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ISRAELE: LIVE

«Sepolti in una fossa comune» i morti dell'ospedale Al-Shifa

Il direttore dell'ospedale ha parlato di «179 corpi».
«Sepolti in una fossa comune» i morti dell'ospedale Al-Shifa
Reuters
Il direttore dell'ospedale ha parlato di «179 corpi».

«Hamas ha perso il controllo di Gaza, non ha il potere di fermare l'esercito». È quanto annunciato, nella serata ieri, dal ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, che ha aggiunto che «i terroristi stanno fuggendo al sud e i civili stanno saccheggiando le loro basi». La notizia è arrivata quasi in contemporanea con quella dell'entrata delle truppe israeliane nel Parlamento di Gaza City. Un nuovo step nella guerra di Israele contro Hamas, che però potrà contare sulle forze di Hezbollah. Dal Libano, un membro di Hamas ha dichiarato ieri che «la linea rossa per Hezbollah è la totale distruzione della resistenza a Gaza».

20:52

Gaza, sgomberato l'ospedale al-Quds
Lo sgombero dell'ospedale al-Quds di Gaza è stato completato oggi. Lo ha reso noto il portavoce militare israeliano Daniel Hagari. In un incontro con la stampa Hagari ha fatto appello «ai terroristi che ancora si trovano in altri ospedali affinché si arrendano». La loro presenza all'interno di ospedali rappresenta, secondo Hagari, un crimine di guerra. Il portavoce ha anche affermato che l'esercito è riuscito oggi ad assumere il controllo nel campo profughi di Shati, che ha definito «il cuore del terrorismo». (ats)

20:32

Kirby: «Le azioni di Hamas non diminuiscono la responsabilità di Israele»
«Non sosteniamo attacchi agli ospedali», «gli ospedali e pazienti devono essere protetti», «le azioni di Hamas non diminuiscono la responsabilità di Israele nella protezione dei civili»: lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby in un briefing a bordo dell'Air Force One che sta portando Joe Biden a San Francisco per il vertice con il presidente cinese. (ats)

20:23

Gaza, 22 ospedali (su 36) sono fuori uso
Nella Striscia di Gaza sono fuori uso 22 ospedali su 36. Lo riferisce l'ufficio dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nei territori palestinesi su X. "Più della metà degli ospedali di Gaza non funziona a causa della mancanza di carburante, dei danni, degli attacchi e dell'insicurezza. I 14 ospedali rimasti aperti hanno a malapena le scorte necessarie per sostenere interventi chirurgici critici e salvavita e fornire cure ospedaliere, comprese quelle intensive", ha scritto l'Oms. (ats)

18:56

Capo dello Shin Bet in Egitto per accordo sugli ostaggi
Il capo dello Shin Bet (Sicurezza interna israeliana) Ronen Bar è in Egitto dove sta incontrando ufficiali di alto livello per promuovere l'accordo sugli ostaggi. Lo ha riferito Haaretz. (ats)

 

16:38

Giunti in Egitto 220 stranieri 
Proseguono attraverso i valichi tra Egitto e Striscia di Gaza l'evacuazione degli stranieri e dei feriti e l'invio di aiuti verso la Striscia di Gaza. Secondo fonti della Mezzaluna Rossa e della sicurezza raggiunte dall'ANSA, da questa mattina sono arrivati in Egitto, attraverso il valico di Rafah, 220 tra cittadini stranieri e persone con doppia nazionalità, 4 palestinesi feriti e 4 loro accompagnatori. In direzione opposta sono transitati, dal valico di Al-Awja, 117 camion con aiuti umanitari. Sono dirette a Gaza 20 ambulanze fornite dalla Turchia arrivate su una nave umanitaria e 80 tonnellate di aiuti umanitari da Arabia Saudita, Kuwait e Qatar arrivate in aereo all'aeroporto di Al-Arish, capoluogo del Sinai. (fonte ats)

16:34

Hamas: «Abbiamo il controllo della situazione nella Striscia»
«Hamas e le Brigate Izzeddin al Qassam hanno il controllo della situazione operativa e di combattimento nella Striscia di Gaza e rispondono agli attacchi del nemico 24 ore su 24, seguendo i piani di difesa preparati attentamente»: è quanto ha detto oggi a Beirut Osama Hamdan, rappresentante di Hamas in Libano durante una conferenza stampa. (fonte ats)

