Gravi i due caschi blu feriti in Libano

Il presidente libanese Joseph Aoun ha accusato Israele di aver condotto "un attacco diretto contro l'Unifil".
Le ripercussioni della guerra scatenata in Medio Oriente si fanno sentire anche in Europa. A causa dei lanci di missili iraniani sulla Turchia, la NATO aumenta lo stato di allerta e la prontezza operativa dei suoi sistemi di difesa balistica. «La misura è stata disposta dal comandante del comando aereo della NATO», ha comunicato ieri in serata il portavoce del quartier generale militare della NATO a Mons, in Belgio. Quest'ultimo ha inoltre raccomandato di mantenere la prontezza operativa della NATO a questo livello elevato fino a quando non diminuirà la minaccia rappresentata dai continui attacchi indiscriminati dell'Iran nella regione.
ImagoAlmeno 9 morti in attacchi israeliani nell'est del Libano
Almeno nove persone sono state uccise e altre 17 sono rimaste ferite oggi negli attacchi israeliani nella valle orientale della Bekaa, secondo un bilancio preliminare del ministero della Salute libanese.
"I raid del nemico israeliano sulla città di Nabi Sheet, nel distretto di Baalbek, hanno provocato nove morti e diciassette feriti", ha dichiarato il ministero in una nota, aggiungendo che la ricerca di sopravvissuti sotto le macerie continua.
Gravi i due caschi blu feriti in Libano
L'esercito ghanese ha confermato l'attacco a una postazione Unifil in Libano segnalando due attacchi missilistici consecutivi poco prima delle 18 ora locale contro il quartier generale del battaglione ghanese della forza Onu.
"Due soldati sono gravemente feriti", ha dichiarato l'esercito in un comunicato, aggiungendo che sono "in condizioni stabili". Anche l'edificio della mensa ufficiali è stato colpito e "raso al suolo", ha dichiarato l'esercito ghanese, senza specificare l'origine degli attacchi.
In una dichiarazione rilasciata in serata, il presidente libanese Joseph Aoun ha accusato Israele di aver condotto "un attacco diretto contro l'Unifil".
"Accusato di spionaggio e giustiziato", mistero sul capo dei pasdaran
Dato per morto varie volte ma poi sempre riapparso in pubblico, Esmail Qaani, uno dei più importanti capi dei pasdaran, sarebbe stato arrestato dalle stesse Guardie della rivoluzione e giustiziato perché ritenuto una spia dei servizi segreti israeliani Mossad.
L'indiscrezione è stata pubblicata sulle pagine di The National, il quotidiano di Abu Dhabi finanziato dagli Emirati Arabi Uniti, che cita varie dichiarazioni on-line e sui social media, non confermate ufficialmente né smentite.
Comandante delle Forze Quds, il reparto d'élite delle Guardie della rivoluzione che si occupa delle operazioni all'estero e del coordinamento con le milizie filo iraniane nella regione, Qaani è tra i pochissimi leader della Repubblica islamica ad essere sopravvissuto ai conflitti tra Israele e Iran degli ultimi anni, dove quasi tutti i funzionari più importanti del regime sono stati uccisi.
La sua morte era stata annunciata già nell'ottobre del 2024 ma smentita da una sua apparizione pubblica e lo stesso successe durante il conflitto dei 12 giorni tra Iran e Israele nell'estate dello scorso anno. Fonti anonime citate dai media regionali hanno riferito che Qaani e il suo team erano stati posti in isolamento e interrogati già nel 2024. La sua ultima apparizione pubblica, in fotografie pubblicate dai media iraniani, risale all'11 febbraio e mostra il militare partecipare alle manifestazioni per celebrare il 47esimo anniversario della fondazione della Repubblica islamica.
Qaani era stato nominato a capo delle Forze Quds subito dopo l'uccisione di Qassem Soleimani, che guidò il reparto d'élite dei pasdaran fino al 3 gennaio del 2020 quando venne ucciso in Iraq in un'operazione ordinata dall'amministrazione di Donald Trump nel suo primo mandato.
I commenti riportati da The National sostengono che il militare "è stato giustiziato" dai pasdaran mentre "in precedenza, era stato preso in custodia dall'Irgc (il corpo delle guardie della rivoluzione islamica) con l'accusa di essere un agente del Mossad".
