Prosegue la stretta sul Donbass, segui il LIVE

Il portavoce del Cremlino ne ha per Zelensky, e anche per gli Stati Uniti: «Gettano benzina sul fuoco»
Intanto a Severodonetsk le forze russe avanzano e non si è fatta attendere la reazione di Mosca alla decisione americana di fornire
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato i partner europei per aver tolto «decine di miliardi di euro al finanziamento del terrorismo» russo, varando il sesto pacchetto di sanzioni, specialmente quelle riguardanti il petrolio.
Continuano intanto i combattimenti nel Donbass: sebbene Kiev affermi di aver compiuto qualche progresso in alcune aree, la situazione di Severodonetsk è sempre più critica. La città sarebbe ormai al 70% in mani russe e quasi del tutto distrutta. Inoltre un attacco aereo a un locale impianto chimico ha creato un potenziale pericolo per la popolazione, alla quale è stato ordinato di non uscire.
Oltre 234mila minori deportati
Daria Herasymchuk, la commissaria ucraina per i diritti e la riabilitazione dei bambini, ha annunciato mercoledì che oltre 234.000 minori ucraini sono stati deportati dall'inizio della guerra in Russia, Bielorussia e nei territori controllati dalle forze di occupazione della Federazione russa.
Russia deported 234,000 Ukrainian children to Belarus, Russian, or 🇷🇺-occupied territory - 🇺🇦 Children's Rights Commissioner
— Euromaidan Press (@EuromaidanPress) June 1, 2022
This is prohibited by Geneva Convention. "Today we can also say that the world of adults has failed Children's Day in Ukraine" https://t.co/sLNvbn4Z30
Attacco nella regione di Leopoli, due feriti
Due persone sono rimaste ferite in seguito a un attacco aereo russo contro una infrastruttura di trasporto nella regione di Leopoli. Anton Gerashchenko, consigliere del ministro degli interni del Paese, ha affermato che i russi hanno colpito il tunnel ferroviario di Beskidy nei Carpazi - in un apparente tentativo di tagliare un collegamento ferroviario chiave con l'Occidente e interrompere le spedizioni di armi e carburante.
Anche l'Irlanda parla di «genocidio»
Il Senato d'Irlanda ha approvato mercoledì una risoluzione che dichiara l'invasione russa dell'Ucraina un «genocidio».
Altro pacchetto da 700 milioni dagli Usa
Altri 700 milioni di dollari in forniture militari sono state stanziate dagli Stati Uniti all'Ucraina. Lo ha confermato il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin. Nel pacchetto è previsto un sistema avanzato che fornirà alle forze armate ucraine una maggiore precisione di mira.
We just announced another $700m in security assistance to 🇺🇦 Ukraine. This package includes High Mobility Artillery Rocket Systems (HIMARS), an advanced system that will provide the Ukrainian armed forces with additional precision in targeting at range. https://t.co/n91yrPnxNT
— Secretary of Defense Lloyd J. Austin III (@SecDef) June 1, 2022
Civili nei bunker della Azot
«Ci sono civili nei bunker» della fabbrica chimica Azot di Severodonetsk, dove potrebbero esserci ancora depositi di sostanze chimiche pericolose. Lo ha detto il governatore della regione di Lugansk, Serhiy Gaidai, dopo l'esplosione di ieri di un deposito di acido nitrico, provocata secondo Kiev da un raid russo sull'impianto. «Ma non sarà una seconda Azovstal perché quella aveva una vasta città sotterranea, cosa che l'Azot non ha», ha aggiunto. (fonte ats)
AFPIl patriarca di Mosca Kirill è al centro della nuova "trattativa" tra Ungheria e Ue.Ora c'è il nodo Kirill
La riunione degli ambasciatori dei 27 Paesi membri dell'Ue, convocata per approvare il sesto pacchetto di sanzioni, è terminata e ora - a quanto si apprende - si attende una nuova convocazione. L'Ungheria ha chiesto di escludere il patriarca russo Kirill dalla lista delle sanzioni Ue e dunque si sarebbe aperta una nuova "trattativa" con Budapest.
