Israele ha autorizzato l'ingresso nella Striscia di Gaza di due camion di carburante al giorno

Il carico sarà destinata ai mezzi che portano aiuti umanitari
Israele non intende fermarsi a Gaza. L'operazione condotta «in terra, in cielo e dal mare» proseguirà ovunque si trovino i miliziani e «poiché Hamas si trova anche nel sud della Striscia, si estenderà lì. Ciò avverrà nel tempo, nel luogo e nelle condizioni che stimeremo più favorevoli. Ma avverrà», ha avvertito ieri il portavoce militare israeliano Daniel Hagari. Ma la battaglia a Gaza sta infiammando sempre più anche la Cisgiordania, dove Hamas ha dichiarato di voler esportare la guerra.
«Fin'ora nessun accordo sugli ostaggi»
«Ci sono voci infondate: fino ad ora nessun accordo è stato raggiunto sugli ostaggi, ma quando ci sarà lo diremo subito». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa. «Io - ha aggiunto riferendosi alla manifestazione svoltasi oggi a Gerusalemme sotto il suo ufficio - marcio con voi. Tutto il popolo di Israele marcia con voi. Comprendiamo la vostra sofferenza e l'incubo che vivete». (Ats ans)
«Una tregua solo con la liberazione degli ostaggi»
Il principale consigliere del presidente americano Joe Biden per il Medio Oriente ha detto che ci sarà una «pausa significativa» nella guerra tra Israele e Hamas se gli ostaggi tenuti dai militanti a Gaza verranno liberati.
«L'aumento degli aiuti umanitari, l'aumento del carburante, la pausa... arriveranno quando gli ostaggi verranno rilasciati», ha detto Brett McGurk durante una conferenza sulla sicurezza in Bahrein. Il rilascio di un gran numero di ostaggi comporterebbe «una pausa significativa... e un massiccio aumento degli aiuti umanitari», ha affermato.
McGurk ha detto che Biden ha discusso la questione ieri sera con il sovrano del Qatar, Paese che sta guidando gli sforzi di mediazione verso un cessate il fuoco e il rilascio dei prigionieri. La Casa Bianca ha affermato che Biden e l'emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani hanno discusso «dell'urgente necessità che tutti gli ostaggi detenuti da Hamas siano rilasciati senza ulteriori ritardi». (fonte ats ans)
AFP«Israele può essere distrutto in 48 ore»
Dopo l'attacco armato di Hamas del 7 ottobre, il crollo di Israele è «imminente», secondo il comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Hossein Salami, secondo cui il raid ha dimostrato che il «regime sionista» può «essere distrutto in 48 ore», perché «ha una distanza di soli 120 km dai suoi confini settentrionali, di 80 da quelli meridionali e di 60 da quelli orientali» e i suoi Paesi alleati, inclusi gli Stati Uniti, «non possono salvare Israele dal pericolo di essere distrutto». L'attacco di Hamas, secondo Salami, «è il riflesso di 100 anni di tirannia contro i palestinesi da parte degli Stati Uniti, della Gran Bretagna, della Francia e del regime sionista», ha detto ancora il comandante dei Pasdaran iraniani. (Ats ans)
Altro raid israeliano contro il campo profughi di Jabalya
Il ministero della sanità di Hamas ha annunciato oggi la morte di altri 32 palestinesi, tutti membri della stessa famiglia, tra cui 19 bambini, in un secondo raid compiuto dall'esercito israeliano contro una casa nel campo profughi gestito dalle Nazioni Unite a Jabaliya, nella zona settentrionale della Striscia di Gaza devastata dai combattimenti tra Israele e Hamas. Le 32 vittime si aggiungerebbero alle 50 persone rimaste uccise in un primo raid, sempre oggi nel campo profughi, contro una scuola che ospita gli sfollati. Il bilancio complessivo è dunque di almeno 80 morti. (Ats ans)
Israele espande le operazioni nel nord di Gaza
