«Attacchi sconsiderati che tengono in ostaggio lo Stretto di Hormuz»

Il Ministero della Difesa britannico critica gli attacchi iraniani definendoli «una minaccia per gli interessi britannici»
Al termine di una giornata di forti tensioni, scandita dalle dure parole che Donald Trump ha rivolto alla Nato in risposta al mancato sostegno su Hormuz, ieri il presidente degli Stati Uniti ha infine "scaricato" sugli alleati la responsabilità di difesa dello Stretto che fa da porta al Golfo persico - «sia pattugliato da chi lo usa» - e ha annunciato che Washington sta valutando un ridimensionamento dell'operazione in corso in Iran. «Siamo ormai molto vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi e valutiamo di ridimensionare i nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente», ha scritto su Truth.
afpMissili su Diego Garcia: «Minaccia agli interessi britannici» - Il Ministero della Difesa britannico ha criticato gli attacchi iraniani definendoli «una minaccia per gli interessi britannici» dopo le notizie relative al lancio di due missili balistici contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia. Lo riporta SkyNews citando il portavoce del Ministero: «Gli attacchi sconsiderati dell'Iran, che si abbattono su tutta la regione e tengono in ostaggio lo Stretto di Hormuz, rappresentano una minaccia per gli interessi britannici e per gli alleati della Gran Bretagna.»
«I jet della Raf e altri mezzi militari britannici continuano a difendere il nostro personale e le nostre truppe nella regione», ha proseguito la Difesa Gb sottolineando che «questo governo ha concesso agli Stati Uniti il permesso di utilizzare le basi britanniche per operazioni difensive specifiche e limitate.» Secondo quanto appreso da Sky News, i missili sono stati lanciati contro Diego Garcia prima dell'aggiornamento fornito ieri dal governo britannico sull'utilizzo delle sue basi da parte degli Stati Uniti. (fonte ats)
L'Iraq blocca la produzione di petrolio in concessioni straniere - L'Iraq ha dichiarato lo stato di forza maggiore su tutti i giacimenti petroliferi sviluppati da compagnie petrolifere straniere, ordinando la chiusura totale della produzione nelle aree di concessione interessate, senza alcun risarcimento previsto dai termini contrattuali. Lo scrive Reuters, citando tre funzionari del settore energetico. «La navigazione attraverso lo Stretto è stata gravemente compromessa da un'attività militare senza precedenti», recita una lettera del ministero del petrolio in una lettera datata 17 marzo e visionata da Reuters. (fonte ats)
Usa e Israele attaccano l'impianto nucleare di Natanz - Gli Stati Uniti e Israele hanno colpito l'impianto nucleare iraniano di Natanz, ha dichiarato l'organizzazione per l'energia atomica della Repubblica islamica. «A seguito dei criminali attacchi perpetrati dagli Stati Uniti e dal regime sionista usurpatore contro il nostro Paese, il complesso di arricchimento di Natanz è stato preso di mira questa mattina», ha affermato l'organizzazione in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Tasnim, aggiungendo che «non è stata segnalata alcuna perdita di materiale radioattivo» nella zona dell'Iran centrale. (fonte ats)
Operazione terrestre Idf nel sud del Libano: «Uccisi 4 terroristi» - L'Idf ha comunicato di essersi scontrato con Hezbollah nel sud del Libano, uccidendo quattro persone. Lo si legge su Telegram. «Durante un'operazione di terra mirata nel Libano meridionale, le truppe della 91esima Divisione hanno identificato diversi terroristi armati di Hezbollah. Le truppe hanno eliminato un terrorista in uno scontro a terra. Inoltre, hanno diretto un aereo dell'Aeronautica Militare Israeliana che ha colpito diversi altri terroristi che avevano aperto il fuoco contro truppe Idf. Successivamente, le truppe hanno eliminato altri tre terroristi con il fuoco dei carri armati». Non sono stati segnalati feriti tra le truppe Idf. Nello stesso comunicato si specifica che inoltre, l'Aeronautica Militare Israeliana, agendo su informazioni di intelligence Idf, ha colpito diverse sedi di Hezbollah a Beirut. (fonte ats)
