e "respinge il cessate il fuoco, sottolineando la necessità di una fine definitiva del conflitto".
La risposta include una serie di richieste iraniane tra cui: la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, i risarcimenti e la revoca delle sanzioni.
Secondo una fonte americana ad Axios, la risposta dell'Iran è "massimalista" e "non è chiaro se consentirà progressi verso una soluzione diplomatica".
Per Donald Trump la proposta dell'Iran è un "grande passo", ma "non è sufficiente". Trump ha pure ribadito che l'Iran non può avere l'arma nucleare. "Vedremo cosa succede. La guerra potrebbe finire rapidamente se fanno alcune cose", ha osservato. (fonte ats ans)
ImagoLa scure della guerra sulle Borse, pesa più della crisi del 2022
La guerra in Medio Oriente si è abbattuta come una scure sulle Borse internazionali. In Europa, dall'inizio del conflitto lo stoxx 600, l'indice che raccoglie le principali società quotate, ha registrato un calo del 6%, mandando in fumo oltre 1100 miliardi di capitalizzazione.
In particolare, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, la guerra e la chiusura dello stretto di Homuz, il principale snodo per il transito delle materie prime, avranno un impatto sull'utile per azione, l'indicatore finanziario che misura la redditività di un'azienda, dello Stoxx 600 più pesantemente dello shock inflazionistico del 2022. Gli analisti stimano una crescita dell'utile per azione di circa il 5% nel 2026, ben al di sotto del 25,5% registrato quattro anni fa. Tuttavia, è ancora troppo presto per parlare di "recessione degli utili, dato che il petrolio dovrebbe rimanere sopra i 100 dollari per diversi mesi per provocare una contrazione economica", evidenziano gli operatori di mercato. Una crescita globale nominale più lenta, una domanda ridotta, un mercato del lavoro più debole e un sostegno fiscale più esiguo lasciano alle aziende un minore potere di determinazione dei prezzi e poco spazio per difendere i risultati, soprattutto con i margini operativi dei settori non finanziario ed energetico vicini al record del 12,5%.
Durante la crisi post-covid, con il balzo dei prezzi dell'energia e la fiammata dell'inflazione, gli utili delle aziende europee hanno dato prova di resilienza, grazie anche alla domanda dei consumatori, sostenuta dai programmi fiscali American Rescue Plan e NextGenerationEu. Il contesto attuale, invece, appare meno favorevole. Ripetere quella performance nel 2026 sarà "più difficile per diversi fattori". In particolare lo scenario europeo attuale vede la concorrenza automobilistica cinese più intensa, la domanda di beni di lusso in Medio Oriente e in Asia più debole, e i settori finanziario e industriale che partono da una base di utili elevata.
Ma non è tutto. Sul fronte della remunerazione degli azionisti delle quotate, per il 2026 si prevede una diminuzione del 16% per quanto riguarda il riacquisto di azioni, in modo particolare per quanto riguarda i settori dell'energia, della sanità e quello finanziario. Il recente picco del prezzo del petrolio potrebbe modificare le strategie delle società dell'energia. Per il settore finanziario, si prevede che le banche ridurranno l'attività dopo il picco di 54 miliardi di euro registrato lo scorso anno, per preservare il capitale e far fronte a potenziali accantonamenti più elevati per perdite su crediti. Nel complesso, la riduzione del riacquisto di azioni sembra destinata a tagliare il rendimento di cassa aggregato delle società europee di 20 punti base, portandolo a circa il 4,6 per cento. (di Massimo Lapenda, Ansa)
Alle 19 parla Trump
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump terrà una conferenza stampa alle 19 ora svizzera in merito alla proposta di cessate il fuoco presentata dal Pakistan nelle scorse ore. Lo afferma l'agenzia stampa Reuters, citando un funzionario della Casa Bianca.
Quattro droni intercettati sul Kurdistan iracheno
I sistemi di difesa aereo iracheni hanno intercettato e distrutto quattro droni sulla città di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo riferisce Al-Jazeera.
Sette morti nel sud del Libano
Un raid aereo israeliano su un veicolo a Kfar Roummane, nel distretto di Nabatieh nel sud del Libano, ha ucciso quattro persone, secondo l’Agenzia Nazionale di Stampa (NNA). A Siddiqine, un altro attacco ha causato un morto e un ferito mentre i soccorritori recuperavano vittime del giorno precedente. A Haris, nel distretto di Bint Jbeil, un attacco con drone ha provocato altre due vittime.
