Trump, insulti e nuove minacce: «Aprite Hormuz o facciamo saltare tutto»

Dopo l'ultimatum lanciato da Trump - che ha minacciato di distruggere le infrastrutture vitali dell'Iran - e la risposta del regime di Teheran che ha rispedito al mittente il monito, nella notte tra sabato e domenica è andata in scena una furiosa battaglia tra le forte speciali americane e le forze militari iraniane alla ricerca del pilota del jet Usa disperso.
Decine di aerei ed elicotteri, con centinaia di uomini dell'esercito Usa impegnati a terra. Alla fine il pilota USA è stato portato in salvo. Nell'operazione - secondo quanto riportato dalle autorità americane - i comandi USA hanno deciso di distruggere due loro velivoli colpiti in precedenza dall'esercito iraniano.
Beirut, almeno 4 morti e 39 feriti nel raid Idf vicino all'ospedale
Almeno quattro persone sono rimaste uccise e 39 ferite nel raid aereo israeliano vicino all'ospedale Rafic Hariri, il più grande ospedale pubblico del Libano, nella zona sud di Beirut. Lo riferisce il ministero della Salute libanese. Le vittime erano tre cittadini sudanesi e una ragazza di 15 anni, ha precisato all'Afp il dottore Zakaria Tawbé, vicedirettore dell'ospedale, dove sono stati trasferiti 31 feriti nell'attacco. (ats ans afp)
Taylor Greene: «Trump impazzito, occorre porre freno alla sua follia»
Marjorie Taylor Greene, l'ex deputata e pasionaria del movimento Maga in totale rotta di collisione con Donald Trump, è tornata ad attaccare il tycoon con un lungo post di fuoco su X, accusandolo di essere "impazzito" e denunciando "le menzogne in ambito nucleare" raccontate "da decenni". "La mattina di Pasqua, ecco cosa ha pubblicato il presidente Trump. Tutti coloro, all'interno della sua amministrazione, che affermano di essere cristiani dovrebbero inginocchiarsi, implorare il perdono di Dio, smettere di venerare il presidente e intervenire per porre freno alla follia di Trump", ha scritto l'ex deputata della Georgia, postando la foto del post del tycoon in cui minaccia di colpire "martedì" le centrali elettriche e i ponti in Iran, se Teheran non aprirà lo Stretto di Hormuz. "Conosco tutti voi, così come conosco lui: è impazzito, e voi tutti ne siete complici. Non sto difendendo l'Iran, ma cerchiamo di essere onesti riguardo a tutta questa faccenda. Lo Stretto è chiuso perché Stati Uniti e Israele hanno scatenato una guerra non provocata contro l'Iran, basata sulle stesse menzogne in ambito nucleare che vanno raccontando da decenni: ovvero che, da un momento all'altro, l'Iran avrebbe sviluppato un'arma nucleare", ha rincarato Greene. "Sapete chi possiede armi nucleari? Israele. Sono più che capaci di difendersi da soli, senza che gli Stati Uniti debbano combattere le loro guerre, uccidere persone innocenti e bambini, e pagarne il prezzo. Le minacce di Trump di bombardare centrali elettriche e ponti colpiscono il popolo iraniano: proprio quel popolo che Trump sosteneva di voler liberare", ha osservato l'ex deputata. "Proprio a Pasqua - tra tutti i giorni dell'anno - noi cristiani dovremmo ricordare che il Figlio di Dio è morto ed è risorto dai morti affinché i nostri peccati potessero essere perdonati, una volta per tutte. Gesù ci ha comandato di amarci gli uni gli altri e di perdonarci a vicenda. Anche i nostri nemici. Il nostro presidente non è un cristiano, e le sue parole e le sue azioni non dovrebbero essere sostenute dai cristiani". Tutto questo, infine, "non è ciò che abbiamo promesso al popolo americano quando, nel 2024, ci ha votato a stragrande maggioranza". (ats ans)

Stretta sul petrolio: l’Europa rischia problemi di importazione dal 10 aprile
Secondo uno studio della banca statunitense JP Morgan, il blocco dello stretto di Hormuz potrebbe far vacillare il mercato globale nel giro di poco tempo.
