«Mojtaba Khamenei è salvo nonostante le ferite»

Israele ha bombardato il centro di Beirut
Dodicesimo giorno di guerra, all'indomani di quello che il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha definito come «il giorno più intenso di attacchi in Iran». Oggi, intanto, è prevista la riunione in videoconferenza dei leader del G7 per fare il punto sulla situazione.
«Mojtaba Khamenei è salvo nonostante le ferite»
Il figlio del presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il nuovo leader Mojtaba Khamenei è salvo nonostante sia rimasto ferito durante i raid americani-israeliani. Pezeshkian ha scritto sul suo canale Telegram: «Ho saputo dell'infortunio del leader e ho contattato alcuni amici che avevano contatti e mi hanno detto che sta bene e che non ci sono problemi».Sebbene le autorità abbiano mantenuto il silenzio sulla questione e non abbiano rilasciato alcuna dichiarazione sul motivo per cui non abbia tenuto alcun discorso, come è consuetudine, dopo la sua elezione a leader alcuni giorni fa, notizie non ufficiali circolate sui social media negli ultimi giorni hanno affermato che Khamenei è stato ricoverato al Sina Hospital, con gravi ferite alla gamba e all'addome, dopo essere stato preso di mira insieme alla sua famiglia durante gli attacchi USA-Israele del 28 febbraio, durante i quali suo padre, il defunto leader Ali Khamenei, e alcuni membri della famiglia sono stati uccisi. (Ats)
«Colpita una nave cargo nello Stretto di Hormuz»
Un proiettile sconosciuto ha colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, strategico al confine con l'Iran, provocando un incendio e costringendo l'equipaggio a evacuare: lo ha fatto sapere un'agenzia per la sicurezza marittima britannica.
«È stato segnalato che una nave cargo è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz, che ha provocato un incendio a bordo», ha dichiarato la United Kingdom Maritime Trade Operations. (Ats)
«Attacchi su larga scala su obiettivi americani e israeliani»
L'Iran afferma di aver effettuato attacchi su larga scala contro obiettivi statunitensi e israeliani. Lo riporta Afp che cita come fonti media statali iraniani.
«Le forze di difesa aerea dell'Arabia Saudita hanno distrutto sei missili iraniani lanciati in direzione della base aerea di Prince Sultan», ha da parte sua dichiarato il Ministero della Difesa in una nota, come riportato dalla Tass (Ats)
«Chi manifesta sarà trattato come nemico»
Il capo della polizia iraniana ha avvertito che qualsiasi manifestante che sfidi le autorità sarà trattato come un «nemico», riporta l'Afp. «Se qualcuno si mostra d'accordo con la volontà del nemico, non lo considereremo più un semplice manifestante, ma un nemico. E lo sottoporremo allo stesso trattamento di un nemico«, ha dichiarato il capo della polizia nazionale Ahmad-Reza Radan in un commento trasmesso dalla televisione di stato IRIB. (Ansa-Afp).
Attacco aereo israeliano nel centro di Beirut
Un attacco aereo israeliano ha colpito il centro di Beirut, in Libano, per la seconda volta dall'inizio della guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale libanese. Secondo la National News Agency, «il nemico ha preso di mira un appartamento nel quartiere di Aisha Bakkar», nel cuore della città. «I missili sono stati lanciati contro uno degli edifici a più piani dove è scoppiato l'incendio», ricostruisce una fonte riportata dalla Tass.
«Molto probabilmente, lo scopo del raid aereo era eliminare un membro della leadership di Hezbollah», aggiunge. Camion dei pompieri e ambulanze si stanno dirigendo verso il luogo dell'attentato. Gli abitanti del quartiere non sono stati evacuati in anticipo. Aishat Bakkar ospita ora numerosi rifugiati che si sono trasferiti dal Libano meridionale dopo l'inizio dell'escalation militare. (Ansa-Afp).
AFP



