Trump ha cancellato il viaggio di Witkoff e Kushner in Pakistan

Il presidente americano avrebbe deciso di annullare il viaggio dei suoi inviati per via «della posizione dell'Iran».
Sembra riaprirsi la partita dei negoziati tra Washington e Teheran, con possibili incontri nel ad Islamabad tra il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi e la coppia di inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Sullo sfondo i contrasti intestini al regime degli ayatollah, mentre la guida suprema Mojtaba Khamenei, amputato e sfigurato in volto, sembra incapace di tenere le redini del Paese.
Idf: «Attaccate strutture militari di Hezbollah nel sud del Libano»
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno attaccato strutture militari di Hezbollah in tutto il Libano meridionale. Lo ha riferito un portavoce delle Idf, scrive Ynet.
In precedenza, a seguito delle numerose violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, l'ufficio del primo ministro israeliano aveva annunciato che «Netanyahu aveva ordinato all'Idf di attaccare con vigore gli obiettivi di Hezbollah in Libano». (ats)
Libano, nuovi raid d'Israele nel sud dopo l'ordine di Netanyahu
I media statali libanesi hanno riportato in serata una serie di nuovi attacchi israeliani in almeno quattro diverse località nel sud del Paese, dopo che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu aveva ordinato al suo esercito di attaccare Hezbollah a seguito di presunte violazioni del cessate il fuoco. L'agenzia di stampa statale National News Agency ha riportato due attacchi in rapida successione in una città del distretto di Bint Jbeil, un altro in una città del distretto di Tiro e attacchi in altre due città del distretto di Nabatieh. (ANSA-AFP).
Trump, dall'Iran un nuovo documento dopo lo stop al viaggio degli inviati Usa
«Il documento che ci ha proposto l'Iran non era abbastanza». Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti. «Stranamente dieci minuti dopo che ho cancellato il viaggio dei miei inviati in Pakistan ce ne hanno mandato un altro», ha aggiunto il presidente.
Il presidente, parlando con i reporter a Palm Beach prima di tornare a Washington, ha riferito che, dopo la sua decisione di cancellare il viaggio dei suoi inviati a Islamabad, «nel giro di dieci minuti abbiamo ricevuto un nuovo documento che era molto meglio del precedente»... «hanno offerto molto ma non abbastanza». (ats)
Cisgiordania: irruzione di coloni in villaggio palestinese, un ferito
Stamattina, alcuni coloni hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Duma, nella Cisgiordania centrale, e hanno aggredito una donna alla periferia della città, ferendo anche un bambino. Lo riportano i media israeliani.
Gli abitanti di Duma hanno cercato di respingere l'attacco, lanciando pietre che hanno colpito e ferito leggermente uno dei coloni, che poco dopo hanno attaccato un villaggio beduino adiacente a Duma, violando un ordine imposto dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf).
Durante l'attacco, diversi veicoli palestinesi sono stati vandalizzati e un bambino ha riportato una ferita al volto causata da schegge di vetro provenienti da una finestra di un'abitazione improvvisata, infranta dagli aggressori. I coloni hanno anche cosparso di spray al peperoncino le case prese di mira. (ats)
Libano, «salgono a 6 i morti negli attacchi israeliani al sud»
È salito a sei morti il bilancio degli attacchi israeliani nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco prorogato questa settimana nella guerra tra Israele e il gruppo militante Hezbollah. Ad aggiornare il bollettino è stato Il ministero della Salute libanese.
«Due attacchi nemici israeliani, contro un camion e una motocicletta, nella città di Yohmor al-Shaqeef, nel distretto di Nabatieh, hanno ucciso quattro persone», si legge in una dichiarazione del ministero.
Successivamente, è stato riferito che «un attacco aereo nemico israeliano sulla città di Safad al-Battikh, nel distretto di Bint Jbeil, ha provocato due morti e 17 feriti». (ats)
Si vota a Gaza dopo 20 anni, Fatah favorita
Per la prima volta dal 2006 si è votato a Gaza, a Deir el-Balah, nel cuore della Striscia. Si andava alle urne per le elezioni municipali palestinesi, tenutesi anche in Cisgiordania. Si tratta della prima chiamata elettorale dall'inizio della guerra scatenata dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dalla successiva offensiva israeliana.
