Cani immortali, la pillola dell’eterna giovinezza per Fido

Il boom della pet economy spinge la ricerca di soluzioni per prolungare la vita dei nostri animali, tra farmaci sperimentali, test genetici e tecniche di clonazione.
Secondo Worldostats, nel mondo si contano circa 500 milioni di cani da compagnia, e in tutta Europa il loro numero supera i 90 milioni. Vi sono poi quasi 50 milioni di uccelli domestici, più di 25 milioni di piccoli mammiferi, e anche 11 milioni di rettili. Se anche le cifre variano, a seconda delle classifiche prese in considerazione sull'argomento, si parla pur sempre di milioni di animali domestici diventati parte integrante dell'esistenza di una persona per il tempo che hanno da vivere. La durata del tempo da condividere con il proprio animale domestico è diventato un vero e proprio tema di discussione nel momento in cui è cresciuta la tipologia di padroni disposti a dare la migliore qualità di vita possibile al proprio animale d'affezione. Lo scorso anno, Bloomberg Intelligence, nel suo report 'Pet economy 2024/2025', segnalava che l'industria che ruota intorno al mantenimento e alla cura degli animali domestici potrebbe superare i 500 miliardi di dollari entro il 2030, mentre negli Stati Uniti sono in cima alla classifica con 152 miliardi di dollari spesi nella cura dei propri animali nel 2025, seguiti da Cina, Brasile e Regno Unito. In Europa, invece, entro il 2030 la pet economy potrebbe raggiungere un valore di oltre 152 miliardi di euro, grazie anche alle nuove tendenze legate all'alimentazione bio, il pet tech ed i servizi di wellness destinati a cani e gatti.
Un cane in eterno
In quest'ottica si inserisce il tema, attualmente molto discusso, della possibilità di poter prolungare la loro esistenza grazie a dei farmaci anti age, ancora in fase di sperimentazione, e allo sviluppo di nuove tecnologie. Come raccontato dal New York Times, vi sono gli integratori Leap Years che promettono “più momenti di gioia insieme”, il laboratorio Omi Health che produce “il primo test di longevità per animali domestici al mondo” o la possibilità di iscrivere il vostro animale ad una sessione strategica sulla longevità, del costo di 275 dollari a seduta, dove un “veterinario californiano che si fa chiamare 'veterinario della longevità' vi suggerirà un protocollo personalizzato di integratori e farmaci da prescrivere off-label”.
IMAGOLa cantante Barbra Streisand insiema alla sua cagnettaTecnica della clonazione
Vi è poi la tecnica della clonazione, scelta fatta, ad esempio, dalla nota cantante e attrice Barbra Streisand che, nel 2018 si rivolse all'azienda texana Viagen per clonare, al costo di 100 mila dollari, il proprio Coton de Tulear di nome Samantha morta nel 2017. Dalle sue cellule sono così nate Miss Violet e Miss Scarlet, due cagnoline identiche a Samantha nell'aspetto, ma forse non nel carattere, tanto che la Streisand dichiarò all'epoca di stare aspettando di vedere “se hanno ereditato i suoi occhi marroni e la sua serietà”. Un'altra soluzione abbracciata da una ristretta cerchia di ricchissimi padroni di animali domestici è la crioconservazione: la Alcor Life Extension Foundation, società leader nel settore, ospita attualmente 124 corpi di animali domestici, tra cui cani, gatti, una scimmia, una tartaruga di mare, un cacatua e quattro cincillà, nella speranza di poterli un giorno rianimare.
Nel campo della sperimentazione clinica, invece, la ricerca di un farmaco che possa allungare la vita degli amati animali domestici prosegue da anni con apparente successo. Nel 2014, i professori Daniel Promislow e Matt Kaeberlein hanno lanciato il Dog Aging Project, un progetto di ricerca che “seguirà decine di migliaia di cani da compagnia per dieci anni al fine di identificare i fattori biologici, di vita e ambientali che massimizzano la longevità”. L'idea degli studiosi è quella di raccogliere il maggior numero di dati possibili dai cani che sono stati iscritti volontariamente alla ricerca al fine di “aumentare la nostra capacità di prevenire, diagnosticare e trattare le malattie legate all'età, aiutando i nostri cani a vivere una vita più lunga e sana”. “Ho sempre avuto dei cani-ha raccontato Kaeberlein a Science Focus- e ovviamente voglio questo per i miei cani e anche per i cani di tutte le altre persone”.