Qaani "è sopravvissuto a tutti i tentativi di assassinio finora e si trovava persino con Khamenei durante i bombardamenti tra Stati Uniti e Israele, ma è riuscito a fuggire" prima di essere catturato, recita uno dei commenti, dando adito all'ipotesi che il comandante delle Forze Quds abbia potuto in qualche modo avere avuto un ruolo nell'uccisione della Guida suprema durante il raid israeliano contro il suo ufficio.
«Colpita una postazione Unifil, caschi blu feriti
Una postazione della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) è stata presa di mira oggi nel sud del Paese, ferendo i peacekeeper ghanesi, secondo l'Agenzia di Stampa Nazionale (Nna).
"Diversi membri delle forze ghanesi (dell'Unifil) sono rimasti feriti dopo che la loro postazione nella città di al-Qaouzah è stata presa di mira", hanno riportato i media statali libanesi, senza specificare l'origine dell'attacco.
Trump non chiude all'ipotesi di un'altra figura religiosa alla guida dell'Iran
Il presidente americano Donald Trump è disponibile ad avere un'altra figura religiosa alla guida dell'Iran, dopo la campagna di bombardamenti congiunta tra Stati Uniti e Israele che la scorsa settimana ha portato all'uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei.
In un'intervista telefonica alla Cnn, alla domanda potesse accettare un altro leader religioso alla guida del Paese, Trump ha risposto: "Forse sì".
Il tycoon ha anche affermato che la nuova leadership dell'Iran "funzionerà come in Venezuela", riferendosi all'eliminazione dell'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti.
Giovedì, in un'altra intervista telefonica con Axios, Trump ha però detto di dover essere personalmente coinvolto nella selezione della nuova leadership iraniana. Come ciò si verifichi, al momento, non è chiaro: ha affermato che il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba Khamenei, molto probabilmente il successore del padre, sarebbe una scelta "inaccettabile" per lui.
"Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran", ha rincarato Trump. "Stanno sprecando tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina, come è successo con Delcy Rodríguez in Venezuela", ha dichiarato l'inquilino della Casa Bianca, citando la presidente ad interim di Caracas, numero due di Maduro.
«C'è il rischio che il Medio Oriente degeneri»
«Tutti gli attacchi illegali in Medio Oriente e oltre stanno causando enormi sofferenze e danni ai civili in tutta la regione e rappresentano un grave rischio per l'economia globale, in particolare per le persone più vulnerabili. La situazione potrebbe degenerare in una spirale incontrollabile».
Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres mentre prosegue il conflitto tra Usa-Israele e Iran. «È ora di porre fine ai combattimenti e avviare seri negoziati diplomatici - ha aggiunto -. La posta in gioco non potrebbe essere più alta» (Ats ans).
IMAGO / ZUMA Press WireColpita la base Usa da cui è partito il raid contro la scuola
Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno dichiarato di aver preso di mira una base statunitense negli Emirati Arabi Uniti, che avrebbero utilizzato come base di lancio per un attacco contro la scuola elementare femminile nella contea di Minab, nel sud del Paese, che secondo le autorità iraniane avrebbe provocato più di 150 vittime.
«La base aerea di Al-Dhafra, appartenente a terroristi americani nella regione, è stata presa di mira con droni e missili di precisione», hanno dichiarato le Guardie in un comunicato trasmesso dalla televisione di stato.
Né Israele né gli Stati Uniti hanno rivendicato la responsabilità dell'attacco, mentre il Pentagono ha confermato di stare indagando. Un'inchiesta del New York Times ha concluso ieri che l'esercito statunitense è «il più probabile responsabile dell'attacco».
Un'analisi dei post sui social media risalenti al momento dell'attacco, nonché di foto e video di testimoni, avrebbe infatti indicato che la scuola era stata colpita contemporaneamente a una vicina base navale delle Guardie, afferma il Nyt. (Ats ans)
Finora più di 130 morti nel sud del Libano
Almeno cinque persone sono morte e nove sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano che ha colpito il quartiere Haret Aqbe nella località di Duweir, nel distretto di Nabatiye, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna.
