In Cina, dove i robot imparano a fare il lavoro degli umani

Sempre più presenti nella vita quotidiana, gli umanoidi vengono addestrati in colossali centri a svolgere le mansioni più disparate. E la pressione sui lavoratori in carne e ossa cresce.
In una fabbrica cinese si producono umanoidi ogni trenta minuti, per un totale di dieci mila unità all'anno. Se un tempo, quindi, era pura fantascienza pensare che dei robot dalle fattezze umane potessero avere un ruolo attivo nella nostra vita, ora sta diventando realtà. Il progetto di fabbricare su larga scala questi robot, frutto della partnership tra la Leju Robotics e Dongfang Precision Science & Tecnology, dimostra il salto di qualità compiuto dal settore tecnologico cinese, capace di produrre in serie degli umanoidi sempre più sofisticati.
La Cina, avanti a tutti
Come riportato da Fox News, l'industria della robotica in Cina ha raggiunto, in questo senso, un vero e proprio punto di svolta: Agibot ha raggiunto le dieci mila unità prodotte, Unitree Robotics sta pianificando un'importante espansione con nuovi finanziamenti e Ubtech Robotics sta lavorando per ridurre i costi a meno di ventimila dollari per robot. Mai come quest'anno gli umanoidi cinesi si sono imposti all'attenzione globale: abbiamo visto all'opera Kai, prodotto da KinetixAi, dotato di una grande libertà di movimento grazie a oltre diciottomila sensori, e progettato per svolgere delle mansioni casalinghe o Astridbot S1, sviluppato da Stardust Intelligence, in grado di svolgere faccende domestiche o commerciali con un alto grado di velocità e precisione.
Imago/VCGDue giovani guardano un robot in un negozio Unitree Robotics a Pechino.A Shenzen, nel sud della Cina, i robot sono stati arruolati in polizia, e affiancano gli agenti indossando dei gilet ad alta visibilità: questi umanoidi sono dotati di un display interattivo e di un supporto open source, una capacità di rotazione del bacino di trecentoventi gradi e dei movimenti fluidi che consentono loro di svolgere attività anche molto complesse. Lo scorso 19 aprile, la mezza maratona di Pechino è stata vinta da un umanoide, sviluppato da Honor, una società produttrice di smartphone, che ha corso ventuno chilometri in cinquanta minuti e ventisei secondi, superando il record del mondo detenuto dall'ugandese Jacob Kiplimo di 57 minuti.
Un video divenuto presto virale, tratto dal concerto del cantante sino-americano Wang Leehom, mostra invece un gruppo di umanoidi che si esibiscono in coreografie complesse in maniera perfettamente sincronizzata. L'utente che ha pubblicato il video ha commentato entusiasta il fatto che in Cina «i robot fanno ormai tutto, persino ballare sul palco come professionisti»: i robot Unitree eseguono movimenti fluidi e perfettamente a tempo con la canzone, sorprendendo il pubblico con l'esecuzione di salti mortali in avanti e lo stesso Elon Musk ha giudicato «impressionante» la visione degli umanoidi che ballano sul palco da professionisti consumati.
Imago/XinhuaUn robot impara a impacchettare in catena di montaggio, in una struttura d'addestramento a Qingdao.Così si addestra un robot
Chiaramente, le competenze mostrate da questi sofisticati robot sono frutto del lavoro e dell'ingegno di numerosi progettatori, impegnati anche nel difficile compito di insegnare agli umanoidi come svolgere i compiti per i quali sono stati progettati. Nella zona dell'East-Lake di Wuhan, in Cina, si trova una di queste 'scuole' dove gli umanoidi vengono addestrati da ingegneri specializzati a imitare le attività svolte da un istruttore umano che indossa delle apparecchiature di realtà virtuale in modo da guidare i movimenti del robot seduta stante. Come raccontato a Euronews da Quiongbin, formatore di robot Ai, «indossiamo occhiali VR e abbiamo un controller in mano. Le nostre mani, destra e sinistra, sono come le braccia del robot.
Imparerà dalle nostre posture, poi i dati verranno caricati sul cloud e, una volta approvati, verranno caricati sul robot che imparerà da esse (…) è come insegnare a mio figlio, e sentire che è cresciuto». Si tratta, in sostanza di raccogliere dati che, una volta elaborati a dovere e migliorati grazie a infinite sessioni di allenamento, porteranno i robot a svolgere le azioni per le quali sono stati addestrati dai ricercatori. A tal fine, nella struttura cinese vengono ricreati degli scenari realistici di modo che i robot possano apprendere delle competenze utili nella vita quotidiana, come organizzare e ordinare dei pacchi o svolgere delle attività casalinghe.
«Gli istruttori possono ripetere una singola azione anche centinaia, migliaia o anche decine di migliaia di volte per supportare questa formazione» ha detto sempre ad Euronews Ynag Xinyi, responsabile del progetto presso la Data Fusion Technology, ribadendo che l'obiettivo dei ricercatori è quello di rendere operativi quanto prima questi robot nel mondo reale, così come visto fare, in maniera sperimentale, per gli umanoidi poliziotti.
Imago/XinhuaUn altro centro di training per gli umanoidi, sempre a Qingdao.Chilometri quadrati di “cyberpalestre”
Di centri di formazione simili in Cina ce ne sono moltissimi, in particolar modo nelle grandi città come Pechino o Shanghai e nella provincia di Shandong, nella Cina orientale. Nel distretto di Shijingshan, a Pechino, sorge una struttura di oltre dieci mila metri quadrati, interamente dedicata all'istruzione dei robot umanoidi, posizionati in scenari realistici che ricreano negozi al dettaglio o magazzini di merci varie, secondo l'imitazione dei modelli umani che abbiamo già visto.