L'Opec+ ha deciso un aumento della produzione di 206'000 barili
Gli otto principali Paesi produttori di petrolio hanno concordato un aumento teorico delle quote di produzione di 206'000 barili al giorno a partire da maggio, secondo una fonte informata sui fatti. Lo riferiscono, tra gli altri, Bloomberg e Interfax citando fonti dell'Opec+. Secondo quanto era già trapelato prima dell'incontro, l'aumento deciso rischia di restare sulla carta visto che con la guerra in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz si sono interrotte le esportazioni di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Iraq: gli unici che potrebbero aumentare in maniera importante l'output. I Paesi produttori di petrolio dell'Opec+ hanno anche espresso "preoccupazione per gli attacchi alle infrastrutture energetiche", sottolineando che il ripristino degli impianti danneggiati "è costoso e richiede tempo", incidendo sulla disponibilità complessiva dell'offerta. E' quanto affermano nella dichiarazione congiunta approvata dopo la riunione ministeriale odierna. Il comitato ha quindi lodato i Paesi che hanno adottato iniziative per garantire la continuità delle forniture, "in particolare attraverso l'utilizzo di rotte di esportazione alternative", contribuendo a ridurre la volatilità del mercato. L'organismo ha infine confermato che continuerà a monitorare attentamente l'evoluzione del mercato e potrà convocare ulteriori riunioni se necessario. Attualmente, viene precisato, la prossima ministeriale dei Paesi produttori Opec+ è attesa il 7 giugno. Il comitato è composto da Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Nigeria, Algeria e Venezuela. (ats ans)
Israele: ucciso un altro comandante del “quartier generale petrolifero” iraniano
L’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso, in un recente attacco aereo, un alto comandante del cosiddetto “quartier generale petrolifero” delle Guardie della Rivoluzione, struttura ritenuta strategica per il finanziamento delle attività militari iraniane. Secondo quanto comunicato, il dipartimento gestirebbe i proventi della vendita di petrolio, utilizzati per sostenere e rafforzare le capacità militari delle Guardie della Rivoluzione, oltre che per finanziare alleati regionali come Hezbollah in Libano e i ribelli Houthi nello Yemen. La vittima sarebbe Mohammad Reza Ashrafi Kahi, responsabile del commercio all’interno della struttura. Stando alla ricostruzione israeliana, il comandante sarebbe stato ucciso venerdì in un bombardamento nella zona di Teheran. L’esercito israeliano ha inoltre ricordato che, nei giorni scorsi, era già stato eliminato il comandante dell’analogo quartier generale petrolifero delle forze armate iraniane, con funzioni simili. Secondo Israele, queste operazioni rappresentano «un ulteriore duro colpo» alle basi economiche dell’apparato di sicurezza iraniano. (sda dpa)
L'Iran e l'Oman stanno cercando di trovare un accordo per la navigazione di Hormuz
Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa dell'Oman, i rappresentanti dei ministeri degli Esteri di entrambi i Paesi e gli esperti stanno discutendo le opzioni su «come garantire, nelle attuali circostanze nella regione, un passaggio senza intoppi attraverso lo Stretto di Hormuz». La tempistica dei colloqui coincide con un ultimatum del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Trump minaccia attacchi contro le centrali elettriche iraniane qualora la leadership di Teheran non apra completamente lo stretto al traffico marittimo entro il lunedì di Pasqua (ora locale degli Stati Uniti, notte tra il 6 e il 7 aprile, ora dell’Europa centrale) e «senza minacce». Circa il 20% del commercio mondiale di petrolio passa attraverso lo Stretto di Hormuz. Dall'inizio della guerra, il 28 febbraio, il traffico marittimo è praticamente fermo. Il controllo dell'Iran, nonché gli avvertimenti relativi a mine, attacchi con droni e la revoca delle assicurazioni contro i rischi di guerra rendono il passaggio praticamente impossibile per le compagnie di navigazione occidentali. Centinaia di petroliere, navi portacontainer e navi da carico sono bloccate nella regione. Il punto più stretto dello stretto è largo solo circa 33 chilometri. Le acque territoriali dell'Iran e dell'Oman si sovrappongono completamente, non esiste un corridoio neutrale in alto mare. L'Iran rivendica il controllo dell'intero passaggio e prevede un sistema di pedaggio per il transito. L'esperta di mercati energetici Amena Bakr ha scritto su X che, dal 30 marzo, la società di analisi dei dati Kpler ha rilevato una suddivisione strategica delle rotte marittime in una “rotta dell'Oman” e una “rotta dell'Iran”. Per “rotta dell'Oman” si intende che le navi navigano lontano dalle acque iraniane e vicino alle acque territoriali dell'Oman. (sda dpa)
Trump, nuove minacce all'Iran: «Aprite il maledetto stretto, pazzi bastardi! O vivrete all'inferno»
Trump furioso su Truth. In un post pubblicato questa domenica ha dichiarato che «martedì sarà il giorno dei ponti e delle infrastrutture energetiche in Iran, tutto in uno. Non ci sarà niente di simile!!! Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'inferno. Vedrete! Sia lode ad Allah».
Foto ImagoPilota salvato, il depistaggio della Cia
Uno "stratagemma" attuato della Cia ha contribuito a permettere alle forze Usa di rintracciare e recuperare in vita il pilota disperso in Iran dopo l'abbattimento del suo caccia F-15: lo riporta Nbc News citando un alto funzionario dell'amministrazione Trump. Secondo tale fonte, la Cia ha infatti avviato una "campagna di depistaggio", consistente nel diffondere in Iran la notizia che l'aviatore fosse già stato trovato vivo dagli Usa e che fosse in corso un trasferimento via terra per farlo uscire dall'Iran. L'Iran dichiara che questa «cosiddetta operazione di salvataggio dell'esercito statunitense, pianificata come una missione di inganno, è stata sventata» e che nel corso dell'operazione sarebbero stati distrutti «due aerei da trasporto militare C-130 e due elicotteri Black Hawk».
