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Dai dinosauri alle navi naziste, i segreti sepolti nei fiumi riemergono con la siccità

La siccità sta svelando reperti storici, archeologici e pericolosi residui bellici nei principali fiumi europei.
Dai dinosauri alle navi naziste, i segreti sepolti nei fiumi riemergono con la siccità
La siccità sta svelando reperti storici, archeologici e pericolosi residui bellici nei principali fiumi europei.

“Se mi vedi, piangi” c'è scritto sopra una pietra della fame nel fiume Elba, a Děčin, mentre in un'altra si dice che “la vita rifiorirà quando questa pietra sarà scomparsa”. Si tratta di grandi verità incise su dei massi, riemerse a causa della siccità che sta colpendo l'Europa, scatenando una crisi idrica nei principali fiumi europei. Il fiume Po è sceso, a Cremona, oltre i nove metri sotto lo zero idrostatico, mentre il Reno ha fatto registrare in Olanda il livello più basso di sempre. In Ungheria il livello del Danubio ha reso necessario fermare l'attività di una centrale nucleare per la mancanza d'acqua necessaria a raffreddare i reattori. In Romania invece l'esercito ha fatto saltare una roccia per consentire un afflusso maggiore d'acqua alla centrale nucleare e mantenerla in attività.

ImagoDresda e le pietre della fame

Le pietre della fame
Il basso livello dei fiumi, oltre a causare seri problemi alle attività umane, sta riportando alla luce una serie di reperti storici ed archeologici di grande interesse tra cui, appunto, le 'pietre della fame' che sono un particolare marcatore idrologico utilizzato in particolar modo in Germania, con il nome di Hungerstein, e nell'Europa centrale. Si tratta di grandi massi naturali posti nei letti dei fiumi che diventano visibili solo quando il livello del fiume scende al di sotto di un certo limite e che, come visto, recano anche delle iscrizioni, viva testimonianza di epoche passate. Come raccontato dalla Berliner Zeitung “non sono massi casuali, ma segni realizzati intenzionalmente con lo scopo di documentare quanto il fiume sia sceso durante la siccità del passato”. Il nome 'pietre della fame' deriva proprio dal fatto che il basso livello dei fiumi comportava una serie di drammatiche conseguenze per la popolazione locale: i traffici fluviali venivano interrotti, i mulini si fermavano e l'attività agricola si trovava a fare i conti con la mancanza d'acqua. Lo stesso dicasi per la flora e la fauna coinvolta da questo drammatico fenomeno. Ad oggi sono note pietre della fame che recano una datazione risalente al 1417 e 1473, per poi arrivare al XVII secolo con le date 1616, 1654 e 1666. Vi erano anche alcune rocce nel fiume che fungevano come indicatori, i cosiddetti 'scogli della fame', noti ad esempio nei pressi di Magdeburgo e Torgau. Si attribuisce l'alta concentrazione di tali pietre tra Děčin e Pirna alla presenza di cave nella regione e anche al fatto che i barcaioli e gli scalpellini locali, trovatisi inoperosi a causa della siccità, si diletassero ad incidere tali massi per lasciare ai posteri una propria testimonianza storica. Molte altre pietre della fame risalgono a tempi relativamente più recenti, tra il XIX ed il XX secolo dato che diverse annate, come il 1816, il 1842, 1904 e 1911 sono storicamente ricordate come caratterizzate da una grave siccità. Nell'agosto 2018, l'organizzazione Greenpeace lasciò a Magdeburgo, sul letto del fiume Elba, una pietra della fame con su scritto “Se mi vedi, è emergenza climatica”, una drammatica realtà in atto da decenni.

AFP

Dinosauri
Le pietre della fame non sono l'unica cosa che i fiumi e i laghi, al loro livello minimo, hanno riportato alla luce in questi anni: nel 2022 aveva fatto notizia il riaffioramento nel fiume Paluxy, in Texas, delle tracce lasciate con molta probabilità da un enorme Acrocantosauro vissuto oltre centotredici milioni di anni fa, ed emerse a seguito del quasi prosciugamento del bacino idrico sito nella nota Dinosaur Valley State Park a Glen Rose. A Ryahovo, nel nordest della Bulgaria, sono invece stati trovati delle ossa di animale che probabilmente appartengono allo scheletro di un mammut lanoso, una specie che popolò diverse aree della Terra in un periodo compreso tra i duecentomila ed i cinquemila anni fa. Le ossa sono state notate da un abitante del luogo, e dopo la segnalazione dell'uomo sono accorsi sul posto un team di esperti del Museo Regionale di Storia di
Ruse che hanno identificato una mandibola, due zanne e quella che potrebbe essere una costola del mammut.

