Non ci saranno colloqui diretti tra Iran e Stati Uniti

Sei persone sono morte ieri a causa dei raid israeliani. Il Giappone valuta l'invio di dragamine nello Stretto di Hormuz
Sembra riaprirsi la partita dei negoziati tra Washington e Teheran, con possibili incontri nel ad Islamabad tra il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi e la coppia di inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Sullo sfondo i contrasti intestini al regime degli ayatollah, mentre la guida suprema Mojtaba Khamenei, amputato e sfigurato in volto, sembra incapace di tenere le redini del Paese.
Germania invia dragamine nel Mediterraneo, pronta per Hormuz
La Germania muove in anticipo le proprie unità navali nel Mediterraneo in preparazione a una potenziale missione nello Stretto di Hormuz. Il ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius, ha annunciato il dispiegamento di un dragamine e di una nave comando e supporto «per essere pronti ad agire rapidamente qualora il Bundestag (la principale Camera del parlamento tedesco) emettesse un mandato».
«Per risparmiare tempo, abbiamo deciso di dispiegare alcune unità tedesche nel Mediterraneo con anticipo, in modo da non perdere ulteriore tempo una volta ottenuto il mandato», ha spiegato al quotidiano regionale Rheinische Post, particolarmente diffuso nella parte occidentale della Renania Settentrionale-Vestfalia, sottolineando che un approccio analogo era stato adottato per la missione diplomatico-militare di sicurezza marittima Aspides dell'UE nel Mar Rosso, accelerandone l'avvio. Un eventuale intervento nel Golfo Persico resta tuttavia subordinato a condizioni stringenti. »Il primo e principale prerequisito per un dispiegamento navale tedesco nello Stretto di Hormuz è la fine delle ostilità», ha precisato Pistorius.
Sul piano giuridico, il ministro ha proposto di ampliare il mandato di Aspides, includendo anche Hormuz e prevedendo dunque il coinvolgimento di Stati Uniti e Regno Unito. La marina tedesca contribuirebbe con capacità di sminamento per garantire sicurezza e la libertà di navigazione nello stretto. (ats)
Non saranno colloqui diretti
Nessun colloquio diretto tra Iran e Stati Uniti è in programma a Islamabad. A confermarlo sono fonti dell'emittente «Al Arabiya». Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi, come noto, si trova nella capitale pakistana dalla tarda serata di venerdì mentre Washington ha inviato Steve Witkoff e Jared Kushner.
AFPColloqui notturni tra Araghchi e i mediatori pakistani
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, arrivato a Islamabad poco dopo mezzanotte, è stato accolto dai negoziatori pakistani e ha subito iniziato i colloqui, andati avanti per quasi tutta la notte conclusi solamente all'alba. A scriverlo è la CNN che inoltre spiega come il meeting notturno, rispetto alle consuetudini diplomatiche, è un fatto insolito.
Lunedì il possibile incontro tra Stati Uniti e Iran
Stati Uniti e Iran potrebbero incontrarsi, finalmente, lunedì a Islamabad, capitale del Pakistan, per intavolare l'ultimo round di negoziati con l'obiettivo di risolvere la crisi in Medio Oriente.
Il cessate il fuoco non ferma gli attacchi: sei morti in Libano
Gli attacchi israeliani in Libano hanno causato ieri la morte di sei persone, nonostante il cessate il fuoco in corso nella guerra che dura da oltre sei settimane tra Israele e Hezbollah. Lo ha dichiarato il Ministero della Salute libanese. "Gli attacchi aerei del nemico israeliano sul Libano meridionale di oggi hanno provocato il martirio di sei cittadini e il ferimento di altri due", ha affermato il Ministero in una dichiarazione. Due persone sono state uccise a Wadi al-Hujair, due a Touline e una ciascuna a Srifa e Yater, tutte nel Libano meridionale, ha precisato il Ministero. (ats)
AFPL'ipotesi di un nuovo impiego operativo dei dragamine rientra nel più ampio dibattito sul ruolo internazionale del Giappone e sull'interpretazione dell'articolo 9 della Costituzione, che rinuncia alla guerra come strumento di risoluzione delle controversie. La valutazione in corso tiene conto sia delle esigenze di sicurezza energetica, dal momento che il Giappone importa circa il 90% del proprio petrolio via mare, sia dei delicati equilibri diplomatici nella regione mediorientale.
Tokyo potrebbe inviare dragamine nello Stretto di Hormuz
Il governo giapponese considera l'invio di dragamine delle Forze marittime di autodifesa (Msdf) nello Stretto di Hormuz, a fronte della richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza della navigazione nello snodo considerarato cruciale per gli approvvigionamenti di petrolio a livello globale. (ats)



