«Nuova ondata di attacchi su Teheran»

Israele: «colpito un altro deposito di greggio nella capitale iraniana». Annunciati raid imminenti sul Libano. Ankara, di concerto con la NATO, schiera i Patriot
Undicesimo giorno di guerra. Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump l'Iran sarebbe stato pronto a colpire l'Occidente con una presunta arma nucleare. Nel frattempo i raid su Teheran proseguono: l'esercito israeliano ha annunciato l'ennesima un'ondata di "attacchi su larga scala".
Israeli Air Force Nuova ondata di attacchi su Teheran
"L'aviazione israeliana ha iniziato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi del regime iraniano a Teheran". Lo comunica il portavoce militare. Secondo i media israeliani, è stato colpito un altro deposito di greggio nella capitale iraniana. Da parte sua il corrispondente di al-Jazeera a Teheran ha riferito che "nelle ultime due ore abbiamo sentito esplosioni nella parte orientale della capitale e abbiamo ricevuto segnalazioni di attacchi in tutto il paese, tra cui Isfahan, Tabriz e Ahvaz". Intanto, secondo annunciato dal viceministro della salute Ali Jafarian, citato da al-Jazeera, sono 1'255 le vittime, tra cui 200 bambini e 11 operatori sanitari, e oltre 12'000 i feriti dall'inizio dell'attacco di Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio. (ats)
Israele: «Gli attacchi da Hezbollah aumenteranno»
Nella riunione di sicurezza di ieri sera convocata dal primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, i responsabili della difesa hanno previsto un'intensificazione degli attacchi dal Libano. Lo riferisce Channel 12. "Si prevede che il fuoco di Hezbollah si intensificherà nei prossimi giorni", hanno dichiarato i capi della difesa al premier e al ministro della difesa Israel Katz. Durante la discussione, alti funzionari della sicurezza hanno riferito ai vertici politici che Hezbollah sta cercando di esaurire il nord e il fronte interno israeliano, lanciando decine di missili e droni verso Israele ogni giorno. Allo stesso tempo, Hezbollah sta rimandando terroristi nel Libano meridionale per distogliere l'attenzione di Israele dall'Iran. (ats)
GettyL'Australia spedisce missili (e aerei) nel Golfo
L'Australia dispiegherà in Medio Oriente un aereo da sorveglianza, missili aria-aria e personale di supporto dell'Australian Defence Force, rispondendo a una richiesta del presidente degli Emirati arabi uniti, Mohamed bin Zayed. Il primo ministro laburista Anthony Albanese lo ha definito "uno sforzo per aiutare a proteggere gli australiani nella regione sotto minaccia di attacco dall'Iran". E ha ribadito che l'Australia non adotta azioni offensive contro l'Iran e non dispiegherà truppe sul terreno in eventuali offensive condotte degli Stati Uniti e da Israele. (ats)
I Paesi del Golfo riducono la produzione di greggio
I paesi del Medio Oriente riducono la produzione giornaliera di petrolio. Lo scrive Bloomberg. L'Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500'000-800'000 barili al giorno. Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l'Iraq di circa 2,9 milioni, aggiunge il rapporto, citando persone a conoscenza della questione. (ats)

Anche i tassi ipotecari sono sotto pressione a causa della guerra in Medio Oriente
Nubi all'orizzonte, soprattutto se il conflitto dovrebbe protrarsi a lungo, per quelli a lungo termine. I contratti a breve scadenza potrebbero, invece, godere del franco forte.
Teheran «non consentirà l'export di petrolio» finché ci sarà la guerra
"L'Iran non permetterà l'esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e le sue infrastrutture civili": lo ha detto il portavoce delle Guardie rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini. Riferendosi alle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui la potenza militare dell'Iran è diminuita, Naeini ha affermato che sono le forze statunitensi a indebolirsi. "Ora, gli americani cercano una fine onorevole della guerra, poiché tutte le loro infrastrutture militari sono state distrutte nella regione del Golfo Persico", ha aggiunto, citato da Tasnim. (ats)
Ankara (coordinata con la NATO) schiera i Patriot
La Turchia annuncia che un sistema di difesa aerea Patriot è in fase di preparazione per essere reso operativo nella parte orientale del paese, nell'ambito degli sforzi coordinati con la NATO per aiutare a proteggere lo spazio aereo nazionale in un contesto di tensioni regionali. Lo riporta l'agenzia Anadolu. In una dichiarazione, il ministero della difesa nazionale ha affermato "alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, sono state adottate le misure necessarie per garantire la sicurezza dei nostri confini e del nostro spazio aereo e siamo in consultazione con la NATO e i nostri alleati". (ats)
Libano, raid imminenti su Tiro e Sidone
L'esercito israeliano (IDF) ha emesso un ordine di evacuazione per alcuni edifici nelle città costiere libanesi di Tiro e Sidone, in vista di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah. "Le IDF colpiranno le infrastrutture militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah", afferma il portavoce, il colonnello Avichay Adraee. I civili nella zona hanno ricevuto istruzioni di tenersi a una distanza di almeno 300 metri dagli edifici. In precedenza l'esercito ha ordinato l'evacuazione urgente di tutto il Libano meridionale: Adraee ha annunciato che Israele sta agendo "con la forza" contro Hezbollah a sud del fiume Litani. "Ribadiamo il nostro appello urgente affinché evacuiate immediatamente le vostre case e vi dirigiate immediatamente a nord del fiume Litani", ha scritto su X. (ats)