Il petrolio iracheno può passare per Hormuz
La compagnia statale irachena per il commercio del petrolio ha comunicato agli acquirenti che possono caricare il greggio e trasportarlo grazie all'esenzione di Teheran dagli attacchi diffusa nei giorni scorsi. Come riporta Bloomberg, la compagnia Somo ha scritto loro che i terminal di carico «sono pienamente operativi» invitando a programmare le operazioni di carico e partenza delle imbarcazioni e i quantitativi richiesti.
Subito dopo l'annuncio dell'Iran una petroliera, la Ocean Thunder, carica di greggio iracheno, ha attraversato Hormuz. Secondo alcuni acquirenti asiatici contattati da Bloomberg non sono tuttavia chiare le condizioni di sicurezza e se le autorità irachene forniranno le proprie navi. Baghdad, con la chiusura dello Stretto, ha visto crollare del 97% il proprio export a marzo visto che la sola via alternativa è un oleodotto di ridotta capacità tramite la Turchia. (ats ans)
Raid israeliano sul petrolchimico di South Pars
Il complesso petrolchimico iraniano di South Pars a Asaluyeh è stato colpito da attacchi condotti da Usa e Israele: lo ha riferito l'agenzia Fars, che parla di «varie esplosioni» segnalate nell'area. Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, ha confermato l'attacco sull'impianto, che ha descritto come «la più grande» infrastruttura petrolchimica iraniana. (ats ans)
Due feriti in Giordania
Due persone sono rimaste ferite in seguito a attacchi iraniani in Giordania. L'agenzia di stampa statale Petra riferisce che l’aeronautica militare reale giordana ha abbattuto due droni nelle ultime 24 ore, mentre un altro drone e un missile sono riusciti a eludere le difese aeree.
Teheran ha redatto la sua proposta
Il portavoce del ministero degli esteri iraniano ha dichiarato che è stata redatta una risposta ai mediatori impegnati a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e l'Iran. Lo riferisce la BBC. Esmail Baghaei, citato dall'agenzia di stampa statale IRNA, ha ribadito che il piano in 15 punti condiviso dagli Stati Uniti tramite intermediari «non è in alcun modo accettabile per noi». I negoziati per porre fine al conflitto sono «incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra». L'Iran ha stilato una serie di richieste «basate sui nostri interessi e sulle nostre considerazioni». (ats ans)
Further update: Following last night’s incident in Haifa:
— Magen David Adom (@Mdais) April 6, 2026
As of 12:40, a woman approximately 35 years old was rescued without signs of life. MDA paramedics pronounced her dead.
In summary, all four missing persons have been rescued, and pronounced dead.
AFPLa mancata intercettazione e i quattro morti
L'aeronautica israeliana sta indagando sul mancato abbattimento del missile che ha colpito l'edificio residenziale di Haifa e che è costato la vita di quattro persone. Secondo quanto riferito dai militari sono stati effettuati tentativi di intercettazione, ma le difese aeree non sono riuscite a fermare il razzo. (ats ans)
L'attesa del cessate il fuoco fa calare il prezzo del petrolio
Prezzo del petrolio in deciso calo sui mercati sulle attese di un cessate il fuoco fra Iran e USA a poche ore della scadenza dell'ultimatum del presidente americano Donald Trump. Il greggio WTI del Texas cede l'1,98% a 109,2 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord perde 1,8% a 106,9 dollari. (ats ans)
Iran, «42 agenti di USA e Israele arrestati»
La polizia iraniana ha annunciato l'arresto di 42 persone, ritenuti «agenti» legati a Israele e gli Stati Uniti, per avere filmato edifici militari e degli apparati di sicurezza. Secondo un comunicato della polizia pubblicato dall'agenzia iraniana ISNA, erano «legati a Israele e agli Stati Uniti» e hanno fotografato e filmato «centri militari e di sicurezza sensibili, inviando poi il materiale a reti ostili». (ats ans)
Messo a morte un altro degli arrestati durante le proteste
La magistratura iraniana ha annunciato che un uomo arrestato durante le proteste di gennaio è stato impiccato stamani. Ali Fahim e altri sei manifestanti sono stati accusati di aver attaccato una base dei Basij a est di Teheran l'8 gennaio e di avervi dato fuoco, si legge nel comunicato, citato dall'IRNA. La nota aggiunge: «Sono stati accusati di Moharabeh (guerra contro Dio) e condannati a morte. Fahim è stato inoltre condannato alla confisca dei suoi beni». Altri tre condannati nello stesso caso sono stati impiccati nei giorni scorsi. (ats ans)