L'esercito sta espandendo «la sua offensiva nella parte nord della Striscia». Lo ha detto il portavoce militare, riferendosi alle aree di Zaitun e Jabalya. Per quanto riguarda quest'ultima, il portavoce ha ricordato che nella zona «ci sono il comando e il centro di controllo della Brigata nord di Gaza di Hamas. E dove c'è una delle più significative roccaforti del terrore con quattro battaglioni operativi di Hamas". A Jabalya - ha proseguito - i soldati «hanno affrontato terroristi che operano intenzionalmente da aree civili e hanno tentato di attaccare le truppe utilizzando missili anticarro e ordigni esplosivi». «Durante gli scontri - ha sostenuto - sono stati uccisi numerosi terroristi e le truppe hanno colpito un gran numero di infrastrutture terroristiche, comprese infrastrutture sotterranee e obiettivi importanti dell'organizzazione terroristica». L'esercito ha poi aggiunto che «reparti della 36esima Divisione stanno operando contro il battaglione 'Zaytun', uno dei principali battaglioni di Hamas, nel quartiere di Zaytun a Gaza City». «Parallelamente - ha specificato - altre truppe stanno operando alla periferia di Zaytun, tra cui Sheikh Ijlin e Rimal, liberando le aree dai terroristi e colpendo le infrastrutture terroristiche». (Ats ans)
«Da Israele solo la metà del carburante necessario»
«Dopo settimane di rinvii, Israele ha approvato l'ingresso solo della metà del carburante necessario per le operazioni umanitarie a Gaza, si è molto lontani dal garantire il funzionamento ininterrotto di ospedali, pompe idrauliche per i rifugi, ambulanze, sistema di comunicazioni». Lo denuncia in una nota Philippe Lazzarini, capo dell'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. «Senza tutto il carburante che serve la popolazione avrà solo due terzi del fabbisogno giornaliero di acqua potabile, mentre il sistema fognario rischia di collassare ed essere fonte di epidemie», afferma il responsabile con doppia cittadinanza svizzera e italiana. (Ats ans)
Gaza: ministero Hamas, 50 morti in un raid su scuola Onu a Jabalya
Il ministero della sanità di Hamas ha affermato che almeno 50 persone sono rimaste uccise in un raid israeliano condotto "all'alba, sulla scuola al Fakhura" che serviva da riparo per i rifugiati nel campo profughi gestito dall'Onu a Jabalya, nel nord della Striscia di Gaza.
Gaza, mai chiesto evacuazione ospedale Shifa
L'esercito israeliano «non ha ordinato in nessun momento l'evacuazione dei pazienti o dei medici» dall'ospedale Shifa. Lo ha dichiarato stamane un portavoce militare spiegando che l'esercito ha invece accolto «una richiesta del direttore dello Shifa per consentire ad altri abitanti di Gaza che erano in ospedale e che vorrebbero evacuare, di farlo attraverso un percorso sicuro. Il personale medico rimarrà in ospedale - ha aggiunto - per assistere i pazienti che non si possono allontanare».
Gaza, l'esercito opera attorno a tre ospedali
Una intensa attività delle forze armate israeliane è segnalata oggi vicino a tre ospedali di Gaza. Nell'area dell'ospedale Shifa reparti dell'esercito proseguono ed estendono le ispezioni all'interno e sotto le strutture. (fonte ats)
Sirene di allarme nel nord di Israele al confine col Libano
Le sirene di allarme per l'arrivo di razzi stanno risuonando nel nord di Israele, in particolare nel kibbutz Sasa al confine con il Libano. Lo ha fatto sapere l'esercito.
Israele chiede evacuazione di al-Shifa
Israele avrebbe dato un'ora di tempo a medici, pazienti e sfollati per evacuare il complesso medico di Al-Shifa a Gaza: lo scrive una tv palestinese, rilanciata dalle emittenti al-Jazeera ed al-Arabiya, citando il primario di ortopedia della più grande struttura sanitaria della Striscia di Gaza.
Il medico ha spiegato ad Al-Jazeera, dall'interno dell'ospedale, che "le forze di occupazione" li hanno informati che devono evacuare il complesso di dipendenti, pazienti e feriti; ha aggiunto che si è creato "uno stato di panico e paura", ma ha sottolineato che i medici lasceranno l'ospedale solo con i pazienti.
ReutersIsraele ha autorizzato l'ingresso nella Striscia di Gaza di due camion di carburante al giorno
Israele ha autorizzato l'ingresso nella Striscia di Gaza di due camion di carburante al giorno, in seguito a pressioni da parte degli Stati Uniti. Si tratta dell'equivalente di 70mila libri di carburante al giorno, ha precisato una fonte del dipartimento di Stato Usa, citata dalla Bbc, sottolineando questo carico sarà destinata ai mezzi che portano aiuti umanitari e per il personale Onu che fornisce acqua e servizi igienico sanitari e anche per rendere possibile l'alimentazione di telefonini e servizi internet. La connessione è tornata dopo che l'Unrwa ha fornito combustibile alla compagnia per le comunicazioni di Gaza, è stato reso noto ieri.