Raid israeliano su Beirut
L'esercito israeliano afferma di aver colpito siti di Hezbollah nella capitale libanese. Da un'ora a questa parte, aerei israeliani sorvolano la città a bassa quota. (Al Jazeera).
Iran, media: 5 membri dei Pasdaran uccisi in raid di USA e Israele
Cinque membri delle Guardie rivoluzionarie iraniane (i Pasdaran) sono rimasti uccisi, mentre un sesto è rimasto ferito, in raid attribuiti a Israele e Stati Uniti avvenuti nell'area di Moghan, situata nella provincia nord-occidentale di Ardebil, al confine con l'Azerbaigian: lo ha riportato l'agenzia IRNA, citando un comunicato della base provinciale dei Pasdaran. Intanto gli USA comunicano che le navi e i sottomarini della Marina americana hanno lanciato poco più di 850 missili da crociera Tomahawk nelle prime quattro settimane di guerra. (ats).
Foto AFPI resti dell'aereo USA che i pasdaran dicono di avere abbattuto. Una versione smentita dall'esercito americano, che afferma di averli distrutti per non lasciare che cadessero in mano iraniana.
L'Iran attacca siti petroliferi ad Abu Dhabi e in Bahrein
Le autorità di Abu Dhabi hanno reso noto di essere al lavoro per domare incendi in un impianto petrolchimico, provocati dalla caduta di detriti dopo l'intercettazione di attacchi iraniani per via aerea. «Le autorità stanno intervenendo su diversi incendi nell'impianto petrolchimico di Borouge, causati dalla caduta di detriti a seguito di intercettazioni riuscite da parte dei sistemi di difesa aerea», ha dichiarato l'ufficio stampa dell'emirato del Golfo. «Le operazioni sul sito sono state immediatamente sospese durante la valutazione dei danni. Non sono state segnalate persone ferite», ha aggiunto, dopo l'annuncio del ministero della difesa emiratino secondo cui si stava rispondendo ad attacchi di missili e droni provenienti dall'Iran. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale IRNA, l'esercito iraniano ha indicato di aver preso di mira siti dell'industria dell'alluminio negli Emirati Arabi Uniti, nonché obiettivi militari statunitensi, tra cui in Kuwait. (ats)
«Tra le insidiose montagne dell'Iran, braccato dai nostri avversari»
«Questo coraggioso guerriero si trovava dietro le linee nemiche, tra le insidiose montagne dell'Iran, braccato dai nostri avversari che, ora dopo ora, si facevano sempre più vicini; tuttavia, non è mai stato veramente solo, poiché il suo Comandante in Capo, il Segretario alla Guerra, il Capo dello Stato Maggiore Congiunto e i suoi commilitoni monitoravano la sua posizione 24 ore su 24, pianificando con meticolosa cura il suo salvataggio», ha scritto ancora su Truth il presidente americano. «Su mio ordine, le Forze Armate statunitensi hanno inviato decine di velivoli, equipaggiati con le armi più letali al mondo, per recuperarlo. Ha riportato delle ferite, ma si riprenderà perfettamente».
La versione dei pasdaran sui velivoli USA distrutti
«Un velivolo nemico americano che cercava il pilota abbattuto è stato distrutto nella regione meridionale di Isfahan». Lo rendono noto i pasdaran, ripresi dall'agenzia iraniana Fars. (ats)
Trump: «Operazione tra le più audaci»
«Lo abbiamo recuperato! Miei concittadini americani, nelle ultime ore le Forze Armate degli Stati Uniti hanno portato a termine una delle più audaci operazioni di ricerca e salvataggio nella storia degli Usa, in favore di uno dei nostri incredibili Ufficiali di equipaggio - che è anche un Colonnello di grande prestigio - e che sono entusiasta di potervi annunciare essere ora SANO E SALVO!". Lo ha scritto Donald Trump su Truth, in un post dedicato al salvataggio del secondo componente dell'F-15E abbattuto venerdì in Iran.
Lo scontro a fuoco con i pasdaran sul luogo dove si trovava il pilota
Dopo che il militare disperso è stato localizzato è scattata l'operazione di salvataggio: contemporaneamente i pasdaran hanno inviato proprie forze nella regione nel tentativo di ostacolare l'intervento. Secondo le fonti i caccia dell'Aeronautica statunitense hanno condotto attacchi contro le forze iraniane per impedire loro di raggiungere l'area interessata. Durante l'operazione di salvataggio del pilota, le forze iraniane hanno colpito due velivoli USA, che poi sono stati distrutti dalle stesse forze americane per impedire che restassero in mano iraniana.
Le forze speciali americane salvano il pilota disperso
Le forze speciali americane hanno salvato il secondo componente dell'equipaggio dell'F-15E abbattuto venerdì. L'operazione è stata condotta da un'unità di commando specializzata, supportata da un massiccio dispositivo di copertura aerea.
Foto Imago



