L'Albania, il genero di Trump e la "Rivoluzione dei Fenicotteri"

Il progetto di un mega-resort di lusso in un'area naturalistica protetta sta suscitando proteste di piazza da oltre una settimana
Il progetto di un mega-resort di lusso in un'area naturalistica protetta sta suscitando proteste di piazza da oltre una settimana
TIRANA - Non accennano a placarsi le proteste popolari in Albania contro il progetto di un mega-resort turistico di lusso promosso da Jared Kushner, genero di Donald Trump, e dalla moglie Ivanka.
Di cosa si tratta
Il complesso esclusivo si sviluppa in due parti: la prima si trova nella zona di Zvernec, nel distretto di Valona, a circa 150 chilometri da Tirana e nella parte meridionale del paese. Il punto focale? La laguna di Narta. La seconda, invece, prevede l'edificazione di un resort sull'isola disabitata di Sazan, che ha ospitato una base militare dell'epoca del Patto di Varsavia, edificato durante il regime comunista di Enver Hoxha. La base dismessa ospita un reticolo di tunnel sotterranei e bunker anti-atomici e sarebbe dovuto essere, nelle intenzioni originarie, l'estremo ridotto di resistenza contro un attacco nucleare.
«Eravamo sulla barca di un amico e ci siamo fermati per fare una nuotata. Abbiamo nuotato fino all’isola e fatto un’escursione a piedi nudi fino in cima. Siamo rimasti semplicemente incantati». Sono parole che Ivanka Trump ha pronunciato in un podcast e spiegano perché la figlia e il genero del presidente degli Stati Uniti hanno messo gli occhi su questa fetta di Albania.
GETTY IMAGESIl progetto, che accanto al fondo Affinity Partners di Kushner coinvolge anche i fratelli miliardari del Qatar Moutaz e Ramez Al-Khayyat, avrebbe già visto l’investimento di circa 200 milioni di dollari per l’acquisto dei terreni. Il progetto (si parla di qualcosa come diecimila stanze) è stato definito il più grande mai realizzato in Albania, con un valore complessivo stimato attorno ai 4 miliardi di dollari. Secondo i costruttori, grazie al progetto turistico il prodotto interno lordo albanese crescerebbe del 3 o del 4% e porterebbe alla creazione di circa 10mila posti di lavoro.
Ma c'è una fetta della popolazione che non ci sta e sta manifestando rumorosamente la propria contrarietà. Alcuni media l'hanno già denominata la "Rivoluzione dei Fenicotteri"
Le manifestazioni
Dopo i primi raduni nella capitale, dove le manifestazioni proseguono da giorni davanti alla presidenza del Consiglio, i cittadini sono scesi in piazza anche in altre città. Centinaia di persone, provenienti dall'intera Albania, si sono radunate sulla spiaggia di Zvernec. Gli slogan scanditi dai manifestanti? "L'Albania non è in vendita" e "Narta è nostra", con riferimento all'area protetta di Narta-Zvernec, la quale - secondo le organizzazioni ambientaliste - potrebbe vedere il suo valore paesaggistico compromesso dal progetto edilizio. Non solo: l'area contesa si trova proprio sulla rotta migratoria dell'Adriatico e ospita centinaia di specie di uccelli. Compresa una colonia stanziale di ben tremila fenicotteri rosa, gli animali che hanno dato il nome alle proteste.
GETTY IMAGESMa l'atto con la componente simbolica più elevata è quello compiuto da Eva Buzo: la nuotatrice albanese-australiana ha nuotato intorno all'isola di Sazan, per complessivi 15 chilometri.
I presunti legami con la criminalità
L'affare del mega-resort, che rappresenta una speculazione edilizia portata avanti da Kushner e dai suoi soci internazionali, coinvolgerebbe in qualche modo anche la criminalità. Secondo il quotidiano italiano Domani, l'affarista albanese (ma con base a Miami) Artur Shehu sarebbe stato il proprietario di alcuni terreni, ceduti poi a intermediari e che sono infine diventati parte del piano tanto contestato.
Domani ricorda i passati legami di Shehu con un boss della Sacra Corona Unita, l'organizzazione criminale pugliese, e lo definisce «il re dei gommoni carichi di disperati che venivano in Italia». Non solo: è sempre il quotidiano a riferire, citando un’informativa della direzione investigativa antimafia del 2020, di un presunto incontro nelle Antille Olandesi tra i vertici della rete criminale ed «esponenti imprecisati dell’attuale governo albanese in carica». Shehu ha negato tutto e, in merito al presunto incontro del 2019, lo ha bollato come "fake news".
AFPLa protesta contro Rama, il premier non ci sta
Tuttavia, il piano firmato Kushner sembra aver rappresentato soltanto la scintilla di un malcontento più ampio, che ora prende di mira il governo del premier di centrosinistra Edi Rama, di cui i manifestanti chiedono le dimissioni. Rama, però, non sembra voler indietreggiare. Da Valona, dove ha incontrato negli scorsi giorni un gruppo di abitanti della zona di Zvernec, il premier ha ribadito una posizione ferma: «Né 5 mila, né 500 mila in piazza, potranno fermare l’investimento».
Rama ha inoltre criticato il modo in cui i media internazionali hanno raccontato le proteste, sostenendo che siano caduti nella trappola della disinformazione. «Come mai, una protesta locale di alcune migliaia di persone può trasformarsi in uno spettacolo internazionale?», ha scritto in un lungo post su X, denunciando «supposizioni diventate fatti, narrazioni trasformate in verdetti e speculazioni diventate verità accettate prima ancora che i fatti fondamentali fossero accertati».
Il premier ha ribadito che «non esiste ancora alcun progetto, alcun permesso di costruzione, alcuna costruzione» e che al momento esiste soltanto «una visione e un piano: trasformare l’Albania nella destinazione turistica di alta gamma più attrattiva di questa parte del mondo». Secondo Rama, dietro quella che definisce «un uragano di isteria digitale, titoli apocalittici, indignazione costruita artificialmente e conclusioni generali presentate come fatti accertati» si nasconderebbe una «guerra informativa ibrida» capace di influenzare il dibattito pubblico. Il premier ha segnalato un aumento significativo dell’attività sui social media, con un’impennata delle interazioni in lingua albanese e la comparsa di numerosi profili appena creati o resi anonimi. «Se non fosse per Jared, non gliene fregherebbe un c...o», ha dichiarato sempre Rama, in un’intervista a Politico Europe. Kushner e soci non hanno per il momento commentato le manifestazioni.
DPAL'Unione europea osserva
Il progetto immobiliare ha fatto drizzare le antenne anche a Bruxelles. Tirana è impegnata infatti nel percorso di adesione all'Unione Europea e il piano di Kushner e soci potrebbe essere problematico per quanto riguarda il capitolo 27, quello dedicato all'ambiente e al cambiamento climatico. «Abbiamo già espresso al ministro dell’ambiente le nostre preoccupazioni in merito alle potenziali carenze di questo progetto», ha dichiarato un portavoce della Commissione europea per l'Allargamento, Guillaume Mercier. A impensierire è soprattutto la mancanza di una valutazione dell'impatto ambientale del mega-resort.
«Il ministro si è impegnato a sospendere i lavori di costruzione e a far svolgere una valutazione completa dell’impatto ambientale del progetto, in consultazione con la società civile. Sappiamo inoltre che il progetto è oggetto di indagini in corso da parte della Spak», l'autorità anti-corruzione e contro la criminalità organizzata albanese. Bruxelles invita a frenare, ma Tirana tira dritto. La vicenda, insomma, è destinata a far discutere ancora per molto.







