La proposta di accordo viene derisa da Teheran. Continuano i bombardamenti

Tra 1000 e 2000 paracadutisti statunitensi stanno per arrivare in Medio Oriente
Inizia il 26esimo giorno di guerra, all'indomani dell'invio da parte degli Stati Uniti di un piano in 15 punti per mettere fine alla guerra. I tentativi di accordo sono stati però derisi da Teheran.
Gli alleati degli Stati Uniti invitano a sedersi attorno a un tavolo, mentre la Cina sta cercando di fare pressioni sull'Iran.
«Colpiti due siti di produzione di missili»
Le Forze di difesa israeliane hanno dichiarato di aver colpito due siti di produzione di missili a lungo raggio nel territorio iraniano. Teheran non ha al momento confermato l'attacco.
l'Asia chiude in rialzo e guarda ad un accordo Usa-Iran
Le borse asiatiche chiudono in rialzo mentre si guarda ad un accordo tra Usa e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. L'attenzione si concentra sullo stretto di Hormuz, snodo per il trasporto delle materie prime energetiche, mentre il petrolio è in netto calo. Verso un avvio positivo anche per i listini europei, con i future in netto rialzo.
Tonica Tokyo (+2,87%). Sul fronte valutario lo yen torna a indebolirsi sul dollaro, poco sotto a 159, e sull'euro, a 184,30. A contrattazioni ancora in corso sono in rialzo anche Hong Kong (+0,56%), Shanghai (+1,3%), Shenzhen (+1,96%), Seul (+1,59%) e Mumbai (+2,33%). Sul fronte macroeconomico in arrivo l'inflazione del Regno Unito e dalla Germania l'indice Ifo. Dagli Stati Uniti previsti i dati Eia sulle scorte e produzione di greggio. (ats ans)
Tra 1000 e 2000 paracadutisti Usa in Medio Oriente
Sarebbero tra i mille e i duemila i paracadutisti che gli Stati Uniti stanno inviando in Medio Oriente, portando a circa 7000 i rinforzi per la guerra contro l'Iran. L'operazione 'Epic Fury' conta circa 50 mila unità assegnate. A ricostruire i numeri sono i media statunitensi.
Alla Cnn risultano «attorno ai mille» soldati della 82esima divisione aviotrasportata, la Associated Press parla di «almeno 1000», mentre il New York Times parla di «circa 2000». Scrive ancora il New York Times: «Le forze combattenti proverrebbero dalla 'Forza di Intervento Rapido' della divisione, una brigata di circa 3000 soldati in grado di essere schierata ovunque nel mondo entro 18 ore». Il contingente comprende il Maggior Generale Brandon R. Tegtmeier, comandante della divisione, e decine di membri del suo staff, oltre a due battaglioni, ciascuno con circa 800 soldati, hanno affermato fonti del quotidiano. Altri soldati della brigata potrebbero essere inviati nei prossimi giorni.
Considerando anche i circa 4500 Marines già in viaggio verso la regione, lo schieramento delle forze d'élite dell'Esercito porta il numero totale di truppe di terra aggiuntive inviate nella zona di guerra dall'inizio del conflitto a quasi 7000, e segna una nuova escalation del conflitto. (ats ans)
Attacchi IDF in Libano: almeno nove morti
Almeno nove persone sono state uccise in un attacco israeliano nel Libano meridionale. Lo scrivono le testate internazionali. I media statali libanesi, scrive ad esempio Al-Jazeera, riferiscono che attacchi israeliani hanno ucciso almeno sei persone in una città e in un campo profughi palestinese nella zona meridionale di Sidone, e altre tre in un'altra città.
Citando il Ministero della Salute, l'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna ha affermato che quattro persone sono state uccise in un «raid nemico israeliano» ad Adloun, e altre due in un attacco a un appartamento nel campo profughi di Mieh Mieh, che ha anche causato quattro feriti. In un'altra area del Libano meridionale, la Nna aveva precedentemente riferito che un raid israeliano nella città di Habboush aveva ucciso almeno tre persone e ne aveva ferite 18. (ats ans)
IEA pronta a rilasciare nuove riserve di petrolio
Il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, ha dichiarato di essere pronto a un ulteriore rilascio di riserve di petrolio «se e quando necessario» in risposta alla guerra in Medio Oriente, che ha fatto aumentare i prezzi dell’energia. Le sue parole, riferisce l'agenzia stampa AFP, arrivano dopo la richiesta del primo ministro giapponese Sanae Takaichi di prepararsi a nuove misure nel caso il conflitto si prolunghi.
