Da Trump «minacce totalmente squilibrate. È psicotico»

Il Pakistan ha presentato un piano che potrebbe entrare in vigore già oggi e portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz
Prosegue lo scambio di minacce tra il presidente degli Stati Uniti e la Repubblica islamica dell’Iran. Domenica Donald Trump ha alzato ulteriormente i toni, affermando che «martedì sarà il giorno dei ponti e delle infrastrutture energetiche in Iran. Non si è mai visto nulla di simile. Aprite lo Stretto o vivrete all’inferno». Immediata la replica da Teheran: «Così trascini gli Stati Uniti all’inferno». Con un post dai toni ambigui pubblicato su Truth, Trump ha inoltre esteso l’ultimatum, fissandone la scadenza a martedì alle 20, orario della costa orientale degli Stati Uniti (le 2 di notte in Svizzera).
Capo dell'intelligence dei Pasdaran ucciso in un raid
Il capo dell'intelligence dei Pasdaran, Seyed Majid Khademi, è stato ucciso in un raid attribuito a USA Israele: è quanto reso noto dallo stesso corpo delle Guardie della rivoluzione in un comunicato citato dai media iraniani. (ats ans)
Sei feriti in Kuwait
Il portavoce del ministero della Salute del Kuwait, citato dall'agenzia stampa Kuna, ha dichiarato che sei persone sono rimaste ferite a causa della caduta di proiettili e schegge su una delle aree residenziali nel nord del Paese. Lle squadre di emergenza medica e i servizi di ambulanza hanno attivato immediatamente le procedure di intervento dopo l'attacco iraniano.
C'è il piano pakistano per porre fine alla guerra
Iran e Stati Uniti hanno ricevuto nella notte il piano elaborato dal Pakistan per porre fine alle ostilità. Una fonte a conoscenza della proposta ha riferito all'agenzia stampa Reuters che il piano potrebbe entrare in vigore già oggi e portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Sono due le fasi previste: prima un cessate il fuoco immediato, quindi un accordo complessivo. L’intesa iniziale sarebbe formalizzata come memorandum d’intesa concluso elettronicamente tramite il Pakistan, unico canale di comunicazione nei colloqui.
Minacciato crimini di guerra
Il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha accusato Donald Trump di aver minacciato crimini di guerra per aver ipotizzato attacchi a centrali elettriche e ponti in Iran, infrastrutture civili tutelate dal diritto internazionale. Citando lo Statuto di Roma, ha avvertito su X che Teheran risponderà in modo «decisivo, immediato e tale da far pentire» a qualsiasi aggressione o minaccia imminente.
Attacchi contro i paramilitari in Iraq
La forza paramilitare irachena (PMF) riferisce di attacchi simultanei di Stati Uniti e Israele contro i quartier generali dell’intelligence della 25ª Brigata a Ninive e della 52ª Brigata a Salah al-Din. Lo riporta Al-Jazeera, nessun commento immediato su eventuali vittime. Le PMF, parte dello Stato iracheno e comprendenti gruppi vicini all’Iran, sono coinvolte nel contesto di un’escalation che vede scambi quotidiani di attacchi tra forze statunitensi e gruppi allineati a Teheran.
This is psychotic. The President of the United States needs to get help. Totally unhinged and extremely dangerous. pic.twitter.com/veOWOML7nU
— Rep. Jim McGovern (@RepMcGovern) April 5, 2026
AFPParlamentari dem: «Da Trump minacce squilibrate»
Un numero crescente di parlamentari democratici statunitensi condanna la minaccia «squilibrata» di Trump di commettere «crimini di guerra». A raccogliere le dichiarazioni da X è Al-Jazeera. Jim McGovern, il più alto esponente democratico della Commissione per il Regolamento della Camera, ha scritto: «Quando gli Stati Uniti violano il diritto internazionale umanitario, incoraggiamo gli altri a fare lo stesso. Questo ci rende tutti meno sicuri». Ha sottolineato che esperti internazionali di diritto dei diritti umani «stanno lanciando l'allarme» sulla condotta degli Stati Uniti nella guerra, «incluse gravi violazioni» delle Convenzioni di Ginevra e del diritto internazionale, nonché possibili «crimini di guerra». In un altro post, McGovern ha anche descritto le recenti minacce di Trump come «totalmente squilibrate ed estremamente pericolose». «È psicotico. Il Presidente degli Stati Uniti ha bisogno di aiuto».
Il senatore Edward Markey del Massachusetts ha dichiarato: «Un tweet sconclusionato e volgare che minaccia crimini di guerra non riaprirà lo Stretto di Hormuz». Ha sollecitato negoziati con l'Iran «affinché gli americani non continuino a pagare di più alla pompa di benzina e i nostri militari non paghino con la vita».
Il senatore Chris Murphy del Connecticut ha descritto le azioni pianificate da Trump come un «chiaro crimine di guerra» e ha esortato i leader repubblicani a fermare il presidente. «Trump sta chiamando i giornalisti per dire loro che commetterà crimini di guerra di massa la prossima settimana. I leader del Gop devono fermarlo. Non importa che far saltare in aria ponti e centrali elettriche e uccidere iraniani innocenti non riaprirà lo Stretto. È anche questo un chiaro crimine di guerra», ha affermato.
La senatrice Elissa Slotkin del Michigan ha dichiarato: «È irresponsabile e sbagliato uccidere indiscriminatamente civili in Iran e distruggere infrastrutture civili come ponti e centrali elettriche, soprattutto quando il Presidente ha detto che questa guerra era per aiutare il popolo iraniano». Ha aggiunto che sono i militari statunitensi a essere messi in pericolo legale e mortale e ha affermato che le azioni di Trump stanno rendendo gli americani meno sicuri all'estero e «costando vite umane e risorse economiche americane».