Teheran conferma l'attacco all'isola Diego Garcia - Teheran conferma di aver lanciato due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall'Iran: lo scrive Mehr. «Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti», sottolinea l'agenzia. Il fatto che l'Iran abbia preso di mira l'isola suggerisce che i suoi missili abbiano una gittata maggiore rispetto a quanto stimato. Il mese scorso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato che Teheran aveva deliberatamente limitato la gittata dei propri missili a 2.000 km. (fonte ats)
«Iran testa del terrorismo mondiale, lo stiamo vincendo» - «L'Iran rappresenta la testa del serpente del terrorismo globale e, grazie all'operazione Epic Fury del presidente Trump, stiamo vincendo questa battaglia cruciale a un ritmo persino più rapido del previsto». Lo scrive sui social media il segretario al Tesoro americano annunciando il via libera, temporaneo, alla vendita di petrolio iraniano già in navigazione. «In risposta agli attacchi terroristici dell'Iran contro le infrastrutture energetiche globali, l'amministrazione Trump continuerà a dispiegare la potenza economica e militare dell'America per massimizzare il flusso di energia verso il mondo, rafforzare l'offerta globale e adoperarsi per garantire la stabilità del mercato», ha sottolineato Bessent.
L'Iran lancia due missili contro l'isola Diego Garcia - L'Iran ha lanciato due missili balistici a raggio intermedio contro Diego Garcia, ma non ha colpito la base militare americano-britannica che sorge sull'isola nell'Oceano Indiano. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando diverse fonti ufficiali statunitensi. Uno dei missili ha avuto un malfunzionamento durante il volo, mentre una nave da guerra americana ha lanciato un intercettore SM-3 contro l'altro, ha precisato il quotidiano. Non è chiaro quando sia avvenuto l'attacco. (fonte ats)
United Airlines taglia i voli: «Carburante schizzato alle stelle per la guerra» - La compagnia americana United Airlines ha annunciato una riduzione della propria capacità di volo a causa dell'impennata dei costi del carburante per la guerra contro l'Iran. Nelle ultime tre settimane, i prezzi del greggio sono schizzati a circa 100 dollari al barile e secondo Scott Kirby, amministratore delegato di United «il prezzo del petrolio raggiungerà i 175 dollari al barile e non scenderà a 100 dollari al barile prima della fine del 2027». Se i prezzi dovessero mantenersi ai livelli attuali, il conto del carburante per United lieviterebbe di ulteriori 11 miliardi di dollari quest'anno, ha dichiarato Kirby in una nota ai dipendenti. Di conseguenza, la compagnia aerea ha deciso che taglierà i voli sulle rotte che non risultano più redditizie agli attuali prezzi del carburante. (fonte ats)
afp«Valuto un ridimensionamento dell'operazione in Iran» - Donald Trump ha scritto in un lungo post su Truth che gli Stati Uniti sono vicini agli obiettivi della guerra in Iran e quindi stanno valutando un «ridimensionamento» dell'operazione militare. «Siamo ormai molto vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi e valutiamo di ridimensionare i nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del regime terroristico dell'Iran», ha sottolineato Trump che ha poi elencato i suddetti obiettivi.
«(1) Degradarne completamente le capacità missilistiche, i sistemi di lancio e tutto ciò che vi è correlato. (2) Distruggere l'industria della difesa iraniana. (3) Eliminare la loro Marina e la loro Aeronautica, inclusi i sistemi d'arma antiaerei. (4) Non consentire mai all'Iran di avvicinarsi, neppure lontanamente, al possesso di capacità nucleari e mantenere costantemente gli Stati Uniti in una posizione tale da poter reagire in modo rapido e incisivo a una simile eventualità, qualora dovesse verificarsi. (5) Proteggere, ai massimi livelli, i nostri alleati mediorientali, tra cui Israele, l'Arabia Saudita, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, il Kuwait e altri ancora». (fonte ats)



