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Assedio all'impianto Azot, Kiev teme l'attacco finale: LIVE
Si stringe l'assedio russo sulla città. All'interno del sito industriale Azot ci sarebbero ancora 500 civili

La battaglia finale. Il concetto, stato speso più volte in questi tre mesi e mezzo di guerra in Ucraina, viene nuovamente evocato attorno a Severodonetsk, divenuta una sorta di seconda Mariupol.

L'assedio delle milizie filorusse, che controllano ormai la maggioranza della città, si concentra ora attorno all'impianto delle industrie Azot, all'interno del quale sono asserragliati soldati ucraini e centinaia di civili. E nelle prossime 48 ore, secondo Kiev, potrebbe avere luogo l'attacco decisivo.

23:28

Peskov: «Il nostro scopo è proteggere le repubbliche»
Il portavoce del Cremlino ha dichiarato che l'obiettivo principale dell'operazione militare in Ucraina è quello di proteggere le repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk. «In generale, la protezione delle repubbliche è l'obiettivo principale dell'operazione militare speciale», ha dichiarato Dmitry Peskov all'agenzia stampa RIA.

21:18

«Distrutti tutti i ponti di Severodonetsk»
Tutti e tre i ponti che portano alla città di Severodonetsk sono stati distrutti: lo ha dichiarato il capo dell'amministrazione militare regionale Sergiy Gaidai in un aggiornamento della situazione nella città presa d'assalto da giorni dall'esercito russo. Lo riporta la Bbc. Gaidai ha affermato che, sebbene le truppe russe non abbiano completamente conquistato la città, tutti i ponti che conducono alla città sono stati distrutti, rendendo impossibile l'evacuazione dei residenti e il trasporto di merci. I residenti rimasti in città stanno sopravvivendo in condizioni estremamente difficili, ha aggiunto, la città è sottoposta a un pesante fuoco. (Fonte ats)

15:57

La Russia «sta usando armi di distruzione di massa» in Ucraina
Il presidente della Finlandia, Sauli Niinistö, ha dichiarato che sia l'Ucraina che la Russia stanno utilizzando armi più pesanti, tra cui, nel caso della Russia, bombe termobariche. Parlando con i giornalisti durante alcuni colloqui sulla politica di sicurezza a Naantali, Niinistö ha detto: «Stiamo sostenendo l'Ucraina con armi sempre più pesanti. D'altra parte, anche la Russia ha iniziato a usare armi molto potenti, tra cui bombe termobariche, che sono di fatto armi di distruzione di massa». 

13:56

Civili uccisi: «Solo nella regione di Kiev sono 1'500»
Più di 1'500 civili sono stati uccisi nella sola regione di Kiev durante l'occupazione russa, a oggi 1'200 corpi non sono stati identificati: si tratta di uomini per il 75%, il 2% bambini e il resto donne. Lo ha detto il capo della polizia nazionale ucraina (Npu) Igor Klymenko in un'intervista a Interfax-Ucraina. «Abbiamo ricevuto segnalazioni da tutto il Paese e aperto un procedimento penale per la morte di oltre 12 mila persone trovate soprattutto nelle fosse comuni», ha spiegato, «un gran numero di vittime è stato scoperto in casa, lamorte dovuta alle ferite riportate», ma proprio sulle fosse comuni Klymenko ha sottolineato che è troppo presto per parlare di cifre definitive, «perché ogni settimana le forze dell'ordine trovano dei corpi». «A Bucha, Irpen, Gostomel e Borodyanka c'erano molte persone uccise che giacevano per strada: i cecchini sparavano dai carri armati, dai mezzi corazzati, nonostante le fasce bianche che le persone portavano al braccio come aveva imposto i russi» ha aggiunto Klymenko. (fonte ats)

11:45

Il mais ucraino è arrivato in Spagna
Ha appena raggiunto il porto di La Coruña, nel nord-ovest della Spagna, una nave da trasporto con un carico di 18'000 tonnellate di mais provenienti dall'Ucraina: lo riporta l'agenzia di stampa Efe. Il carico, trasportato dalla nave Alppila, è giunto in Galizia dopo un viaggio via terra dall'Ucraina fino al porto polacco di Świnoujście, poi via mare con scalo intermedio a Brunsbüttel, in Germania: si tratta di una delle rotte alternative ideate per evitare il blocco russo nel Mar Nero. La merce sarà scaricata durante la giornata di oggi. (Fonte ats)

10:54

Aveva criticato l'invasione, Putin la rimuove
Il Presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che solleva Natalya Poklonskaya dall'incarico di vicedirettore dell'Agenzia federale per gli affari della Comunità degli Stati Indipendenti, i connazionali all'estero e la cooperazione umanitaria internazionale. Lo riferisce Interfax. Il decreto presidenziale, pubblicato sul portale Internet ufficiale per le informazioni legali, ordina che «Natalya Vladimirovna Poklonskaya sia sollevata dall'incarico di vicedirettore dell'Agenzia federale per gli Affari della Comunità degli Stati Indipendenti, i Compatrioti all'estero e la Cooperazione umanitaria internazionale». Poklonskaya, ucraina naturalizzata russa, è stata procuratrice generale della Crimea ed è stata eletta nel 2016 con Russia Unita alla Duma di Stato. Ad aprile aveva criticato l'invasione russa in Ucraina sostenendo che «la lettera 'Z' simboleggia la tragedia e il dolore sia per la Russia che per l'Ucraina». (fonte ats)