Secondo la Commissione elettorale centrale palestinese, circa 1,3 milioni sono gli aventi diritto al voto in Cisgiordania, e 70'000 a Deir al-Balah, una delle poche aree dove l'esercito israeliano non ha condotto operazioni via terra, e per questo scelta dall'Autorità Palestinese per lanciare un segnale: riaffermare l'unità giuridica tra Cisgiordania e Gaza e mantenere una presenza, seppur simbolica, nella Striscia governata da Hamas dal 2007. (ats)
Araghchi in Pakistan: visita «molto fruttuosa»
Intanto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che la sua visita in Pakistan è stata «molto fruttuosa» e ha elogiato «l'impegno e gli sforzi fraterni» di Islamabad per contribuire a ristabilire la pace nella regione, esprimendo al contempo dubbi sulla serietà dell'impegno diplomatico degli Stati Uniti. In un post su X, Araghchi ha affermato di aver condiviso la posizione dell'Iran su un «quadro praticabile per porre fine in modo permanente alla guerra contro l'Iran», aggiungendo: «Devo ancora vedere se gli Stati Uniti prendono davvero sul serio la diplomazia». Lo scrive Iran International. (ats)
«Nessuno sa chi comandi, nemmeno loro»
«Ho appena annullato il viaggio dei miei rappresentanti in Pakistan per incontrare gli iraniani. Troppo tempo sprecato negli spostamenti, troppo lavoro! Inoltre, vi sono fortissime lotte intestine e confusione all'interno della loro 'leadership'. Nessuno sa chi comandi, nemmeno loro stessi. Per di più, abbiamo tutte le carte in mano noi; loro non ne hanno nessuna! Se vogliono parlare, non devono far altro che chiamare!!!», ha scritto Donald Trump su Truth.
Dal canto loro, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che il controllo dello Stretto di Hormuz, un punto strategico vitale per le forniture globali di petrolio e gas, rappresenta la «strategia definitiva» di Teheran nel suo conflitto con gli Stati Uniti.
«Controllare lo Stretto di Hormuz e mantenere l'ombra del suo effetto deterrente sull'America e sui sostenitori della Casa Bianca nella regione è la strategia definitiva dell'Iran islamico», hanno affermato le Guardie in una dichiarazione sul loro canale Telegram ufficiale. (ats)
Maxi yacht di un oligarca russa, sanzionato dagli Usa, attraversa Hormuz
Un maxi yacht legato a un oligarca russo soggetto a sanzioni ha attraversato oggi lo stretto di Hormuz, un'area particolarmente congestionata. Lo riporta la Cnn citando i dati di tracciamento delle navi.
Il Nord, uno yacht di quasi 142 metri considerato uno dei più grandi al mondo, è partito ieri sera da Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, per poi attraversare il difficile canale durante la notte, secondo i dati del fornitore di informazioni marittime MarineTraffic.
La sua destinazione finale è Muscat, in Oman. Un broker nautico aveva precedentemente dichiarato alla Cnn che l'imbarcazione ha un valore stimato di almeno 500 milioni di dollari e si ritiene che appartenga ad Alexey Mordashov, presidente di un colosso siderurgico e minerario russo e uno dei miliardari più ricchi della Russia. L'Associated Press ha confermato che Mordashov è il proprietario dello yacht. Quest'ultimo, grande una volta e mezza un campo da football americano, sembra aver seguito la rotta che passa vicino all'isola iraniana di Larak, che secondo Lloyd's List Intelligence è una rotta utilizzata dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane per controllare l'accesso allo stretto. Il Dipartimento di Stato americano ha sanzionato Mordashov nel 2022, oltre a tre delle sue altre società, alla moglie e ai due figli adulti. (ats)
Trump ha cancellato il viaggio di Witkoff e Kushner in Pakistan
Il presidente americano Donald Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui con l'Iran. Lo ha dichiarato lo stesso presidente a Fox News e al giornalista di Axios Barak Ravid.
Gli inviati americani Whitkoff e Kushner sarebbero dovuti partire in mattinata per i colloqui con l'Iran. Ma visto che non ci sono stati progressi sono rimasti negli Usa.
