Evacuazioni al confine con il Libano: «Hezbollah non faccia l'errore di metterci alla prova»: LIVE

L'accusa: «Israele ha colpito il valico di Rafah». Sirene di allarme sono risuonate a Tel Aviv e Gerusalemme
L'annunciata invasione israeliana di Gaza, con le truppe schierate al confine e i tank già in posizione, rischia di aprire il vaso di Pandora in Medio Oriente, con un escalation del conflitto in tutta la regione dagli esiti imprevedibili. Al momento i bilanci riferiscono di oltre 1'400 i morti in Israele per l'attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre e di 2'670 uccisi e 9'600 feriti dagli attacchi di Israele (tanto che Cina ed Egitto non hanno esitato a parlare di «punizione collettiva»).
Intanto gli Stati Uniti mostrano i muscoli come deterrenza contro l'allargamento del conflitto e contemporaneamente perseguono la via diplomatica. Anche Pechino è uscita allo scoperto, schierandosi però con i palestinesi. Così ha preso in contropiede gli Usa, che speravano in un ruolo di mediazione della Cina.
keystone-sda.ch (ABIR SULTAN)200-250 prigionieri a Gaza
Sono circa 250 i prigionieri israeliani nella Striscia di Gaza: 200 sono nelle mani di Hamas, secondo quanto dichiarato da Abu Obeida, portavoce dell'organizzazione terroristica. Gli altri 50 sono in ostaggi di «fazioni della resistenza» e in altri luoghi, ha aggiunto nel corso di un messaggio trasmesso dalla tv palestinese.
Hamas releases its first footage of a hostage. The group says it is providing medical treatment to her. Though I think this is a poor attempt to show they are treating the hostages well. The hostage appears to be Israeli. pic.twitter.com/JDATGYenCr
— Joe Truzman (@JoeTruzman) October 16, 2023
Il video di un ostaggio israeliano
L'organizzazione terroristica palestinese Hamas ha diffuso il video di uno dei 199 israeliani tenuti in ostaggio nella Striscia di Gaza. Secondo quanto afferma The Times of Israel le immagini mostrano una giovane donna ferita a un braccio e minacciata. Dopo aver detto il suo nome e la località in cui è stata catturata lo scorso 7 ottobre, chiede di poter tornare a casa.

Netanyahu «è un criminale di guerra, e non da ieri»
Alcune decine di persone hanno manifestato davanti a Palazzo delle Orsoline a favore del popolo palestinese
keystone-sda.ch / STF (HAITHAM IMAD)L'Unione europea lancia un corridoio aereo umanitario
L'Unione europea ha annunciato l'intenzione di lanciare un corridoio aereo umanitario per Gaza attraverso l'Egitto. I primi voli sono previsti per questa settimana, ha annunciato la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, citata dall'agenzia stampa Associated Press.
«I palestinesi di Gaza hanno bisogno di aiuto umanitario. Ecco perché... stiamo lanciando un ponte aereo umanitario dell'UE verso Gaza attraverso l'Egitto» ha annunciato von der Leyen da Tirana.
keystone-sda.ch / STF (MOHAMMED SABER)Oltre 2800 morti a Gaza
I morti a Gaza per gli attacchi israeliani sono arrivati a oltre 2800, almeno 2808, e 10'850 feriti. Lo ha fa sapere il ministro della sanità di Hamas nella Striscia. (Ats Ans)
Palestinese ucciso dall'esercito israeliano
Un palestinese di 19 anni è stato ucciso dai colpi d'arma da fuoco sparati dall'esercito israeliano a Jenin. Lo riferisce il quotidiano Haaretz, che cita il ministero della Sanità di Gaza.

Decimata la famiglia di un collaboratore locale del DFAE
«Il consigliere federale Ignazio Cassis esprime le sue più sentite condoglianze al collaboratore e ai parenti»
Cerimonia alla sinagoga di Berna
Una cerimonia in memoria delle vittime degli attacchi terroristici di Hamas si è svolta nel tardo pomeriggio di oggi nella sinagoga di Berna. A rappresentare la Confederazione era presente il consigliere federale Albert Rösti.
«Sono qui oggi per trasmettervi a nome del Consiglio federale il profondo cordoglio e la grande simpatia del governo. Condividiamo la vostra tristezza, condividiamo il vostro orrore», ha detto Rösti secondo la versione scritta del suo discorso.