15:20

Gli Stati uniti lanciano il terzo pacchetto di sanzioni contro Hamas
Il Dipartimento di Stato annuncia nuove sanzioni contro Hamas, prendendo di mira le figure che ritiene chiave nel trasferimento di fondi dall'Iran a Gaza. «Il sostegno dell'Iran, soprattutto tramite il corpo della guardie rivoluzionarie islamiche, consente le attività terroristiche di Hamas e della Jihad islamica Palestinese, anche tramite il trasferimento di fondi e la fornitura di armi e di addestramento», afferma il Dipartimento di Stato annunciando il terzo round di sanzioni contro Hamas dall'attacco del 7 ottobre. (fonte ats)

14:50

400 dirigenti dell'amministrazione Biden chiedono un cessate il fuoco
Cresce il dissenso interno all'amministrazione Biden per il suo sostegno a Israele nella guerra a Gaza. Più di 400 esponenti di nomina politica e membri dello staff di circa 40 agenzie governative, scrive il New York Times, hanno inviato oggi una lettera di protesta al presidente sollecitandolo a chiedere urgentemente un cessate il fuoco immediato nella Striscia e a spingere Israele a consentire l'arrivo degli aiuti umanitari nel territorio palestinese. Si tratta dell'ultima di varie lettere di protesta inviate da dirigenti di vari rami dell'amministrazione Biden. Tra queste, tre promemoria interni al segretario di Stato Antony Blinken firmati da decine di dipendenti del dipartimento di Stato e una lettera aperta firmata da oltre 1000 dipendenti dell'agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid). (Ats ans)

14:40

Nelle mani di Tel Aviv diverse istituzioni di Hamas a Gaza
Le sedi di diverse istituzioni governative di Hamas a Gaza sono passate negli ultimi giorni nelle mani dell'esercito israeliano, secondo quanto ha annunciato il portavoce militare. In particolare soldati della Brigata Golani e della settima Brigata hanno preso il controllo degli edifici del Parlamento e del governo di Hamas, nonché del comando della polizia e della facoltà di ingegneria «che era usata per la produzione e lo sviluppo di armamenti». Anche la residenza del governatore è passata sotto il controllo di Israele. In quell'edificio, secondo il portavoce, si trovavano uffici dell'ala militare e della polizia di Hamas. (Ats ans)

14:13

«Gli Stati Uniti usciranno sconfitti»
Il vice ministro degli Esteri iraniano, e capo negoziatore sul nucleare di Teheran, Ali Bagheri Kani ha affermato che, a prescindere dal risultato della guerra in corso a Gaza, gli Stati Uniti usciranno sicuramente sconfitti. «In Palestina, da una parte c'è l'aggressore, l'occupante, il criminale che viola tutte le regole di base dei diritti umani e dall'altra parte c'è una nazione oppressa che possiede la terra della Palestina, i cui diritti sono stati violati e sta in ogni modo cercando di ottenere i suoi diritti», ha aggiunto Bagheri Kani, come riporta Mehr. Il vice ministro iraniano ha anche lanciato un appello ai Paesi islamici per «boicottare i prodotti israeliani e vietare l'esportazione di petrolio e altri beni di base a questo regime». (Ats ans)

13:45

Inchiesta per stupri del 7 ottobre
La polizia ha annunciato - dopo le indagini delle settimane scorse - di aver aperto una inchiesta sui «numerosi» casi di stupro avvenuti ai danni di israeliane da parte dei miliziani di Hamas durante l'attacco dello scorso 7 ottobre. Lo segnalano i media. (Ats ans)

12:46

Il Cicr incontra le famiglie degli ostaggi
La presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), Mirjana Spoljaric, incontrerà nuovamente oggi le famiglie degli ostaggi detenuti a Gaza, presso la sede del Cicr a Ginevra. Insieme alle famiglie, Spoljaric incontrerà anche il ministro degli Esteri e il ministro della Sanità israeliani, annuncia un comunicato dell'organizzazione umanitaria. Il Comitato sostiene con insistenza la causa degli ostaggi detenuti a Gaza, anche direttamente con Hamas e con attori che potrebbero avere influenza sulle parti, sottolinea il CICR. «La presa di ostaggi è vietata dal diritto internazionale umanitario. Continuiamo a insistere per il rilascio degli ostaggi. Non possiamo farcela da soli. Devono essere raggiunti accordi che consentano al CICR di svolgere questo lavoro in sicurezza», ha affermato la presidente nel comunicato. (Ats ans)

11:36

Salgono a 7 i morti in Cisgiordania
Continua a salire il bilancio dei palestinesi rimasti uccisi oggi a Tulkarem nel corso di scontri a fuoco con l'esercito israeliano. Secondo la agenzia di stampa palestinese Wafa il numero complessivo dei morti è salito adesso a sette, mentre i feriti sono almeno dodici. Intanto un altro palestinese è stato colpito a morte presso Hebron dopo che, secondo i media israeliani, la scorsa notte ha cercato di accoltellare un soldato. In precedenza aveva scritto su Facebook di «anelare al martirio». (fonte ats)