Stamani altre 5 persone erano state uccise da Israele a Sidone, 40 km a sud di Beirut. Il bilancio ufficiale delle vittime dei bombardamenti israeliani in Libano dal 2 marzo a oggi supera i 130 uccisi.
Scontri tra Hezbollah e israeliani a Khiam nel sud del Libano
Violenti scontri tra Hezbollah e l'esercito israeliano sono in corso nell'area orientale di Khiam, nel distretto di Marjayoun, nel sud del Libano. Lo riferiscono fonti locali.
Secondo le stesse fonti, nei combattimenti vengono utilizzate mitragliatrici pesanti e razzi anticarro. Il rumore degli scontri è chiaramente udibile nelle località circostanti. In precedenza, movimenti di veicoli militari israeliani a est della città erano stati presi di mira con razzi (Ats ans)
ZUMA Press Wire«Nessun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata»
Non ci sarà alcun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata!". Lo scrive Donald Trump su Truth.
«Dopo la resa incondizionata e dopo la selezione di un leader grande e accettabile - ha aggiunto Trump - noi e molti dei nostri meravigliosi e coraggiosi alleati lavoreremo instancabilmente per salvare l'Iran dall'orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai».
«Make Iran Great again» - «Renderemo l'Iran di nuovo grande», scrive inoltre il tycoon sul suo social lanciando una nuova versione del suo Maga: Miga, «Make Iran Great Again». (Ats ans)
Hezbollah avverte gli israeliani: «Evacuate la striscia del confine col Libano»
Hezbollah ha intimato oggi ai residenti israeliani di evacuare le aree entro cinque chilometri dal confine con il Libano. In un messaggio in ebraico sui canali Telegram del gruppo, Hezbollah ha intimato agli israeliani di evacuare tutte le località «situate entro 5 chilometri dal confine».
«Ciò è dovuto al dispiegamento da parte dell'esercito (israeliano) di veicoli militari e veicoli trasporto truppe blindati in aree aperte, utilizzando queste aree come punti di dispiegamento militare», ha aggiunto (Ats ans)
Le foto che dimostrano che la scuola a Minab è stata colpita dagli Usa
Una serie di prove raccolte dal New York Times sull'attacco alla scuola di Minab, nel sud dell'Iran, dimostrano che l'edificio è stato molto probabilmente colpito dagli Stati Uniti nell'ambito di un raid contro una base delle Guardia delle rivoluzione lì vicino.
Secondo il Nyt, un'analisi delle foto satellitari e video di passanti ad un'ora dall'attacco del 28 febbraio confermerebbe che la scuola è stata colpita nello stesso momento in cui è stata colpita la base dei pasdaran.
In uno dei video si vedono diverse colonne di fumo che si levano dall'area della base e della scuola allo stesso tempo (Ats).
La portaerei francese Charles de Gaulle nel Mediterraneo
La portaerei francese Charles de Gaulle, inviata da Parigi in Medio Oriente per proteggere i propri cittadini e gli alleati presi di mira dall'Iran, è entrata nel mar Mediterraneo superando lo stretto di Gibilterra. Lo constata l'Afp sul posto. L'imbarcazione, che ha ancora diversi giorni di navigazione prima di raggiungere l'aerea operativa, si trovava nel nord dell'Europa nel quadro di una missione Nato quando il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l'invio in Medio Oriente. (ats)
Nuovi raid iraniani contro i curdi nel nord dell'Iraq
Nuovi attacchi hanno colpito obiettivi di gruppi di opposizione curdi iraniani nel nord dell'Iraq: lo ha dichiarato un funzionario del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano in esilio. "Le nostre basi sono sotto attacco da parte del nemico iraniano", ha dichiarato il funzionario del Pdki. "Dopo un attacco di questa mattina, i nostri siti sono stati nuovamente presi di mira 20 minuti fa con sei droni" e "l'attacco continua", ha aggiunto. (ats)