All’inizio del mese, i Paesi membri dell’IEA hanno già sbloccato 400 milioni di barili, il più grande rilascio mai effettuato, pari al 20% delle riserve complessive. «L’80% delle scorte è ancora disponibile», ha sottolineato Birol, ribadendo la disponibilità ad agire ma auspicando che non sia necessario. «Il mondo affronta una grave minaccia alla sicurezza energetica, ma l’IEA è pronta a svolgere il suo ruolo di garante globale».
Non cessano i bombardamenti sull'Iran
Nelle ultime 24 ore sono proseguiti gli attacchi aerei di Stati Uniti e Israele, con esplosioni e sistemi di difesa attivati a Teheran e in altre città come Isfahan. Continuano anche le azioni di ritorsione annunciate dall’Iran. Il conflitto resta in fase attiva, senza segnali di de-escalation.
Teheran deride i tentativi Usa per il negoziato
Un portavoce militare iraniano ha deriso i tentativi degli Stati Uniti di negoziare un cessate il fuoco, sostenendo che Washington stia di fatto trattando solo con se stessa e definendo il suo potere strategico un fallimento. Le dichiarazioni arrivano dopo l’invio da parte dell’amministrazione Trump di un piano in 15 punti tramite il Pakistan. Teheran ribadisce il rifiuto totale di qualsiasi accordo con gli Stati Uniti, ora e in futuro.
243 studenti e insegnanti uccisi
Un funzionario del ministero dell'Educazione dell'Iran, citato da Al-Jazeera, ha dichiarato che sono almeno 243 gli studenti e gli insegnanti uccisi dall'inizio del conflitto.
Gli iraniani si siederanno al tavolo?
Fonti del Golfo hanno riferito al Telegraph che gli iraniani non intendono sedersi al tavolo con Steve Witkoff e Jared Kushner, accusandoli di "tradimento" a causa degli attacchi militari che hanno colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a febbraio. "Non vogliono lavorare con Kushner e Witkoff perché li hanno pugnalati alle spalle", ha detto una fonte del Golfo. JD Vance, il vicepresidente rimasto in gran parte in silenzio durante il conflitto, è ora indicato come principale negoziatore in caso di nuovi colloqui a Islamabad in settimana. "Vance è preferito", ha detto una fonte del Golfo a proposito degli iraniani.
Una seconda fonte del Golfo ha affermato che gli iraniani ritengono che Vance manterrebbe la parola data e che la sua partecipazione è vista come adeguata, per livello istituzionale, a negoziare con Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano. Vance è ampiamente considerato uno scettico rispetto alla "Operation Epic Fury" del presidente statunitense. Il possibile ruolo del vicepresidente come capo di una nuova squadra negoziale statunitense, secondo il Telegraph, segnala l'intenzione della Casa Bianca di evitare ulteriori danni economici e ridurre l'escalation, anche se la strategia per porre fine alla guerra resta poco chiara.
Intanto i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato oggi di aver lanciato missili in direzione di Israele, Kuwait, Bahrein e Giordania, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato (Irib). Secondo l'emittente, i Guardiani hanno preso di mira diversi obiettivi nel nord e nel centro di Israele, tra cui Tel Aviv, nonché due basi militari utilizzate dagli Stati Uniti in Kuwait, un'altra in Bahrein e un'altra ancora in Giordania, utilizzando "missili e droni". (ats ans)
Channel 12 svela il piano Usa per l'Iran
Smantellamento delle capacità nucleari esistenti che sono già state accumulate, un impegno da parte dell'Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari, nessun materiale arricchito sul suolo iraniano: sono alcuni dei 15 punti dell'accordo che gli Usa hanno proposto all'Iran, secondo quanto svelato dall'emittente israeliana Channel 12. Tra i benefici per Teheran, la revoca delle sanzioni. Intanto l'Iran oggi ha annunciato il lancio di missili verso Israele, Bahrein, Kuwait e Giordania.
Inoltre tutto il materiale arricchito verrà consegnato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) secondo un calendario che sarà stabilito dalle parti. Gli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow saranno dismessi e distrutti. L'Agenzia per l'energia atomica avrà accesso a tutte le informazioni che si trovano all'interno dei confini iraniani.
Sempre secondo Channel 12, Teheran abbandonerà la strategia dei proxy e cesserà di finanziare e armare le milizie per procura nella regione. Lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, sarà una zona marittima libera e nessuno lo bloccherà. Quanto al progetto missilistico, verrà presa una decisione in seguito, ma sarà necessario limitare il numero e la gittata. e l'uso futuro sarà solo a scopo di autodifesa.
Cosa otterrà l'Iran in cambio, secondo questo piano? La rimozione di tutte le sanzioni, l'aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e verrà eliminata la minaccia dello 'snapback', ossia del ripristino automatico delle sanzioni. (ats ans)
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