10:47

Bombardamenti israeliani in Libano 
L'artiglieria israeliana sta ripetutamente bombardando, dalle prime ore del giorno, zone del sud del Libano a ridosso della linea di demarcazione tra i due paesi contro località abitate da civili. Lo riferiscono fonti militari libanesi e media locali, secondo cui i raid israeliani sono concentrati sulle località di Naqura e Labbune nel settore occidentale del fronte di guerra tra Hezbollah e Israele, e nelle località di Markaba, Tayr Harfa e Rabb Thalathin, nel settore orientale. (fonte ats)

10:46

Israele conferma la morte della soldatessa 19enne in ostaggio a Gaza
L'esercito israeliano ha confermato oggi la morte della soldatessa Noa Marciano, 19 anni, che era stata rapita da Hamas il 7 ottobre e che da allora era tenuta in ostaggio a Gaza. Ieri Hamas ha pubblicato un video in cui lei si rivolgeva a una telecamera dal luogo in cui era tenuta prigioniera. Il video non è stato divulgato in Israele. In merito il portavoce militare aveva detto ieri che «Hamas continua a ricorrere a forme inumane di terrorismo psicologico», mediante la divulgazione di filmati. Oggi è giunta la conferma ufficiale della sua morte. La soldatessa è stata così inclusa nella lista dei caduti dell'esercito. (fonte ats)

10:18

Sospensione delle attività militari dalle 10 alle 14 locali 
Una sospensione delle attività militari per quattro ore, fra le 10 e le 14 locali (tra le 9 e le 13 in Svizzera) è stata annunciata oggi dal portavoce militare israeliano Avichai Adraee, che si esprime in arabo su X. La popolazione dei rioni indicati viene sollecitata ad approfittare di questa decisione per spostarsi nel sud della Striscia, oltre il Wadi Gaza, così come hanno già fatto centinaia di migliaia di palestinesi nelle ultime settimane. La principale arteria di Gaza, la Sallah-a-din, potrà essere percorsa in condizioni di sicurezza da nord a sud dalle 9 alle 16 locali, ha aggiunto Adraee secondo cui «Hamas ha perso il controllo nel nord della Striscia». (fonte ats)

09:49
Reuters
09:30

I morti dell'ospedale Al-Shifa «sepolti in una fossa comune»
Il direttore dell'ospedale Al-Shifa di Gaza, vicino al quale si combatte, ha affermato che «179 corpi» sono stati sepolti in una «fossa comune» all'interno della struttura. Il direttore Mohammed Abu Salmiya ha detto che la fossa comune, scavata all'interno della struttura, ospita anche i 7 neonati prematuri morti dopo lo spegnimento delle incubatrici per mancanza di energia. «Siamo stati obbligati a seppellirli in una fossa comune. C'erano corpi che bloccavano i corridoi del complesso ospedaliero e le celle frigorifere degli obitori non hanno più corrente», perché ormai l'ospedale è privo di carburante, ha spiegato Abu Salmiya. (fonte ats)

09:10
08:08

Attacchi alle cliniche: «Indagare come crimine di guerra»
«I ripetuti attacchi, apparentemente illegali, dell'esercito israeliano contro strutture mediche, personale e trasporti stanno ulteriormente distruggendo il sistema sanitario di Gaza e dovrebbero essere indagati come crimini di guerra»: lo afferma la Ong Human Rights Watch (Hrw). «Le preoccupazioni per gli attacchi sproporzionati sono amplificate per gli ospedali - si legge in un comunicato -. Anche la minaccia di un attacco o di un danno minore può avere enormi implicazioni sulla vita o sulla morte dei pazienti e degli operatori sanitari». Il governo israeliano, prosegue la nota, «dovrebbe porre fine agli attacchi agli ospedali. La Commissione internazionale indipendente d'inchiesta sui territori palestinesi occupati e la Corte penale internazionale dovrebbero indagare». (Ats ans)

07:43

«Un centro di comando sotto al-shifa»
Hamas ha un centro di comando sotto l'ospedale Al-Shifa. Lo riporta Cnn citando un funzionario americano a conoscenza delle informazioni di intelligence statunitense. (Ats ans)

07:42

Il generatore dell'ospedale di Al-Amal si è spento
La Mezzaluna Rossa palestinese ha affermato che l'unico generatore di corrente dell'ospedale Al-Amal, nel sud di Gaza, ha smesso di funzionare. In una dichiarazione pubblicata sui social media, ripresa dal Guardian, l'organizzazione ha affermato che la vita di 90 pazienti dell'ospedale è a rischio, di cui 25 nel reparto di riabilitazione medica «che ora affrontano il rischio di morte in qualsiasi momento». L'ospedale fa affidamento su un generatore «molto piccolo» e si prevede che il carburante rimanente si esaurirà entro 24 ore. (Ats ans)