Eurozona, orizzonte nero se la guerra si prolunga
Le conseguenze economiche della guerra contro l'Iran ''dipendono fortemente dalla durata del conflitto". "Se i prezzi dell'energia rimangono elevati per un periodo prolungato, ciò tenderebbe a portare a un'inflazione più elevata e a un indebolimento dell'economia nell'Eurozona". Lo afferma il presidente della Bundesbank Joachim Nagel alla conferenza stampa annuale dell'istituzione. Al contrario, se i combattimenti "si concludessero rapidamente, con un accordo politico e, nella peggiore delle ipotesi, con danni minimi alle infrastrutture energetiche della regione, i prezzi dell'energia potrebbero presto scendere di nuovo". Le conseguenze per l'inflazione sarebbero quindi "di breve durata e generalmente limitate". Per quanto riguarda la politica monetaria, con il riaffiorare delle speculazioni su un ulteriore aumento dei tassi, la Banca centrale europea dovrà stabilire se si tratti di "shock temporanei dell'offerta". In questa fase, "non è opportuno trarre conclusioni dalle informazioni limitate" e dato il contesto "molto instabile", secondo Nagel. (ats)
I pasdaran: «Avviati i lanci con il Khorramshahr-4»
La Guardia rivoluzionaria iraniana afferma di aver utilizzato il missile Khorramshahr-4 con una testata di due tonnellate nell'ambito dell'intensificazione degli attacchi in corso contro obiettivi nemici. Lo scrive la tv panaraba del Qatar Al Jazeera, citando l'agenzia di notizie iraniana Tasnim. I media citano il comunicato dei Pasdaran, secondo cui l'uso del missile rientra "nell'espansione e nell'intensificazione" delle operazioni militari. Secondo il comunicato, il Khorramshahr-4 è stato impiegato con una testata del peso di circa due tonnellate. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sugli obiettivi colpiti né sul numero di missili utilizzati. Il Khorramshahr-4 è uno dei missili balistici di maggiore potenza annunciati dall'Iran negli ultimi anni ed è presentato da Teheran come parte del proprio arsenale strategico. (ats)
AFPL'Iran: «Abbiamo attaccato le basi Usa in Kuwait. E lo faremo ancora»
L'esercito iraniano ha dichiarato di aver attaccato le basi statunitensi in Kuwait e ha promesso che avrebbe proseguito con ulteriori attacchi. "Nelle ultime ore, vari tipi di droni distruttivi delle forze di terra dell'esercito hanno preso di mira in gran numero le basi militari americane in Kuwait", ha dichiarato l'esercito, secondo la TV di stato iraniana. "Questi attacchi continueranno nelle prossime ore". Dal canto suo, su X, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha scritto che "alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione. Sia chiaro: siamo impegnati per una pace duratura nella regione ma non esitiamo a difendere la dignità e la sovranità della nostra nazione. La mediazione dovrebbe rivolgersi a coloro che hanno sottovalutato il popolo iraniano e innescato questo conflitto". (ats)
Ambasciata svizzera a Teheran resta aperta
L'ambasciata svizzera a Teheran resta aperta, nonostante gli incessanti bombardanti statunitensi e israeliani sulla capitale iraniana da sabato. Lo ha confermato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) all'agenzia Keystone-ATS. Presso la rappresentanza svizzera lavorano ancora sei cittadini elvetici e 18 collaboratori locali, ha precisato un portavoce del DFAE. Tutti stanno bene, considerate le circostanze, ha aggiunto. Quattro collaboratori con passaporto rossocrociato avevano già abbandonato la Repubblica islamica il 3 marzo.Tutte le rappresentanze svizzere nella regione dispongono delle necessarie misure di sicurezza e di gestione delle crisi, hanno sottolineato i servizi di Ignazio Cassis, precisando che tali dispositivi vengono costantemente verificati e adattati.