Il Consiglio federale condanna «questi attacchi terroristici barbarici» e chiede l'immediata liberazione di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas, ha aggiunto. Il governo «riconosce la legittima volontà di Israele di garantire la difesa e la sicurezza nazionale. Ritiene inoltre che il movimento islamico palestinese debba essere classificato come organizzazione terroristica e ha incaricato una task force di studiare le opzioni legali in tal senso», ha proseguito il consigliere federale. (Ats)
Ucciso con un missile il capo dell'intelligence di Hamas
L'esercito israeliano ha fatto sapere di aver ucciso il capo dell'intelligence generale di Hamas a Khan Younis, nel sud della Striscia. «Per l'uccisione è stato fatto uso di un missile "Saar-6», ha precisato il portavoce militare. Si tratta di un missile montato di norma sulle motovedette della marina militare che presidiano la costa di Gaza e che proteggono le piattaforme israeliane per l'estrazione di gas naturale dai fondi marini.
«È stata questa la prima volta che 'Saar-6' è stato impiegato in una operazione di combattimento», ha precisato il portavoce militare. (Ats Ans)

Beirut: Swiss sospende i voli fino al 28 ottobre
La compagnia: «Al momento non è possibile escludere un'ulteriore escalation del conflitto».
keystone-sda.ch / STF (HAITHAM IMAD)«Israele ha colpito il valico di Rafah»
Fonti a Gaza riferiscono che Israele ha colpito una pensilina del valico di Rafah in un attacco sulla Striscia. Il raid - secondo la stessa fonte - è avvenuto dopo che la folla, ferma davanti al varco nella speranza di passare in Egitto, si era dispersa. Se la notizia fosse confermata, sarebbe il quinto attacco israeliano dall'inizio del conflitto al valico di Rafah. (Ats Ans)
Circa 4000 tedeschi hanno lasciato Israele
Un portavoce del Ministero degli Esteri tedesco ha detto lunedì a Berlino che circa 3000 cittadini tedeschi sono stati portati in Germania con voli speciali della Lufthansa organizzati dal Ministero degli Esteri, un volo Condor dalla Giordania, voli dell'Aeronautica Militare e collegamenti con traghetti e autobus. Inoltre ci sono quei tedeschi che nei primi giorni hanno volato con aerei commerciali. Il totale dovrebbe arrivare circa a 4000 persone, ha concluso. (Ats Dpa)
«Hamas impedisce ai civili di lasciare Gaza»
La ministra degli Esteri francese Catherine Colonna, in visita in Egitto, afferma: «Gli aiuti umanitari devono poter entrare a Gaza, perché è inaccettabile che donne, uomini, bambini che non sono responsabili dei crimini di Hamas soffrano in questo modo». Colonna accusa anche Hamas di impedire alle persone di lasciare Gaza. «È inaccettabile».

Scambio di colpi esercito-Hezbollah
Nuovo scambio di colpi al confine tra Israele e Libano. Hezbollah afferma di aver attaccato «cinque basi» dell'Esercito dello Stato ebraico, che a sua volta ha colpito obiettivi nel sud del Libano. Lo riferisce Haaretz.
Hezbollah ha annunciato di aver sparato colpi di artiglieria e razzi contro postazioni militari israeliane lungo la Linea Blu di demarcazione tra i due Paesi e di aver causato "vittime" tra le file del nemico. Lo riferisce il Partito di Dio tramite un comunicato.
Gli Hezbollah libanesi filo-iraniani hanno affermato oggi di aver «accecato il nemico» distruggendo una serie di telecamere di osservazioni posizionate da Israele lungo la Linea Blu di demarcazione tra i due paesi.
Il Partito di Dio ha diffuso, tramite i suoi media e social media, filmati in cui si mostra la distruzione sistematica di telecamere a circuito chiuso erette su postazioni militari israeliane e lungo i reticolati posizionati da Israele nel corso degli anni lungo la Linea Blu.
«I vostri occhi... vedono ora solo il muro», recita uno slogan che accompagna oggi la campagna mediatica di Hezbollah e che si riferisce alla presenza di un alto muro di separazione eretto da Israele in alcuni tratti della Linea Blu. (Ats Ans)
ReutersSirene di allarme a Tel Aviv e Gerusalemme
Le sirene di allarme per l'arrivo di razzi da Gaza sono risuonate a Tel Aviv e nel centro di Israele. I sistemi di rivelazione hanno segnalato lo stesso allarme anche a Gerusalemme.