10:33
10:31

A Severodonetsk «o resa o morte»
Le forze ucraine sono bloccate a Severodonetsk e «quelle unità militari ucraine che sono lì hanno due opzioni: seguire l'esempio dei loro colleghi e arrendersi, o morire. Non hanno altra opzione». Lo ha detto in un incontro con la stampa, come riporta Ria Novosti, il vice capo del dipartimento della Milizia popolare della sedicente Repubblica Popolare del Donetsk Eduard Basurin. Secondo lui, ieri i soldati delle Forze armate ucraine hanno fatto saltare in aria l'ultimo ponte che collegava Severodonetsk con Lisichansk, e ora non possono lasciare la città. (fonte ats)

09:44

Soldati persi: «In questo mese i russi potrebbero arrivare a quota 40mila»
La Russia può tagliare il traguardo delle 40.000 truppe perse già a giugno. «In nessun'altra guerra in molti decenni hanno perso così tanto». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video notturno, riportato dalla Bbc, accusando i generali russi di considerare il loro popolo come «carne da cannone». (fonte ats)

09:42

Dialogo aperto (e riservato) tra Mosca e il Vaticano
La Russia accoglie con favore gli sforzi di mediazione della Santa Sede nel conflitto in Ucraina. Lo afferma in un'intervista a Ria Novosti il direttore del Primo dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo, Alexey Paramonov. "La dirigenza vaticana ha ripetutamente dichiarato la propria disponibilità a fornire ogni possibile assistenza per raggiungere la pace e porre fine alle ostilità in Ucraina. Queste affermazioni sono confermate nella pratica. Manteniamo un dialogo aperto e riservato su una serie di questioni, principalmente legate alla situazione umanitaria in Ucraina", ha detto Paramonov. (fonte ats)

08:56

Pronti 100 Marder, ma manca il via libera di Berlino
I primi Marder sono già pronti, ma manca l'ok del governo tedesco alla fornitura di questi mezzi corazzati di fanteria all'Ucraina: lo afferma il produttore di armi Rheinmetall, citato dal quotidiano Bild. L'amministratore delegato della Rheinmetall, Armin Papperger, ha dichiarato a Bild che l'azienda sta riparando circa 100 veicoli Marder e che alcuni di questi sono già utilizzabili. Tuttavia - sottolinea Papperger - spetta a Berlino decidere dove spedirli. (fonte ats)

08:55

Crimini di guerra, Amnesty accusa Mosca
Amnesty International accusa la Russia di crimini di guerra in Ucraina, affermando che centinaia di civili sono morti a Kharkiv in attacchi effettuati con bombe a grappolo. L'Ong per i diritti umani afferma di aver trovato prove che dimostrano che in almeno sette attacchi ai quartieri della seconda città più grande dell'Ucraina nordorientale le forze russe hanno utilizzato bombe di tipo 9N210 e 9N235 e mine a frammentazione, due categorie di armi vietate dai trattati internazionali. In un ultimo rapporto intitolato «Chiunque può morire in qualsiasi momento», Amnesty spiega come le forze russe abbiano ucciso e causato immensi danni bombardando incessantemente le aree residenziali di Kharkiv dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina il 24 febbraio. «Le persone sono state uccise nelle loro case e nelle strade, nei campi da gioco e nei cimiteri, mentre aspettavano in fila per gli aiuti umanitari o facevano la spesa per cibo e medicine», afferma Donatella Rovera, ricercatrice su crisi e conflitti presso Amnesty. «L'uso ripetuto di munizioni a grappolo ampiamente vietate è scioccante e dimostra un completo disprezzo per le vite dei civili», aggiunge. Sebbene la Russia non sia firmataria né della Convenzione sulle munizioni a grappolo né di quella sulle mine antiuomo, il diritto umanitario internazionale - sottolinea Amnesty - vieta gli attacchi e l'uso di armi che per loro natura colpiscono indiscriminatamente e costituiscono un crimine di guerra. (fonte ats)

08:30

L'Occidente pressi Paesi arabi
I Paesi arabi subiscono forti pressioni da parte dell'Occidente affinché prendano posizione sulla crisi in Ucraina e condannino le azioni militari della Russia, ma non cedono a questi dettami. Lo afferma il segretario generale della Lega araba Ahmed Aboul Gheit, in un'intervista alla tv di Stato egiziana ripresa dall'agenzia russa Tass. «La situazione internazionale oggi è molto delicata - afferma Gheit -, così come la situazione nella regione. Il mondo occidentale sta esercitando una pressione palese sugli stati arabi affinché partecipino all'isolamento della Russia. Noi arabi abbiamo un'azione collettiva nel contesto della crisi russo-ucraina». (fonte ats)

06:54

Azot, all'interno ancora 500 civili
Ci sarebbero almeno 500 civili, tra i quali anche una quarantina di bambini, all'interno dell'impianto Azot. Lo riferiscono alcune autorità locali, citate dal Kiev Independent.

06:51
06:46

Severodonetsk, Kiev teme l'attacco finale entro 48 ore
La stretta finale su Severodonetsk. «La Russia vuole isolarla completamente» e Kiev teme che entro 48 ore si verificherà un massiccio attacco per prendere la città. Sono le parole del governatore del Lugansk, Serfuii Gaidai, che parla di una «situazione estremamente difficile». Valeri Zalouzhny, comandante capo dell'esercito ucraino, ha spiegato con un post su Facebook che le forze filorusse stanno impiegando «artiglieria su larga scala» e hanno «un vantaggio di dieci a uno» in termini di forze sul campo.