Dopo l'offensiva militare israeliana e statunitense contro l'Iran e la conseguente rappresaglia da parte di Teheran, migliaia di cittadini svizzeri sono rimasti bloccati in diversi Stati del Golfo. Attraverso l'applicazione Travel Admin del DFAE si sono registrate circa 5'200 persone dall'inizio delle ostilità. Ieri pomeriggio un primo volo speciale di Swiss provenienti dalla capitale dell'Oman Mascate e diretto a Zurigo ha permesso di rimpatriare 211 cittadini elvetici. (Ats)
Onu rifugiati: la guerra provoca grave crisi umanitaria
L'agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati ha avvertito che la guerra in Medio Oriente rappresenta una "grave crisi umanitaria" che richiede una risposta immediata a livello regionale. "La crisi crescente in Medio Oriente costituisce una grave emergenza umanitaria che richiede una risposta immediata in tutta la regione e anche nel Sud-est asiatico", ha dichiarato a Ginevra Ayaki Ito, direttore della divisione emergenze e supporto ai programmi dell'agenzia Onu per i rifugiati. Ito ha aggiunto che alcuni membri del personale dell'organizzazione si trovano attualmente "in pericolo" nelle aree interessate dal conflitto. (Ats)
Londra apre a raid contro lanciamissili iraniani
Il vicepremier britannico David Lammy ha aperto alla possibilità di raid aerei del Regno Unito contro i lanciamissili dell'Iran. Intervenendo al programma Bbc Breakfast, Lammy ha dichiarato che Londra ha il diritto di intraprendere azioni per proteggere i propri cittadini. "Non sono qui per fare l'avvocato", ha affermato il vicepremier, ma "è chiaro che, in risposta a un attacco, possiamo colpire i siti che lo hanno lanciato e rappresentano una minaccia". "Per come la vedo io, c'è una base legale", ha aggiunto. Una dichiarazione che differisce dalla linea adottata sinora dal governo laburista del premier Keir Starmer, come sottolineano i media del Regno, che si è limitato a condurre operazioni difensive a sostegno di basi britanniche, come quella sull'isola di Cipro, e dei Paesi alleati in Medio Oriente, con l'abbattimento di droni iraniani. (Ats)
Petrolio, prezzo all'insù con il monito del Qatar
Il petrolio riprende la sua corsa dopo il monito del ministro dell'energia del Qatar, Saad al-Kaabi, secondo cui la guerra in Medio Oriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane, facendo schizzare i prezzi del barile. Il Wti sale del 4% a 84,22 dollari mentre il Brent avanza del 2% a 87,1 dollari. (Ats)
60mila tonnellate riso basmati ferme nei porti
Con 60mila tonnellate di riso basmati ferme nei porti indiani a seguito della guerra nel Medio Oriente, gli esportatori hanno fatto appello al governo di Delhi perché intervenga urgentemente, definendo l'attuale stallo "causato da forza maggiore in circostanze eccezionali", come accadde durante il Covid.
Secondo i media indiani i container bloccati lungo le coste del subcontinente sono quasi 3'000. Stando a dati ufficiali, circa il 90 per cento del totale del riso esportato annualmente dall'India è del tipo basmati, per un valore di circa 250 miliardi di rupie quasi 235 milioni di Euro; il Medio Oriente ne acquista tra il 60 e il 70%, mentre l'Iran, da solo, ne acquista il 20%. (ats)
Qatar: «Se la guerra prosegue, il petrolio richia di arrivare a 150 dollari»
Il ministro dell'energia del Qatar lancia un monito allarmistico: se gli scontri Iran-Usa-Israele proseguono e il Canale Hormuz resta compromesso tutti i produttori dell'area finiranno per dover bloccare le operazioni e il barile di petrolio potrebbe raggiungere 150 dollari, "trascinando al ribasso le economie di tutto il mondo". In una intervista al Financial Times, Saad al-Kaabi sostiene che anche se le ostilità si fermassero oggi ci vorrebbero "settimane, se non mesi" per un ritorno alla normalità. Invece con la durata del conflitto al centro di crescenti incertezze, secondo l'esponente qatariota altri produttori dovranno fare come il suo paese, che ha già dichiarato di aver sospeso le operazioni per "causa di forza maggiore", dopo un attacco iraniano ad un suo stabilimento. "Ci aspettiamo che tutti quelli che non hanno fatto ricorso a causa di forza maggiore lo facciano nei prossimi giorni, mentre tutto questo continua. Tutti gli esportatori del Golfo dovranno farlo. Se non lo fanno a un certo punto si ritroveranno a dover pagare il conto, se questa è la loro scelta". Intanto lo stop delle forniture dall'area "trascinerà giù le economie del mondo. Se la guerra continua per settimane il prodotto interno lordo mondiale ne subirà le ricadute. I prezzi dell'energia saliranno per tutti. Ci saranno penurie di alcuni prodotti e una reazione a catena per le fabbriche che non possono ricevere approvvigionamenti". (ats)
