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MEDIO ORIENTE: LIVE

«Aspettiamo l'invasione Usa. E puniremo i loro partner regionali»

Intanto il ministro degli Eesteri Baghaei ha accusato gli Stati Uniti e Israele di tentare di paralizzare «le fondamenta scientifiche e il patrimonio culturale del Paese»
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Intanto il ministro degli Eesteri Baghaei ha accusato gli Stati Uniti e Israele di tentare di paralizzare «le fondamenta scientifiche e il patrimonio culturale del Paese»

In una giornata "interlocutoria" della guerra in corso in Medio Oriente, ieri gli Houthi hanno fatto il loro ingresso nel conflitto, confermando in serata di aver lanciato raffiche di missili da crociera e droni contro siti militari e vitali nello stato di Israele. L'entrata in guerra delle milizie yemenite hanno provocato la reazione del governo di Sana'a che ha accusato Teheran di voler trascinare il paese — al pari di altri vicini — «in guerre inutili».

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11:58
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«Aspettiamo l'invasione Usa: puniremo i loro partner regionali»
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, avverte che le forze armate iraniane sono in attesa di un'invasione di terra statunitense per punire i loro partner regionali, secondo quanto riportato dai media statali citati da Sky News. Ghalibaf afferma inoltre che gli Stati Uniti parlano pubblicamente di negoziati, ma in realtà stanno preparando un attacco di terra in segreto.
«Il nemico lancia apertamente un messaggio di negoziazione e segretamente pianifica un attacco di terra», ha scritto Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano dal 2020, nel suo messaggio diffuso dall'agenzia di stampa Tasnim. «Gli Stati Uniti esprimono le proprie richieste con un elenco di 15 punti e perseguono ciò che non sono riusciti a ottenere in guerra».
«Siamo nel bel mezzo di una guerra mondiale di vasta portata e dobbiamo prepararci al tortuoso e difficile cammino che ci attende fino al raggiungimento della vetta», ha aggiunto. Ghalibaf è stato in precedenza comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, capo della polizia e sindaco di Teheran. Secondo alcune fonti, Washington lo considera un potenziale partner ed è indicato come il candidato preferito di Donald Trump per la leadership. (ats)

09:58

Al Araby: «La nostra sede di Teheran colpita in un raid»
L'emittente televisiva qatarina Al Araby riferisce che la sua sede a Teheran è stata danneggiata da un raid aereo. L'edificio sarebbe stato colpito oggi da un missile israeliano, causando ingenti danni.
Le immagini girate all'interno dell'ufficio mostrano finestre in frantumi, schegge di vetro e detriti. All'esterno, gli immobili circostanti appaiono a loro volta danneggiati, mentre le strade sono ricoperte di macerie. Le trasmissioni sono state sospese, ha dichiarato l'emittente in un post su X. (ats)

08:38

Cinque morti in attacco a città portuale sul Golfo Persico
Cinque persone sono rimaste uccise e altre quattro ferite nell'attacco israelo-americano alla città portuale di Bandar Pol, nella provincia di Hormozgan, sul Golfo Persico, avvenuto oggi, secondo quanto riferito dal governatore provinciale. (ats)

08:11

Colpito un porto vicino allo Stretto di Hormuz
Attacchi missilistici statunitensi e israeliani hanno colpito una città portuale iraniana vicina allo Stretto di Hormuz. Lo riferiscono media statali iraniani.

08:07
dpa
08:06

L'Iran minaccia di colpire le università Usa in Medio Oriente
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha minacciato di colpire le università statunitensi in Medio Oriente dopo aver subito la distruzione di due atenei in Iran da parte di raid aerei statunitensi e israeliani.
«Se il governo degli Stati Uniti vuole che queste università nella regione evitino ritorsioni (...), deve condannare il bombardamento delle università con una dichiarazione ufficiale entro mezzogiorno di lunedì 30 marzo», ha affermato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie in una dichiarazione riportata dai media iraniani.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha condannato gli Stati Uniti e Israele per aver attaccato «deliberatamente numerose università e centri di ricerca», tra cui l'Università della Tecnologia di Isfahan, nell'Iran centrale, e l'Università di Scienza e Tecnologia di Teheran. (ats)