Secondo Ravid Trump avrebbe deciso di annullare il viaggio dei suoi inviati per via «della posizione dell'Iran». Mentre a Fox News il presidente americano avrebbe detto: «Abbiamo tutte le carte in mano. Possono chiamarci quando vogliono, ma non si possono fare 18 ore di volo per stare lì a parlare del nulla». (ats)
Witkoff e Kushner non sono ancora partiti per Islamabad
Gli inviati americani Steve Whitkoff e Jared Kushner non erano ancora partiti in mattinata per i colloqui con l'Iran. Secondo il giornalista di Axios Barak Ravid, sarebbero ancora a Miami e non ci sarebbero progressi in questa fase. (ats)
Germania invia dragamine nel Mediterraneo, pronta per Hormuz
La Germania muove in anticipo le proprie unità navali nel Mediterraneo in preparazione a una potenziale missione nello Stretto di Hormuz. Il ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius, ha annunciato il dispiegamento di un dragamine e di una nave comando e supporto «per essere pronti ad agire rapidamente qualora il Bundestag (la principale Camera del parlamento tedesco) emettesse un mandato».
«Per risparmiare tempo, abbiamo deciso di dispiegare alcune unità tedesche nel Mediterraneo con anticipo, in modo da non perdere ulteriore tempo una volta ottenuto il mandato», ha spiegato al quotidiano regionale Rheinische Post, particolarmente diffuso nella parte occidentale della Renania Settentrionale-Vestfalia, sottolineando che un approccio analogo era stato adottato per la missione diplomatico-militare di sicurezza marittima Aspides dell'UE nel Mar Rosso, accelerandone l'avvio. Un eventuale intervento nel Golfo Persico resta tuttavia subordinato a condizioni stringenti. »Il primo e principale prerequisito per un dispiegamento navale tedesco nello Stretto di Hormuz è la fine delle ostilità», ha precisato Pistorius.
Sul piano giuridico, il ministro ha proposto di ampliare il mandato di Aspides, includendo anche Hormuz e prevedendo dunque il coinvolgimento di Stati Uniti e Regno Unito. La marina tedesca contribuirebbe con capacità di sminamento per garantire sicurezza e la libertà di navigazione nello stretto. (ats)
Non saranno colloqui diretti
Nessun colloquio diretto tra Iran e Stati Uniti è in programma a Islamabad. A confermarlo sono fonti dell'emittente «Al Arabiya». Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi, come noto, si trova nella capitale pakistana dalla tarda serata di venerdì mentre Washington ha inviato Steve Witkoff e Jared Kushner.
AFPColloqui notturni tra Araghchi e i mediatori pakistani
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, arrivato a Islamabad poco dopo mezzanotte, è stato accolto dai negoziatori pakistani e ha subito iniziato i colloqui, andati avanti per quasi tutta la notte conclusi solamente all'alba. A scriverlo è la CNN che inoltre spiega come il meeting notturno, rispetto alle consuetudini diplomatiche, è un fatto insolito.
Lunedì il possibile incontro tra Stati Uniti e Iran
Stati Uniti e Iran potrebbero incontrarsi, finalmente, lunedì a Islamabad, capitale del Pakistan, per intavolare l'ultimo round di negoziati con l'obiettivo di risolvere la crisi in Medio Oriente.
Il cessate il fuoco non ferma gli attacchi: sei morti in Libano
Gli attacchi israeliani in Libano hanno causato ieri la morte di sei persone, nonostante il cessate il fuoco in corso nella guerra che dura da oltre sei settimane tra Israele e Hezbollah. Lo ha dichiarato il Ministero della Salute libanese. "Gli attacchi aerei del nemico israeliano sul Libano meridionale di oggi hanno provocato il martirio di sei cittadini e il ferimento di altri due", ha affermato il Ministero in una dichiarazione. Due persone sono state uccise a Wadi al-Hujair, due a Touline e una ciascuna a Srifa e Yater, tutte nel Libano meridionale, ha precisato il Ministero. (ats)
AFPL'ipotesi di un nuovo impiego operativo dei dragamine rientra nel più ampio dibattito sul ruolo internazionale del Giappone e sull'interpretazione dell'articolo 9 della Costituzione, che rinuncia alla guerra come strumento di risoluzione delle controversie. La valutazione in corso tiene conto sia delle esigenze di sicurezza energetica, dal momento che il Giappone importa circa il 90% del proprio petrolio via mare, sia dei delicati equilibri diplomatici nella regione mediorientale.
Tokyo potrebbe inviare dragamine nello Stretto di Hormuz
Il governo giapponese considera l'invio di dragamine delle Forze marittime di autodifesa (Msdf) nello Stretto di Hormuz, a fronte della richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza della navigazione nello snodo considerarato cruciale per gli approvvigionamenti di petrolio a livello globale. (ats)