Corrono le criptovalute, il Bitcoin sale oltre 70'000 dollari
Le criptovalute tornano a salire dopo le dichiarazioni di Trump sulla pace in Medio Oriente.
Le parole di Trump fanno impennare le borse asiatiche
Le borse asiatiche chiudono in netto rialzo, dopo le parole del presidente americano Donald Trump sulla fine della guerra in Medio Oriente e con il petrolio che scende a ridosso dei 90 dollari al barile. Sui mercati resta alta l'attenzione sull'andamento dei prezzi delle materie prime dell'energia, con i timori di una fiammata dell'inflazione e l'intervento delle banche centrali. Mettono a segno un balzo Tokyo (+2,88%) e Seul (+5,3%). A contrattazioni ancora aperte sono in netto rialzo anche Hong Kong (+2%), Shanghai (+0,65%), Shenzhen (+1,8%) e Mumbai (+0,5%). Sul mercato valutario lo yen è stabile sul dollaro, a 157,50, e sull'euro a di 183,30. (ats)
Vance e Hegseth accolgono la salma del settimo soldato ucciso
Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha partecipato alla cerimonia di trasferimento del settimo soldato ucciso nella guerra in Medio Oriente. Il sergente dell'esercito americano, 26 anni, è morto l'8 marzo per le ferite riportate in un attacco avvenuto l'1 marzo alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Vance, secondo quanto riporta l'AFP, si è rifiutato di rispondere alle domande della stampa. È stato poi raggiunto dal capo del Pentagono Pete Hegseth e dal generale Dan Caine, presidente dello Stato Maggiore congiunto, presso la base aerea di Dover, nello Stato orientale del Delaware. (ats)
Nuova ondata di attacchi sul Golfo
L'Iran ha lanciato nuovi attacchi contro i paesi del Golfo: le sirene di allarme missilistico hanno suonato nelle prime ore del mattino a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein. L'Arabia saudita ha distrutto due droni nella sua regione orientale ricca di petrolio. Il Kuwait ha invece abbattuto sei droni. I Pasdaran hanno annunciato dal canto loro di aver "colpito" la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno, bersagliata con "cinque missili". Mentre gli Emirati Arabi Uniti denunciano che il loro consolato generale nella regione curda irachena è stato preso di mira da un attacco con droni, causando danni ma nessuna vittima. Ieri sera il ministero dell'interno del Bahrein ha annunciato su X che un attacco iraniano contro un'area residenziale nella capitale Manama aveva causato una vittima e diversi feriti. (ats)
Iraq, raid USA contro milizie filo-iraniane
Quattro miliziani del gruppo Kataeb Imam Ali, sostenuto dall'Iran, sono stati uccisi stamani in attacchi aerei attribuiti agli Stati Uniti nel nord dell'Iraq. Il gruppo ha affermato che i suoi combattenti sono stati uccisi in un'"aggressione americana" alle loro posizioni nel distretto di Debs, nella provincia di Kirkuk. (ats)
Trump: «Rinunceremo ad alcune sanzioni per le turbolenze sul petrolio»
Il presidente americano Donald Trump, nella sua prima conferenza stampa dall'inizio dell'operazione in Iran, ha detto che rinuncerà ad alcune sanzioni sul petrolio a causa delle turbolenze dei mercati legate al suo attacco insieme a Israele contro l'Iran.
«Stiamo anche rinunciando ad alcune sanzioni legate al petrolio per ridurre i prezzi», ha detto Trump davanti ai media in Florida, dopo i colloqui avuti con il presidente russo Vladimir Putin. Trump ha parlato di quotazioni del greggio «gonfiate artificialmente» in scia alla condotta dell'Iran. Mentre, citando il presidente cinese Xi Jinping, ha aggiunto che «rimuoveremo le sanzioni finché la situazione non si risolverà».
Trump ha ammonito l'Iran che se «fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz» verrebbe colpito dagli USA «venti volte più forte» di quanto fatto finora. Il presidente su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati «obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo degli USA alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato».
Nell'operazione in Iran «fin qui tutto bene: non molleremo finché il nemico non sarà totalmente e decisamente sconfitto», ha detto Trump. «Siamo più determinati che mai a raggiungere la vittoria finale», ha messo in evidenza. «In un certo senso abbiamo già vinto, ma non abbastanza», ha detto. (Ats ans)
«Avanti con gli attacchi finché sarà necessario»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che il Paese continuerà gli attacchi missilistici finché sarà necessario, secondo quanto riporta Afp. Araghchi ha escluso i colloqui dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra con l'Iran finirà "molto presto". Il ministro ha dichiarato all'emittente statunitense PBS News che il suo Paese è pronto a continuare gli attacchi missilistici e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all'ordine del giorno. (Ansa-Afp).
Nuovo attacco dall'Iran verso gli Emirati arabi
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dovuto affrontare un nuovo attacco da parte di droni e missili iraniani, nell'undicesimo giorno del conflitto in Medio Oriente, ha comunicato il ministero della Difesa, stando a quanto riporta Afp. «Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e di droni provenienti dall'Iran», ha scritto il ministero su X (Ats ans)
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