A causa delle sirene risuonate a Gerusalemme per i razzi lanciati da Hamas, la Knesset ha dovuto interrompere la seduta inaugurale della sessione invernale. La seduta era iniziata con l'intervento del premier Benyamin Netanyahu. Tutti i deputati, compreso il primo ministro, si sono dovuti recare nei rifugi.
Sirene d'allarme anti aereo hanno risuonato per la seconda volta in poco tempo nell'area centrale di Israele, compresa la zona grande di Tel Aviv. Subito dopo gli allarmi sono state udite le esplosioni dei razzi intercettati dall'Iron Drome. (ats Ans)
Cittadini americani lasciano Israele su una nave da crociera
Ha lasciato il porto porto israeliano di Haifa per dirigersi a Cipro una nave da crociera della Royal Caribbean con a bordo cittadini statunitensi. Lo fa sapere Cnn.
La nave, "Rhapsody of the Seas", può ospitare fino a 2.400 passeggeri, ma la nave era ben al di sotto della sua capacità. Gli imbarcati, giovani e anziani, hanno superato le operazioni di check-in con bandiere americane sparse lungo il percorso.
Oms invia in Libano forniture mediche in caso di guerra
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha accelerato la consegna di forniture mediche essenziali al Libano, paese in default finanziario da 4 anni, affinché le autorità libanesi siano pronte a rispondere a qualsiasi potenziale crisi sanitaria.
Lo riferisce il Centro di informazioni dell'Onu (Unic) a Beirut, secondo cui queste prime due spedizioni sono arrivate nelle ultime ore in Libano dal centro di smistamento logistico dell'Oms a Dubai.
Secondo Unic, questi carichi contengono medicinali e attrezzature mediche sufficienti per circa un migliaio di potenziali feriti.
Il Ministero della Sanità libanese sta identificando gli ospedali di riferimento che riceveranno queste forniture mediche. (ats ans)
keystone-sda.ch / STF (MOHAMMED SABER)«Hamas pronto a rilasciare gli ostaggi se si fermano i raid»
Hamas sarebbe pronto al rilascio dei circa 200 ostaggi se Israele mettesse fine agli attacchi sulla Striscia. Lo ha detto, citato da Times of Israel, il portavoce del ministro degli Esteri iraniano Nasser Kanaani. Non risulta però al momento una presa di posizione in tal senso di Hamas. Secondo Hanani, esponenti della fazione palestinese «hanno detto di essere pronti a prendere le necessarie misure per il rilascio dei civili tenuti dai gruppi della resistenza, ma che il loro punto di vista è che tali misure richiedono preparativi impossibili sotto i bombardamenti quotidiani dei sionisti contro varie parti di Gaza». Intanto, secondo una fonte israeliana, il presidente Usa Joe Biden potrebbe arrivare in Israele mercoledì prossimo. Lo riferisce Haaretz. Dal canto suo, il primo ministro libanese uscente Nagib Miqati ha detto oggi che «il governo sta continuando i suoi contatti in patria e all'estero per mantenere, per quanto possibile, la calma sulla scena locale e proteggere il (Libano) dalle ripercussioni della guerra a Gaza». «Non avrebbe senso avventurarsi nell'apertura di un fronte nel sud del Libano perché i libanesi non lo sopporterebbero. Alcuni si chiedono chi abbia il potere di decidere se fare la guerra o la pace», ha detto Miqati citato dall'agenzia governativa libanese Nna. «Nelle circostanze attuali, stiamo lavorando per la pace. La decisione di fare la guerra è nelle mani di Israele», ha affermato Miqati, sostenendo che da una parte è necessario convincere Israele a porre fine al conflitto e, dall'altra, bisogna smettere di provocare Israele per non creare ulteriore tensione». (fonte ats)
Gaza e il "punto di non ritorno"
«Gli sviluppi a Gaza hanno tracciato una linea che annulla il processo per la normalizzazione delle relazioni» con Israele portato avanti da alcuni Paesi arabi. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani. «Alcuni Paesi regionali, che per errore hanno creduto che avrebbero potuto fornire sicurezza alla luce della normalizzazione dei rapporti con Israele, ora hanno capito che i sionisti non sono nemmeno in grado di provvedere alla loro stessa sicurezza», ha detto il funzionario della Repubblica islamica. «Siamo preoccupati rispetto all'allargamento della crisi e riteniamo che fino a quando l'occupazione israeliana delle terre palestinesi continuerà, nella regione ci sarà tensione e insicurezza», ha detto Kanani, come riporta Irna. (fonte ats)
L'esercito di Israele continua ad attaccare Hamas nella Striscia
L'esercito israeliano ha fatto sapere di aver condotto nelle ultime ore decine di attacchi sulla Striscia. Tra gli obiettivi centrati - ha spiegato il portavoce militare - quartier generali di Hamas, siti di lancio di mortai, una serie di compound militari e il centro di comando di Alì Qadi (il responsabile del massacro nei kibbutz israeliani di frontiera dello scorso 7 ottobre). Qadi è stato ucciso due giorni fa in un raid mirato a Gaza.