Città e isole riemerse
Sempre nel 2022, a causa della grave siccità che ha colpito l'Europa meridionale è riemerso nel Serbatoio di Valdecañas, in Spagna, il Dolmen di Guadalperal, noto anche come 'Stonehenge spagnolo, un cerchio con dozzine di pietre megalitiche risalenti al 5000 a.c. che era già tornato parzialmente visibile nel 2019. A Mosul, In Iraq, nella regione del Kurdistan iracheno, è riaffiorata una intera città perduta risalente a circa 3.400 anni fa, che si pensa possa essere Zakhiku, un antico centro dell'impero Mittani, risalente a circa 1550-1350 a.C, mentre in Cina una grave siccità nel sud-ovest del Paese ha fatto riemergere nel fiume Yangtze, noto anche come Fiume Azzurro, l'isola sommersa di Foyeliang nella quale si trovano tre statue buddiste risalenti a circa seicento anni fa e costruite probabilmente durante le dinastie Ming e Qing. In Italia, invece, nello stesso anno, dal fiume Tevere riemerse un antico ponte romano, il Pons Neronianus, che alcuni storici ritengono sia stato costruito durante il regno dell'imperatore Nerone o da lui ricostruito.

Università di TubingiaLa storica città di Zakhiku, un antico centro dell'impero Mittani riemerso d aun fiume in Iraq

Navi naziste, mine e bombe
Sempre in Italia, nell'estate del 2022, il notevole e preoccupante abbassamento del fiume Po fece riemergere una grande bomba risalente alla Seconda Guerra Mondiale rimasta inesplosa. Dopo aver messo in sicurezza l'area, e bloccato il traffico aereo e fluviale, la bomba è stata poi fatta detonare in modo controllato. Sempre a proposito di reperti della Storia recente, la bassa marea del Danubio tra la Serbia e la Romania, all'altezza della città serba di Prahovo, ha portato alla luce numerosi relitti di navi della Marina tedesca risalenti alla Seconda Guerra Mondiale fatte affondare in maniera deliberata nel momento del ritiro delle truppe tedesche. Nel 2024, il governo serbo ha avviato un progetto per provvedere alla loro rimozione, ma di fatto molte si trovano ancora in quel tratto di fiume e nuovi relitti sono emersi anche in Ungheria e Croazia. La necessità di rimuovere tali navi si fa sempre più pressante dato che costituiscono un serio pericolo per la navigazione del Danubio: anche l'Unione Europea sostiene un programma per rimuovere progressivamente tali relitti, ad iniziare da quelli posti in una posizione pericolosa e ad oggi ne sono stati recuperati sette dei ventuno previsti. Risale sempre alla Seconda Guerra Mondiale la mina antisommergibile britannica che è riaffiorata nel Danubio in Slovacchia e la polizia slovacca è stata quindi costretta a chiudere alla navigazione il tratto di fiume compreso nel comune Virt, nel distretto di Komarno, a est di Bratislava. La presenza di tale mina nel fiume Danubio si spiega con il fatto che, durante la Seconda Guerra Mondiale, Bratislava venne pesantemente bombardata allo scopo di distruggere le sue infrastrutture più importanti, come l'area portuale vicina al Danubio o la raffineria Apollo. Le mine antisommergibile venivano proprio sganciate con lo scopo di rendere impossibile il trasporto di merci di importanza militare tramite le reti fluviali e la siccità attuale ne ha rivelato la presenza in quel tratto del Danubio.

ImagoRelitto di una nave da guerra tedesca della seconda guerra mondiale a Negotin, in Serbia, emersa dalla siccità del Danubio

Situazione allarmante
Ciò che riaffiora dai letti dei fiumi in secca è sicuramente affascinante, e spesso ricco di valore storico, ma rimane valido il triste monito della pietra della fame citata all'inizio dell'articolo e cioè che tali ricchezze riemergono a causa di un drammatico problema che riguarda il mondo intero: il cambiamento climatico e i suoi effetti deleteri sul nostro Pianeta, compresa la siccità. Secondo uno studio delle Nazioni Unite il cambiamento climatico aumenterà con molta probabilità il rischio di siccità in ben centoventinove Paesi al mondo nei prossimi decenni e quellia più basso reddito sono i più a rischio proprio perchè privi di sufficienti risorse per far fronte a questo problema. Anche in Europa il fenomeno della siccità è molto presente, ed i grandi fiumi del nostro continente sono in sofferenza per la mancanza di precipitazioni dovute ad attività antropiche e cause naturali che da diverse estati ormai ne hanno ridotto notevolmente la portata. Non basta dire che “periodi di siccità sono naturali e ci sono sempre stati” perchè in effetti ci troviamo a vivere un periodo storico senza precedenti che, come scritto sulla pietra della fame di Greenpeace, dovrebbe farci riflettere sulla crisi climatica in corso.


Appendice 1

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AFP

ImagoDresda e le pietre della fame

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Università di TubingiaLa storica città di Zakhiku, un antico centro dell'impero Mittani riemerso d aun fiume in Iraq

ImagoRelitto di una nave da guerra tedesca della seconda guerra mondiale a Negotin, in Serbia, emersa dalla siccità del Danubio

ImagoRelitto di una nave da guerra tedesca della seconda guerra mondiale a Negotin, in Serbia, emersa dalla siccità del Danubio

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