07:41

Incubatrici da Tel Aviv a Gaza
L'esercito israeliano avrebbe iniziato a trasferire incubatrici dagli ospedali israeliani all'ospedale al-Shifa nella Striscia di Gaza: lo scrive su X uno dei portavoce del governo israeliano per la stampa estera, Eylon Levy, come riporta Haaretz. Levy ha affermato che le Forze di difesa israeliane lavoreranno con «qualsiasi parte mediatrice affidabile» per garantire che le incubatrici vengano consegnate in modo sicuro. (Ats ans)

07:40

Uccisa un'altra dipendente dell'Unrwa
L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha reso noto che una sua operatrice è stata uccisa negli attacchi nel nord della Striscia di Gaza insieme alla sua famiglia. Lo annuncia l'agenzia sul suo sito, sottolineando che dall'inizio delle ostilità tra Hamas e Israele sono morti 102 dipendenti della Unrwa e 27 sono rimasti feriti. (Ats ans)

07:23

Il re di Giordania invoca la possibilità di «un'esplosione» nella regione
Il re di Giordania Abdullah ha avvertito che qualsiasi scenario che includa la rioccupazione di parti di Gaza da parte di Israele peggiorerà la crisi e che le continue «violazioni» israeliane in Cisgiordania e Gerusalemme potrebbero «spingere la regione verso un'esplosione». Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale Petra citata dal Guardian. «Una soluzione militare o di sicurezza» non avrà successo, ha aggiunto il re, sottolineando che il conflitto ha avuto origine nell'occupazione e nella privazione dei diritti del popolo palestinese. In un incontro con esponenti politici giordani, tra cui ex primi ministri e il presidente del Senato, Abdallah ha affermato che Gaza non deve essere separata dal resto dei territori palestinesi e ha chiesto la fine della guerra e la ripresa di un processo politico basato su due principi. «Qualsiasi altro percorso finirà con un fallimento e porterà a ulteriori cicli di violenza e distruzione», ha aggiunto. (Ats ans)

07:15
getty
07:14

Duecentomila persone hanno lasciato il nord
Secondo le Nazioni Unite, circa 200mila persone nella Striscia di Gaza hanno "sfruttato" il corridoio umanitario aperto dall'esercito israeliano, fuggendo verso sud. A riferirlo è l'ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha). «Cresce la preoccupazione per il sovraffollamento degli alloggi e per l’accesso limitato a ripari, cibo e acqua nel sud», afferma l’Ocha. Allo stesso tempo, nonostante l’intensificarsi dei combattimenti, nel nord sono rimaste centinaia di migliaia di persone che non potevano o non volevano trasferirsi a sud. Avrebbero difficoltà a procurarsi una quantità minima di acqua potabile e cibo per sopravvivere. Secondo l'Onu, quasi 1,6 milioni dei circa 2,2 milioni di abitanti dell'enclave sono in fuga a causa dei combattimenti tra l'esercito israeliano e Hamas. Israele ha invitato la popolazione civile del nord, compresa la città di Gaza, a fuggire nel sud della regione e ha designato corridoi di fuga per diverse ore. L’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei palestinesi (Unrwa) afferma che attualmente ospita quasi 630mila sfollati interni nei suoi edifici nel sud della Striscia di Gaza, comprese molte scuole. (Ats ans)

07:10

Nessun contatto tra Israele e l'ospedale di al-Shifa
Il direttore del più grande ospedale di Gaza ha affermato che Israele non ha stabilito alcun contatto in merito all'evacuazione di pazienti o neonati prematuri. Il dottor Mohamed Abu Selmia dell'ospedale al-Shifa di Gaza City ha detto alla che l'esercito israeliano «non ci ha contattato, siamo stati noi a rivolgerci a loro... ma fino a ora non abbiamo ricevuto risposta. Sono in corso trattative per l'evacuazione dei bambini prematuri, ma finora non è successo nulla». Il medico ha aggiunto che 32 pazienti, tra cui tre bambini prematuri, sono morti in ospedale negli ultimi giorni. Molti altri pazienti che necessitano di dialisi rischiano di morire «nei prossimi due giorni» poiché il trattamento non è più disponibile, ha affermato. Ha ripetuto l'appello alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e alla Croce Rossa affinché aiutino a evacuare i pazienti, aggiungendo: «Non vogliamo che nessuno dei pazienti muoia, vogliamo che vivano, vogliamo che ricevano le cure mediche di cui hanno bisogno in un luogo che possa fornirle». (Ats ans)