IMAGOLa speranza in un farmaco
All'epoca, Matt Kaeberlein era impegnato a testare un farmaco immunosoppressore, chiamato rapamicina, sui topi da laboratorio, ottenendo un prolungamento della loro vita anche del 30%. Avendo saputo dello studio sulla longevità condotto dal dottor Promislaw, e finanziato da Larry Ellison fondatore di Oracle, il biologo Kaeberlein decise di condividere con quest'ultimo quanto appreso sui topi, dando vita allo studio sulla longevità dei cani. Come raccontato dallo stesso Kaeberlein al New York Times “ho iniziato a somministrare la rapamicina al mio vecchio pastore tedesco Dobby e poi l'ho presa io stesso”, avendo avuto una “nuova intuizione ingannevolmente semplice” e cioè che a differenza dei topi da laboratorio che vivono nelle loro gabbie, i cani vivono a fianco dei propri padroni “venendo influenzati anche dal nostro modo di invecchiare”. I cani, infatti, sviluppano molte delle malattie che affliggono l'uomo con il passare dell'età, motivo per cui si propongono come l'oggetto di studio ideale “ a metà strada tra gli animali da laboratorio e gli esseri umani”, e questo anche perché, dopo migliaia di anni di addomesticamento, i cani hanno dei batteri intestinali molto simili ai nostri. La rapamicina, utilizzato prevalentemente come immunosoppressore in caso di trapianto d'organi, mima gli effetti del digiuno, inducendo il processo di autofagia, ossia il processo di pulizia con cui le cellule combattono l'invecchiamento. Una delle prime scoperte del Dog Aging Project è stata infatti quella di osservare che la longevità dei cani è strettamente collegata alla frequenza dei loro pasti, scoprendo che quei cani nutriti una volta al giorno hanno un rischio inferiore di sviluppare diverse condizioni legate all'avanzare dell'età”. Pur trattandosi di uno studio ancora in fase embrionale, nel quale non è stata chiarita la possibile correlazione tra causa ed effetto di quanto osservato, apre degli scenari futuri ancora inediti. Sono stati inoltre preparati dei test clinici, Triad, durante i quali viene somministrata la rapamicina a circa 580 cani, monitorando nell'arco di due anni gli effetti a lungo termini per questi animali, con “ un aumento di oltre il 20 per cento della durata della vita in salute” secondo le previsioni di Promislaw.
ImagoLa pillola della longevità: via Libera dalla FDA per il farmaco che allunga la vita
Tra le tante startup che lavorano a progetti simili, spicca la Loyal, con sede a San Francisco, il cui farmaco sperimentale Loy-002 è stato accettato lo scorso febbraio dalla Food and Drug Administration, Fda, con la formula “ragionevole aspettativa di efficacia”. Perché venga approvato definitivamente tale farmaco deve dar prova di essere sicuro ma, avendo ottenuto comunque l'accettazione della Fda, può essere immesso nel mercato mentre è in corso la sua sperimentazione clinica. “Il nostro studio è diverso da qualsiasi altro- ha dichiarato al Nyt la sua fondatrice ed amministratrice delegata Celine Halioua-nel senso che non ci concentriamo sul trattamento di una malattia o di un disturbo specifico, ma sul prolungamento della durata della vita in generale. E' il primo studio approvato dalla Fda di un farmaco per la longevità per qualsiasi specie”. Anche se ad oggi l'azienda non ha specificato esattamente cosa contiene tale farmaco, nel suo sito viene descritto come un “mimetico della restrizione calorica” che, in parole povere, significa che induce nell'organismo quei benefici legati alla minore assunzione di calorie, tra cui un miglior funzionamento metabolico legato sempre all'aumento della longevità. Tale concetto come visto non è nuovo ed è stato dimostrato per diverse altre specie del regno animale, come le scimmie o i vermi; inoltre, come riferito da Science Focus, uno studio del 2007 ha riportato il dato che mangiare il 25 per cento in meno potrebbe aiutare un labrador a vivere il 16% in più rispetto ad una dieta normale.
ImagoPiù preoccupati dell'invecchiamento del cane che del padrone
Halioua ha confessato al giornalista del Nyt autore del reportage, di ricevere moltissime email da parte di persone che allegano la foto del loro cane ormai anziano implorandola di aiutarli, dicendo che nella maggior parte dei casi “sono più preoccupati dell'invecchiamento dell'animale che del loro”. “Penso che ci siamo conosciuti in una vita precedente” ha detto Erica Reese, una life coach che ha iscritto il proprio bastardino Nalu allo studio di Loyal, affermando anche di aver notato dei segni di miglioramento nel comportamento dell'animale, nonostante i proprietari dei cani in osservazione non sappiano se il loro animale stia assumendo un placebo o il farmaco oggetto della sperimentazione. Come raccontato dalla fondatrice di Loyal “spesso i proprietari dei cani in questione 'sentono che
Fluffy salta di nuovo sul letto' o 'che sia attivo e faccia passeggiate più lunghe' e non si può sapere se sia vero o un effetto placebo”. Ciò che queste persone vogliono è “mantenere accesa la luce il più a lungo possibile”, ed è inutile chiedersi come sia successo che gli animali domestici abbiano conquistato un peso sempre maggiore nel cuore e nelle finanze dei propri padroni perché il fenomeno sembra sempre più in crescita e ormai irreversibile.
Appendice 1
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IMAGOLa cantante Barbra Streisand insiema alla sua cagnetta
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