Borse, peggio questa guerra della crisi del 2022
Nella sola Europa sono già andati in fumo oltre 1'100 miliardi di euro di capitalizzazione
Almeno 34 morti dopo gli ultimi raid USA-Israele
Sale a 34 morti il bilancio delle vittime degli ultimi attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran: lo scrive al-Jazeera, precisando che i raid notturni e del mattino hanno causato almeno 23 morti, tra cui sei bambini, nella provincia di Teheran, cinque in una zona residenziale della città di Qom, a sud di Teheran, e sei morti nella città meridionale di Bandar-e Lengeh. (ats ans)
Il monito di Katz
«Continueremo a dar loro la caccia uno per uno», ha commentato Israel Katz, ministro della difesa israeliano, a margine di un vertice con il capo di Stato maggiore Eyal Zamir. «I Guardiani della rivoluzione stanno sparando sui civili e noi stiamo eliminando i capi dei terroristi», ha aggiunto Katz citato dai media locali. (ats ans)
AFPNiente riapertura dello Stretto per un cessate il fuoco temporaneo
L’Iran non prenderà in considerazione la riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio di un «cessate il fuoco temporaneo». Lo ha dichiarato all'agenzia stampa Reuters un alto funzionario iraniano, aggiungendo che l’Iran ritiene che Washington non sia pronta per un cessate il fuoco permanente. La proposta pakistana per il cessate il fuoco immediato è stata ricevuta e la sta esaminando, sottolineando però che Teheran non accetta pressioni per rispettare scadenze o prendere decisioni.
Attacchi sul Libano, almeno nove morti
Almeno nove persone sono morte in attacchi sul Libano delle ultime ore attribuiti alle forze armate israeliane: lo riferiscono media della regione. Secondo l'agenzia libanese NNA tre persone sono state uccise in un raid a Burj Rahal, nel sud, mentre altre due vittime, secondo un bilancio preliminare, sono state registrate a Mashghara, circa 85 chilometri più a nordest. In entrambi i casi si contano anche diversi feriti.
Al-Jazeera, invece, riferisce di un attacco mirato su un'auto a Kfar Rumman, nel distretto di Nabatieh, sempre nel sud, in cui sono state uccise quattro persone. Dal canto suo il ministero della salute libanese aveva riferito ieri sera che «un attacco aereo nemico israeliano sulle colline di Ain Saadeh - a est di Beirut, ndr - ha ucciso tre civili, tra cui due donne, e ne ha feriti altri tre». (ats ans afp)
Capo dell'intelligence dei Pasdaran ucciso in un raid
Il capo dell'intelligence dei Pasdaran, Seyed Majid Khademi, è stato ucciso in un raid attribuito a USA Israele: è quanto reso noto dallo stesso corpo delle Guardie della rivoluzione in un comunicato citato dai media iraniani. (ats ans)
Sei feriti in Kuwait
Il portavoce del ministero della Salute del Kuwait, citato dall'agenzia stampa Kuna, ha dichiarato che sei persone sono rimaste ferite a causa della caduta di proiettili e schegge su una delle aree residenziali nel nord del Paese. Lle squadre di emergenza medica e i servizi di ambulanza hanno attivato immediatamente le procedure di intervento dopo l'attacco iraniano.
C'è il piano pakistano per porre fine alla guerra
Iran e Stati Uniti hanno ricevuto nella notte il piano elaborato dal Pakistan per porre fine alle ostilità. Una fonte a conoscenza della proposta ha riferito all'agenzia stampa Reuters che il piano potrebbe entrare in vigore già oggi e portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Sono due le fasi previste: prima un cessate il fuoco immediato, quindi un accordo complessivo. L’intesa iniziale sarebbe formalizzata come memorandum d’intesa concluso elettronicamente tramite il Pakistan, unico canale di comunicazione nei colloqui.
Minacciato crimini di guerra
Il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha accusato Donald Trump di aver minacciato crimini di guerra per aver ipotizzato attacchi a centrali elettriche e ponti in Iran, infrastrutture civili tutelate dal diritto internazionale. Citando lo Statuto di Roma, ha avvertito su X che Teheran risponderà in modo «decisivo, immediato e tale da far pentire» a qualsiasi aggressione o minaccia imminente.