Dietro la strage nella scuola iraniana potrebbero esserci gli Usa
Gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze Usa siano responsabili dell'attacco alla scuola femminile iraniana in cui sono morte 150 bambine sabato scorso ma non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato le indagini: lo rivela Reuters in un'esclusiva. La scuola femminile di Minab, nell'Iran meridionale, è stata colpita nel primo giorno di attacchi statunitensi e israeliani contro il Paese. L'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, ha dichiarato che l'attacco ha ucciso 150 studentesse. (ats)
Libano, quasi mezzo milione di evacuati da Beirut
Quasi 500'000 persone sono state evacuate dai loro luoghi di residenza abituali nel Libano meridionale, a Beirut e in altre località: è quanto scrive il Jerusalem Post, che definisce gli sfollati "sostenitori di Hezbollah". Mentre oltre 400'000 persone sono state evacuate dal Libano meridionale, si registra ora, secondo la testata israeliana, una crescente tendenza a evacuare decine di migliaia di persone da Beirut dopo 26 attacchi dell'Idf in aree controllate da Hezbollah come Dahieh, che si stanno trasformando in una città fantasma. Questi attacchi facevano parte di circa 115 attacchi aerei in Libano nelle ultime 24 ore. (ats)
AFPLa città di Teheran bersagliata dai raid israeliani.Allarme aereo a Dubai: «Cercate subito rifugio»
I residenti di Dubai hanno ricevuto un avviso del Ministero degli Interni degli Emirati Arabi Uniti sui loro telefoni, che li esortava a ripararsi da potenziali minacce missilistiche, hanno riferito i corrispondenti dell'Afp, mentre l'Iran prosegue la sua campagna di rappresaglia nel Golfo. "A causa dell'attuale situazione, potenziali minacce missilistiche, cercate immediatamente rifugio nell'edificio sicuro più vicino e state lontani da finestre, porte e aree aperte", si legge nell'avviso. Dal canto suo, l'ambasciatore di Israele in Francia, Joshua Zarka, intervistato da Radio Classiquem ha dichiarato: "Il nostro obiettivo non è invadere Paesi vicini. Non abbiamo nessuna intenzione di inviare delle truppe sul terreno per cambiare regime" in Iran. (ats)
Sri Lanka, attracco autorizzato per una nave iraniana
Lo Sri Lanka ha annunciato di aver autorizzato una nave iraniana ad attraccare nel porto di Trincomalee e di aver trasferito quasi tutti gli oltre 200 marinai dell'equipaggio nel porto di Colombo. Il presidente dello Sri Lanka, Anura Kumara Dissanayake, ha affermato che la nave, la Irins Bushehr, aveva chiesto il permesso di entrare nelle acque territoriali del Paese insulare nell'Oceano Indiano citando un guasto al motore. Lo riporta l'agenzia di stampa indiana Pti. Secondo Dissanayake - scrive l'Afp - la Bushehr aveva recentemente preso parte a esercitazioni navali in India come la Dena, la nave iraniana affondata al largo dello Sri Lanka due giorni fa in un attacco rivendicato dagli Usa. Nell'affondamento della nave si stima che siano morti almeno 84 marinai. "Abbiamo voluto rimanere neutrali mentre ci occupavamo di una risposta umanitaria Nessuno merita di morire, ogni vita è preziosa", ha dichiarato il presidente dello Sri Lanka secondo la Pti. (ats)
«Intensi bombardamenti» su Beirut