Intanto a Gerusalemme sono iniziati gli incontri tra il segretario di Stato americano Antony Blinken e il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. È il secondo colloquio in pochi giorni dopo il tour di Blinken nella regione seguito all'attacco di Hamas del 7 ottobre. Al centro dell'incontro anche la questione del valico di Rafah. (fonte ats ans)
«Israele può difendersi senza espandere il conflitto»
«Sapete che il cancelliere e il governo federale sono molto preoccupati per la situazione in Israele e che stiamo contribuendo attraverso tutti i canali possibili a garantire che Israele possa difendersi con successo dal terrorismo. Israele può difendersi con successo dal terrore» ma senza che ciò porti «a un'espansione del conflitto»: lo ha detto uno dei due vice portavoce del governo tedesco, Wolfgang Buechner, rispondendo alla domanda su come Olaf Scholz valuti la situazione umanitaria a Gaza.
Parole di fuoco dall'Iran: «Gli USA siano ritenuti responsabili dei crimini di Israele»
«Gli Usa devono essere ritenuti responsabili per i crimini del regime sionista, dal momento che hanno sostenuto il regime con tutto il loro potere contro la nazione palestinese». Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani, aggiungendo che qualunque Paese sostenga Israele condivide lo stesso tipo di responsabilità a livello internazionale.
«Oggi, vediamo l'ipocrisia dei falsi difensori dei diritti umani riguardo a Gaza in modo più chiaro che mai», ha sottolineato il funzionario della Repubblica islamica, come riporta Mehr, aggiungendo che l'Iran, in quanto Paese responsabile e impegnato, sostiene i diritti dei Palestinesi.
Il valico di Rafah non è ancora aperto
Preparativi ultimati ma ancora nessun transito. Dal valico di Rafah, la cui apertura era stata annunciata nelle scorse ore, non sono stati registrati né il passaggio verso Gaza di aiuti umanitari né l'uscita di cittadini stranieri verso l'Egitto. E Il Cairo ha già puntato il dito contro Israele per il fallimento nell'apertura del valico.
AFPBlinken di nuovo in Israele
Antony Blinken è tornato oggi in Israele - come previsto - per colloqui sulla crisi: lo scrive un giornalista dell'agenzia di stampa Afp che viaggia insieme al segretario di Stato americano. Il capo della diplomazia Usa, che giovedì si trovava in Israele per una visita di solidarietà, è atterrato a Tel Aviv e incontrerà nuovamente il primo ministro Benyamin Netanyahu a Gerusalemme. (fonte ats)
Il cardinale Pizzaballa: «Uno scambio con gli ostaggi? Pronto a offrirmi»
«Se io sono pronto a uno scambio? Qualsiasi cosa anche se questo può portare alla libertà e riportare a casa quei bambini nessun problema. Da parte mia disponibilità assoluta». Così il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, in un incontro online con un gruppo di giornalisti ha risposto a una domanda se lui sia pronto a offrirsi per uno scambio per liberare i bambini ostaggio nelle mani di Hamas. Sull'offerta di mediazione della Santa Sede, ha detto ancora, «abbiamo dato la disponibilità almeno per cercare di far ritornare gli ostaggi, almeno una parte di loro, questo si sta cercando. È molto difficile perché per una mediazione bisogna avere degli interlocutori. E in questo momento con Hamas non si riesce a parlare». (fonte ats)
AFPEvacuazioni al confine con il Libano: «Hezbollah non faccia l'errore di metterci alla prova»
Israele ha annunciato l'evacuazione di alcune zone a nord del Paese, a ridosso del confine con il Libano. La decisione, ha spiegato il portavoce delle Forze di difesa israeliane (IDF) Daniel Hagari, è stata presa per dare maggiore libertà di azione offensiva alle truppe. E, ha aggiunto Hagari, «se Hezbollah farà l'errore di metterci alla prova, la reazione sarà fatale».