Attacchi contro i paramilitari in Iraq
La forza paramilitare irachena (PMF) riferisce di attacchi simultanei di Stati Uniti e Israele contro i quartier generali dell’intelligence della 25ª Brigata a Ninive e della 52ª Brigata a Salah al-Din. Lo riporta Al-Jazeera, nessun commento immediato su eventuali vittime. Le PMF, parte dello Stato iracheno e comprendenti gruppi vicini all’Iran, sono coinvolte nel contesto di un’escalation che vede scambi quotidiani di attacchi tra forze statunitensi e gruppi allineati a Teheran.
This is psychotic. The President of the United States needs to get help. Totally unhinged and extremely dangerous. pic.twitter.com/veOWOML7nU
— Rep. Jim McGovern (@RepMcGovern) April 5, 2026
AFPParlamentari dem: «Da Trump minacce squilibrate»
Un numero crescente di parlamentari democratici statunitensi condanna la minaccia «squilibrata» di Trump di commettere «crimini di guerra». A raccogliere le dichiarazioni da X è Al-Jazeera. Jim McGovern, il più alto esponente democratico della Commissione per il Regolamento della Camera, ha scritto: «Quando gli Stati Uniti violano il diritto internazionale umanitario, incoraggiamo gli altri a fare lo stesso. Questo ci rende tutti meno sicuri». Ha sottolineato che esperti internazionali di diritto dei diritti umani «stanno lanciando l'allarme» sulla condotta degli Stati Uniti nella guerra, «incluse gravi violazioni» delle Convenzioni di Ginevra e del diritto internazionale, nonché possibili «crimini di guerra». In un altro post, McGovern ha anche descritto le recenti minacce di Trump come «totalmente squilibrate ed estremamente pericolose». «È psicotico. Il Presidente degli Stati Uniti ha bisogno di aiuto».
Il senatore Edward Markey del Massachusetts ha dichiarato: «Un tweet sconclusionato e volgare che minaccia crimini di guerra non riaprirà lo Stretto di Hormuz». Ha sollecitato negoziati con l'Iran «affinché gli americani non continuino a pagare di più alla pompa di benzina e i nostri militari non paghino con la vita».
Il senatore Chris Murphy del Connecticut ha descritto le azioni pianificate da Trump come un «chiaro crimine di guerra» e ha esortato i leader repubblicani a fermare il presidente. «Trump sta chiamando i giornalisti per dire loro che commetterà crimini di guerra di massa la prossima settimana. I leader del Gop devono fermarlo. Non importa che far saltare in aria ponti e centrali elettriche e uccidere iraniani innocenti non riaprirà lo Stretto. È anche questo un chiaro crimine di guerra», ha affermato.
La senatrice Elissa Slotkin del Michigan ha dichiarato: «È irresponsabile e sbagliato uccidere indiscriminatamente civili in Iran e distruggere infrastrutture civili come ponti e centrali elettriche, soprattutto quando il Presidente ha detto che questa guerra era per aiutare il popolo iraniano». Ha aggiunto che sono i militari statunitensi a essere messi in pericolo legale e mortale e ha affermato che le azioni di Trump stanno rendendo gli americani meno sicuri all'estero e «costando vite umane e risorse economiche americane».
Il senatore Brian Schatz delle Hawaii ha esortato la popolazione a opporsi ai piani di Trump. «Bombardare infrastrutture civili è un crimine di guerra, ed è adesso il momento di denunciare», ha scritto. (ats ans)
Haifa, due morti e due dispersi
Dopo ore di ricerche questa mattina sono stati ritrovati due corpi senza vita sotto le macerie di un edificio colpito ieri da un missile iraniano ad Haifa. Altre due persone risultano ancora disperse. Le ricerche dei dispersi - una coppia di anziani, il loro figlio e un'assistente domiciliare - sono proseguite per tutta la notte. Lo scrive la testata israliana N12. Il comandante del Comando del Fronte Interno, il generale di divisione Shai Klapper, ha dichiarato sul luogo dell'incidente durante la notte: «Si tratta di una situazione complessa che richiede operazioni di soccorso avanzate. Intendiamo agire con decisione, professionalità e accuratezza fino al ritrovamento dei dispersi. Stiamo impiegando le migliori risorse, menti e sforzi che le Forze di Difesa Israeliane, il Comando del Fronte Interno e le altre organizzazioni di soccorso». (ats ans)
DPAAttacchi israeliani contro «obiettivi del regime» a Teheran
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver completato una serie di attacchi contro «obiettivi del regime» a Teheran. «Poco fa le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno completato una serie di attacchi contro obiettivi del regime terroristico iraniano a Teheran«, ha scritto l'esercito israeliano su Telegram. La notizia giunge dopo che i media iraniani hanno riportato attacchi contro aree residenziali a Teheran nelle prime ore del mattino. (ats ans afp)
13 i morti nell'attacco vicino a Teheran
L'agenzia di stampa iraniana FARS, ripresa dai media internazionali, riferisce che le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone, tra cui i sei bambini già indicati in precedenza. La contea è un'area densamente popolata nella provincia di Teheran.