"L'aeronautica israeliana ha condotto un'ampia ondata di 26 attacchi nell'area di Dahieh, in Libano, prendendo di mira le infrastrutture terroristiche di Hezbollah". Lo scrive l'Idf su X. Dahieh è un quartiere nel sud di Beirut. "Tra gli obiettivi - aggiunge il post - c'erano il centro di comando di un consiglio esecutivo e una struttura che ospitava droni utilizzati per attacchi contro Israele. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili". In precedenza, il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah aveva rivendicatola responsabilità del lancio di artiglieria e razzi contro le posizioni dell'esercito israeliano vicino al confine. "In risposta alla criminale aggressione israeliana che ha colpito decine di città e villaggi libanesi, tra cui la periferia meridionale di Beirut, i combattenti della Resistenza islamica hanno lanciato un attacco con salve di razzi e fuoco di artiglieria", aveva dichiarato Hezbollah in un comunicato. Al momento dell'attacco, intorno alle 2:10 ora locale di stanotte (l'1:10 in Svizzera), le sirene antiaeree avevano suonato nelle città israeliane prese di mira ma non sono state segnalate vittime o danni. Dal canto suo, il ministero della Salute libanese ha reso noto ieri sera un nuovo bilancio delle vittime, pari a 123, nei raid aerei israeliani dall'inizio della guerra lunedì. "Il bilancio dell'aggressione israeliana dall'alba di lunedì (...) ammonta a 123 martiri e 683 feriti", si legge in una nota del Ministero, ripresa da L'Orient Le Jour. (ats)

Portadroni iraniana «colpita e ora è in fiamme»
Le immagini che documentano l'attacco sono state pubblicate dal Comando Centrale degli Stati Uniti
Quasi azzerato il traffico navale nello stretto di Hormuz
Il traffico navale nello stretto di Hormuz si è quasi completamente interrotto per effetto della guerra in Medioriente. L'esame dei segnali di navigazione in acqua "indica che il traffico si è ridotto a livelli di una cifra, con solo due transiti commerciali confermati osservati nelle ultime 24 ore", afferma il Joint Marine Information Center, secondo cui le traversate hanno riguardato solo navi cargo e non petroliere. L'organizzazione, riferisce Bloomberg, parla di "pausa temporanea quasi completa del traffico commerciale di routine". (ats)
Washington concede all'India di acquistare petrolio russo
Il petrolio frena in Asia con la deroga anti-Iran a favore dell'India decisa dagli Usa per consentire l'acquisto di greggio russo: il Wti cede il 2,225, a 78,76 dollari al barile, mentre il Brent cede l'1,86%, a 83,55 dollari. Il Tesoro americano ha consentito alle raffinerie indiane di comprare milioni di barili già caricato sulle petroliere entro il 5 marzo 2026. La mossa, nel mezzo delle tensioni in Medio Oriente, prevede "una deroga temporanea di 30 giorni" e fino agli inizi di aprile, ha riferito il segretario Scott Bessent in un post su X. "Questa misura, deliberatamente a breve termine, non fornirà significativi benefici finanziari al governo russo, poiché autorizza solo transazioni che riguardano petrolio già bloccato in mare", ma "allevierà la pressione causata dal tentativo dell'Iran di prendere in ostaggio l'energia globale", ha aggiunto Bessent. Intanto, il governo cinese starebbe parlando con quello iraniano per consentire il passaggio sicuro delle navi che trasportano greggio e gas naturale liquefatto dal Qatar attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo scrive il sito internet dell'agenzia di stampa britannica Reuters, citando tre fonti diplomatiche. (ats)
Trump: «Truppe a terra? Una perdita di tempo»
"È una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere", ha dichiarato Trump all'emittente Usa. Invitato a commentare una dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui un'operazione di terra statunitense sarebbe un "disastro", il presidente americano l'ha liquidata come "chiacchiere inutili". Araghchi aveva anche dichiarato alla Nbc che i funzionari iraniani erano "preparati a qualsiasi eventualità, persino uno sbarco". "Li stiamo aspettando: siamo fiduciosi di poterli affrontare e che sarebbe un disastro per loro", aveva aggiunto il ministro degli Esteri iraniano. (ANSA-AFP).
Israele annuncia una «nuova fase» del conflitto
Israele ha annunciato una "nuova fase" del conflitto con l'Iran. "Dopo aver completato con successo la fase di attacco a sorpresa, durante la quale abbiamo stabilito la superiorità aerea e neutralizzato la rete missilistica balistica, passiamo ora alla fase successiva dell'operazione", ha detto ieri sera il capo di Stato maggiore Eyal Zamir affermando che Israele continuerà lo "smantellamento del regime iraniano" e le sue capacità militari. "Abbiamo ancora altre sorprese in serbo, che non intendo rivelare", ha aggiunto. (ANSA-AFP).
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