Trump estende l'ultimatum: altri 10 giorni prima di attaccare

La sospensione terminerà lunedì 6 aprile alle 20. Rubio si dice fiducioso sulla riapertura dei negoziati con Teheran
La guerra continua, nonostante il presidente degli Stati Uniti abbia annunciato di aver prorogato di 10 giorni il termine entro il quale l'Iran deve riaprire lo Stretto di Hormuz, pena attacchi alle sue centrali elettriche. La sospensione terminerà lunedì 6 aprile alle 20, ora della costa orientale degli Stati Uniti. Donald Trump ha inoltre assicurato che i colloqui con Teheran «sono in corso, malgrado le dichiarazioni false. Stanno procedendo molto bene», ha scritto su Truth.
Arrestati per condivisione di contenuti sensibili
Almeno 15 persone sono state arrestate nella provincia di Isfahan con l'accusa di aver condiviso presunte informazioni sensibili su apparati mediatici che Teheran considera ostili. Lo riferisce l'emittente IRIB.
Usa e Iran si preparano per contatti diretti?
Stati Uniti e Iran hanno già avuto contatti indiretti per risolvere la crisi in atto, ma si starebbero preparando per colloqui diretti. Lo ha affermato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadepuhl ai microfoni della radio Deutschlandfunk. L'incontro «avverrà molto presto in Pakistan, apparentemente».
Sirene in Qatar e Bahrain
Le sirene di allarme hanno risuonato venerdì mattina in Qatar e Bahrain, per una potenziale minaccia proveniente dall'Iran. Le autorità qatariote hanno inviato un messaggio ai residenti, dicendo che «la minaccia è stata eliminata e la situazione è tornata alla normalità».
Colpiti siti iraniani legati alla produzione di missili
Durante la notte, l’Aeronautica militare israeliana ha colpito in Iran siti legati alla produzione di missili balistici e sistemi di difesa aerea. Secondo le Forze di difesa israeliane (IDF), gli attacchi hanno interessato infrastrutture a Teheran e lanciatori e depositi nell’ovest del Paese, ritenuti una minaccia per Israele. Ulteriori dettagli sulle operazioni saranno forniti successivamente.
Rubio: «Fiducioso sulla riapertura dei negoziati con l'Iran»
Il segretario di Stato degli USA Marco Rubio ha espresso ieri la sua fiducia sulla riapertura dei negoziati con l'Iran, prima di partire per la Francia e per la ministeriale del G7 (Gruppo dei sette, di cui fanno parte Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Giappone e Stati Uniti).
Rubio ha rimarcato che "sono stati compiuti progressi", dopo che questa settimana gli Stati Uniti hanno inviato a Teheran una bozza di proposta di pace.
"C'è un crescente flusso di energia che transita attraverso gli stretti. Non tanto quanto dovrebbe, ma il flusso ha subito un certo incremento", ha aggiunto l'ex senatore repubblicano della Florida. "Dunque, ribadisco: vi sono stati alcuni progressi per quanto concerne lo scambio di messaggi. Si tratta tuttavia di un processo continuo e fluido, e non di una questione che intendiamo negoziare o discutere attraverso i media", ha concluso il segretario di Stato. (ats ans)
Trump estende per la seconda volta l’ultimatum all’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente prolungato il suo ultimatum all'Iran. Fino al 6 aprile, non ci saranno attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane. Lo ha annunciato Trump, parlando di colloqui “molto positivi”. Tuttavia, la leadership di Teheran aveva già dichiarato di non avere alcuna intenzione di conformarsi a un ultimatum. Secondo i media, il governo statunitense starebbe inoltre valutando l’invio di altri 10.000 soldati nella regione.
La scadenza fissata da Trump era inizialmente prevista per martedì sera e, dopo una prima proroga, per sabato. In un’intervista a Fox News, ieri giovedì 26 marzo, Trump ha dichiarato che l’Iran aveva chiesto una proroga di sette giorni: “E io ho risposto: ve ne darò dieci”. La nuova scadenza è quindi fissata alle 2:00 del mattino del 7 aprile.
In precedenza, Trump aveva minacciato che, se l’Iran non avesse aperto completamente lo Stretto di Hormuz alla navigazione “senza minacce”, avrebbe fatto distruggere le infrastrutture energetiche del Paese. Successivamente, ha giustificato la sua decisione affermando che la parte iraniana aveva consentito il passaggio di diverse petroliere attraverso lo stretto nel Golfo Persico. (sda/dpa)
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