Il governatore del Baharestan ha dichiarato alla FARS che le operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca per soccorrere eventuali persone intrappolate sotto le macerie sono ancora in corso. «Se gli attacchi contro obiettivi civili si ripeteranno, le prossime fasi delle nostre operazioni offensive e di rappresaglia saranno molto più devastanti e diffuse», ha dichiarato un portavoce del Comando militare centrale iraniano una dichiarazione pubblicata dall'emittente statale IRIB su Telegram. (ats ans)
Sei bambini sotto i 10 anni uccisi nella provincia di Teheran
«Ieri sera, 6 bambini sono stati martirizzati nella provincia di Teheran». Lo scrive l'agenzia iraniana Fars, vicina ai pasdaran. «A seguito degli attacchi americano-sionisti di ieri sera nella provincia di Teheran, purtroppo un gruppo di civili, tra cui 4 bambine e 2 bambini di età inferiore ai 10 anni, sono stati martirizzati» afferma l'agenzia. (ats ans)
Le varie proposte sul tavolo
Un funzionario statunitense ha dichiarato che l'amministrazione Trump ha presentato all'Iran diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari iraniani non le hanno accettate. Le fonti hanno aggiunto che i mediatori ritengono che la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e una soluzione per l'uranio altamente arricchito iraniano - sia attraverso la sua rimozione dal paese che tramite diluizione - possano essere il risultato di un accordo finale.
I mediatori stanno lavorando su misure di rafforzamento della fiducia che l'Iran potrebbe adottare in merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alle sue scorte di uranio, hanno riferito le fonti. Queste due questioni rappresentano le principali carte da giocare dell'Iran nei negoziati e gli iraniani non accetteranno di rinunciarvi completamente per soli 45 giorni di cessate il fuoco, hanno affermato due delle fonti. I mediatori vogliono verificare se l'Iran possa fare passi parziali su entrambe le questioni nella prima fase dell'accordo. Stanno anche lavorando su misure che l'amministrazione Trump potrebbe adottare per dare all'Iran garanzie che il cessate il fuoco non sarà temporaneo e che la guerra non riprenderà. (ats ans)
Nuovi missili contro Israele
Le squadre di emergenza e soccorso sono intervenute a Haifa, dopo un nuovo lancio di missili dall'Iran. I feriti sono quattro, comprese due bambine di cinque anni, le loro condizioni non sono gravi.
Following the missile fire toward northern Israel:
— Magen David Adom (@Mdais) April 6, 2026
At a scene in Haifa, MDA EMTs and paramedics are providing medical treatment and evacuating 4 mildly injured patients with signs of smoke inhalation to Rambam Hospital. A man and a woman in their 40s, and two 5-year-old girls. pic.twitter.com/YvvHssOLZ1
Accordo in 48 ore? Scarse possibilità
Le fonti affermano che le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. Tuttavia, questo ultimo tentativo è l'unica possibilità per evitare una drammatica escalation del conflitto. Due fonti hanno affermato che il piano operativo per una massiccia campagna di bombardamenti israelo-americana contro gli impianti energetici iraniani è pronto, ma hanno sottolineato che la proroga della scadenza fissata da Trump mirava a dare un'ultima possibilità di raggiungere un accordo.
I negoziati si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché tramite messaggi di testo scambiati tra l'inviato di Trump Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. (ats ans)
IMAGO / Anadolu AgencyLe mediazioni per il cessate il fuoco
Secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui, gli Stati Uniti, l'Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra. È quanto scrive Axios.
Secondo le fonti, scrive ancora Axios, i mediatori stanno discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima fase prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso se fosse necessario più tempo per i colloqui, ha affermato una delle fonti. La seconda fase consisterebbe in un accordo per porre fine alla guerra. (ats ans)