Non può ancora dirsi che l'utilizzo di tali robot umanoidi sia diffuso a livello sociale, ma l'obiettivo primario, testimoniato anche dall'aumento della loro produzione in serie, è quello di utilizzarli per svolgere mansioni lavorative attualmente affidate agli uomini. Il Guardian ha di recente dedicato un suo approfondimento a questo tema, visitando la Guchi Robotics, una società di automazione, fondata nel 2019 da Chen Liang, che produce i macchinari che installano ruote, cruscotti e finestrini per molti dei migliori marchi automobilistici cinesi, come Byd o Nio.
Alla Guchi, «i robot sono attualmente in grado di assemblare tali componenti senza alcun intervento umano anche se l'80% dell'assemblaggio finale deve essere ancora automatizzato»: ed è questo il progetto per il quale Chen si sta impegnando allo stremo. Le risorse non mancano dato che nel 2025 la Cina ha annunciato un fondo di cento miliardi di sterline da destinarsi a tecnologie strategiche, tra cui l'energia pulita e la robotica, e si stima che attualmente siano circa centoquaranta le aziende cinesi impegnate a costruire umanoidi.
Imago/VCGUn umanoide si esibisce in una danza popolare a Jinhua.Una vera e propria guerra mondiale
In Cina sono presenti attualmente più della metà dei robot impiegati in fabbrica a livello mondiale e per Chen Liang questo primato rispetto agli Stati Uniti è dovuto «ai costi, alla velocità e al numero di persone che si possono impegnare per risolvere un problema: noi potremo avere mille persone in grado di fare questo lavoro, loro cento».
Davanti all'obiezione avanzata dal giornalista britannico riguardante il fatto che gli americani hanno votato Trump per riavere i propri posti di lavoro, cosa che l'utilizzo dei robot metterebbe a rischio, Chen Liang si è detto sicuro che questo non rappresenterà un problema in futuro«dato che il mondo è cambiato e anche i giovani. Anche in Cina, dove la cultura della fabbrica è profondamente radicata, i cinesi sono sempre più riluttanti a tollerare la fatica. È il solo modo in cui le persone ragionano ora».
La questione però non è così semplice come la si vuole fare apparire e per la maggior parte delle persone perdere il lavoro non significa solo non dover più faticare ma, più semplicemente, non avere niente da mettere a tavola. Come detto ad Al Jazeera dalla giornalista e scrittrice Liza Featherstone «la classe miliardaria cerca un mondo senza lavoratori, o almeno uno in cui i lavoratori si sentono i più estranei e precari possibili. Amano l'Ai perché non vogliono affrontare le richieste dei lavoratori umani di essere trattati come umani».
Imago/VCGUno stabilimento che produce robot a Chengdu.Se la pressione dell'umanoide svilisce l'uomo
La minaccia reale di poter essere sostituiti da delle macchine spinge le categorie di lavoratori più fragili a derogare ai propri diritti, e ad accettare condizioni di lavoro più sfavorevoli nella certezza che comunque l'interesse dei grandi imprenditori sia tutta rivolta all'utilizzo sempre più invasivo dell'Ai e della robotica. A gennaio, Amazon, il secondo maggior datore di lavoro negli Stati Uniti dopo Walmart, ha deciso di licenziare oltre sedici mila dipendenti a causa dell'Ai, e nell'ottobre dello scorso anno ha riferito al New York Times di avere in programma «di sostituire più di mezzo milione di posti di lavoro con i robot».
Un report del fondo Monetario Internazionale dell'inizio dell'anno ha già rilevato che quasi il 40% dei posti di lavoro a livello globale è messo a rischio dall'Intelligenza Artificiale e i giovani, in ogni parte del mondo, temono di rimanere disoccupati proprio per tale motivo. Di sicuro è dannoso criticare aprioristicamente la tecnologia nelle sue varie declinazioni e bisogna essere consapevoli che il progresso umano passa anche dallo sviluppo di questi nuovi apporti ingegneristici, ma ignorare il problema della perdita di milioni di posti di lavoro a causa dell'Ai e della robotica può portare a conseguenze estremamente dannose.
Warren Bennis, un famoso accademico e studioso di questioni legate alla leadership, disse che la fabbrica del futuro avrebbe avuto solo due dipendenti, un uomo e un cane: «l'uomo per dare da mangiare al cane, e il cane per impedire all'uomo di toccare le attrezzature».
Imago/CFOTOUn robot gioca a scacchi cinesi (Xiangqi) in un evento espositivo a Fuzhou.Appendice 1
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Imago/XinhuaUn altro centro di training per gli umanoidi, sempre a Qingdao.
Imago/CFOTOUn robot gioca a scacchi cinesi (Xiangqi) in un evento espositivo a Fuzhou.
Imago/XinhuaUn robot impara a impacchettare in catena di montaggio, in una struttura d'addestramento a Qingdao.
Imago/VCGUn umanoide si esibisce in una danza popolare a Jinhua.
Imago/VCGDue giovani guardano un robot in un negozio Unitree Robotics a Pechino.
Imago/VCGUno stabilimento che produce robot a Chengdu.