I tempi di convocazione della nuova riunione - spiega una fonte diplomatica - sono al momento difficili da prevedere e toccherà alla presidenza francese dettare i tempi della nuova chiama, non appena lo riterrà opportuno. (fonte ats)
Blocco della rete mobile e di Internet
La Russia avrebbe bloccato l'accesso a tutti gli operatori ucraini di telefonia mobile e Internet nei territori occupati nella parte meridionale e orientale del Paese. Lo riferiscono le autorità di Kiev. Nella regione di Kherson la connessione mobile sarebbe scomparsa il 30 maggio e sarebbe difficile ripristinarla, dato che i russi controllano tutte le infrastrutture.
Missili a Kiev, il Regno Unito chiede il via libera agli Usa
Il Regno Unito avrebbe chiesto agli Stati Uniti di dare il via libera al piano per inviare sistemi missilistici a lancio multiplo M270 di fabbricazione statunitense all'Ucraina entro poche settimane. Secondo Politico, che cita una fonte informata sul dossier, il primo ministro britannico Boris Johnson ne avrebbe parlato con il presidente Usa Joe Biden. Il Regno Unito sarebbe il primo paese a inviare l'MLRS di fabbricazione statunitense, se arriverà il via libera di Washington - la cui approvazione è necessaria in ragione delle normative sull'esportazione.
«L'embargo sul petrolio colpirà il mondo intero»
Le sanzioni dell'Ue sulle forniture petrolifere russe colpiranno la Russia ma anche l'intero mercato energetico globale. Lo ha detto, secondo quanto riporta l'Interfax, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «Queste sanzioni avranno un effetto negativo sull'intero continente, sia per gli europei sia per noi, ma anche sull'intero mercato energetico globale», ha detto ribadendo che Mosca sta ricollocando le forniture «verso destinazioni alternative per ridurre al minimo le implicazioni negative». (fonte ats)
Lanciarazzi a Kiev, Lavrov è furente
«La fornitura Usa dei lanciarazzi multipli MLRS a Kiev rischierebbe di provocare un allargamento del conflitto con il coinvolgimento di Paesi terzi. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato dalla Tass. «Le richieste di armi straniere da parte dell'Ucraina sono provocazioni che mirano a coinvolgere l'Occidente nel conflitto», ha aggiunto il capo della diplomazia di Mosca. (fonte ats)
Solo il 20% di Severodonetsk «in mano agli ucraini»
Secondo il capo dell'amministrazione cittadina, Oleksandr Stryuk, le forze ucraine detengono solo il 20% della città orientale di Sievierodonetsk, la più grande ancora in mano a Kiev nella regione di Luhansk. Le forze russe controllano invece il 60% della città, mentre il resto è diventato «terra di nessuno», ha dichiarato l'ufficiale all'agenzia Reuters. «Speriamo che nonostante tutto riusciremo a liberare la città e a non permettere che venga completamente occupata». In città sono rimaste tra le 12'000 e le 13'000 persone ed è stato impossibile far arrivare cibo o aiuti o far uscire le persone, ha detto Stryuk, che non ha saputo fornire informazioni su quante persone siano morte, negli ultimi giorni.
«Gli Stati Uniti gettano benzina sul fuoco»
«Riteniamo che gli Stati Uniti stiano deliberatamente e in modo mirato gettando altra benzina sul fuoco». Lo ha detto il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitri Peskov, commentando l'annuncio da parte del presidente americano Joe Biden sul fatto che gli Stati Uniti forniranno all'Ucraina sistemi missilistici «più avanzati». Lo riporta l'agenzia Interfax. «Tali consegne non contribuiscono a risvegliare il desiderio della leadership ucraina di riprendere i colloqui di pace», ha detto Peskov. (Fonte ats)
IMAGO / KeystoneIl portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: «Non crediamo alle parole di Zelensky».Peskov: «Non crediamo a Zelensky»
Mosca non crede alle affermazioni del presidente ucraino Vladimir Zelensky, secondo cui Kiev non attaccherà il territorio russo con i nuovi lanciarazzi a lungo raggio di fabbricazione statunitense. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «No», ha risposto quando gli è stato chiesto se si fida delle parole di Zelensky. «Per potersi fidare, deve esserci un'esperienza precedente in cui simili promesse siano state mantenute. Purtroppo, tale esperienza è del tutto inesistente», ha spiegato Peskov. «Al contrario, l'intera storia degli eventi dimostra che, a partire dalla principale promessa di Zelensky in campagna elettorale di porre fine alla guerra nel sud-est dell'Ucraina una volta per tutte, [la promessa] non è stata mantenuta, e gli accordi di Minsk non sono stati attuati, sono affondati nell'oblio, e tutto per colpa dell'Ucraina».