Israele, questa sera la riunione del gabinetto di sicurezza
Il gabinetto di sicurezza del governo di Israele si riunirà questa sera alle 20 locali (le 19 in Svizzera) presso il quartier generale delle forze militari a Tel Aviv. Lo riporta Haaretz.
Scholz in Israele nei prossimi giorni
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz sta pianificando una «visita di solidarietà» in Israele secondo «ambienti di governo» citati da due media tedeschi (il quotidiano "Bild" e l'emittente n-tv) accreditati dal sito del settimanale Der Spiegel sottolineando che «Scholz potrebbe essere sul posto già nei prossimi giorni" e la sua visita seguirebbe quella compiuta venerdì dalla sua ministra degli Esteri, Annalena Baerbock. Scholz si è «chiaramente schierato dalla parte dello Stato ebraico dopo l'attacco di Hamas», scrive lo Spiegel ricordando che il cancelliere ha dichiarato in Parlamento che c'è «solo un posto per la Germania in questo momento, il posto al fianco di Israele». «Allo stesso tempo ha messo in guardia altri attori come gli Hezbollah libanesi e l'Iran dall'attaccare Israele», aggiunge il sito. (fonte ats)
Gaza, i morti sono 2'750
Il bilancio dei morti a Gaza è salito a quota 2'750: lo ha reso noto il ministero della Sanità di Hamas, citato da Haaretz. I feriti sono oltre 9'700, secondo la stessa fonte. (fonte ats)
Tensioni e aiuti tra Colombia e Israele
Non si placa la tensione diplomatica tra Colombia e Israele, dopo le dichiarazioni fortemente critiche del presidente Gustavo Petro sulle azioni di Tel Aviv nel conflitto con la Palestina. Il capo dello Stato ha assicurato che il suo Paese invierà aiuti umanitari a Gaza, cercando di ottenere in proposito «l'appoggio egiziano», ed ha sottolineato che «il diritto internazionale vieta l'attacco sistematico ai civili». «Sono vietati i genocidi. Il personale sanitario e ospedaliero deve essere protetto. I requisiti minimi per vivere devono essere protetti», ha affermato Petro sui social. (fonte ats)
Centiana di camion in fila al valico di Rafah
Il valico di Rafah tra l'Egitto e la Striscia di Gaza è stato riaperto. Lo rende noto l'emittente al-Arabiya spiegando che oltre un centinaio di camion sono in fila per consegnare aiuti a milioni di palestinesi assediati nel corso del cessate il fuoco temporaneo. Nell'arco di questo periodo sarà anche concesso ai cittadini stranieri che si trovano nella Striscia di Gaza di lasciare l'enclave palestinese. (fonte ats)
Aperto il valico di Rafah
Un funzionario dell'Ambasciata palestinese a Washington, Kamel Khatib, citato dalla Nbc, ha reso noto che gli stranieri e i palestinesi con nazionalità straniera potranno uscire da Gaza attraverso il valico di Rafah con l'Egitto a partire dalle 9:00 di questa mattina ora locale (le 8:00 in Svizzera), quando anche gli aiuti umanitari cominceranno ad arrivare a Gaza. (fonte ats)
Biden: «Sì all'eliminazione di Hamas, no all'occupazione di Gaza»
In un'intervista a "60 Minutes" sulla Cbs, il presidente americano Joe Biden ha affermato che un'occupazione israeliana di Gaza sarebbe «un grosso errore». Secondo Biden, l'attacco di Hamas è stato una «barbarie grave quanto l'Olocausto» e Israele ha il diritto di rispondere per eliminare totalmente il gruppo islamista, per poi però cercare una strada verso uno Stato palestinese. Nell'intervista il presidente americano ha negato che gli sforzi per normalizzare le relazioni tra Israele e l'Arabia Saudita siano morti dopo l'attacco. «I sauditi, gli emirati e le altre nazioni arabe comprendono che la loro sicurezza e la loro stabilità miglioreranno se si normalizzerà le relazioni con Israele», ha detto Biden. Intanto, il segretario di Stato Usa Antony Blinken torna oggi in Israele. Hamas non rappresenta il nostro popolo, ha dal canto suo affermato Abu Mazen durante un colloquio con il presidente venezuelano Nicolas Maduro, stando all'agenzia palestinese Wafa, secondo cui Abu Mazen ha inoltre sottolineato che L'Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina) è la unica rappresentante legittima del popolo palestinese. (fonte ats)
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