Il senatore Brian Schatz delle Hawaii ha esortato la popolazione a opporsi ai piani di Trump. «Bombardare infrastrutture civili è un crimine di guerra, ed è adesso il momento di denunciare», ha scritto. (ats ans)
Haifa, due morti e due dispersi
Dopo ore di ricerche questa mattina sono stati ritrovati due corpi senza vita sotto le macerie di un edificio colpito ieri da un missile iraniano ad Haifa. Altre due persone risultano ancora disperse. Le ricerche dei dispersi - una coppia di anziani, il loro figlio e un'assistente domiciliare - sono proseguite per tutta la notte. Lo scrive la testata israliana N12. Il comandante del Comando del Fronte Interno, il generale di divisione Shai Klapper, ha dichiarato sul luogo dell'incidente durante la notte: «Si tratta di una situazione complessa che richiede operazioni di soccorso avanzate. Intendiamo agire con decisione, professionalità e accuratezza fino al ritrovamento dei dispersi. Stiamo impiegando le migliori risorse, menti e sforzi che le Forze di Difesa Israeliane, il Comando del Fronte Interno e le altre organizzazioni di soccorso». (ats ans)
DPAAttacchi israeliani contro «obiettivi del regime» a Teheran
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver completato una serie di attacchi contro «obiettivi del regime» a Teheran. «Poco fa le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno completato una serie di attacchi contro obiettivi del regime terroristico iraniano a Teheran«, ha scritto l'esercito israeliano su Telegram. La notizia giunge dopo che i media iraniani hanno riportato attacchi contro aree residenziali a Teheran nelle prime ore del mattino. (ats ans afp)
13 i morti nell'attacco vicino a Teheran
L'agenzia di stampa iraniana FARS, ripresa dai media internazionali, riferisce che le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone, tra cui i sei bambini già indicati in precedenza. La contea è un'area densamente popolata nella provincia di Teheran.
Il governatore del Baharestan ha dichiarato alla FARS che le operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca per soccorrere eventuali persone intrappolate sotto le macerie sono ancora in corso. «Se gli attacchi contro obiettivi civili si ripeteranno, le prossime fasi delle nostre operazioni offensive e di rappresaglia saranno molto più devastanti e diffuse», ha dichiarato un portavoce del Comando militare centrale iraniano una dichiarazione pubblicata dall'emittente statale IRIB su Telegram. (ats ans)
Sei bambini sotto i 10 anni uccisi nella provincia di Teheran
«Ieri sera, 6 bambini sono stati martirizzati nella provincia di Teheran». Lo scrive l'agenzia iraniana Fars, vicina ai pasdaran. «A seguito degli attacchi americano-sionisti di ieri sera nella provincia di Teheran, purtroppo un gruppo di civili, tra cui 4 bambine e 2 bambini di età inferiore ai 10 anni, sono stati martirizzati» afferma l'agenzia. (ats ans)
Le varie proposte sul tavolo
Un funzionario statunitense ha dichiarato che l'amministrazione Trump ha presentato all'Iran diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari iraniani non le hanno accettate. Le fonti hanno aggiunto che i mediatori ritengono che la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e una soluzione per l'uranio altamente arricchito iraniano - sia attraverso la sua rimozione dal paese che tramite diluizione - possano essere il risultato di un accordo finale.
I mediatori stanno lavorando su misure di rafforzamento della fiducia che l'Iran potrebbe adottare in merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alle sue scorte di uranio, hanno riferito le fonti. Queste due questioni rappresentano le principali carte da giocare dell'Iran nei negoziati e gli iraniani non accetteranno di rinunciarvi completamente per soli 45 giorni di cessate il fuoco, hanno affermato due delle fonti. I mediatori vogliono verificare se l'Iran possa fare passi parziali su entrambe le questioni nella prima fase dell'accordo. Stanno anche lavorando su misure che l'amministrazione Trump potrebbe adottare per dare all'Iran garanzie che il cessate il fuoco non sarà temporaneo e che la guerra non riprenderà. (ats ans)
Nuovi missili contro Israele
Le squadre di emergenza e soccorso sono intervenute a Haifa, dopo un nuovo lancio di missili dall'Iran. I feriti sono quattro, comprese due bambine di cinque anni, le loro condizioni non sono gravi.
Following the missile fire toward northern Israel:
— Magen David Adom (@Mdais) April 6, 2026
At a scene in Haifa, MDA EMTs and paramedics are providing medical treatment and evacuating 4 mildly injured patients with signs of smoke inhalation to Rambam Hospital. A man and a woman in their 40s, and two 5-year-old girls. pic.twitter.com/YvvHssOLZ1
Accordo in 48 ore? Scarse possibilità
Le fonti affermano che le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. Tuttavia, questo ultimo tentativo è l'unica possibilità per evitare una drammatica escalation del conflitto. Due fonti hanno affermato che il piano operativo per una massiccia campagna di bombardamenti israelo-americana contro gli impianti energetici iraniani è pronto, ma hanno sottolineato che la proroga della scadenza fissata da Trump mirava a dare un'ultima possibilità di raggiungere un accordo.
I negoziati si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché tramite messaggi di testo scambiati tra l'inviato di Trump Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. (ats ans)
IMAGO / Anadolu AgencyLe mediazioni per il cessate il fuoco
Secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui, gli Stati Uniti, l'Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra. È quanto scrive Axios.
Secondo le fonti, scrive ancora Axios, i mediatori stanno discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima fase prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso se fosse necessario più tempo per i colloqui, ha affermato una delle fonti. La seconda fase consisterebbe in un accordo per porre fine alla guerra. (ats ans)