Quelli che importano petrolio russo di “sfroso”
Secondo il Wall Street Journal sono diversi gli importatori americani che tentano di "oscurare" l'origine russa del petrolio che arriva via nave di modo da evitare l'embargo americano. Le navi in questione, riporta sempre il Journal, arrivano dalle raffinerie indiane, solite rifornirsi dalla Russia, e che quindi contribuiscono - coscientemente o meno - a renderne più nebulosa la provenienza. Una problematica, questa, che potrebbe interessare anche l'area del Mediterraneo.
La reazione russa ai lanciamissili americani
«Mosca valuta in maniera estremamente negativa il nuovo pacchetto d'assistenza bellica all'Ucraina deciso dagli Stati Uniti», la conferma arriva direttamente dal viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov che - sentito dall'agenzia stampa russa Ria Novosti - smonta anche le motivazioni di Biden (le trovate in questo live alle ore 7:26) definendole «inutili» visto «che si tratta di un chiaro tentativo di armare il regime di Kiev».
L'avanzata russa a Severodonetsk
Per molti, di sicuro per Mosca, è uno degli obiettivi fondamentali per la conquista dell'Est dell'Ucraina. La città fluviale di Severodonetsk è in questi giorni teatro di scontri e di una massiccia offensiva russa. Se ieri la era ancora ugualmente contesa, oggi le forze del Cremlino avrebbero guadagnato terreno e conquistato il 70% del centro abitato. Lo sostiene il governatore ucraino di Lugansk, Serhy Haidai, con un post su Telegram, confermando che «le truppe ucraine hanno ripiegato in posizioni più strategicamente vantaggiose per continuare a combattere».
AFPI filorussi del Donetsk chiedono di processare Zelensky per «crimini di guerra».«Zelensky va processato per crimini di guerra»
Le autorità dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (Dnr) si aspettano che l'Unione europea e gli Stati Uniti inviino loro rappresentanti a partecipare al tribunale internazionale che intendono istituire per processare con l'accusa di crimini di guerra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il suo predecessore Petro Poroshenko. Lo riporta l'agenzia russa Tass. «Ci auguriamo che prevalga l'impegno per il giusto processo e per le convenzioni internazionali. E che ogni paese, Europa e Stati Uniti compresi, invii i propri rappresentanti al tribunale internazionale», ha affermato Yelena Shishkina, parlamentare della Dnr, aggiungendo che inviti sono già stati inviati a numerosi stati europei. «Alcuni hanno già risposto. Alcuni non lo faranno mai, perché di fatto stanno finanziando quelle azioni criminali», ha aggiunto la Shishkina. (fonte ats)
AFPDistruzione a Slovyansk, nel Donbass.Da Severodonetsk: «La mia gente è in ginocchio»
«Da una settimana i russi bombardano senza sosta e ora si combatte nelle strade, nelle case. Sono entrati in città e l'hanno trasformata in una trappola». A parlare è il sindaco di Severodonetsk, Oleksandr Struk, che è stato intervistato dal Corriere della Sera. La città, però, non sarebbe ancora stata conquistata: «I soldati ucraini stanno difendendo con orgoglio ogni angolo, ma rischia di finire male. C'è un dispiegamento di forze russe che non ci immaginavamo». Ciò che si teme è che Severodonetsk diventi la prossima Mariupol: «Raderanno tutto al suolo». Struk spiega che in città «non c'è elettricità da tre settimane, manca l'acqua e le scorte di cibo stanno per finire, dureranno due o tre giorni. Se va avanti così e i russi non ci daranno una tregua la gente morirà non solo per i bombardamenti, ma anche per la fame».
«La riserva di acido nitrico? Colpita dagli ucraini»
Secondo i combattenti dell'autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk (LPR) sarebbero state le truppe ucraine a far saltare in aria il serbatoio di stoccaggio di sostanze chimiche a Severodonetsk, nel tentativo di trattenere le forze del Donbass che avanzavano nell'area. Lo riporta la Tass. «Al fine di creare ostacoli per l'avanzamento di successo delle nostre forze, le unità delle forze armate ucraine, ritirandosi dalla zona industriale di Severodonetsk, hanno tentato di creare un'area di inquinamento chimico e hanno fatto esplodere un serbatoio di stoccaggio di sostanze chimiche nello stabilimento di Azot, presumibilmente contenente acido nitrico», ha detto il servizio stampa della milizia nel suo canale ufficiale Telegram, ripreso dalla Tass. (fonte ats)
AFPEcco gli HIMARS, che gli Stati Uniti stanno mandando in Ucraina. Saranno fondamentali per la situazione sempre più ardua nel Donbass, ma non potranno essere usati per colpire obbiettivi su territorio russo - lo hanno confermato i funzionari ucraini a Joe Biden.
Esercitazioni nucleari a Ivanovo
Le forze nucleari russe stanno svolgendo esercitazioni nella provincia di Ivanovo, a nordest di Mosca. Lo riporta oggi l'agenzia di stampa Interfax, citando il ministero della difesa russo. Circa 1'000 militari si stanno esercitando in manovre intensive utilizzando oltre 100 veicoli tra cui i lanciamissili balistici intercontinentali Yars, ha affermato il dicastero. (fonte ats)
«Non attaccheremo la Russia»
«Non cerchiamo una guerra tra Nato e Russia. Per quanto non sia d'accordo con Putin e consideri le sue azioni un oltraggio, gli Stati Uniti non cercheranno di rovesciarlo». È quanto scritto dal premier statunitense Biden in una seconda parte dell'editoriale pubblicato dal New York Times. «Finché gli Stati Uniti o i nostri alleati non saranno attaccati, non saremo direttamente coinvolti in questo conflitto, né inviando truppe americane a combattere in Ucraina né attaccando le forze russe. Non stiamo incoraggiando o consentendo all'Ucraina di colpire oltre i suoi confini e non vogliamo prolungare la guerra solo per far del male alla Russia», sottolinea Biden. (fonte ats ans)
Uccisi fino a 100 soldati ucraini al giorno
«L'Ucraina sta perdendo tra i 60 e i 100 soldati al giorno». A dichiararlo è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista rilasciata a Newsmax. «La situazione nell'est del Paese è molto difficile. Si contano anche circa 500 feriti ogni giorno».
Nuovi razzi per l'Esercito Ucraino
In arrivo nuove, e più sofisticate, armi per i combattenti ucraini. L'ha annunciato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden in un editoriale sul New York Times. L'obiettivo ultimo del nuovo rifornimento è «vedere un'Ucraina democratica, indipendente, sovrana e prospera, oltre che provvista di mezzi per scoraggiare e difendersi da ulteriori aggressioni». I sistemi missilistici forniti sono noti come HIMARS, hanno precisato in seguito alti funzionari dell'amministrazione statunitense, e sono dotati di munizioni che consentiranno all'Ucraina di lanciare razzi a una distanza di circa 80 chilometri. Un raggio, questo, molto inferiore alla portata massima di questi sistemi missilistici, ma molto più ampio rispetto a quanto ricevuto finora dall'Esercito ucraino.
KeystoneDei soldati ucraini si riuniscono in un seminterrato durante una pausa di schieramento dopo essere rientrati da combattimenti nell'area di Kharkiv, nell'Ucraina orientale.



